Leggi in app Seguici su Discover Hannah Arendt e la banalità del (nor)male La Germania nazista, l’abisso dell’amore per Heidegger, Scholem e il difficile rapporto con la tradizione ebraica, la vocazione metafisica, lo studio del totalitarismo. Ritratto della donna che voleva “romantizzare il mondo” L'ascolto è riservato agli abbonati premium Pietro Citati 04 Febbraio 2019 3 minuti di lettura Abbonati per leggere anche Leggi anche Antonio Scurati in dialogo con Corrado Augias: nostra patria Europa Collodi, non solo Pinocchio Agf Agency, 50 years ‘Through the Lens’ Raccomandati per te Evaristo Beccalossi: "Sbagliai due rigori in otto minuti e la mia vita si trasformò in uno spettacolo a teatro" Tadzio e Visconti, la maledizione della bellezza di Björn Andrésen La Pop Art e Andy Warhol: perché fu una rivoluzione del gusto Rubriche Passaparola di Silvana Mazzocchi Chiude Passaparola, il saluto di Silvana Mazzocchi ai lettori Vedi tutte
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