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Famiglia nel bosco, Papa Leone risponde alla lettera di Catherine: “Pregherò per voi”

Catherine Birmingham, nella sua casa a Palmoli 

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La risposta del Segretariato di Stato alla richiesta di aiuto della madre australiana, in attesa del rientro a casa dei tre figli. La decisione del Tribunale per i minorenni tarda
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ROMA – Gli uffici di Papa Leone XIV hanno risposto alla lettera accorata di Catherine Birmingham, cattolica atipica che il 28 maggio scorso aveva chiesto al pontefice di interessarsi della dolorosa storia sua e del marito Nathan Trevallion, i cui tre bambini da quasi nove mesi vivono nella struttura protetta di Vasto. Secondo quanto riporta l’avvocato della famiglia, Simone Pillon, il pontefice ha risposto "di aver preso nota del contenuto della loro lettera" e di "ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere". Questo, nelle due righe scritte e recapitate dal Segretariato di Stato, prese in visione da Repubblica.

Nathan e Cate avevano chiesto al papa “interessamento e preghiere” ringraziandolo “per le parole ferme usate nella s…

ROMA – Gli uffici di Papa Leone XIV hanno risposto alla lettera accorata di Catherine Birmingham, cattolica atipica che il 28 maggio scorso aveva chiesto al pontefice di interessarsi della dolorosa storia sua e del marito Nathan Trevallion, i cui tre bambini da quasi nove mesi vivono nella struttura protetta di Vasto. Secondo quanto riporta l’avvocato della famiglia, Simone Pillon, il pontefice ha risposto "di aver preso nota del contenuto della loro lettera" e di "ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere". Questo, nelle due righe scritte e recapitate dal Segretariato di Stato, prese in visione da Repubblica.

Nathan e Cate avevano chiesto al papa “interessamento e preghiere” ringraziandolo “per le parole ferme usate nella sua enciclica circa il diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di educazione e formazione impartita ai loro figli". I genitori anglo-australiani hanno ringraziato Leone XIV auspicando che “il suo intervento nella vicenda possa favorire il ritorno urgente in famiglia dei tre figli già per queste vacanze estive”.

Sulla querelle era attesa per il mese di luglio una nuova ordinanza da parte del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che, tuttavia, non è ancora arrivata. A questo proposito, venerdì scorso lo stesso avvocato Pillon aveva depositato un sollecito affinché “sia decisa quanto prima l'istanza di rientro dei minori in famiglia presentata da oltre un mese e mezzo”.

Ha scritto il legale: “Siamo consapevoli delle difficoltà oggettive e delle carenze in cui lavorano i magistrati e il personale ausiliario del Tribunale minorile aquilano, oltretutto nel corso del periodo estivo, ma siamo mossi dal superiore interesse dei minori. La Corte di Strasburgo ha ribadito in numerose occasioni il diritto dei bambini a poter godere di congrui periodi di vacanza con i loro genitori, impegnando le autorità nazionali a fare tutto il possibile per facilitare tale condivisione, configurandosi il tempo delle vacanze come momento insostituibile per lo sviluppo psico-fisico del minore”.

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