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Papa Leone riceve Bob Dylan in Vaticano

Vatican Media 
Il cantante e premio Nobel per la letteratura, a Roma per un concerto, indossava una felpa nera con cappuccio. Era accompagnato da padre Spadaro che aveva portato dal Pontefice anche Patti Smith. Prevost aveva citato la canzone mai cantata sull’atomica
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L’uno di bianco e l’altro di nero, l’uno sorridente e l’altro accigliato. Papa Leone XIV ha ricevuto nel pomeriggio Bob Dylan. Il celebre cantautore, nonché premio Nobel per la letteratura, si è mosso tra i marmi e le pareti bianche del Vaticano un po’ circospetto, senza togliersi la felpa e il cappuccio che ormai sono una seconda pelle, né mollare l’ombrello nero che lo aveva protetto dalla pioggia romana. Per Bob Dylan, che ha intessuto molte delle sue canzoni di immagini bibliche, è stata l’occasione di parlare con il primo Pontefice americano, per Robert Francis Prevost di conoscere un autore di cui conosce e apprezza da decenni le canzoni.

Col cappuccio e l’ombrello

Mentre gli Stati Uniti sono alle prese con le elezioni, che il Vaticano si guarda bene dal commentare, ad accompagnare dal Papa «il signor Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan», come ha titolato in prima pagina l’Osservatore Romano, oltre al direttore del quotidiano vaticano Andrea Monda, padre Antonio Spadaro, c…

L’uno di bianco e l’altro di nero, l’uno sorridente e l’altro accigliato. Papa Leone XIV ha ricevuto nel pomeriggio Bob Dylan. Il celebre cantautore, nonché premio Nobel per la letteratura, si è mosso tra i marmi e le pareti bianche del Vaticano un po’ circospetto, senza togliersi la felpa e il cappuccio che ormai sono una seconda pelle, né mollare l’ombrello nero che lo aveva protetto dalla pioggia romana. Per Bob Dylan, che ha intessuto molte delle sue canzoni di immagini bibliche, è stata l’occasione di parlare con il primo Pontefice americano, per Robert Francis Prevost di conoscere un autore di cui conosce e apprezza da decenni le canzoni.

Col cappuccio e l’ombrello

Mentre gli Stati Uniti sono alle prese con le elezioni, che il Vaticano si guarda bene dal commentare, ad accompagnare dal Papa «il signor Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan», come ha titolato in prima pagina l’Osservatore Romano, oltre al direttore del quotidiano vaticano Andrea Monda, padre Antonio Spadaro, che già nei mesi scorsi aveva portato dal Papa di Chicago Patti Smith, amica di Dylan (fu lei a ritirare il Nobel alla cerimonia che lui aveva disertato). Il cantante ha salutato il Papa «in modo quasi timido», racconta il gesuita, «ha sussurrato qualche parola, l’incontro è stato intenso a livello di sguardo». E se Bob Dylan, che è a Roma per un concerto, non si è tolto il cappuccio, «per il Papa non c’era nessun problema». Con il cantante c’erano anche Carlo Feltrinelli e Susan Pullman, storica assistente del cantante.

I due Bob

I due Bob, Prevost e Dylan, si sono poi appartati per un quarto d’ora: il cantante ci teneva a stare a tu per tu con il Papa da soli, e Leone ne è stato ben felice. Il Pontefice ha regalato un rosario, il dono che fa a ogni visitatore, Dylan gli ha donato i libri con i testi delle sue canzoni. Cosa si sono detti a porte chiuse il capo della Chiesa cattolica a l’uomo che ha preso il Nobel nel 2016 «per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana» non è dato sapere. Quel che si sa è che al Papa la cultura pop piace. È stato un fan dei Blues Brothers, di Chicago come lui, gli piacciono film (ha citato tra i suoi autori preferiti Robert Redford) e romanzi. E apprezza da molto tempo le canzoni di Bob Dylan, gliene parlò un compagno di studi alla Villanova University, Jim Musselman. Al punto che ha citato in un testo papale — ed era la prima volta — una canzone di Dylan. Una canzone mai cantata.

La canzone mai cantata

Si tratta di Go Away You Bomb, scritta nel 1963 per un libro di canzoni contro la bomba atomica: un uomo parla alla bomba, la insulta, le ordina di andarsene. Ma — è sempre padre Spadaro a spiegarlo sull’Osservatore Romano — il libro non uscì, Dylan non incise mai la canzone, ma il testo nel 2014 finì all’asta, e Leone decise di citarla, nella prefazione a un libro della Libreria editrice vaticana sulla pace «disarmata e disarmante», accanto a Dorothy Day, a Giorgio La Pira e a Stanislav Petrov, l’ufficiale sovietico che nel 1983 non trasmise un allarme missilistico che i computer davano per certo.

Papi diversi

Nel 1997 Bob Dylan, che oggi ha 85 anni, si esibì al congresso eucaristico nazionale di Bologna davanti a Giovanni Paolo II, il quale poi citò Blowin’in the Wind. Dieci anni più tardi Benedetto XVI si disse scettico su «questo tipo di profeti». Ora Leone ha ricevuto con un gran sorriso l’artista del suo paese in Vaticano.

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