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Il Papa in Campidoglio: “Il Giubileo non sia un aggravio o un peso per Roma”

(ansa)
“Continui Roma a manifestare il suo vero volto, un volto accogliente, ospitale, generoso, nobile”. E ricorda i migranti, i più poveri, le persone sole, i malati, i carcerati, gli esclusi: “Avvicinare centro e periferie”. Gualtieri: “Roma ha sete di speranza”
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In piazza del Campidoglio, sotto un nuvolone grigio, uno sparuto gruppetto di turisti, accanto ai volontari della Protezione civile e ai Vigili urbani schierati, si affaccia alle transenne sistemate per l’occasione. Sotto la statua del Marcaurelio qualcuno si fa un selfie, passa un gruppetto di musicisti in abiti tradizionali. Su palazzo senatorio sventolano quattro bandiere, romana, europea, italiana e vaticana. Papa Francesco arriva in anticipo di una ventina di minuti rispetto al previsto. E’ la seconda volta che il vescovo di Roma visita la sede del Comune di Roma, dopo quella del marzo 2019 alla sindaca Virginia Raggi. Questa volta ad accoglierlo è Roberto Gualtieri, e il tema di fondo, che nelle scorse settimane ha suscitato anche qualche frizione tra le due sponde del Tevere, è l’ormai prossimo Anno santo.

(ansa)

La collaborazione per il Giubileo

"Ora Roma si appresta a ospitare il Giubileo del…

In piazza del Campidoglio, sotto un nuvolone grigio, uno sparuto gruppetto di turisti, accanto ai volontari della Protezione civile e ai Vigili urbani schierati, si affaccia alle transenne sistemate per l’occasione. Sotto la statua del Marcaurelio qualcuno si fa un selfie, passa un gruppetto di musicisti in abiti tradizionali. Su palazzo senatorio sventolano quattro bandiere, romana, europea, italiana e vaticana. Papa Francesco arriva in anticipo di una ventina di minuti rispetto al previsto. E’ la seconda volta che il vescovo di Roma visita la sede del Comune di Roma, dopo quella del marzo 2019 alla sindaca Virginia Raggi. Questa volta ad accoglierlo è Roberto Gualtieri, e il tema di fondo, che nelle scorse settimane ha suscitato anche qualche frizione tra le due sponde del Tevere, è l’ormai prossimo Anno santo.

(ansa)

La collaborazione per il Giubileo

"Ora Roma si appresta a ospitare il Giubileo del 2025", ha ricordato Bergoglio nel discorso che ha rivolto agli amministratori nella sala del Consiglio comunale. “Tale evento è di carattere religioso, un pellegrinaggio orante e penitente per ottenere dalla misericordia divina una più completa riconciliazione con il Signore. Esso, tuttavia, non può non coinvolgere anche la città sotto il profilo delle attenzioni e delle opere necessarie ad accogliere i tanti pellegrini che la visiteranno, aggiungendosi ai turisti che vengono ad ammirare il suo immenso tesoro di opere d’arte e le grandiose tracce dei secoli passati. Roma è unica. Perciò – ha proseguito il Papa argentino – anche il prossimo Giubileo potrà avere una ricaduta positiva sul volto stesso della città, migliorandone il decoro e rendendo più efficienti i servizi pubblici, non solamente nel centro ma favorendo l’avvicinamento tra centro e periferie. E questo è molto importante perché la città cresce e questo rapporto diventa ogni giorno più importante, per questo a me piace visitare le parrocchie di periferia, così sentono che il vescovo è vicino: sarebbe facile visitare il centro. E’ impensabile – ha sottolineato Francesco – che tutto questo possa svolgersi ordinatamente e nella sicurezza senza l’attiva e generosa collaborazione delle Autorità del Comune capitolino e quelle nazionali. Ringrazio vivamente a questo proposito le Autorità comunali per l’impegno profuso nel preparare Roma ad accogliere i pellegrini del prossimo Giubileo, e il Governo italiano per la sua piena disponibilità a collaborare con le Autorità ecclesiastiche per la buona riuscita del Giubileo, confermando la volontà di amichevole collaborazione che caratterizza i reciproci rapporti tra Italia e Santa Sede. Sono rapporti umani: tante volte si può pensare che quello che conta nei rapporti sono i soldi: no, sono rapporti umani.Roma, città dallo spirito universale. Questo spirito vuole essere al servizio della carità, al servizio dell’accoglienza e dell’ospitalità. Pellegrini, turisti, migranti, quanti si trovano in gravi difficoltà – ha rimarcato ancora Francesco – i più poveri, le persone sole, quelle malate, i carcerati, gli esclusi siano i più veritieri testimoni di questo spirito. Per questo ho decisi di aprire – ha detto il Papa tra gli applausi – una porta santa in carcere. Possano testimoniare che l’autorità è pienamente tale quando si pone al servizio di tutti, quando usa il suo legittimo potere per venire incontro alle esigenze della cittadinanza e, in modo particolare, dei più deboli, degli ultimi. Questo non vale solo per voi politici, anche per i preti: la vicinanza”.

“Non un aggravio o un peso”

"Continui Roma a manifestare il suo vero volto, un volto accogliente, ospitale, generoso, nobile. L’enorme afflusso nell’Urbe di pellegrini, turisti e migranti, con tutto ciò che significa in termini di organizzazione – ha notato ancora il vescovo di Roma – potrebbe essere visto come un aggravio, un peso che frena e intralcia lo scorrere normale delle cose. In realtà, tutto questo è Roma, la sua specificità, unica al mondo, il suo onore, la sua grande attrattiva e la sua responsabilità verso l’Italia, verso la Chiesa, verso la famiglia umana. Ogni suo problema è il rovescio della sua grandezza e, da fattore di crisi, può diventare opportunità di sviluppo: civile, sociale, economico, culturale. L’immenso tesoro di cultura e di storia adagiato sui colli di Roma è l’onore e l’onere della sua cittadinanza e dei suoi governanti, e attende di essere adeguatamente valorizzato e rispettato. Rinasca in ciascuno la consapevolezza del valore di Roma – l’auspicio del Papa – del simbolo che essa rappresenta in tutti i continenti; e si confermi, anzi cresca la reciproca fattiva collaborazione tra tutti i poteri che vi risiedono, per un’azione corale e costante, che la renda ancora più degna del ruolo che il destino, o meglio la Provvidenza, le ha riservato”.

La cerimonia della mattinata

Subito dopo il suo arrivo alle 8.40, papa Francesco si è affacciato sul Foro romano insieme al sindaco, ed ha poi avuto un colloquio privato con Roberto Gualtieri nello studio del primo cittadino. Dopo aver apposto la sua firma sul Libro d’Oro del Comune, nell’aula Giulio Cesate ha rivolto il suo discorso ai consiglieri e agli assessori, introdotto dalla presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli, che ha evocato gli appelli del Papa per la pace nel mondo, e dallo stesso sindaco Gualtieri (“Roma ha sete di speranza”, ha detto il primo cittadino, ricordando il convegno sui “mali di Roma” promosso dal Vicariato nel 1974 definendo “prezioso e fecondo”, ancora oggi, il contributo della Chiesa). Al termine della visita, Francesco e il sindaco si affacciano dalla loggia del Palazzo Senatorio e infine, al Portico del Vignola, tra dagli squilli di tromba dei fedeli di Vitorchiano, si congeda e torna in Vaticano.

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