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Le mosse dei corvi verso il Conclave. Il Vaticano: fake news sulla salute di Parolin

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Le bufale della destra cattolica Usa. Nel mirino anche Tagle. E tra i cardinali si discute di abusi sessuali e scandali finanziari
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CITTA’ DEL VATICANO – Lo schizzo di fango arriva, puntuale, all’approssimarsi del Conclave. Ed è la riprova che il candidato è forte. Un’indiscrezione circolata nelle ultime ore, rilanciata sui social negli Stati Uniti, voleva che il cardinale Pietro Parolin fosse stato soccorso da un’equipe medica durante le congregazioni generali in corso in Vaticano. Ma era una bufala. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ieri l’ha smentita con nettezza. «Non è vero», ha detto ai giornalisti, il porporato veneto non ha avuto un malore, il personale medico o infermieristico non è intervenuto.

È un classico di ogni Conclave. Attorno ai papabili si scatenano illazioni, tifo da stadio e maldicenze. Ne fece le spese anche Bergoglio, colpito nel 2005 da un dossier su una presunta complicità con la dittatura argentina e nel 2013 dalla voce che gli mancava un polmone (gliene era stato asportato un lobo da giovane).

La smentita della Santa Sede

Parolin non è il solo bersaglio: per Louis Antonio Tagl…

CITTA’ DEL VATICANO – Lo schizzo di fango arriva, puntuale, all’approssimarsi del Conclave. Ed è la riprova che il candidato è forte. Un’indiscrezione circolata nelle ultime ore, rilanciata sui social negli Stati Uniti, voleva che il cardinale Pietro Parolin fosse stato soccorso da un’equipe medica durante le congregazioni generali in corso in Vaticano. Ma era una bufala. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ieri l’ha smentita con nettezza. «Non è vero», ha detto ai giornalisti, il porporato veneto non ha avuto un malore, il personale medico o infermieristico non è intervenuto.

È un classico di ogni Conclave. Attorno ai papabili si scatenano illazioni, tifo da stadio e maldicenze. Ne fece le spese anche Bergoglio, colpito nel 2005 da un dossier su una presunta complicità con la dittatura argentina e nel 2013 dalla voce che gli mancava un polmone (gliene era stato asportato un lobo da giovane).

La smentita della Santa Sede

Parolin non è il solo bersaglio: per Louis Antonio Tagle un sito della destra cattolica statunitense (di nuovo) ha tirato fuori un video di anni fa nel quale il filippino canta Imagine di John Lennon: è da vedere se queste operazioni non finiscano per avere l’effetto contrario, rendere cioè il personaggio simpatico, ma per i detrattori un porporato canterino mostra mancanza di ortodossia oltre che di serietà. Ora contro Parolin si è tentata la carta della salute, forse prendendo spunto dal fatto che il suo insediamento, nell’ormai lontano 2013, fu ritardato di alcune settimane a causa di un intervento, riuscito, al pancreas. Ma il cardinale sta bene e negli ultimi giorni non ha avuto alcun mancamento.

Il profilo dei cardinali papabili viene scandagliato con attenzione, anche fuori dal Vaticano. Le cancellerie di tutto il mondo osservano il Conclave che si avvicina, l’amministrazione Usa, che in Sistina avrà due grandi estimatori di Donald Trump, i cardinali Timothy Dolan e Raymond Leo Burke, guardano con preoccupazione al miglioramento dei rapporti tra Santa Sede e Cina di cui Parolin è stato, su mandato di Francesco, il paziente tessitore.

Le questioni irrisolte

Dentro l’aula vaticana l’individuazione dell’identikit del futuro Papa passa dall’analisi dei problemi che dovrà affrontare. Dopo il buco delle finanze vaticane, ieri si è parlato, tra l’altro, degli abusi sessuali e degli scandali finanziari. Una «contro testimonianza» che mina la credibilità della Chiesa, è stata definita da alcuni cardinali, una «ferita» che va mantenuta «aperta», sfuggendo al rischio dell’insabbiamento. Il caso Becciu, il porporato escluso dal Conclave perché condannato in primo grado per la vicenda Sloane Avenue, è l’ultima coda di una mala gestio che preoccupa i porporati arrivati dal resto del mondo, la questione degli abusi su minori e suore è un dramma presente nelle Chiese di tutto il mondo affrontato con coraggio in alcuni paesi e con timidezza in altri. Il prossimo Papa erediterà tutti questi problemi che Francesco ha affrontato ma non risolto definitivamente.

L’eredità di Bergoglio

Passa da un confronto sul suo pontificato il dibattito a porte chiuse tra cardinali. Un porporato teoricamente bergogliano, e vicino a Parolin, Beniamino Stella, nei giorni scorsi — lo hanno rivelato il quotidiano argentino La Nacion e il settimanale dei gesuiti statunitensi America — è intervenuto per sostenere che il pontificato dell’argentino ha creato «disordine e confusione», in particolare con la scelta di far ascendere laici e donne ai vertici dei dicasteri vaticani. C’è tutta un’area, nel collegio cardinalizio, che guarda al Segretario di Stato come l’uomo che può garantire una transizione ordinata. Parolin ha assicurato, non più di un anno fa, che «non ci potrà essere una inversione di marcia» rispetto alle riforme intraprese da Francesco. Magari, però, stemperando alcune spinte e chiudendo i tanti cantieri aperti. E poi c’è un altro settore che si sta muovendo per evitare che l’eredità di Francesco venga annacquata, e le porte aperte dalle assemblee sinodali di questi anni non vengano chiuse né socchiuse. Il cardinale Hollerich, gesuita come Francesco, non ha nascosto la sua stima per il segretario del Sinodo Mario Grech, un altro candidato dal caloroso tono pastorale potrebbe essere l’arcivescovo di Marsiglia Jean-Marc Aveline. Tra schizzi di fango, critiche, smarcamenti e posizionamenti, la partita, di sicuro, è entrata nel vivo.

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