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#ioleggoperché, è la settimana della lettura per bambini e ragazzi. La scrittrice Silvia Avallone: "Sta a noi adulti trasmettere l'incantesimo"

L'iniziativa degli editori sostenuta dagli scrittori fino a domenica 13 novembre: nelle oltre tremila librerie aderenti si può donare un libro alle biblioteche scolastiche. Perla prima volta coinvolti anche gli asili nido. Garlando: "Più libri leggi più ti liberi dai condizionamenti, hai le parole per poter dire la tua"
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"Non è vero che i bambini e i ragazzi non leggono". Parola di scrittori. "Dipende da noi, genitori, insegnanti, scrittori: siamo noi a dover trasmettere la bellezza della lettura, tocca a noi far passare il messaggio sfidante che leggere è un piacere, non un dovere" esorta Silvia Avallone ricordando la sua iniziazione alla lettura da bambina. "Vedevo mia nonna e mia madre rapite dall'incanto della lettura, loro hanno acceso quella che sin dalle elementari è diventata la mia passione: leggere è il gesto a cui devo la mia libertà di scegliere ciò che sono nella vita, è parte della mia identità, il mio riscatto. Leggere ci dà le parole e i pensieri che allargano le possibilità che abbiamo di creare, di immaginare. E se ora scrivo è perché leggo". Insomma, "si legge perché si vede leggere".

E anche la scuola ha un ruolo in questo con le sue bibliotch…

"Non è vero che i bambini e i ragazzi non leggono". Parola di scrittori. "Dipende da noi, genitori, insegnanti, scrittori: siamo noi a dover trasmettere la bellezza della lettura, tocca a noi far passare il messaggio sfidante che leggere è un piacere, non un dovere" esorta Silvia Avallone ricordando la sua iniziazione alla lettura da bambina. "Vedevo mia nonna e mia madre rapite dall'incanto della lettura, loro hanno acceso quella che sin dalle elementari è diventata la mia passione: leggere è il gesto a cui devo la mia libertà di scegliere ciò che sono nella vita, è parte della mia identità, il mio riscatto. Leggere ci dà le parole e i pensieri che allargano le possibilità che abbiamo di creare, di immaginare. E se ora scrivo è perché leggo". Insomma, "si legge perché si vede leggere".

E anche la scuola ha un ruolo in questo con le sue bibliotche che questa settimana, a partire da oggi sino al 13 novembre, potranno arricchirsi di nuovi libri grazie alla nuova edizione di #ioleggoperché. In questi nove giorni tutti potranno andare nelle librerie aderenti all'iniziativa e donare un libro per le biblioteche scolastiche. "Un gesto semplice, ma straordinario: serve a costruire con i libri il mondo del futuro" spiega Ricardo Franco Levi, presidente dell'Associazione italiana editori che promuove il progetto che alla sua settima edizione muove oltre 23mila scuole, 250 nidi e 3.275 librerie. L'obiettivo è molto concreto perchè il bisogno di libri nelle scuole è enorme. L'indagine condotta dall'Ufficio studi di Aie su 1.956 istituti sui quasi 20.400 aderenti alla scorsa edizione fa emergere che ben il 275 non aveva ancora una biblioteca scolastica nel 2021 e che, tra quelle che l'avevano, il 63% ha un patrimonio librario inferiore ai mille volumi.

Avallone: "La biblioteca a scuola sia un luogo da vivere"

Silvia Avallone, impegnata in un nuovo romanzo dopo "Un'amicizia" (Rizzoli), sostiene con forza le biblioteche scolastiche e più in generale le scuole aperte anche furoi dall'orario di lezione. "La biblioteca in una scuola deve essere un luogo da vivere, dove sperimentare laboratori di scrittura, corsi, iniziative culturali, dove trovarsi per studiare. Se questo avviene stai già iniziando a fare un pezzettino di rivoluzione. Io costruirei l'intera società a partire da questi luoghi: scuola e biblioteca".  

Garlando: fu un prof a darmi il libro che mi fece innamorare della lettura

"Arrivai in prima liceo che avevo letto molto poco, fratel Giuseppe, un mio insegnante, mi ha dato da leggere Luigi Santucci "Non sparate sui narcisi". Non ho più smesso. Quel libro mi ha fatto innamorare dei libri - racconta lo scrittore Luigi Garlando - A cosa serve leggere? A divertirsi, io parto da lì quando devo spiegarlo ai ragazzi. Leggere e scrivere è il gioco più bello del mondo, entri nelle vite degli altri, è un viaggio nel tempo. E più libri leggi più ti liberi dai condizionamenti, hai le parole per poter dire la tua". Ma i libri dentro le scuole non allontanano al piacere della lettura perchè vissuti come "materia" scolastica? "Non credo, anzi. Dentro le biblioteche i ragazzi possono intercettare magari il libro che piace a loro, negli scaffali i volumi devono rappresentare dei messaggi in bottiglia capaci di innescare il piacere della lettura. Altro tema è sapersi avvicinare ai ragazzi: i soliti classici vanno benissimo, ma non cediamo alla pigrizia, proporre anche una letteratura più vicino a loro senza snaturarsi serve a far passare messaggi, ad accendere riflessioni importanti". Libri in mano a nativi digitali, sembra un'impresa impossibile. Garlando sta per uscire con un nuovo romanzo "Siamo come scintille" in cui parla di una influencer che scrive poesie su Instagram. "Anche se la grammatica dei social spinge i ragazzi alla velocità, alle poche parole, alle cose brevi puoi usare questa come rimando - osserva - E' un palleggio: quando impari ad apprezzare le emozioni brevi poi le vai a cercare anche in un racconto lungo".