Neofascisti, negazionisti climatici e manager del petrolio. Il ministero dell’Ambiente senza ambientalisti ai tempi della destra
di Corrado ZuninoL'eurodeputato di Fratelli d'Italia Francesco Fiocchi, produttore di proiettili e cacciatore
ROMA – Fratelli d’Italia ha preso il ministero dell’Ambiente e lo ha reso inerte. Lo aveva promesso in campagna elettorale, la scorsa estate: l’Economia, le Infrastrutture, l’Agricoltura devono fare, e creare ricchezza, senza che l’Ambiente freni, ponga veti, interrompa. Sta accadendo in questo primo anno di legislatura, sotto la regia del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, uomo di riferimento di premier Meloni e vero e proprio commissario di un ministero ufficialmente affidato a un forzista, il commercialista Gilberto Pichetto Fratin, che per una vita si è occupato di altro.
Fin dal giuramento di fronte al presidente della Repubblica, l’ex assessore della Regione Piemonte ha accettato il cambio del nome del dicastero: al titolo Ambiente, così di sinistra, si è aggiunta la difesa della Sicurezza energetica, che è un innesto innaturale rispetto ai compiti dati al ministero a partire dal 1983, anno di nascita. Con la…
ROMA – Fratelli d’Italia ha preso il ministero dell’Ambiente e lo ha reso inerte. Lo aveva promesso in campagna elettorale, la scorsa estate: l’Economia, le Infrastrutture, l’Agricoltura devono fare, e creare ricchezza, senza che l’Ambiente freni, ponga veti, interrompa. Sta accadendo in questo primo anno di legislatura, sotto la regia del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, uomo di riferimento di premier Meloni e vero e proprio commissario di un ministero ufficialmente affidato a un forzista, il commercialista Gilberto Pichetto Fratin, che per una vita si è occupato di altro.
Fin dal giuramento di fronte al presidente della Repubblica, l’ex assessore della Regione Piemonte ha accettato il cambio del nome del dicastero: al titolo Ambiente, così di sinistra, si è aggiunta la difesa della Sicurezza energetica, che è un innesto innaturale rispetto ai compiti dati al ministero a partire dal 1983, anno di nascita. Con la destra populista il palazzo dell’Ambiente è diventato il contenitore di silenziosi sherpa dei ministeri produttivi: realizza dossier su commissione e non disturba mai i manovratori di governo.
Il sottosegretario: “Troppi orsi”
Un manifesto esemplare del doppio binario dei neopotenti del ministero – estremista di destra e politico fuori posto – è Claudio Barbaro, un fratello d’Italia che nelle ultime 24 ore si è messo in luce per la solidarietà offerta alle esternazioni fuori controllo sulla strage di Bologna di Marcello De Angelis, capo delle comunicazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Prima di approdare all’Ambiente, lo scorso autunno, Barbaro aveva impilato un buon numero di sconfitte elettorali, questo a partire dal 2001, e con 27 anni di presidenza consecutiva dell’Asi, le Associazioni sportive e sociali italiane, aveva condotto un intenso lavoro di affiliazione clientelare allo sport di destra.
Una dichiarazione programmatica di Claudio Barbaro, 68 anni, sottosegretario del ministero dell'Ambiente
Al ministero dell’Ambiente Barbaro ha iniziato a esercitare il suo ruolo ricordando l’ecologismo mussoliniano: “Quando l'11 gennaio del 1923 venne costituito ufficialmente il Parco nazionale d’Abruzzo”, ha scritto, “i governanti di allora regalarono all’Italia un luogo unico in cui preservare la biodiversità e conservare la nostra storia”. In verità, quel Parco la nazione lo deve a Erminio Sipari, pioniere della conservazione della natura in Italia nonché deputato radicale del Regno per quattro legislature, di cui le ultime due durante il periodo fascista.
Il sottosegretario rivendica con fierezza l’ecologismo di destra: “Non c’è un ambientalista più convinto di un conservatore”, cita Giorgia Meloni, “sapremo andare oltre l’ambientalismo ideologico e le dichiarazioni d’Intenti”. In questa stretta decisionale, Barbaro si è fatto notare per aver chiesto a forza una riapertura delle regole di gestione degli orsi in Trentino: “Entro la prima decade di maggio, gli uffici del ministero dell'Ambiente e della sicurezza procederanno a una ricognizione della normativa nazionale e comunitaria per proporre misure per la gestione dei plantigradi in soprannumero. Ascolteremo, ovviamente, anche le associazioni ambientaliste”. Alla fine.
Lo spoil system de noantri
Il governo in carica in dieci mesi ha riempito il dicastero, collocato, a Roma, sull’arteria a lunga percorrenza Cristoforo Colombo, di dirigenti e funzionari non qualificati. Meglio, che con l’ambiente non c’entrano nulla, a partire dal ministro. Gilberto Pichetto Fratin da assessore si è occupato di industria, artigianato, commercio, bilancio, patrimonio, contenzioso, mai di ambiente, e così da senatore. Come viceministro del Governo Draghi si è dedicato alle aziende inquinanti da riconvertire, unico passaggio del curriculum da rivendicare. Sul piano dei convincimenti culturali è pubblicamente contro lo stop delle auto con motore a combustione.
La segretaria del ministro è Roberta Nelly Spada, 45.000 euro lordi l’anno per il ruolo. Nella vita non ha mai avvicinato, neppure per sbaglio, le questioni ambientali. All’Università di Siena è cresciuta insieme alle associazioni studentesche di destra e al terzo anno del primo ciclo di Scienze politiche ha scritto una tesi così titolata: “Dall’Msi ad Alleanza nazionale. La storia, la politica, la cultura del partito della destra italiana”. Una gioventù nell’Azione cattolica, cresciuta dopo la laurea tra Gasparri e Quagliariello, Nelly Spada è diventata famosa per il suo sfondo Facebook: una frase di un gruppo rock neofascista, i 270 bis fondati da Marcello De Angelis, ex di Terza posizione, ora portavoce del presidente Francesco Rocca in Regione Lazio e impegnato, appunto, nel negazionismo stragista. La lirica amata dalla segretaria Spada diceva: “Guarda che belle le aquile di marmo sulle colonne antiche e gli eroi fascisti gettarsi sulle baionette nemiche". Il rimando è al Ponte Flaminio di Roma, che collega i Parioli con Tor di Quinto, progettato sul finire degli Anni '30. La canzone prosegue così: "Vieni a passeggio con me su Ponte Mussolini, dove corrono i bambini con fazzoletti neri, oggi come ieri".
La scritta ispirata a una lirica di Marcello De Angelis ripresa sullo sfondo Facebook da Roberta Nelly Spada, segretaria del ministro Gilberto Pichetto Fratin
Il segretario particolare del ministro è Alberto Serafia, già direttore di diversi centri commerciali tra Rivalta di Torino e Asti, Como e Ancona. La sua attinenza con il ministero che gli versa la diaria è tutta nel suo diploma: perito agrario.
L’avvocato nostalgico e inquinatore
Il personaggio più alieno al luogo istituzionale in questo spoil system de noantri, che ricorda i metodi del ministro e poi sindaco di Roma Gianni Alemanno, un professionista della sistemazione di amici ed estremisti nelle istituzioni, è proprio il capo segreteria del sottosegretario Claudio Barbaro, l’avvocato Ettore de Conciliis de Iorio, l’autore dell’intemerata difesa del negazionismo stragista di De Angelis. Da ambientalista di spessore, De Conciliis ama le Jaguar e le Harley Davidson e lo fa sapere. Scrive su Facebook, perché gli avanguardisti d’Italia hanno un rapporto logorroico con i social: “Che questo sia l'anno in cui i quattordicenni tornino in sella ai cinquantini con le marmitte modificate a corteggiare le loro compagne di classe facendo gli spacconi su una ruota sola; se ci fate caso, da quando usano le microcar o, peggio, i monopattini, le cose vanno maluccio”.
L'avvocato Ettore De Conciliis de Iorio, capo segreteria del sottosegretario Claudio Barbaro
De Conciliis diffonde con compiacimento barzellette sugli ecoansiosi, lo ha fatto riprendendo l’intervista di Repubblica alla psicologa Marcella Danon. E diffonde foto dell’atleta trasgender Valentina Petrillo, qualificata per la semifinale dei 200 dell’ultimo nazionale, così commentando: “Una grande atleta, non c'è dubbio... eppure a guardarla mi sembra che ci sia qualcosa di strano...”. E giù battute degli amici Fb sui genitali della duecentista da tagliare. Sul Sanremo 2023, l’avvocato posizionato all’Ambiente ha scritto: “Passi il fatto che un tizio possa prendere un altro tizio, per di più sposato, ficcargli la lingua in bocca in mondovisione e twerkargli sul c... e nessuno dica niente. Non perché ci sia niente di male, tipo giudizio puritano. È che in realtà sono invidioso perché se lo fa qualunque etero con una donna finisce in galera”. Le femministe, sostiene, sono pazzoidi: “Sono arrivate al cat calling... Cioè non si può chiamare, guardare o fischiare a una donna per strada perché è molestia”.
Ex attivista ad Avellino di Azione giovani, de Conciliis rende pubblici video su Youtube sulle falsità “dei negazionisti del carteggio Churchill-Mussolini, la vulgata antifascista”. Il 15 luglio ha inneggiato al volo, consumato novant’anni prima, di Italo Balbo, “la più epica impresa aerea mai realizzata dall'uomo” e riempie il social con ricordi dei neofascisti uccisi negli anni di piombo e attacchi a Dario Fo e Franca Rame. Le foto su Facebook, postate con serialità, rimandano a slogan antichi: “Brillano i fuochi, stanotte. È viva la fiamma che purifica e offre energia”. E nel solstizio dell’estate 2023, rito druidico, l’avvocato verga: “Vita che si bagna nella vita, sole che si illumina nel sole”. Frasario del Ventennio.
Sul piano ambientale, l’avvocato De Conciliis fa rimbalzare i titoli sullo stop meloniano alla volontà europea di fermare auto diesel dopo il 2035. E di ritorno da un convegno in Unione europea con Barbaro, Lollobrigida e i più duri cacciatori del continente scrive: “Sui calendari venatori Ispra si limiti a dare pareri scientifici”.
L’erede della fabbrica di munizioni
L’uomo dei cacciatori in seno a Fratelli d’Italia è l’eurodeputato Pietro Fiocchi, erede dell’azienda Fiocchi Munizioni Spa, leader nel settore della produzione di proiettili. E’ uso partecipare a tutti gli incontri internazionali sul tema per opporsi in ogni sede a ciò che l’Unione europea chiede. Per esempio, lo stop agli spari nelle aree umide. Fiocchi ritiene un problema persino assecondare il progetto Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, che vuole impedire l’esportazione dei trofei di caccia dal sud del mondo.
Francesco Fiocchi, eurodeputato di Fratelli d'Italia, produttore di munizioni e cacciatore
“Il cacciatore”, ha detto l’eurodeputato nell’intervento che ha aperto l’ultimo convegno Ue, “è la vera sentinella della natura, essenziale nella difesa della biodiversità”. In campagna elettorale diceva di più: “Togliamo la legge sulla caccia, la 157, dalle mani dell’Ispra e cambiamo i funzionari ministeriali animalisti”. Nel corso di una missione della Commissione ambiente in Bulgaria, l’eurodeputato Fiocchi si è divertito a rendere pubblica una foto che mostrava i suoi successi nel corso di una battuta di caccia privata: la testa di un daino, adagiata ai piedi. Era in uscita pubblica, pagato dai cittadini.
L’altra sottosegretaria del ministero dell’Ambiente, Vannia Gavia, Lega, poi promossa viceministra, ha avuto mansioni ambientali anche sotto il Governo Draghi, ma la sua preparazione è tutta improntata al marketing: sales management e vendita in ufficio. Nella precedente legislatura ha avviato un decreto, prima firmataria, per rendere più semplice la disciplina della gestione di terre e rocce da scavo, atto che con questo ministro è entrato nel Piano nazionale di resilienza e ripresa, giusto per velocizzare le pratiche lente del Pnrr.
Climascettici e promotori delle benzine
Il 4 agosto il governo ha nominato Massimiliano Panero, un neofascista piemontese, noto negazionista climatico, candidato in passato con Casapound, nel Consiglio di amministrazione di Sogesid, la società d'ingegneria co-gestita dal ministero dell'Ambiente e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Silenzio assenso da Pichetto Fratin.
Poi c’è Nello Angelucci, un sopravvissuto cinque stelle. Consigliere comunale a Roma con Virginia Raggi, dal marzo 2022 (Governo Draghi) ha trovato spazio alla direzione generale delle valutazioni ambientali (Va) del ministero. Ingegnere meccanico, il suo curriculum è aderente al ruolo istituzionale: è stato venditore di lubrificanti industriali nel Sud Italia per la Mobil, poi con la stessa funzione è passato ai concorrenti della Esso, quindi di nuovo in una Mobil fusa con la Exxon e infine alle relazioni istituzionali Esso, “a promuovere e proteggere la reputazione e gli interessi del gruppo in Italia”. Dagli interessi degli estrattori del fossile alla difesa dell’ambiente, è un passo. Angelucci nel dicastero si è riunito all’architetto Gianluigi Nocco, oggi direttore generale alle valutazioni ambientali. Entrambi si sono costruiti una carrierina partendo dal X Municipio di Roma, dove l’attivista Angelucci ha fatto politica e il tecnico Nocco è stato responsabile della programmazione del territorio.
Nell’Ispra sotto attacco c’è un membro del Consiglio d’amministrazione entrato sì con il precedente ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ma che con questo governo non ha avuto problemi a diventare consigliera Eni, gli alfieri dell’energia fossile e della trivellazione dei fondali italiani. E’ l’avvocatessa Cristina Sgubin, ha assunto la carica conflittuale nel maggio 2023. Nessuno in ministero ha fatto notare il conflitto. La Sgubin, tra l’altro, è anche consigliera di Vianini spa (Caltagirone, costruttori, inceneritori e altro).
Il presidente della delicata commissione congiunta Via e Vas, la commissione di Impatto ambientale, chiamata in causa e poi pressata per ogni progetto industriale e urbanistico, è il consigliere della Corte dei conti Massimiliano Atelli, che ha voluto mantenere la carica anche dopo essere stato nominato capo di gabinetto dal ministro dello Sport, Giovanni Abodi (Fdi).