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Papa, da esami istologici la malattia era circoscritta. I medici: “Non è necessaria alcuna terapia”

(agf)

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Le analisi hanno confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare localizzato
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Che le cose stessero andando per il meglio lo si era intuito già di prima mattina, quando, pur tecnicamente convalescente, papa Leone non solo ha presieduto l’udienza generale in piazza San Pietro, sfidando il cielo grigio e gli sprazzi di pioggia, ma ha iniziato facendo un lungo giro tra i fedeli a bordo della papamobile bianca coperta, sbracciandosi a salutare, benedicendo, fermandosi a accarezzare i bambini che i gendarmi gli porgevano, e ha concluso intonando il canto del Pater Noster in latino con voce stentorea. Che quello fosse lo stesso uomo che solo martedì scorso era sotto i ferri per farsi asportare un lobo del polmone, per i 30mila fedeli presenti in piazza è stato quanto meno sorprendente.

Il bollettino medico serale

La conferma che l’intervento chirurgico è andato bene e la ripresa sia veloce è arrivata in serata dai dottori del Papa, Luigi Carbone, suo merito curante, e Stefano Margaritora, il professore che ha guidato la squadra che ha operato il Pontefice. Sciogliendo…

Che le cose stessero andando per il meglio lo si era intuito già di prima mattina, quando, pur tecnicamente convalescente, papa Leone non solo ha presieduto l’udienza generale in piazza San Pietro, sfidando il cielo grigio e gli sprazzi di pioggia, ma ha iniziato facendo un lungo giro tra i fedeli a bordo della papamobile bianca coperta, sbracciandosi a salutare, benedicendo, fermandosi a accarezzare i bambini che i gendarmi gli porgevano, e ha concluso intonando il canto del Pater Noster in latino con voce stentorea. Che quello fosse lo stesso uomo che solo martedì scorso era sotto i ferri per farsi asportare un lobo del polmone, per i 30mila fedeli presenti in piazza è stato quanto meno sorprendente.

Il bollettino medico serale

La conferma che l’intervento chirurgico è andato bene e la ripresa sia veloce è arrivata in serata dai dottori del Papa, Luigi Carbone, suo merito curante, e Stefano Margaritora, il professore che ha guidato la squadra che ha operato il Pontefice. Sciogliendo il dubbio che da giorni galleggiava in Vaticano, se, cioè, una volta portato via il cancro chirurgicamente, nel polmone fossero rimaste o meno altre cellule cancerose che avrebbero costretto Robert Francis Prevost a ulteriori terapie, magari debilitanti come una chemio. Ebbene, «in data odierna», hanno riferito i dottori in una nota diramata alle 21 dalla sala stampa della Santa Sede, «sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica», conclude la nota, «ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia». Era stato il Papa stesso, annunciando il ricovero all’Angelus di due domeniche fa, a parlare di un nodulo «circoscritto» e «ben localizzato».

L’attesa della biopsia

Leone XIV si può considerare ormai libero dal cancro. Solo due giorni fa uno dei suoi due fratelli, Louis Prevost, che sente il Papa ogni giorno, aveva detto apertamente a Fox News quel che tutti sapevano ma Oltretevere ci si limitava a mormorare: «Attualmente tutto quel che sappiamo è che quando hanno fatto l’operazione hanno tolto tutto, hanno presso la massa e l’hanno mandata a un laboratorio per fare la biopsia, e stiamo attendendo che tornino i risultati: non anticipo nulla di negativo, ma non si sa mai», spiegava il fratello di Leone, «continuiamo a pregare che la biopsia torni completamente negativa e lui possa partire».

Verso il viaggio in America Latina

A questo punto sembra quanto mai probabile che Leone faccia anche il viaggio tanto desiderato in America Latina dal 6 al 17 novembre, dodici giorni tra Uruguay, Argentina e Perù, sulla cui realizzabilità il ricovero improvviso aveva steso un velo di incertezza. Lo stesso professor Margaritora aveva acceso la speranza nell’intervista ai media vaticani subito dopo le dimissioni del Papa dal Gemelli, sabato scorso: «Riguardo a un viaggio lungo, con spostamenti aerei, da effettuarsi tra circa tre settimane, direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto». Leone, del resto, aveva voluto accelerare l’intervento chirurgico per sperare di poter viaggiare: «Ha detto che, non volendo cancellare i viaggi all’estero già programmati, ha deciso di sottoporsi subito alle cure necessarie», aveva riferito il cardinale arcivescovo di Tokyo Tarcisius Isao Kikuchi che aveva parlato con il Papa il giorno prima dell’ospedalizzazione.

"Misericordia di Dio”

Leone è già in piena ripresa. Domenica si è affacciato su piazza San Pietro dalla finestra del suo studio per l’Angelus, oggi si è mescolato ai fedeli in piazza. «La prima cosa che vorrei dirvi è grazie», ha detto appena arrivato sul sagrato della basilica: «Grazie per il sostegno delle vostre preghiere, grazie a Dio per la sua generosità: rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio».

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