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Una mail per creare il caos: la strategia dell’allarme perenne che logora i sistemi di difesa

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È un meccanismo che sembra costruito per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. E presenta un rischio inquietante: abituare i sistemi di sicurezza a una minaccia continua, fino a renderli meno pronti a riconoscere quella vera
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Le bombe non ci sono. Ma la paura sì. E soprattutto c’è una strategia che, giorno dopo giorno, comincia a diventare riconoscibile. Almeno diciotto allarmi bomba questa mattina nei cieli europei, altrettanti aerei coinvolti, sei dei quali partiti o diretti in Italia.

A far scattare gli allarmi sui due aerei diretti a Roma è stata un’unica mail anonima, scritta in italiano, arrivata nelle prime ore del mattino agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società dello scalo romano. Nell’oggetto due parole: «Segnalazione minaccia». E una firma: i «combattenti dello Stato Maschile». «Siete tutti complici di un complotto criminale. Vogliamo annientarvi per questo», si legge nel messaggio, che indica con precisione i numeri dei due voli e annuncia la presenza di ordigni a bordo.

«Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro ciel…

Le bombe non ci sono. Ma la paura sì. E soprattutto c’è una strategia che, giorno dopo giorno, comincia a diventare riconoscibile. Almeno diciotto allarmi bomba questa mattina nei cieli europei, altrettanti aerei coinvolti, sei dei quali partiti o diretti in Italia.

A far scattare gli allarmi sui due aerei diretti a Roma è stata un’unica mail anonima, scritta in italiano, arrivata nelle prime ore del mattino agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società dello scalo romano. Nell’oggetto due parole: «Segnalazione minaccia». E una firma: i «combattenti dello Stato Maschile». «Siete tutti complici di un complotto criminale. Vogliamo annientarvi per questo», si legge nel messaggio, che indica con precisione i numeri dei due voli e annuncia la presenza di ordigni a bordo.

«Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso».

Lo «Stato Maschile» è un movimento estremista di destra radicale, misogino e nazionalista, nato online in Russia nel 2016 e conosciuto anche come Male State o Male Legion. Nel 2020 il social network russo VKontakte ne aveva bloccato le attività per istigazione alla violenza. Nell’ottobre 2021 un tribunale di Nizhny Novgorod lo aveva dichiarato organizzazione estremista, vietandolo in Russia per l’incitamento all’odio contro le donne e i suoi obiettivi politici radicali. Il nome era già comparso in passato in altre campagne di falsi allarmi bomba.

Ma non è affatto certo che dietro i messaggi di oggi ci siano gli stessi militanti: potrebbe trattarsi di qualcuno che ne utilizza la sigla proprio per confondere le indagini.Ed è su questo che si concentra ora il lavoro degli investigatori.

L’ipotesi di un coordinamento a livello europeo ha portato all’attivazione dei canali di cooperazione internazionale, con l’obiettivo di individuare i server attraverso i quali sono transitate le mail e ricostruire gli indirizzi Ip utilizzati per inviarle. Secondo i primi accertamenti, i messaggi sarebbero partiti da caselle di posta compromesse oppure da servizi che offrono strumenti di tutela dell’anonimato, come Proton Mail.

Una circostanza che rende più complesso risalire agli autori e che impone di incrociare le informazioni raccolte nei diversi Paesi. Perché la domanda, ormai, non è soltanto chi abbia spedito le singole minacce. Ma se dietro ci sia una struttura capace di coordinare una campagna su scala europea.Lo schema è quello dei giorni precedenti, quando altre mail, sempre in italiano, avevano annunciato la presenza di ordigni su due voli Ryanair diretti nella Capitale.

Chi si muove ha capito che basta una mail per mettere in allarme un aeroporto, far decollare caccia militari, mobilitare artificieri. E seminare paura. Il tutto senza utilizzare un solo grammo di esplosivo. È un meccanismo che sembra costruito per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. E che presenta un rischio ancora più inquietante: abituare i sistemi di sicurezza a una minaccia continua, fino al punto di renderli meno pronti a riconoscere quella vera.

«Non possiamo fare il gioco dell’al lupo, al lupo», spiega un uomo dell’Antiterrorismo che sta seguendo la successione degli allarmi. Ed è proprio questo il punto. Ogni allarme deve essere considerato credibile fino a quando non viene esclusa la presenza di esplosivi. Ed è qui che la strategia diventa particolarmente insidiosa. Consumare risorse, mettere sotto pressione gli apparati, alimentare la sensazione che si tratti sempre e soltanto di falsi allarmi. Fino al giorno in cui qualcuno potrebbe decidere di fare sul serio. E trovare un sistema di difesa meno pronto a reagire.

Intanto la Polizia postale e la Polaria stanno lavorando per ricostruire l’origine del messaggio arrivato questa mattina. Il fatto che un’unica comunicazione abbia indicato due voli diversi, che sia stata inviata a più destinatari e che sia scritta in italiano rappresenta un elemento investigativo importante. Tanto più perché anche le minacce dei giorni precedenti erano arrivate nella stessa lingua.

E’ chiaro che in un piano europeo esista un obiettivo italiano, una circostanza che fa guardare sia alla possibilità di una pressione straniera sia agli ambienti dell’estremismo interno. In particolare a quei gruppi che, dopo le tensioni di piazza del 17 ottobre, hanno rialzato la testa e che, dopo la recente conferma del 41 bis per Alfredo Cospito, potrebbero essere interessati a nuove azioni dimostrative.

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