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Hacker russi all’attacco anche l’Italia nel mirino

Massiccia offensiva delle cyber gang in tutto il mondo. Nel nostro Paese a rischio pure i dati sanitari. La vulnerabilità era nota, ma molti enti non hanno aggiornato i sistemi. Meloni: “Informai il Consiglio dei ministri"
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Abbiamo un problema. Forse un grande problema, visto che sono a rischio alcuni dei sistemi informatici più importanti del nostro Paese, primi tra tutti quelli che regolano la sanità con i sistemi di prenotazione e le comunicazioni interne agli ospedali. Ma, certamente, un problema che si poteva evitare. Alcune delle più delicate infrastrutture telematiche italiane sono sotto attacco cyber da poco meno di 24 ore: è un attacco “ransomware”, quelli cioè in grado di bloccare le reti in modo tale da renderle inaccessibili (e inaccessibili possono essere anche importanti quantità di dati).

La mano sembra quella delle gang russe che già nei mesi scorsi hanno messo in g…

Abbiamo un problema. Forse un grande problema, visto che sono a rischio alcuni dei sistemi informatici più importanti del nostro Paese, primi tra tutti quelli che regolano la sanità con i sistemi di prenotazione e le comunicazioni interne agli ospedali. Ma, certamente, un problema che si poteva evitare. Alcune delle più delicate infrastrutture telematiche italiane sono sotto attacco cyber da poco meno di 24 ore: è un attacco “ransomware”, quelli cioè in grado di bloccare le reti in modo tale da renderle inaccessibili (e inaccessibili possono essere anche importanti quantità di dati).

La mano sembra quella delle gang russe che già nei mesi scorsi hanno messo in grande difficoltà alcune infrastrutture strategiche: erano stati bloccati i sistemi di prenotazione per i vaccini Covid della regione Lazio nel pieno della pandemia, poi le biglietterie di Trenitalia, poi attaccati i server del Gse, la società che gestisce i servizi energetici nel nostro Paese, nel mezzo della crisi del gas.

Questa volta i pirati sono entrati nei computer di mezzo mondo, sfruttando la vulnerabilità di un software (Vmware: serve per creare macchine virtuali) assai utilizzato. Il punto è che la vulnerabilità in questione era stata segnalata poco meno di due anni fa. E la società produttrice aveva provveduto a rilasciare un aggiornamento per tappare la falla. Ciò nonostante, in barba a tutte le indicazioni, la maggior parte degli enti pubblici non avevano installato la nuove versione. Risultato: i sistemi sono a rischio.

Al momento non è chiaro chi e come è stato colpito nel nostro Paese. Certo è che l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza nel pomeriggio di ieri ha lanciato l’allarme. E ha preso contatti con l’azienda che realizza il software per capire quali sono i principali clienti nel nostro Paese dopo che la Francia ha vissuto un weekend nerissimo. Ce ne sono tantissimi: ministeri, agenzie, aziende di trasporto, banche. Ieri sono stati rallentati bancomat, prenotazioni di trasporti, pagamenti elettronici.

La preoccupazione maggiore riguarda però la sanità: il software è utilizzato da tutte le principali aziende sanitarie del nostro paese e, dalle prime informazioni, in pochissime avrebbero eseguito l’aggiornamento. Risultato: «Sono a rischio blocco», ammettono dall’Agenzia che ha inviato ieri un vademecum a tutti gli enti per correre ai ripari e oggi saranno a Palazzo Chigi per un vertice d’urgenza.

«Il Governo - ha fatto sapere la premier Giorgia Meloni - segue con attenzione quello che sta succedendo», aggiungendo che la necessità di contrastare le vulnerabilità era stata oggetto di un’informativa in un recente Consiglio dei ministri. Alle nove il sottosegretario Alfredo Mantovano, che è autorità delegata per la Cybersicurezza, incontrerà il direttore dell’Agenzia, Roberto Baldoni, e la numero uno dei Servizi, Elisabetta Belloni. per fare il punto. E studiare le contromosse. Mai come questo caso la causa è da leggere tanto nella capacità di chi ha attaccato quanto nell’incapacità di chi non ha difeso. A conferma che non esiste una cultura di cybersicurezza nel nostro Paese.

Più lunghi saranno i tempi per capire la matrice dell’attacco. La mano sembra quella delle gang russe - in rete è spuntato il solito nome del collettivo Killnet - ma è difficilissimo trovare prove. Storicamente questi gruppi si muovevano a scopo di estorsione ma con l’inizio della guerra in Ucraina sono stati eterodiretti da Mosca come strumento di pressione. E aggressione