Città presidiate dalle forze dell’ordine e a Milano anche dall’esercito. Centinaia di perquisizioni e migliaia di identificazioni fin dalla mattina, agenti schierati nelle stazioni e nelle metropolitane. A dispetto della vigilia tesa, si sono svolti quasi ovunque in maniera pacifica i cortei che hanno attraversato le città dell’Italia per protestare contro il carovita, la guerra, il riarmo. Alcune erano già convocate da tempo, la maggior parte sono state spontanee e auto-organizzate, sull’onda della mobilitazione lanciata da pagine, profili e chat del Movimento 17 Ottobre. Inutilmente però i manifestanti hanno atteso le “piazze a sorpresa” da cui confluire in un unico corteo annunciate venerdì su profili e canali del gruppo. Poco prima delle 14,30 – l’ora prevista per la comunicazione – il gestore delle pagine Instagram, Youssef Siher, considerato uno degli ideatori del Movimento, è stato portato in questura. In serata è stato fermato per istigazione a delinquere. Nel corso della giornata, scontri e scaramucce fra manifestanti e polizia si sono registrati a Roma, Torino, Bologna e Firenze. In più di un caso sono stati utilizzati cannoni ad acqua e lacrimogeni, cariche ci sono state a Bologna e Torino, dove diversi ragazzi sarebbero stati feriti. Il Dipartimento di pubblica sicurezza fa sapere che in tutta Italia 9 persone sono state arrestate, 87 denunciate, 371 accompagnate e fermate in Questura, fra cui 110 minorenni e 69 stranieri, 4.292 identificate.
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Comunicazioni criptate e depistaggi, la protesta adotta la modalità rave
Youssef Siher, indagata anche la moglie. Contestato anche il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche
È stato fermato su disposizione della Procura di Milano, Youssef Siher, il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la “mente” del Movimento 17 ottobre legato agli scontri avvenuti nel centro del capoluogo lombardo lo scorso weekend. Le ipotesi sono istigazione a delinquere con l'aggravante della finalità di terrorismo e l'articolo 420 bis del nuovo decreto legge, ovvero violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Anche la moglie risulta indagata a piede libero.
A Bologna manifestante bloccato a terra dagli agenti portato via in ambulanza
Un ragazzo è stato portato via in ambulanza dopo essere stato violentemente bloccato dalla polizia a Bologna. Secondo i testimoni, stava camminando e urlando slogan contro gli agenti quando è stato raggiunto, buttato a terra e bloccato con un il ginocchio di un agente a schiacciargli la schiena, mentre lui si lamentava e chiedeva aiuto. Se ne sono accorti i manifestanti che hanno iniziato a urlare contro i poliziotti, chiedendo loro di liberarlo. "Così non lo fate respirare", urlavano. Il giovane è stato poi fatto girare su un fianco e ha mostrato di respirare con affanno. Un medico presente in piazza lo ha soccorso, “è in tachicardia" ha detto a voce alta, mentre i manifestanti protestavano: "Vergogna, così lo ammazzate". In risposta, gli agenti si sono limitati a dire: "Macché ammazzo che non gli sto neanche seduto sopra". In visibile difficoltà, il giovane è caricato su un’ambulanza e portato in ospedale in codice giallo, che indica i casi di media gravità. "Vergogna vergogna" hanno continuato a urlare i manifestanti, ma a rispondere sono stati gli idranti.
Più di quattromila identificati, quasi la metà a Milano
Il Dipartimento di pubblica sicurezza fa sapere che in tutta Italia 9 persone sono state arrestate, 87 denunciate, 371 accompagnate e fermate in Questura, fra cui 110 minorenni e 69 stranieri, 4.292 identificate. A Milano, una delle città in cui più intensi sono stati i controlli 2.885 sono state le persone identificate, 3 arrestate, 41 denunciate e 167 trattenute in questura con fermo preventivo, fra cui 56 minorenni e 43 stranieri. A Roma, 200 le identificazioni, 11 le denunce, 96 i fermi preventivi, fra cui sei under 18. A Torino una persona è stata arrestata, 22 denunciate, 27 trattenute in questura con fermo preventivo, fra cui 8 minorenni e 4 stranieri, 421 identificate. A Napoli si contano un arresto, 4 denunce, 12 fermi preventivi, fra cui 6 minorenni e 6 stranieri e 129 identificazioni. A Bergamo sono state denunciate 3 persone, 37accompagnate e fermate presso gli uffici, fra cui 27 minorenni e 10 stranieri, 485 identificate. A Padova 4 le persone arrestate e 4 quelle denunciate, mentre sono 9 i fermi preventivi che hanno colpito anche 4 minorenni, 147 le identificazioni. A Firenze una persona è stata denunciata, 14 trattenute in questura,
14 quelle identificate. A Bologna 1 persona denunciata, 9 le persone accompagnate di cui 2 minorenni e 2 stranieri; 11 le persone identificate.
Roma, quasi 100 persone accompagnate in Questura
Novantasei manifestanti accompagnati in Questura, 28 fermi preventivi e 11 denunciati. E’ questo il bilancio delle manifestazioni che oggi hanno attraversato Roma.
Torna a salire la tensione a Torino, idranti contro i manifestanti
Ancora cariche e scontri a Torino. Dopo aver attraversato le vie della periferia nord di Torino, il corteo ha raggiunto corso Principe Oddone con l'obiettivo di raggiungere Porta Susa ma davanti si è trovato un fitto schieramento di agenti in tenuta antisommossa. Alcuni manifestanti - per lo più di giovani incappucciati - hanno tirato sassi e bottiglie e subito la polizia ha risposto con una pioggia di lacrimogeni e cannoni ad acqua. Il corteo è stato allontanato e fatto dirigere verso piazza Baldissera, importante nodo stradale a Nord della città.
Fermato ideatore movimento 17 ottobre, “acquisiti elementi di prova”
Secondo indiscrezioni sarebbe stato formalmente fermato Youssef Siher ritenuto il promotore del Movimento 17 ottobre. Al momento, si trova ancora in questura, dove questa mattina è stato sottoposto al “fermo preventivo” di 12 ore, previsto dal decreto sicurezza. Il trentenne sarebbe stato individuato grazie al lavoro della Polizia Postale, che per giorni lo ha monitorato. D’intesa con l’Antiterrorismo è stata avviata l’attività di intercettazione e grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta è stato acquisito l'indirizzo Ip collegato al profilo Instagram del Movimento 17 ottobre. Siher era un nome noto anche dagli 007 dell'Aisi, che su di lui avevano già un focus: nel 2024 era entrato nei loro radar per la costituzione dell'organizzazione “Alba nascente”, che nelle comunità musulmane europee veicolava propaganda riconducibile ad Hamas e al Fronte Popolare per la liberazione della Palestina
Idranti e cariche contro i manifestanti a Roma
Sale nuovamente la tensione a Roma. A corteo terminato, quando la maggior parte dei manifestanti aveva raggiunto la stazione Termini, che per sicurezza ha sbarrato l’ingresso di via Giolitti, un gruppo di manifestanti ha tentato di proseguire verso il centro e i palazzi istituzionali ma ha trovato la strada sbarrata dal cordone della Polizia e hanno lanciato bottiglie e divelto cartelli stradali. Gli agenti hanno risposto con cariche di alleggerimento e con l'uso degli idranti.
Majorino e Cecilia Strada al corteo di Milano
Tra le diecimila persone che stanno sfilando in corteo a Milano ci sono anche il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, e l'eurodeputata Cecilia Strada. "Sono stato - ha detto Majorino - alla manifestazione delle ragazze e dei ragazzi di Milano, per ascoltare e capire Quella di oggi è una piazza assolutamente pacifica e determinata. Le rivendicazioni che avanzano gli studenti, tra cui il diritto allo studio e alla casa, sono sacrosante. Un segnale importante venuto anche dai commercianti che hanno tenuto aperto e che hanno dimostrato un volto bello e sereno della città"
A Milano diecimila persone in corteo
Sono oltre 10mila i manifestanti che stanno sfilando per le strade di Milano nel corteo contro il carovita. La manifestazione è partita da largo Cairoli ed è stata indetta una settimana dopo gli scontri che hanno coinvolto il capoluogo lombardo. Nei pressi di corso Venezia si è unito il corteo pro Palestina, partito da piazza Leonardo da Vinci. In corso Venezia, durante il passaggio dei manifestanti, è stato bruciato un cartello della Lega.
A Bologna giovane manifestante ferito e portato via in ambulanza
Un giovane manifestante è rimasto ferito durante le cariche della polizia e portato via in ambulanza. Per fare passare il mezzo del 118 alcuni manifestanti hanno rimosso due cassonetti, tavoli sedie e alcune bici a noleggio poste a barricata a metà della strada all'altezza di Largo Caduti del lavoro. La situazione resta tesa, con diversi gruppi di manifestanti separati gli uni dagli altri e le camionette delle forze dell'ordine schierate lungo via Marconi. Un cordone di cittadini, molti dei quali con le mani alzate, sta cercando di frapporsi tra i manifestanti e le forze dell'ordine per separare i due fronti ed evitare ulteriori scontri. Ha intanto chiuso il supermercato Pam di via Marconi, con clienti e lavoratori rimasti all'interno del punto vendita mentre all'esterno proseguono le tensioni.
Cariche e idranti contro i manifestanti a Bologna
Fumogeni, idranti e cariche della polizia a Bologna. Nella città delle due torri, sale la tensione in piazza dei Martiri, con la polizia che sta respingendo i manifestanti verso in via Marconi rincorrendoli dopo averli violentemente caricati. Poco prima i manifestanti avevano lanciato bottiglie verso le forze dell'ordine. Il corteo, fino ad ora assolutamente pacifico, era partito ore fa da piazza del Nettuno.
Bologna, scontri al corteo: bombe carta, cariche e idranti
Tensione a Firenze, il corteo preme per entrare nelle vie del lusso
Momenti di tensione nel centro di Firenze durante la manifestazione contro il governo e l'aumento del costo della vita, alla quale hanno partecipato circa duemila persone. Dopo aver raggiunto piazza Santo Spirito, individuata come punto conclusivo del corteo, una parte dei manifestanti ha scelto di continuare la mobilitazione in direzione del centro cittadino. L'obiettivo del gruppo era raggiungere via Tornabuoni, nota strada dello shopping di lusso. Il percorso è stato però interrotto all'altezza di ponte Santa Trinità, dove le forze dell'ordine, schierate in assetto antisommossa, hanno sbarrato il passaggio.
A Roma un gruppo di manifestanti entra al Colosseo
Momenti di tensione al corteo a Roma tra manifestanti e forze dell'ordine nell'area archeologica del Colosseo. È qui che i giovani, che in gruppo si sono staccati dal corteo contro la guerra che nelle prime ore del pomeriggio ha attraversato il centro, hanno effettuato una deviazione raggiungendo l'arco di Costantino, area tradizionalmente piena di turisti. Li è intervenuta anche la polizia in tenuta anti-sommossa. Sono seguiti momenti di tensione, ma nessuno scontro. Alcuni manifestanti sono entrati al Colosseo. Il corteo prosegue senza avere una direzione chiara.
Roma, corteo si ferma davanti al Colosseo: bloccato dalle forze dell'ordine in via degli Annibaldi
Termina senza incidenti il corteo a Napoli, striscione di solidarietà allo stadio
E' terminato senza incidenti e con un appuntamento già fissato per sabato prossimo il corteo contro il carovita partito nel primo pomeriggio a Napoli, da Piazza Garibaldi. Applausi sono arrivati all’indirizzo dei poliziotti a cui i manifestanti avevano urlato “Via i caschi” e che al termine della manifestazione hanno allentato il cordone di sicurezza che ha “scortato” la manifestazione. In precedenza era esplosa una bomba carta, salutata da un coro "scemo, scemo", partito dal corteo. Palazzo San Giacomo, sede del Comune, è stata blindata, con i portoni chiusi e polizia schierata all'ingresso. Al Corso Umberto, dove è passato il corteo, i commercianti hanno chiuso diversi negozi, ma gli stessi manifestanti li avevano invitati a non farlo, assicurando il carattere assolutamente pacifico della manifestazione. Intanto, davanti allo stadio Maradona, dove a breve il Napoli gioca con la Roma, gli ultrà della squadra campana hanno piazzato uno striscione lungo diversi metri con scritto: "Negate il futuro a una intera generazione tra rincari e tagli all'istruzione. La vera devastazione sono le vostre costose poltrone”.
A Milano diversi cortei cercano di raggiungere il centro
Un presidio si studenti che si sono organizzati su chat e social e si sono ritrovati davanti al teatro Piccolo. Attivisti pro-pal che da tempo si erano convocati di fronte al Politecnico. A Milano diversi cortei stanno cercando di raggiungere il centro presidiato da centinaia di agenti. Dopo un primo momento di stallo, con la polizia che non sembrava intenzionata a cedere loro il passo, i manifestanti che si sono radunati al Piccolo ora stanno sfilando verso il parco Sempione, in direzione dell'Arena civica, scandendo slogan contro Meloni, Salvini e Vannacci. Un secondo corteo di circa 600 manifestanti, in gran parte studenti universitari, è partito poco dopo le 17 da piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico di Milano, per dirigersi verso il centro della città.
A Napoli il corteo invita i manifestanti a rimanere a volto scoperto
“Giù i cappucci”. A Napoli sono stati gli stessi partecipanti al corteo è invitare tutti a scoprirsi il capo e il volto. Due i petardi esplosi nel corso della manifestazione accompagnati da un coro di riprovazione ("Scemo, scemo"). Il corteo, oltre 500 persone, è arrivato in piazza Municipio. "Giorgia Meloni vattene" il coro più ricorrente intonato dai manifestanti, assieme alla richiesta di dimissioni della premier.
Studenti cercano di partire in corteo a Milano, bloccati dalla polizia
Il presidio autorganizzato di studenti e collettivi antifascisti, che nelle prime ore del pomeriggio si era radunato davanti al Piccolo Teatro di Milano, sta cercando di partire in corteo ma a bloccarlo c’è un fitto cordone di antisommossa. Mani in alto, al grido di "siamo tutti antifascisti", stanno cercando di avanzare ma la polizia in tenuta antisommossa al momento sta bloccando via Tivoli. Gli studenti che ormai sono diventati diverse centinaia avanzano di pochi metri alla volta, urlando cori contro Meloni, Salvini e Vannacci.
A Napoli corteo non autorizzato ma pacifico
Fatta eccezione per lo scoppio di qualche petardo, procede in maniera pacifica il corteo organizzato a Napoli a partire da chat e gruppi telegram. A chiamare la piazza non sono state sigle organizzate, ma un tam tam social che in piazza ha fatto convergere centinaia di persone.
A Roma giovani manifestanti bloccati in via Cavour
Sale la tensione al corteo di Roma. Diverse centinaia di giovani e giovanissimi hanno lasciato il corteo autorizzato partito da piazza della Repubblica, per raggiungere il Colosseo. Bloccati in via Cavour dagli agenti, i manifestanti si sono diretti prima in via degli Annibaldi per tentare di raggiungere comunque il Colosseo, ma hanno trovato un fitto cordone di polizia a sbarramento e sono stati costretti a tornare indietro. Al momento sono fermi nel tratto finale che porta verso via dei dei Fori Imperiali e scandiscono cori contro il governo e le forze dell'ordine. I locali finora aperti stanno chiudendo portando all'interno tavoli e sedie.
Tensione a Torino fra manifestanti e polizia
Inizia in un clima teso la manifestazione a Torino, convocata già un mese fa dal centro sociale Askatasuna. Il corteo è bloccato da un fitto cordone di polizia che sbarra la strada che porta verso via Po e il centro. Per allontanarli, la polizia ha già effettuato un paio di cariche. A migliaia rimangono bloccati nei pressi di piazza Castello, dove è stata bruciata una fotografia della premier Meloni. “Siamo con i camionisti che nel Sud stanno facendo valere i loro diritti", uno dei messaggi lanciati durante il concentramento. "I camionisti - ha detto un paio di giovani speaker - erano degli eroi finché accettavano il contentino. Quando hanno deciso di non abbassare la testa e di continuare la mobilitazione sono diventati dei mafiosi. Noi cittadini e noi studenti siamo con i camionisti".
Youseff Siher indagato per “istigazione a delinquere”. A settembre scriveva delle proteste della Gen Z in Marocco
Youssef Siher il 30enne giornalista free lance indicato come il presunto ideatore del Movimento 17 ottobre, interrogato oggi a Milano, è adesso indagato per istigazione a delinquere Youssef Siher. Attivista pro Pal, giornalista freelance, politologo e studioso, è stato perquisito stamane a Milano e poi portato in questura. A settembre, sul suo profilo Facebook, Siher parlava delle proteste dei giovani in Marocco, analizzando il perché fossero fallite. "È essenziale chiarire che i problemi che sono emersi nelle 'proteste della Generazione Z' (l'istruzione e la salute) non sono il vero problema, ma piuttosto - sottolineava Siher - sintomi di una malattia molto più profonda. La radice del problema è il sistema politico ed economico basato su una classe politica e i grandi capitali che agiscono come oligarchi, e che mobilitano il potere e le risorse nelle mani di pochi: l'élite. E se questo problema strutturale non viene affrontato, qualsiasi progresso sarà illusorio. Continueremo a discutere dei sintomi e a proporre riforme settoriali, senza mai sollevare domande sulla corruzione sistematica che svuota l'assistenza sanitaria e l'istruzione di qualsiasi funzione sociale. In questo contesto, è essenziale affrontare la questione della monarchia, non da una prospettiva teoretica, monarchia o repubblica, ma da una prospettiva materiale e tangibile. A che punto - si chiedeva - il monarca trae beneficio da questo sistema corrotto? E a che punto è interessato a mantenerlo per la sua sopravvivenza politica?".
Roma, oltre 1500 studenti di destra in piazza: "sblocchiamo tutto"
Si è concluso in piazza Risorgimento il corteo di Azione studentesca e Azione universitaria, partito questa mattina da piazza della Libertà, a Roma. Oltre 1.500 Gli studenti che hanno attraversato la capitale - fanno sapere gli organizzatori - con in testa al corteo lo striscione "sblocchiamo tutto", slogan della mobilitazione. Tra le fila dei militanti, cartelli e striscioni che rivendicano alcune battaglie generazionali per il diritto allo studio e che raffigurano i "guardiani della preistoria": da Bonelli a Ilaria Salis, dalla Schlein a Landini. "Dinanzi alla sparuta minoranza che dice 'blocchiamo tutto', abbiamo ancora una volta testimoniato che vi è una generazione che rappresenta nelle scuole e negli atenei, istanze e sogni dei propri coetanei, senza devastare le città o saccheggiare negozi", dichiarano Riccardo Ponzio, presidente di Azione studentesca e Nicola D'Ambrosio, presidente di Azione universitaria. "Rifiutiamo la contrapposizione permanente, sterile e ideologica della sinistra giovanile - dicono - portando in piazza proposte concrete, con i nostri colori e nostri sorrisi".
A Torino è partito lo spezzone studentesco della manifestazione
“Soldi alla scuola non alla guerra. Dal nord al sud studenti ai lavoratori uniti contro il carovita”: aperto da questo striscione, è partito il corteo studentesco a Torino, uno di quelli previsti nel pomeriggio di oggi. Oltre duecento ragazzi e ragazze delle scuole superiori si sono mossi da piazza Arbarello per raggiungere - in base alle informazioni raccolte - il punto di ritrovo principale della manifestazione in piazza Castello. Il corteo sfida a suon di musica per le vie del centro storico. Fra i cartelli quello con la scritta "Non rubare il governo non ama la competizione".
Cori di giovani contro i musulmani vicino a Parco Sempione a Milano
Al grido di “musulmano pezzo di merda” il gruppo che si è ritrovato in piazza Castello a Milano sta percorrendo la strada che costeggia il Parco Sempione. Il gruppo, circa una trentina di ragazzi, intona anche slogan: "Sono qui per difendere i negozianti, la mia città, il mio Paese". Sono monitorati dalle forze dell'ordine.
A Roma è partita la manifestazione da piazza della Repubblica
Il corteo promosso dall'asse anti imperialista che riunisce varie sigle dell'associazionismo è partito da Piazza della Repubblica. Ad aprire il corteo, composto da poche centinaia di persone, uno striscione con su scritto: "Fuori l'Italia dalla guerra” e poi a seguire "L'unica cosa che voglio distruggere è il capitalismo". TAccanto alle bandiere della Palestina, di Cuba e del Libano e del Partito comunista di Unità Popolare, anche molte bandiere italiane. La manifestazione percorrerà via Nazionale per concludersi ai Fori Imperiali. In piazza i manifestanti, qualche centinaio, scandiscono slogan contro la Nato e il riarmo europeo.
Chi è Youssef Siher
Si chiama Youssef Siher il 30enne Individuato dalla questura di Milano e interrogato in queste ore poiché ritenuto l'amministratore della piattaforma Movimento 17 ottobre attraverso cui era stata rilanciata la mobilitazione nelle piazze per oggi pomeriggio. Siher è un giovane di seconda generazione residente a Brescia ed è Research Trainee presso l'Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell'Ispi. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull'Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l'Università degli studi di Milano. Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell'Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. È bilingue, essendo madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese e spagnolo.
A Roma identificati salgono a 260, 63 portati in questura
Salgono ad oltre 260 i giovani identificati dalle pattuglie della Polizia di Stato sul territorio di Roma. 63 sono stati portati in questura. Altri 23 ragazzi, intercettati in piazzale Ostiense, piazza della Repubblica, via Napoleone III e presso le stazioni metropolitane "Colosseo" e "Laurentina", sono stati trovati in possesso di materiale corrispondente per tipologia alle indicazioni operative veicolate sul web.
Torino blindata si prepara alla manifestazione
Torino si prepara a trascorrere un nuovo pomeriggio di tensione in vista delle manifestazioni contro il riarmo, i data center e il caro vita, rilanciate sui social ma di cui ancora non si conosce il percorso. Dopo in disordini che si sono verificati lo scorso fine settimana, il centro città è blindato e presidiato da un ingente schieramento di forze dell'ordine posizionato negli obiettivi considerati sensibili, a cominciare dalla sede della prefettura, in piazza Castello teatro degli scontri di una settimana fa. Al momento molti negozi hanno scelto di tenere le serrande alzate, eccezion fatti per alcune catene e brand del lusso. Per contrastare fenomeni di danneggiamento e di furto ai danni degli esercizi commerciali, ieri durante il Comitato della sicurezza, sono stati decisi controlli rafforzati nelle zone dello shopping e con le organizzazioni di categoria è stata promossa l'attivazione di flussi informativi per la trasmissione tempestiva di alert, che segnalino situazioni di pericolo, al fine di garantire il pronto intervento delle forze di polizia. Al momento, quello che è stato reso noto sui social sono alcuni concentramenti dove sono attesi i partecipanti che poi dovrebbero confluire tutti in piazza Castello. Intanto, il prefetto di Torino, ha adottato ordinanze che vietano il consumo e la detenzione in luogo pubblico di bevande in bottiglie di vetro e lattine e in contenitori che possano essere impropriamente utilizzati oltre al divieto Di detenere, senza giustificato motivo, materiali idonei all'occultamento del viso, caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie, passamontagna e sciarpe, e oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni, materiale esplodente e gas urticanti. Ieri, il questore di Torino ha emesso 12 provvedimenti, tra Daspo e ammonimenti orali, nei confronti di altrettanti giovani, la gran parte minorenni, per le manifestazioni che si sono verificate nel capoluogo piemontese dal 15 al 19 ottobre e oggi la polizia ha eseguito un aggravamento di misura cautelare disposto dal gip del tribunale di Torino nei confronti di una militante di Askatasuna è stata è stata collocata agli arresti domiciliari.
Piantedosi: “L’autore del manifesto rintracciato grazie alle capacità delle forze dell’ordine”
"Confidavo e confido molto sul lavoro che stanno svolgendo le forze dell'ordine, la Polizia di Stato in particolare in questo caso specifico”, ha detto a Napoli il ministro dell'interno, Matteo Piantedosi, dopo l'individuazione della presunta 'mente' del manifesto del 17 ottobre. “C'è l’importante novità di questa persona individuata come possibile autore di quel manifesto che lancia queste iniziative. È ancora prematuro parlarne, per ora sotto perquisizione, poi bisogna vedere le risultanze giudiziarie. Ma questo fatto deve dare fiducia sulla capacità del nostro sistema e delle forze dell'ordine di venire a capo di questi fenomeni anche quando sono così complicati e così insidiosi". "Se da una parte ci sarà, e lo confermo, molta fermezza nel reprimere dei fenomeni che si sono rivelati così forti, così complicati, così violenti”, ha continuato, “dall'altra parte il messaggio da lanciare ai giovani, soprattutto quando sono di così giovane età, è quello di confidare nel fatto che lo Stato dà un'altra possibilità e che, quindi, è sempre meglio pensarci prima di porre in essere determinati comportamenti".
A Roma venti ragazzi accompagnati in questura
Le pattuglie della polizia di stato sul Territorio del nucleo Polmetro, della Digos e delle volanti hanno proceduto a controllare oltre 50 giovani al Circo Massimo, in piazza della Repubblica, in via Einaudi e via Cavour. Venti di loro - fa sapere la questura - uno dei quali minorenne, sono stati trovati in possesso di passamontagna, scaldacollo, bombolette spray, maschere e zaini per l'occultamento del materiale: sono stati accompagnati negli uffici della questura. Per loro si valuta il fermo preventivo.
Piantedosi: “Stiamo penetrando la dimensione digitale”
"Le forze dell'ordine stanno effettuando, tra ieri e oggi, 150 perquisizioni, perché si inizia a dipanare un'attività delle forze di polizia di penetrare la dimensione digitale, su cui corrono questi atteggiamenti". Lo dice il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a Napoli per l'evento 'Cultura e Democrazia'. "La giornata si preannuncia un po’ complicata", ha aggiunto. "Noi siamo pronti a fronteggiare qualsiasi manifestazione che dovesse presentarsi ovunque".
Due perquisizioni a Empoli dopo scoperta chat
Perquisizioni anche a Empoli (Firenze) dopo la scoperta di una chat sospetta rintracciata dalla polizia di Monza sul telefono di uno dei giovani protagonisti degli scontri avvenuti Milano dello scorso weekend. La Digos di Firenze ha perquisito due ragazze a Empoli, ma non avrebbe sequestrato nulla.
Controlli a Trieste, bloccato un gruppo di giovani
Un gruppo di giovani e giovanissimi, di origine straniera, è stato notato ieri sera dalle pattuglie della polizia impegnate in servizi di controllo per la mobilitazione in atto contro il carovita mentre raccoglieva sassi e disturbava i passanti nei pressi della Scala dei Giganti a Trieste. Alcuni di loro sono stati intercettati dagli equipaggi all'altezza di San Giusto, nei pressi della Scala dei Giganti, mentre altri sono riusciti a fuggire. I giovani sono stati portati negli uffici della Questura: in loro possesso sono stati rinvenuti oggetti atti a offendere e alcuni passamontagna. In mattinata sono stati individuati i componenti di un altro gruppo che in precedenza erano riusciti a fuggire. Nei confronti di tutti, informa la Questura, si sta procedendo ai sensi di legge. In vista di possibili proteste che oggi potrebbero interessare anche alcune piazze della città di Trieste, diversi negozi hanno preso provvedimenti per evitare eventuali incursioni e danni. In un centro commerciale, ad esempio, è stato limitato il numero di varchi aperti per l'accesso al pubblico.
Individuato il creatore della chat del Movimento 17 ottobre
Uno degli organizzatori del Movimento 17 ottobre è un trentenne bresciano di seconda generazione, di origine marocchina, Youssef Siher: lo hanno individuato dalle chat. Si trovava a casa di un’amica a Milano. È stato portato in questura per accertamenti. Farebbe parte di movimenti Propal. La notizia è stata anticipata dal Tg1. Sarebbe giornalista free lance ex collaboratore di Fatto Quotidiano e ricercatore di politica mediorientale, con una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Milano. Sarebbe stato lui a creare la chat che ha dato l’avvio al Movimento e a scriverne il manifesto. Lo conferma il Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale. (Alessandra Ziniti)
Il sole batte la paura: in centro a Milano i turisti tra i parà
Visite guidate, gente che entra ed esce da Duomo e musei, artisti di strada, selfie e sacchetti dello shopping: sembra un sabato autunnale di sole qualsiasi in centro a Milano, nonostante i timori per il ripetersi dei disordini dello scorso fine settimana. Tanti i mezzi delle forze dell'ordine e di polizia schierati in piazza, nell'indifferenza generale. Il solito fiume di persone che invade Galleria Vittorio Emanuele II, dove tutte le vetrine sono aperte, scorre come se nulla fosse: la pausa scaramantica al toro, per poi sbucare nell'assolata piazza Duomo, dove la tentazione di scattare un selfie è più forte della curiosità per gli uomini in divisa. A camminare, mimetizzati tra le orde di turisti e cittadini, ci sono anche i parà della Folgore, inviati da Siena in supporto. I loro Lince sono parcheggiati in fila ordinata davanti a Palazzo Reale. C'è chi li fotografa, come fossero in mostra. Solo una bimba, sulle spalle del papà, chiede preoccupata: "È iniziata la guerra?". Le rispondono con risate rassicuranti i genitori, prima di riprendere a camminare.
Firenze, vetrine blindate e negozi sul Ponte Vecchio chiusi dalle 14.30
Vetrine blindate in via Tornabuoni e in altre strade del centro storico di Firenze, mentre gioiellerie, oreficerie e orologerie di lusso sul Ponte Vecchio chiuderanno alle ore 14.30 in vista delle proteste annunciate per oggi pomeriggio. La decisione è stata comunicata da Confcommercio Firenze-Arezzo, che mantiene i contatti con prefettura e questura. L'associazione ha invitato i propri iscritti ad affrontare la giornata “con attenzione e prudenza, senza allarmismi”, raccomandando di segnalare immediatamente eventuali movimenti sospetti o situazioni anomale. I negozi del centro sono comunque generalmente aperti, salvo alcune eccezioni. Regolarmente operativo anche il mercatino di piazza Strozzi, in programma oggi e domani. Sul fronte della sicurezza, la polizia municipale ha predisposto 32 pattuglie, affiancate da polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e squadre antisommossa. Gli agenti, in divisa e in borghese, stanno controllando le piazze potenzialmente interessate dalle manifestazioni. Verifiche sono previste anche nelle stazioni e nei centri commerciali di Firenze e provincia.
Studenti in piazza a Milano con la bandiera italiana: ”La città è nostra”
Dalle 10 alle 12, in piazza XXV Aprile a Milano, un centinaio di studenti milanesi, tra liceali e universitari, si sono riuniti sotto la sigla 'Studenti col Tricolore', dopo il fine settimana di disordini e delle devastazioni che hanno colpito la città. Dietro un grande striscione con la scritta 'Studenti col Tricolore', decine e decine di bandiere italiane hanno riempito la piazza. Ad aprire il presidio, le note dell'Inno di Mameli, cantato dai ragazzi sotto una distesa di bandiere italiane. Poi gli slogan, scanditi a gran voce come 'Dal centro città e in ogni quartiere, Milano è nostra e ci appartiene'. "Una risposta inequivocabile alle immagini di violenza e devastazione degli ultimi giorni”, dichiarano gli organizzatori. “Una generazione di studenti che ha scelto di scendere in piazza non per distruggere, ma per rivendicare il proprio legame con la città; non per nascondersi dietro il volto coperto, ma per mostrarsi a viso aperto, sotto i colori della bandiera italiana". Per due ore, la piazza si è tinta di verde, bianco e rosso. "Perché Milano non appartiene a chi la devasta. Appartiene anche a chi la ama, la vive e ha il coraggio di difenderla", concludono gli organizzatori.
A Bologna Apple e Foot Locker chiudono e galleria Cavour si 'barrica'
In vista della manifestazioni annunciate per oggi pomeriggio, nel centro storico di bologna alcuni negozi hanno deciso di abbassare le saracinesche in anticipo, o di restare addirittura chiusi per tutta la giornata, anche se, per il momento, la maggior parte degli esercizi sembra intenzionata a rimanere aperta anche nel pomeriggio. Tra chi ha scelto di chiudere prima ci sono l'Apple store di via Rizzoli, che ha chiuso alle 12, e il negozio Foot Locker di via Indipendenza. Sempre in via Indipendenza rimarrà chiuso per l'intera giornata il punto Vodafone, mentre in un altro esercizio si è deciso, in via precauzionale, di consentire l'accesso a un solo cliente per volta.
In galleria Cavour, invece, negozi come quello di Louis Vuitton si stanno attrezzando con pannelli di legno per proteggere le vetrine.
A Bologna i primi cortei degli studenti verso il liceo Copernico
A Bologna sono iniziati i primi cortei degli studenti questa mattina. Il collettivo del liceo Minghetti, in una storia sui social, ha mostrato l'accesso 'bloccato' da alcuni studenti all'istituto di via Nazario Sauro, poi ha annunciato la partenza di un corteo diretto al Liceo Copernico. Anche il collettivo Virus del Liceo Sabin ha annunciato il blocco del Liceo, anche in questo caso gli studenti hanno raggiunto il Copernico. Condiviso da tutti un manifesto e un post che recita "Gen Z. L'ècole est à nous. Sabato da tutte le scuole ci riprendiamo i nostri spazi di organizzazione e socialità".
Bari, Prada blinda le vetrine, Gucci le svuota
Anche a Bari, come in altre città, il negozio Prada della centralissima via Sparano ha oscurato con dei pannelli le vetrine in occasione della manifestazione che dovrebbe tenersi nel pomeriggio da parte del Movimento 17 ottobre: il negozio è comunque aperto. A poca distanza, Gucci ha svuotato le vetrine, portando la merce altrove, ma anche in questo caso l'acceso al negozio è possibile. Soprattutto nel centro città le forze dell'ordine pattugliano le zone più esposte. Sotto la lente ci sono Piazza Prefettura e Largo Giannella e altre zone limitrofe del quartiere murattiano che possono ospitare gli assembramenti che saranno comunicati a partire dalle 14.30 dal Movimento 17 ottobre.
Anm: “Miope rispondere al disagio giovanile con l’inasprimento delle pene”
"Fermo restando la condanna agli atti vandalici di violenza di devastazione e la solidarietà agli agenti feriti, vale la pena interrogarsi però sulle cause e sulle strategie di contrasto che per essere davvero efficaci non possono passare solo dalla repressione". Lo ha affermato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Giuseppe Tango, a margine del Comitato direttivo centrale in corso oggi a Roma. "Pretendere di rispondere al disagio giovanile e alla sua complessità con, semplicemente, inasprimento di pene, contrazione delle garanzie, illusione delle carceri è abbastanza miope e, soprattutto non porta alla risoluzione del problema. Occorre un lavoro sinergico tra scuole, famiglie, terzo settore, istituzioni. Questa non è una partita che la magistratura, le forze dell'ordine da sole possono mai vincere", ha sottolineato Tango.
Manifestazione contro il carovita in centro a Lucca
Al via da stamani la manifestazione indetta a Lucca contro il "carovita di guerra". Il corteo ha preso il via attorno alle 9,30 da piazza San Michele, fra slogan e fumogeni. La manifestazione è promossa da Giovane Grido Lucca e Faust, il Fronte autonomo studenti territorialisti, insieme a lavoratori, studenti e cittadini. Il corteo protesta contro "l'aumento di carburanti, spesa, trasporti, energia e stipendi da fame". Il corteo si concluderà, dopo aver attraversato il centro storico, in piazzale Ricasoli. Diverse centinaia di persone stanno partecipando. Manifestazione analoga è attesa nel pomeriggio a Pisa.
A Torino negozi chiusi o con pannelli di legno
Pannelli di legno davanti alle vetrine dei negozi cominciano a comparire a Torino nelle vie dello shopping in vista dei cortei previsti per questo pomeriggio. Lo store di una nota multinazionale di materiale informatico ha affisso un cartello in cui annuncia che oggi l'attività è sospesa e invita i clienti a rivolgersi al centro aperto in un ipermercato a Grugliasco (Torino) o a contattare un numero verde: "Continueremo a fornire un eccellente servizio di assistenza".
A Milano il centro è blindato e in piazza Duomo ci sono i Lince
Piazza Duomo a Milano è già presidiata da carabinieri e polizia, presenti con diverse camionette, che hanno iniziato a chiedere i documenti. In centro sono per strada anche i militari arrivati in città, sparsi per la piazza, affollata dai turisti, per la Galleria e per corso Vittorio Emanuele II. Davanti a Palazzo Reale sono parcheggiati cinque Lince, i mezzi blindati dell'esercito. La maggior parte dei negozi è già aperta, molti però hanno le vetrine coperte da pannelli di legno. Alcuni sono chiusi o chiuderanno, come la Rinascente alle 15. Sono infatti arrivati in città nell'ambito del potenziamento del dispositivo di sicurezza, i 500 militari dell'Esercito schierati dal ministero della Difesa dopo gli scontri dello scorso weekend. L'obiettivo, si legge in una nota dell'Esercito, è "rafforzare la presenza dello Stato, sostenere concretamente il lavoro delle Forze dell'Ordine e garantire maggiore sicurezza ai cittadini". Il potenziamento è affidato al personale della Brigata paracadutisti Folgore, cui spetta il comando dell'unità che si affianca al Raggruppamento Lombardia, già operativo nell'ambito dell'operazione Strade Sicure. Le attività prevedono presidi fissi e pattugliamenti mobili nel centro storico e nelle principali aree sensibili, con squadre di militari dotate di veicoli protetti, mentre un dispositivo più contenuto sarà impiegato anche nelle stazioni ferroviarie individuate come principali punti di afflusso.
L’ironia dell’ambasciata russa: “La mano di Mosca per ogni questione scomoda”
L'ambasciata russa a Roma ironizza sul presunto coinvolgimento di 'agenti' di Mosca nelle proteste di questi giorni e chiede ai propri connazionali di evitare i luoghi dei possibili disordini che potrebbero registrarsi oggi in varie città italiane. In un post sui social l'ambasciata cita quanto detto nei giorni scorsi da vari ministri, con il titolare della Difesa "che ha parlato di 'guerra ibrida', il ministro dell'Interno che sostiene che non vi siano prove di un controllo esterno, mentre uno dei vicepresidenti del Consiglio si dice sorpreso dalle voci sui russi". "Prima di cercare un direttore d'orchestra segreto all'estero, sarebbe opportuno mettere d'accordo la partitura all'interno della propria orchestra", afferma l'ambasciata, secondo cui "per ora si ha l'impressione che la 'mano di Mosca' sia la chiave universale italiana per ogni questione scomoda: i giovani sono scontenti, i prezzi salgono, ci sono disordini per le strade, i camion non circolano? Cosa c'è di più facile che dare la colpa a hacker russi, agenti o qualsiasi persona con passaporto russo che, per strani motivi, continui a visitare l'Italia?". "Naturalmente, la violenza e i disordini non hanno giustificazioni - sottolinea ancora l'ambasciata - Ma nemmeno la cittadinanza russa è una prova di coinvolgimento in tali eventi". Quindi il consiglio "ai nostri connazionali di evitare i luoghi dei disordini e di rispettare le richieste delle autorità, e di prendere con ironia le notizie sensazionalistiche sugli onnipresenti 'agenti russi': a giudicare dal volume di lavoro che viene loro attribuito, avrebbero dovuto presentarsi già da tempo all'ambasciata russa per gli straordinari".
Domiciliari per una militante di Askatasuna per gli scontri del 17 ottobre
Nella serata di ieri, la polizia a Torino ha eseguito a carico di una militante di Askatasuna la misura cautelare degli arresti domiciliari disposto dal gip che ha disposto l'aggravamento della misura già in atto (obbligo di presentazione alla polizia giudiziari) nell'ambito del procedimento penale relativo ai disordini nel corso delle manifestazioni Pro Palestina dell'autunno 2025. La donna ha attivamente preso parte alle manifestazioni di Torino sfociate in scontri con le forze dell'ordine, in particolare, in occasione dell'iniziativa contro il carovita del 17 ottobre scorso.
Nelle chat: “Bro, tutti contro gli sbirri”
"Bro, calmati: siamo tutti insieme contro gli sbirri": è una delle frasi di una chat estrapolata dal cellulare di un giovane indagato a Milano per i disordini di sabato 17 ottobre e domenica 18. Un gruppo Whatsapp composto da numerosi utenti, all'interno del quale emergevano "messaggi dal contenuto istigatorio, con espliciti propositi di aggressione e rapina ai danni di appartenenti alle forze dell'ordine, finalizzati alla sottrazione delle armi in dotazione danneggiamento di autovetture di servizio e incendio di edifici pubblici", si legge nel verbale di perquisizione domiciliare scattata per l'articolo 41 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) che disciplina la perquisizione locale da parte delle forze dell'ordine per la ricerca di armi. Nella stessa conversazione viene individuato un filmato, "condiviso da uno dei partecipanti, raffigurante una pistola dalla quale veniva estratto il caricatore e successivamente sfilate le relative cartucce, accompagnato dalla significativa dicitura Preparazione", si legge nel provvedimento. I messaggi sono anche relativi all'organizzazione della manifestazione prevista per oggi, 24 ottobre, potenzialmente in grado di richiamare un elevatissimo numero di partecipanti, e che alla luce delle conversazioni, rende "concreto" il rischio "di gravi disordini e di episodi di violenza collettiva". Un contesto di allarme per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha portato alle perquisizioni alla ricerca di armi e materiale pericoloso.
Cortei Milano, le perquisizioni dopo la scoperta di una chat sospetta
Fanno riferimento a una chat sospetta rintracciata nei giorni scorsi dagli agenti della Questura di Monza su un telefono di uno dei giovani protagonisti degli scontri a Milano dello scorso weekend le perquisizioni di polizia effettuate stamane nel capoluogo lombardo e in altre città soprattutto della Lombardia. Lo si evince dal provvedimento notificato ai diretti interessati. Da quanto riferito da fonti legali tra i perquisiti ci sono studenti e studentesse universitari e liceali, minorenni il più delle volte incensurati.
Allerta ambasciata Usa ai concittadini per Roma e altre città
Un'allerta rivolta ai cittadini americani è stata diramata dall'ambasciata statunitense a Roma per la "elevata possibilità di manifestazioni e proteste a Roma”, si legge sul sito dell'ambasciata, “e in altre grandi città italiane". L'allerta poi ricorda che "le autorità locali raccomandano vivamente di evitare i percorsi delle manifestazioni e le aree circostanti a Roma nella giornata di sabato 24 ottobre". L'ambasciata riporta anche luoghi e date delle tre manifestazioni programmate a Roma: alle 10:30 “Sblocchiamo tutto', di Azione Universitaria e Azione Studentesca, con un corteo che partirà da piazza della Libertà, proseguirà lungo via Cola di Rienzo e arriverà a piazza Risorgimento; alle 14 “Fuori l’Italia dalla guerra”, con un corteo che partirà da piazza della Repubblica, passerà per la stazione Termini e proseguirà lungo via Cavour e via dei Fori Imperiali in direzione del Colosseo; alle 15 “Movimento 17 ottobre”, con una "possibile" manifestazione al Circo Massimo. L'ambasciata usa suggerisce poi ai propri concittadini alcune indicazioni sul comportamento da tenere: evitare le manifestazioni e i grandi assembramenti nelle zone indicate in precedenza; seguire i media italiani per tutti gli aggiornamenti e prepararsi a modificare i propri programmi; massima attenzione rispetto alle "possibili minacce" in strada; tenere sempre a portata di mano i documenti; l'invito a mantenere "un profilo basso" nel caso in cui ci si trovi vicino alle manifestazioni; informare amici e familiari sui luoghi nei quali ci si trova.