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"Sensibile", "riservato", "a diffusione limitata": Nordio contro Nordio, così il ministro, per difendere Delmastro, contraddice se stesso

(ansa)
Bisogna partire dalle due "anime" del Guardasigilli per comprendere l'incredibile forzatura tecnica e politica al centro del caso Donzelli
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ROMA - Carlo Nordio magistrato, e per anni pm, e poi procuratore aggiunto a Venezia. Carlo Nordio ministro della Giustizia dal 22 ottobre, giorno in cui ha giurato nelle mani di Mattarella. Bisogna partire da questi "due" Nordio per comprendere l'incredibile forzatura tecnica e politica - foriera in futuro di gravissime conseguenze sul piano della sicurezza - sul caso Delmastro-Donzelli. Ed entrare nel merito delle classificazioni di sicurezza dei report in arrivo a via Arenula dal Dap. 

Partiamo da Nordio, e dalle sue valutazioni iniziali e poi conclusive, sul tipo di segretezza delle informazioni provenienti dal carcere di Bancali (Sassari) contenute in un'informativa, del Gom, il Gruppo operativo mobile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che tra i suoi compito ha proprio quello della vigilanza sui detenuti pericolosi posti al 41bis.

ROMA - Carlo Nordio magistrato, e per anni pm, e poi procuratore aggiunto a Venezia. Carlo Nordio ministro della Giustizia dal 22 ottobre, giorno in cui ha giurato nelle mani di Mattarella. Bisogna partire da questi "due" Nordio per comprendere l'incredibile forzatura tecnica e politica - foriera in futuro di gravissime conseguenze sul piano della sicurezza - sul caso Delmastro-Donzelli. Ed entrare nel merito delle classificazioni di sicurezza dei report in arrivo a via Arenula dal Dap. 

Partiamo da Nordio, e dalle sue valutazioni iniziali e poi conclusive, sul tipo di segretezza delle informazioni provenienti dal carcere di Bancali (Sassari) contenute in un'informativa, del Gom, il Gruppo operativo mobile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che tra i suoi compito ha proprio quello della vigilanza sui detenuti pericolosi posti al 41bis.

Vediamo cosa afferma, il primo febbraio, prima alla Camera e poi al Senato, Nordio, e poi qual è la sua conclusione, nella serata del 2 febbraio, al termine di un approfondimento tecnico con il suo capo di gabinetto Alberto Rizzo. 

Alla Camera Nordio dichiara che "in linea di principio tutti gli atti riferibili ai detenuti in regime di 41bis sono per loro natura sensibili". "Sensibili" vuol dire che non si tratta di carte qualsiasi, prive di rilevanza non solo dal punto di vista della sicurezza dello Stato, ma anche investigativa. Aggiunge Nordio che, per valutarli, è necessaria "una preventiva verifica e una valutazione del loro contenuto". 

Basterebbe questo per essere già certi che il Nordio pubblico ministero, per ovvie ragioni investigative, avrebbe negato non solo a qualsiasi giornalista, ma anche a un suo collega che gliele avesse chieste prima di un necessario approfondimento, i report sulle conversazioni avvenute a Bancali tra Cospito e i detenuti che erano con lui. 

Ma andiamo avanti. Lo stesso Nordio, un'ora dopo al Senato, ripropone la stessa analisi: "Bisogna comprendere di che tipo di atti si tratti; dobbiamo comprendere quale livello di segretezza abbiano, se e chi potesse averne conoscenza, se il destinatario potesse a sua volta divulgarli o condividerli con terzi". In entrambe le relazioni Nordio aggiunge che dopo l'esposto del Verde Bonelli toccherà alla procura di Roma occuparsi del caso, e questo lo spinge ad avere prudenza. 

Una prudenza però che sfuma solo 24 ore dopo. Quando il Nordio ministro è obbligato politicamente a dimenticare di essere stato un magistrato. Siamo a giovedì sera, quando alle 20 e trenta, Nordio, appunto nella sola sua veste di Guardasigilli, chiude la faccenda con una nota in cui sdogana le carte. Perché "non sono coperte da segreto", perché non si tratta di "materiale classificato", perché "non sono frutto di intercettazioni", perché nella mail in arrivo dal Dap era solo apposta la stampigliatura "divulgazione limitata", perché "la materia esula dal segreto di Stato e dalla classificazioni di segretezza".  

Argomenti validi tecnicamente o artificio politico? Un dato è certo, Nordio dimentica del tutto il suo scrupolo, espresso alla Camera e al Senato, sull'indagine della procura di Roma che dovrà accertare il comportamento di Delmastro e Donzelli. Anticipa quella valutazione, di fatto costruisce un alibi per il suo sottosegretario, con delega alle carceri, e per il capogruppo alla Camera di FdI. 

Ma nella sua ricostruzione omette di raccontare che proprio lui stesso, o per suo conto il capo di gabinetto Rizzo da lui delegato a ricostruire il caso, ha determinato un iter accelerato nell'invio delle carte dal Dap a via Arenula. Documentazione "riservata", aveva scritto sul dossier il capo del Gom Mauro D'Amico. Per scrupolo, quando per accelerare i tempi dell'invio le carte vengono trasmesse via mail, dal Dap se ne specifica la "diffusione limitata". Significa che l'unica autorità legittimata a "vedere" le carte è il ministro della Giustizia, com'è sempre avvenuto, in quanto unico titolare del 41bis, e delegato a decidere la riconferma o la sospensione o cancellazione del carcere duro.

Le classifiche sono quattro:

    segretissimo (SS)
    segreto (S)
    riservatissimo (RR)
    riservato (R)

e sono attribuite dall'originatore dell'informazione, a seconda della gravità del danno che la rivelazione non autorizzata della stessa causerebbe alla sicurezza dello Stato.

Quanto agli effetti, le classifiche:

limitano l'accesso a una determinata informazione ai soli soggetti che abbiano necessità di conoscerla nell'esercizio delle proprie funzioni, conoscano le regole per la sua corretta gestione e conservazione, siano muniti di appropriata abilitazione, tranne nel caso della classifica "riservato".

(da sicurezzanazionale.gov.it)

Non c'è bisogno di disquisire sui livelli di segretezza - stabiliti dall'articolo 42 dalla legge 124 del 2007 che stabilisce natura e compiti dei nostri servizi segreti e che, in quell'articolo, entra nel merito delle varie classificazioni - per comprendere che le conversazioni tra criminali al 41bis non possono essere diffuse urbi et orbi per la semplice ragione che potrebbero determinare un'indagine della magistratura. Va detto qui, per chiarezza ma anche in analogia, che se si fosse trattato di intercettazioni disposte dalla magistratura, la natura di quegli appunti sarebbe stata del tutto riservata e quindi non oggetto di una possibile diffusione. 

Certo, in quanto titolare del 41bis, il Guardasigilli è una sorta di "proprietario" di quelle note che arrivano dal Dap. Può utilizzarle per decidere sul destino di un 41bis (proroga o sospensione), può trasmetterle alla magistratura, di certo non può utilizzarle per attaccare politicamente una parte che gli è avversa. 

È certo che il Nordio magistrato di Venezia non avrebbe mai consentito la diffusione di quella relazione. Lui stesso, in audizione alla Camera e al Senato, ha espressamente detto di aver tenuto sempre segrete le intercettazioni fatte, ad esempio, per l'inchiesta sul Mose. Vieppiù questi ascolti in arrivo da Bancali - non frutto di intercettazioni bensì di un agente del Gom che ha sentito parlare tra loro i detenuti - non potevano assolutamente essere diffusi. 

Non foss'altro che per un ovvio motivo. Nordio, di fronte allo sciopero della fame di Cospito da 106 giorni, è l'unico che può decidere il destino carcerario del detenuto. Quelle carte, che adesso il mondo intero conosce per l'ostensione che ne ha fatto Donzelli, erano parte integrante del dossier da vagliare per decidere se mantenere il 41bis oppure sospenderlo per una collocazione di Cospito in Alta sicurezza (come suggerisce il capo della Dna Giovanni Melillo), o ancora eliminarlo del tutto. 

Non solo. Dopo averle valutate per questo scopo, Nordio avrebbe dovuto trasmetterle alla magistratura per valutare il comportamento di Cospito. Ma Andrea Delmastro, il suo sottosegretario, forte della delega sul Dap, lo ha anticipato. Ma Delmastro - è questo è un punto determinante che a questo punto solo la magistratura potrà accertare - non è titolare della delega al 41bis. Delega che consente al ministro di essere il destinatario dei report del Gom. In questo senso, Del Mastro non avrebbe dovuto entrare in possesso di quelle carte in quanto privo di una delega specifica. E men che meno raccontarle così dettagliatamente al punto che il suo compagno di stanza Donzelli ha potuto citare alla Camera perfino le virgolette. Toccherà alla magistratura, che ormai arriva alla fine di questa storia, ricostruire le responsabilità di ciascuno. Per cui Nordio ministro, ma soprattutto pm per 40 anni, dovrà spiegare a un suo collega cos'è avvenuto in via Arenula.