Papa Francesco ha raggiunto il sagrato della basilica vaticana a conclusione della domenica delle Palme in piazza San Pietro. “Buona domenica delle palme, buona Settimana santa”, ha detto Bergoglio al microfono, con voce ancora un po’ incerta e salutando con le mani. Il Papa non aveva i naselli per l’ossigeno.
Nell’ultima settimana Bergoglio, ancora convalescente per una polmonite bilaterale, è apparso più volte a sorpresa: domenica scorsa a conclusione della messa per il Giubileo dei malati, giovedì pomeriggio a San Pietro, vestito con pantaloni scuri, una maglia bianca e una sorta di poncho appoggiato sul petto, e di nuovo ieri a Santa Maria Maggiore. Oltretevere si dava quasi per scontato che anche oggi sarebbe apparso ma il cielo piovigginoso di inizio mattinata aveva creato incertezza fino all’ultimo momento. A conclusione della messa, però, e quando su piazza San Pietro era rispuntato il sole, Francesco è uscito dalla basilica all’aperto.
Papa Francesco ha raggiunto il sagrato della basilica vaticana a conclusione della domenica delle Palme in piazza San Pietro. “Buona domenica delle palme, buona Settimana santa”, ha detto Bergoglio al microfono, con voce ancora un po’ incerta e salutando con le mani. Il Papa non aveva i naselli per l’ossigeno.
Nell’ultima settimana Bergoglio, ancora convalescente per una polmonite bilaterale, è apparso più volte a sorpresa: domenica scorsa a conclusione della messa per il Giubileo dei malati, giovedì pomeriggio a San Pietro, vestito con pantaloni scuri, una maglia bianca e una sorta di poncho appoggiato sul petto, e di nuovo ieri a Santa Maria Maggiore. Oltretevere si dava quasi per scontato che anche oggi sarebbe apparso ma il cielo piovigginoso di inizio mattinata aveva creato incertezza fino all’ultimo momento. A conclusione della messa, però, e quando su piazza San Pietro era rispuntato il sole, Francesco è uscito dalla basilica all’aperto.
Il Pontefice argentino è stato accolto dagli applausi dei fedeli, diversi di loro si sono protesti per toccarlo. Francesco ha voluto salutare i cardinali presenti, nonché gli altri superiori di Curia, diplomatici, esponenti di altre Chiese e fedeli presenti sul sagrato di San Pietro. Bergoglio si è fermato a salutare, in particolare, suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato vaticano, Emilce Cuda, segretario della Pontificia accademia per l’America latina, e un gruppo di monache e due bambini, ai quali ha voluto che venissero regalate delle caramelle. A spingere la carrozzina, come di consueto, il suo infermiere di fiducia Massimiliano Strappetti, e accanto al Papa, oltre ai gendarmi, il suo segretario don Juan Cruz Villalon. Francesco è rimasto in tutto pochi minuti.
Rientrato in basilica, il Papa – come peraltro aveva già fatto nel corso del suo giro improvvisato di giovedì pomeriggio – si è nuovamente fermato in preghiera dinanzi alla tomba di papa Pio X e al monumento dedicato a Benedetto XV, i due Pontefici che si impegnarono per porre fine alla prima guerra mondiale. Nel suo percorso di ritorno alla sua residenza di Casa Santa Marta, il Papa ha salutato, tra gli altri, padre Enzo Fortunato, il segretario del dicastero per Laici, Vita e Famiglia, Gleison De Paula Souza, e, infine, il cardinale Louis Antonio Tagle.
L’inizio della Settimana santa
La celebrazione della domenica delle Palme, che marca l’inizio della Settimana santa, inizia con la processione cardinali, vescovi, ministri e fedeli dal braccio di Costantino fino all’obelisco che si erge al centro di piazza San Pietro. La ricorrenza commemora il racconto evangelico dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme – andando incontro alla morte e risurrezione – seduto cavalcando un’asina, accolto dalla folla con rami di palma, simbolo della pace.
Il cardinale Leonardo Sandri, vice-decano del collegio cardinalizio, ha presieduto la celebrazione in rappresentanza di papa Francesco. Secondo la Radio vaticana presenti all’interno del colonnato berniniano 20mila persone.
Debolezza fisica e tenerezza di Dio
Nel testo preparato per l’Angelus, e diffuso a mezzogiorno dalla sala stampa vaticana, il Papa scrive: “Tutti abbiamo dolori, fisici o morali, e la fede ci aiuta a non cedere alla disperazione, non chiuderci nell’amarezza, ma ad affrontarli sentendoci avvolti, come Gesù, dall’abbraccio provvidente e misericordioso del Padre. Sorelle e fratelli”, prosegue Bergoglio, “vi ringrazio tanto per le vostre preghiere. In questo momento di debolezza fisica mi aiutano a sentire ancora di più la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio. Anch’io prego per voi, e vi chiedo di affidare con me al Signore tutti i sofferenti, specialmente chi è colpito dalla guerra, dalla povertà o dai disastri naturali”. Nel testo dell’Angelus il Papa ricorda le vittime del del crollo di un locale a Santo Domingo e prega per diverse situazioni di conflitto nel mondo, soffermandosi in particolare sulla guerra in Sudan, che va avanti da due anni, e per il Libano, “dove cinquant’anni fa cominciò la tragica guerra civile”, e poi prega “venga finalmente la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar, Sud Sudan”.
La croce delle guerre e della miseria
Nell’omelia letta dal cardinale Sandri, il Papa, commentando l’episodio evangelico di Simone il Cireneo che porta la croce al posto di Gesù nel percorso verso il Calvario, ha scritto: "Quando vediamo la moltitudine di uomini e donne che odio e violenza gettano sulla via del Calvario, ricordiamoci che Dio trasforma questa via in luogo di redenzione, perché l’ha percorsa dando la sua vita per noi. Quanti cirenei portano la croce di Cristo! Li riconosciamo? Vediamo il Signore nei loro volti, straziati dalla guerra e dalla miseria? Davanti all’atroce ingiustizia del male, portare la croce di Cristo non è mai vano, anzi, è la maniera più concreta di condividere il suo amore salvifico. La passione di Gesù diventa compassione quando tendiamo la mano a chi non ce la fa più, quando solleviamo chi è caduto, quando abbracciamo chi è sconfortato. Fratelli, sorelle, per sperimentare questo grande miracolo della misericordia, scegliamo lungo la Settimana Santa come portare la croce: non al collo, ma nel cuore. Non solo la nostra, ma anche quella di chi soffre accanto a noi; magari di quella persona sconosciuta che il caso – ma è proprio un caso? – ci ha fatto incontrare”.