Le authority smontano la manovra: "Pil irrealistico e debito a rischio"
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINIBanca d'Italia e Corte dei Conti bocciano il Def . L'Upb non lo valida, il ministro Tria costretto a tornare alle Camere
ROMA - È il "martedì nero" della nota di aggiornamento al Def. Ieri al primo test delle audizioni presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, le maggiori authority del Paese, dall'Ufficio parlamentare di bilancio, a Bankitalia, alla Corte dei Conti, hanno sonoramente bocciato il testo governativo. Particolarmente importante la mancata "validazione" della stima di crescita del Pil prevista dal governo per il 2019 da parte dell'Upb, che è delegata dalla legge di attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione, ad esprimere il proprio nulla osta. "Troppo ottimistica", ha detto il presidente Giuseppe Pisauro. Già da oggi il ministro Tria dovrà tornare in Commissione per confermare e spiegare oppure modificare alcuni elementi del quadro. Sul Pil hanno picchiato anche Bankitalia che stima per il prossimo anno mezzo punto in meno del governo e la Corte dei Conti che richiama il quadro internazionale. …
ROMA - È il "martedì nero" della nota di aggiornamento al Def. Ieri al primo test delle audizioni presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, le maggiori authority del Paese, dall'Ufficio parlamentare di bilancio, a Bankitalia, alla Corte dei Conti, hanno sonoramente bocciato il testo governativo. Particolarmente importante la mancata "validazione" della stima di crescita del Pil prevista dal governo per il 2019 da parte dell'Upb, che è delegata dalla legge di attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione, ad esprimere il proprio nulla osta. "Troppo ottimistica", ha detto il presidente Giuseppe Pisauro. Già da oggi il ministro Tria dovrà tornare in Commissione per confermare e spiegare oppure modificare alcuni elementi del quadro. Sul Pil hanno picchiato anche Bankitalia che stima per il prossimo anno mezzo punto in meno del governo e la Corte dei Conti che richiama il quadro internazionale. Analisi che si accoppiano a quelle dell'Fmi che ieri ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l'economia mondiale, l'Eurozona e ha confermato per l'Italia la riduzione all'1 per cento. Avvertimenti di Bankitalia sul debito definito "un moltiplicatore di turbolenze" e "no", condivisi anche dalla Corte dei Conti, alla revisione della Fornero e critiche al reddito di cittadinanza.
| Pil | Deficit e debito | Le misure | Condono e fisco | |
|---|---|---|---|---|
| Upb | Non valido La stima di crescita del Pil per il prossimo anno contenuta nella Nadef, pari all'1,6 per cento, non viene "validata" dall'Upb che ha il compito di dare il "nulla osta" alla previsione. L'Upb ritiene che la manovra non avrà un impatto sufficiente a spingere il Pil e che in una fase di congiuntura negativa trend al rialzo sono "poco realistici". |
Debito alto L'Upb mette in dubbio la discesa del rapporto debito-Pil prevista dal governo. L'obiettivo della Nadef di raggiungere il 126,7 a fine percorso potrebbe essere raggiunto in condizioni "virtuose" che si sono verificate solo cinque volte negli ultimi 18 anni. Più probabile che il rapporto si fermi a quota 128,4. |
Dubbi sugli investimenti L'Upb punta l'indice sulla strategia di investimenti prevista dalla Nadef. L'obiettivo di aumentare l'incidenza degli investimenti sul Pil dell'2,3 per cento il prossimo anno è "particolarmente ambiziosa" perché alla luce dei fatti, dal 2010 al 2017, il loro tasso è sempre stato negativo. |
Rischio Iva La Nadef prevede una disattivazione solo parziale delle clausole di salvaguardia per il biennio 2020-2021. Di conseguenza se non aumenterà l'Iva crescerà il deficit, oltre il programmato. In particolare, dice l'Upb, salirebbe dal 2,4% del Pil del 2019 al 2,8% nel 2020 per poi posizionarsi al 2,6 per cento nel 2021. |
| Bankitalia | Sotto l'1 per cento Bankitalia stima che la crescita del Pil il prossimo anno sarà inferiore all'1 per cento, probabilmente di 0,9. Via Nazionale ritiene infatti che l'aumento della spesa sociale, come il reddito di cittadinanza, e gli sgravi fiscali avranno "effetti congiunturali modesti e graduali sulla crescita". |
Le turbolenze Bankitalia avverte che il debito è un "moltiplicatore di turbolenze". La sua crescita ha effetto sulle famiglie, sulle banche e sulle imprese. Bankitalia sembra non credere al percorso di riduzione della Nadef perché la richiesta di 400 miliardi all'anno di titoli rischia di "innescare un circolo vizioso tra costo e incidenza del debito". |
No retromarce su Fornero Bankitalia avverte che non si deve tornare indietro sulla legge Fornero e che il reddito di cittadinanza non deve disincentivare l'offerta di lavoro. "La sostenibilità del sistema previdenziale - dice Via Nazionale - è infatti un fondamentale elemento di forza delle finanze pubbliche italiane". |
Coperture da trovare Bankitalia rileva laconicamente che per ora le coperture non sono note e che saranno oggetto di un "attento esame" una volta che queste saranno "compiutamente definite". Come è noto parte delle coperture di cui si parla riguardano il condono e la sostituzione di misure fiscali con altre. |
| Corte dei Conti | Tendenze internazionali Il giudizio della Corte di Conti è che la stima del Pil del prossimo anno programmata dal governo è "eccessiva". Il quadro macroeconomico appare "troppo ottimistico", soprattutto alla luce delle "attuali tendenze internazionali". Appena ieri infatti l'Fmi ha ridotto le stime del Pil mondiale e dell'Eurozona. |
Crinale stretto I rischi sul debito sono alti. Per la Corte dei Conti i margini di sicurezza "per garantire un percorso di seppur lenta riduzione del debito risultano molto contenuti, ponendo il paese su un crinale particolarmente stretto".Il profilo del nostro rapporto debito-Pil "non è in linea" con le regole europee. |
Attenti al reddito Pensioni e reddito di cittadinanza non mettano a rischio il debito. La Corte spiega che "interventi a favore dei trattamenti previdenziali e delle politiche di assistenza che puntino al contrasto della povertà devono essere adottati senza mettere a rischio la sostenibilità finanziaria del sistema". |
No ai condoni Bocciatura preventiva della Corte dei conti ad ogni ipotesi di condono. "Il ripetersi di modalità di prelievo, sanatorie fiscali o mitigazioni del prelievo su limitate tipologie di soggetti, può incidere sulla stessa percezione di equità fiscale o introdurre nuove distorsioni nelle scelte adottate nel mondo del lavoro". |