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Italia senza boom, l’isteria dei prezzi frena il turismo

Si sono sfidati la voglia di viaggiare con i costi di trasporti ed esercizi così hanno vinto Egitto, Tunisia e Albania
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È stata l’estate in cui il turismo ha sfidato l’aumento dei prezzi. Si sono confrontati, come sul ring di un incontro di boxe, la voglia di partire e le tariffe alle stelle di hotel, ristoranti e soprattutto aerei. Chi ha vinto? In Europa il desiderio di staccare la spina ha (quasi) sempre avuto la meglio. E così i giornali di tutto il mondo hanno immortalato code infinite dal Colosseo alla Torre Eiffel al Partenone. Una sorta di Europa in overbooking, soprattutto grazie al turismo americano.

Il miraggio 2019

Ma il peso dell’inflazione ha reso i livelli del 2019 ancora un miraggio. Secondo l’analista di dati ForwardKeys – a quanto riporta il Financial Times – le prenotazioni di voli per l’Europa settentrionale, da giugno ad agosto, sono aumentate del 25% rispetto all’anno passato, e del 13% per l’Europa meridionale. Mentre STR (che fornisce dati sull’occupazione alberghiera nel mondo), fotografa una occupazione degli h…

È stata l’estate in cui il turismo ha sfidato l’aumento dei prezzi. Si sono confrontati, come sul ring di un incontro di boxe, la voglia di partire e le tariffe alle stelle di hotel, ristoranti e soprattutto aerei. Chi ha vinto? In Europa il desiderio di staccare la spina ha (quasi) sempre avuto la meglio. E così i giornali di tutto il mondo hanno immortalato code infinite dal Colosseo alla Torre Eiffel al Partenone. Una sorta di Europa in overbooking, soprattutto grazie al turismo americano.

Il miraggio 2019

Ma il peso dell’inflazione ha reso i livelli del 2019 ancora un miraggio. Secondo l’analista di dati ForwardKeys – a quanto riporta il Financial Times – le prenotazioni di voli per l’Europa settentrionale, da giugno ad agosto, sono aumentate del 25% rispetto all’anno passato, e del 13% per l’Europa meridionale. Mentre STR (che fornisce dati sull’occupazione alberghiera nel mondo), fotografa una occupazione degli hotel in tutto il continente che a luglio è stata del 4% inferiore ai livelli pre-pandemici. E ancora Simon Vincent, presidente per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa del gruppo alberghiero Hilton, ha attribuito il successo della stagione estiva «a un mix tra la resilienza dei consumatori e il ritorno degli americani». «La clientela internazionale tende a prenotare alloggi di fascia alta – ha spiegato Didier Arino, presidente della società di consulenza ProTourisme – inoltre se i visitatori provenienti da Stati Uniti, Australia e Asia sono felici di pagare 30 euro per un bicchiere di vino, un francese si alza e se ne va».

La ripresa mancata

Secondo Marino Bella, direttore ufficio studi Confcommercio, osservando la congiuntura di settembre, non c’è stata la tanto decantata ripresa. «Otto milioni di notti in meno in albergo e altre strutture (rilevate da Istat tra gennaio e giugno) rispetto ai primi sei mesi del 2019 implicano che per raggiungere il record a luglio e agosto ci dovrebbe essere un +5%, oppure +10% in uno dei due mesi; ma un tale boom non sembra essersi verificato. Il problema riguarda soprattutto gli italiani, l’effetto reddito e ricchezza pesano sulla spesa turistica degli italiani; e anche la spesa degli stranieri per notte a prezzi costanti cala rispetto al 2022 e al 2019».

Partita in pareggio

Il punto di vista dei tour operator lo racconta Pier Ezhaya presidente Astoi: «Per noi è stata un’estate positiva anche se la macchina è ripartita in chiaro scuro. Il fatturato è stato lievemente superiore al 2019 mentre le presenze dei viaggiatori sono leggermente diminuite, l’inflazione ha creato flussi verso mete dai prezzi decisamente più competitivi». I Paesi più ambiti? «Il grosso dei volumi si è registrato nel mediterraneo mentre le mete esotiche sono preferite in inverno, c’è stato un indebolimento di Grecia e Spagna e abbiamo assistito ad un vero boom in Egitto e Tunisia, mete trainate dagli ottimi prezzi; l’Italia è andata così così, direi che la partita italiana si è conclusa con uno zero a zero, ma indubbiamente siamo andati meglio della Grecia. La stranezza dell’estate per l’Italia è stata una flessione dei costi da giugno ad agosto: «Si è verificata una sorta di isteria dei prezzi partiti altissimi per poi rimodellarsi; quando succedono fenomeni come questo non è un buon segno perché vuol dire che i gestori sono stati troppo ottimisti sulle prospettive senza tenere conto del reale potere di spesa». I fornitori hanno provato a replicare i prezzi del 2022 senza calcolare il mutato scenario che offriva valide alternative». Non è casuale il boom dell’Albania, infatti.

Tenersi stretti i clienti

Ha un sorriso che rivela la soddisfazione Stefano Pompili, ad Veratour: «Abbiamo raggiunto la migliore estate di sempre e centrato risultati che hanno sfiorato il 2019, di fatto abbiamo recuperato il gap con un anno di anticipo». Non solo. «Gli eccezionali numeri di fine estate fanno sperare in un settembre e ottobre, ma anche dicembre, ottimi. E così di poter concludere l’anno con un più 25% rispetto a quello precedente». Che cosa ha funzionato? «Noi non possiamo permetterci di perdere clienti che abbiamo da quarant’anni e che vogliamo assolutamente tenerci stretti, quindi siamo stati bravi a non far lievitare le cifre, diciamo che su un aumento generalizzato dei costi di gestione noi ci siamo caricati il 10% e al cliente finale abbiamo lasciato solo il 5-6%». Che cosa ha impattato di più sul rialzo? «Sicuramente i voli – spiega Pompili – basta pensare che le linee low cost hanno avuto di rialzi attorno al 30%.

I clienti Veratur non hanno però abbandonato l’Italia: «Il 30% di chi ha prenotato con noi è rimasto in Italia, soprattutto in Sardegna dove i prezzi ad agosto sono scesi, l’Egitto ha raggiunto punte del 22% e per noi è stata decisamente la destinazione dell’anno con risultati superiori al 2019 , seguita dalla Grecia con il 12%, la Spagna 7%, la Tunisia 6%, Capoverde 6% e Zanzibar 5%. Indubbiamente anche noi stiamo guardando all’Albania con crescente interesse. anche se ci sono dei problemi di vicinanza tra le località con il mare più bello e gli aeroporti». Chi ha scelto di fare una vacanza con Veratour per «il 90% ha scelto la formula di una settimana mentre il 10% ne ha prenotate due». Infine una previsione per l’inverno non troppo lontano: «Sicuramente il caldo con le Maldive e Zanzibar».

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