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Italia bloccata, rinviate opere per 16 miliardi

Stop a 202 cantieri Anas. Pesano la burocrazia e 1,8 miliardi finiti al reddito di cittadinanza
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ROMA - L'Italia è bloccata. Dal Nord al Sud alle Isole i cantieri non si aprono più. Tutto è fermo: per mancanza di risorse e per sistematici rinvii. E non si tratta solo dei casi simbolo, come la Tav, sui quali sono accesi i riflettori dell'opinione pubblica. Secondo un rapporto redatto dall'Anas e consegnato ieri alla Commissione Trasporti del Senato, ci sono 202 opere pubbliche che il precedente governo aveva programmato di appaltare entro 2019 e che ora sono state rinviate al 2020 o al 2021. Una colata di cloroformio sull'economia italiana perché la somma degli importi delle 202 opere ferme arriva a 16,3 miliardi. Una boccata d'ossigeno di cui la nostra economia dovrà fare a meno e una lunga serie di strade cui dovremo rinunciare.

Particolarmente colpito il Sud, nonostante le promesse del governo. La Basilicata rischia l'isolamento: perché il potenziamento della Statale 407 "Basentana" è fermo con …
ROMA - L'Italia è bloccata. Dal Nord al Sud alle Isole i cantieri non si aprono più. Tutto è fermo: per mancanza di risorse e per sistematici rinvii. E non si tratta solo dei casi simbolo, come la Tav, sui quali sono accesi i riflettori dell'opinione pubblica. Secondo un rapporto redatto dall'Anas e consegnato ieri alla Commissione Trasporti del Senato, ci sono 202 opere pubbliche che il precedente governo aveva programmato di appaltare entro 2019 e che ora sono state rinviate al 2020 o al 2021. Una colata di cloroformio sull'economia italiana perché la somma degli importi delle 202 opere ferme arriva a 16,3 miliardi. Una boccata d'ossigeno di cui la nostra economia dovrà fare a meno e una lunga serie di strade cui dovremo rinunciare.

Particolarmente colpito il Sud, nonostante le promesse del governo. La Basilicata rischia l'isolamento: perché il potenziamento della Statale 407 "Basentana" è fermo con i suoi 338,7 milioni di investimenti bloccati, e tutto è rinviato di un anno. Ed anche perché la Salerno-Potenza-Bari, per un importo di lavori da 300 milioni, è ferma. La gara era prevista per il 2020, ora slitta di due anni. Perché? Come recita laconicamente la motivazione del documento Anas per entrambe le opere lo stallo è dovuto ad "una previsione di incremento tempi per iter autorizzativo".

La mitica Salerno-Reggio Calabria, che oggi si chiama enfaticamente "Autostrada del Mediterraneo", non decolla. Mancano i requisiti di "appaltabilità", cioè mancano pezzi dell'iter che permettono di bandire una gara. "Necessario incremento iter di progettazione", annota il rapporto, considerando i lotti che prevedono gli svincoli Cosenza, Rosarno e Gioia Tauro, c'è in ballo più di 1 miliardo di investimenti.

Paralizzato anche il rifacimento della 106 Jonica. L'arteria dissestata e dove urgono interventi per 637 milioni, qualche tempo fa fu addirittura oggetto di un progetto artistico esposto alla Biennale di Venezia: la definirono la strada degli orrori, dove convivono ecomostri, finti castelli medievali per matrimoni vip, centrali a carbone e una riproduzione della statua della libertà a Siderno. Tutto rinviato al 2021.

Il catalogo delle opere programmate per quest'anno dal precedente governo e rinviate è sterminato. Salendo al Centro, slitta al 2022 l'Autostrada dei Due Mari, Fano-Grosseto; stop anche alla Orte-Civitavecchia di forte rilevanza turistica. Bloccato il Nord operoso: dalla attesa variante delle Tremezzina nei pressi di Como, alla Variante di Zuel a Cortina, alla Tangenziale di Vicenza a quella di Reggio Emilia.

Non ci si lasci ingannare dal fatto che si tratta di opere di medie dimensioni: sui territori queste infrastrutture sono attese con ansia per questioni di traffico, di viabilità, ambientali e turistiche. Oppure come le strade abruzzesi che dovrebbero sostenere la viabilità ora che il tunnel del Gran Sasso rischia di restare chiuso: la Statale 80, se tutto va bene, partirà solo nel 2020.

Le motivazioni addotte sono burocratiche, ma in realtà c'è dietro una questione di risorse. La lista delle opere rinviate è stata chiesta da tempo dall'ex viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini. Motivo? Con la legge di Bilancio 2019 sono stati stornati dall'Anas 1,8 miliardi per investimenti per destinarli al reddito di cittadinanza. Quali sono stati i riflessi?Dai dati si evince che il blocco degli investimenti di 1,8 miliardi c'è stato ma che i rinvii complessivamente salgono a 16,3 miliardi. "Si erano impegnati a sbloccare i cantieri invece bloccano anche i lavori già programmati da noi", ha commentato Nencini.