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Omicidio barman, arrestato complice del vigile killer. Il teste: “Ucciso per ricatto con video gay”

(ansa)

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Riccardo Salvagno in carcere da dieci giorni per aver ucciso Sergiu Tarna avrebbe raccontato all’amico il movente. Ancora non si trova l’arma del delitto
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"L'ho ucciso perché mi ricattava con un video in cui facevo sesso con un uomo. Sono stato sedato, drogato e ripreso con il suo telefonino. Da giorni mi chiedeva qualcosa in cambio per avere quel video, per questo l'ho ammazzato". La confessione più chiara di Riccardo Salvagno, il vigile urbano in carcere da dieci giorni per l'omicidio del giovane barman moldavo Sergiu Tarna ucciso con un colpo di pistola alla tempia il 31 dicembre nelle campagne di Mira (Venezia), è quella fatta all'amico che lo ha ospitato per una notte a Tenerife dove Salvagno era fuggito dopo il delitto.

Oggi, dopo giorni di ricerca, è stato anche arrestato dai carabinieri di Venezia un uomo di 38 anni, residente a Spinea, che sarebbe il complice di Salvagno. A fare ai carabinieri …

"L'ho ucciso perché mi ricattava con un video in cui facevo sesso con un uomo. Sono stato sedato, drogato e ripreso con il suo telefonino. Da giorni mi chiedeva qualcosa in cambio per avere quel video, per questo l'ho ammazzato". La confessione più chiara di Riccardo Salvagno, il vigile urbano in carcere da dieci giorni per l'omicidio del giovane barman moldavo Sergiu Tarna ucciso con un colpo di pistola alla tempia il 31 dicembre nelle campagne di Mira (Venezia), è quella fatta all'amico che lo ha ospitato per una notte a Tenerife dove Salvagno era fuggito dopo il delitto.

Oggi, dopo giorni di ricerca, è stato anche arrestato dai carabinieri di Venezia un uomo di 38 anni, residente a Spinea, che sarebbe il complice di Salvagno. A fare ai carabinieri il nome del complice è stato lo stesso vigile, l’uomo è stato arrestato a casa sua dove viveva ancora con i genitori.

La confessione

In una intervista al Gazzettino, N.I, (queste le iniziali dell'uomo originario della Riviera del Brenta) conferma precisandola la versione data dal vigile che ha indirizzato i carabinieri del comando provinciale di Venezia sulla pista del ricatto sessuale. L'amico che vive a Tenerife racconta di aver visto arrivare Salvagno improvvisamente la sera del 2 gennaio e di aver saputo direttamente da lui cosa era successo Il vigile gli avrebbe detto di non aver mai visto questo video ma di essere ricattato dal barman da diversi giorni. Ed era probabilmente questo il motivo per cui già il 29 dicembre, quando Sergiu Tarna era ancora vivo ma il ricatto era già in atto, Salvagno aveva chiamato il suo amico a Tenerife dicendogli che aveva intenzione di raggiungerlo in Spagna per trasferirsi lì, cercarsi casa e lavoro e cambiare vita.

Poi però, il 2 gennaio, l'arrivo improvviso del vigile e la confessione del delitto al quale l'amico sostiene di non aver creduto pensando fosse una delle consuete paranoie di cui Salvagno soffriva. Secondo l'amico, la mattina dopo Salvagno era già andato via. Il vigile è stato poi arrestato tre giorni dopo a Venezia dove era rientrato passando da Madrid.

La caccia al video

Una testimonianza, quella dell'amico, che conferma dunque la pista del ricatto sessuale anche se il video di cui Salvagno parla, e di cui anche altri amici comuni avevano sentito parlare, non è stato ancora trovato dai carabinieri. Non era in nessuno dei due telefonini ritrovati addosso a Tarna ucciso e abbandonato in campagna a pochi metri da casa di Salvagno e questa è una stranezza visto che se il movente è questo è singolare che dopo l'omicidio il vigile non si sia impossessato dei due cellulari per cercare il video che lo angosciava. E oggi è stato arrestato il suo complice, l'uomo ripreso dalle telecamere di zona all’alba del 31 mentre sotto minaccia di una pistola Salvagno costringeva Sergiu Tarna a salire in auto con lui per condurlo nel luogo dove poi la mattina dopo è stato trovato cadavere da un fotoamatore.

L’arma del delitto

Non è stata ancora ritrovata invece l'arma del delitto, probabilmente la pistola d'ordinanza di Salvagno che ha detto di essersene sbarazzato nel primo tratto della sua fuga, avvenuto in macchina verso Valencia. Da dove poi ha preso un volo per raggiungere a Tenerife l'amico a cui ha confessato il delitto.

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