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I dieci personaggi del 2024

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Alcuni li conoscevamo già ma sono emersi in una luce nuova e sorprendente. Altri si sono imposti sulla scena internazionale con le loro storie per la prima volta segnando l’anno che sta finendo. Ecco la galleria dei volti degli ultimi 12 mesi
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Il 2024, come ogni anno, ha portato alla ribalta personaggi inediti, nel bene e nel male (del quale vorremo qui dimenticarci per quanto possibile). O personaggi conosciuti, ma in una veste nuova e sorprendente. Questa è una galleria di quelli che sono emersi nell’anno che sfuma. Augurando ai più buona navigazione e a qualcuno una lunga apnea.

Gisèle Pelicot (afp)

GISÈLE PELICOT

Ci ha messo la faccia. Ha vissuto l’impensabile, perfino in forma di incubo, e ha saputo affrontarlo non soltanto raccontandolo, ma mostrandosi di persona. Quale donna o uomo, al suo posto, non avrebbe preferito il segreto, l’invisibilità, l’oblio? Gisèle Pelicot, abusata inconsapevole per decenni dal marito e da un branco di esseri disumani, è affiorata dal buio di una camera, dopo una violenza senza fine, per dirci che la storia non esiste senza testimonianza e che quel che non è tollerabile è redimibile solta…

Il 2024, come ogni anno, ha portato alla ribalta personaggi inediti, nel bene e nel male (del quale vorremo qui dimenticarci per quanto possibile). O personaggi conosciuti, ma in una veste nuova e sorprendente. Questa è una galleria di quelli che sono emersi nell’anno che sfuma. Augurando ai più buona navigazione e a qualcuno una lunga apnea.

Gisèle Pelicot (afp)

GISÈLE PELICOT

Ci ha messo la faccia. Ha vissuto l’impensabile, perfino in forma di incubo, e ha saputo affrontarlo non soltanto raccontandolo, ma mostrandosi di persona. Quale donna o uomo, al suo posto, non avrebbe preferito il segreto, l’invisibilità, l’oblio? Gisèle Pelicot, abusata inconsapevole per decenni dal marito e da un branco di esseri disumani, è affiorata dal buio di una camera, dopo una violenza senza fine, per dirci che la storia non esiste senza testimonianza e che quel che non è tollerabile è redimibile soltanto attraverso la giustizia, la solidarietà e il coraggio di andare avanti.

Kate Middleton (afp)

KATE MIDDLETON

Credevamo potesse essere Diana, potrebbe essere Elisabetta. Perfino quelli che considerano le vicende dei reali inglesi la brutta copia di una tragicomica serie tv per una volta non hanno fatto zapping. La sofferenza, prima della morte, è ‘a livella. Puoi avere le migliori cure, un letto di nuvole e una flebo di ambrosia, ma quando la notte cala e potrebbe non finire, ogni principessa è una donna sola. Kate Middleton è sparita dai ricevimenti e dai rotocalchi per affrontare la malattia ed è riaffiorata avendo e dando di sé una diversa percezione. Signori si nasce, signore si diventa.

Han Kang 

HAN KANG

La vegetariana se li è mangiati tutti. All’annuncio del Nobel per la letteratura i commenti possono essere di due tipi: «Era ora!» oppure: «E chi è?». I molti che hanno espresso il secondo si sono precipitati a scoprire la scrittrice sudcoreana che consente al suo Paese il tris dopo il cinema (Parasite) e le serie tv (Squid Game). Hanno così sperimentato l’inquietudine che provoca e letto in due righe un proclama rivoluzionario: «È il tuo corpo, puoi trattarlo come ti pare. L’unico territorio in cui sei libera di fare come preferisci». Se hai nulla, ti resta il corpo. È la tua patria e puoi disporne. Sempre.

Maura Delpero (afp)

MAURA DELPERO

È apparsa come la neve: una silente sorpresa. Sullo schermo è scesa a coprire il suo paese, Vermiglio, per farcelo scoprire. A volte non esiste niente di più nuovo che l’antico. Per un girato mai visto aspettate, l’anno prossimo, I ragazzi della Nickel, ma per la perfezione del déjà vu, c’è il film di Maura Delpero. Non è un limite, è la madeleine della classicità, il buon sapore che torna sul palato, l’occhio che si scopre capace di ristupirsi. Un nome nuovo, tra venerandi maestri, capace di non firmare qualsiasi cosa, non dichiarare, non polemizzare, probabilmente pensare soltanto al prossimo film.

Jasmine Paolini (afp)

JASMINE PAOLINI

Perché, Sinner ha pure una cuginetta piccola piccola? Prima del Roland Garros la conoscevano gli esperti. Quando è tornata a Parigi per vincere l’oro olimpico, in coppia con Sara Errani, tutti già parlavano del suo sorriso permanente e dell’imprevedibile forza dei suoi colpi. Le dimensioni non contano, ecco la prova. Ha finito l’anno alzando con le compagne la Billie Jean King Cup e togliendosi lo sfizio di giocare in doppio con Kyrgios, l’arcinemico di Sinner. Per dimostrare che è indipendente, politicamente scorretta, sensibile agli ingaggi. Foss’anche perfetta, ce la terremmo lo stesso.

Elon Musk (reuters)

ELON MUSK

Chiamate Batman: c’è un nuovo cattivo che vuole governare il mondo. E non sta tanto bene. Di miliardari che scendono in campo ne abbiamo visti altri, ma la loro ambizione si era fermata ai confini nazionali, pur scambiandoli per i limiti dell’universo. Elon Musk va oltre. Non potendo fare il re, ha fatto il king maker. Non potendo essere il prossimo presidente degli Stati Uniti, sogna di diventare imperatore della Terra, facendola ruotare verso destra. Pensavamo volesse soltanto fare soldi, non s’era capito gli servissero per comprarci. Per provarci, almeno. Un progetto su cui fargli mettere una croce, come dire, una X.

Al Jolani (afp)

AL JOLANI

C’è chi fa la storia in decenni e chi in dieci giorni. Al Jolani è sbucato dal pozzo dell’immutabile e ha conquistato l’imprendibile Damasco nel tempo di un’impegnativa breve. Saddam, Gheddafi, Mubarak: alla collezione delle figurine di rais staccate dall’album del potere mancava Assad, il tiranno per caso, tenuto in piedi come certi alberi maestri da ceppi che nascondono la scarsa solidità. Così, per lui, le ragioni degli equilibri internazionali. Finché qualcosa è saltato e la Siria ha cambiato padrone. Chi è Al Jolani? La domanda è stata archiviata senza risposta e sostituita da quella per l’anno a venire: che cosa farà?

Placide Mbala 

PLACIDE MBALA

Rendiamo grazie al primo che segnala l’ultimo virus. L’epidemiologo congolese Placide Mbala ha tirato l’allarme per la diffusione del vaiolo delle scimmie, che ha ucciso centinaia di persone nell’Africa centrale. Lo ha fatto mentre, parole sue, «il resto del mondo viveva nell’amnesia seguita al Covid». Non volevamo sentirne un altro, ma ci ha indotti a farlo, poi ci ha rassicurati: «Sappiamo gestirlo, non verrà esportato se non in casi limite». Un profeta di venture. Ci ha ricordato che il male esiste, ma il nostro più grande sbaglio sarebbe non vederlo per vivere tranquilli, ma meno a lungo.

Rodri 

RODRI

Lo si nota di più se non viene. Il dilemma di Nanni Moretti è risolto. Quest’anno il centrocampista spagnolo Rodri ha vinto il Pallone d’oro, il campionato europeo e la Premier League, ma c’era ancora chi aveva dei dubbi. In fondo (ma proprio al fondo) Mbappè….Questo è bravo, ma non si nota tanto. Non fa molti gol, non inventa. Non ricama, cuce. Non bastava la statistica per cui il City trionfava soltanto se giocava lui. Per evidenziarla ha dovuto infortunarsi e sparire per mesi. Dopodiché: «Guardiola non sa più vincere». Fatevi una domanda e datevi una risposta. E la risposta è: Rodri.

Tony Effe 

TONY EFFE

Un uomo chiamato polemica. Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma è stato inevitabile. È il tempo: quello in cui chi non sa fare, invece di insegnare, alza un polverone. Nel suo caso, con un piccolo grande aiuto di amici e nemici. Tutti conoscevano Fedez, vuoi non conoscere chi ci si mette a duellare? Tutti sanno che c’è un concerto a Capodanno, vuoi non occuparti dell’invitato respinto alla porta? Il dress code è una forma di moralismo o di educazione? Si possono fare campagne giuste con il testimonial sbagliato, ma l’errore è di chi l’ha scelto. Poi, la pubblicità è tutta sua e se la gode.

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