ROMA- “Un’altra Brandizzo è dietro l’angolo. Il governo non fa abbastanza per la sicurezza sul lavoro. E le partecipate di Stato, per paura di disturbare il manovratore, si sono fermate”. Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, dice che “Fs e Anas potevano fare protocolli di sicurezza sulle manutenzioni e metterli nei bandi. Non si è mosso nulla”.
C’è stato un tavolo, però.
”Con zero risultati. Vigono le stesse modalità operative di un anno fa. Non c’è il divieto di subappalto a cascata, non c’è la qualificazione delle imprese per valorizzare quelle con operai e tecnici meglio inquadrati. Non c’è neppure l’interruzione del traffico merci e persone in presenza di interventi sulle strade come sulle ferrovie. Si procede senza segnalazioni e senza spartitraffico. E per arrivare a 1.700-1.800 euro gli operai lavorano 10-12 ore di fila”.
Il governo si vanta di aver reintrodotto il reato di somministrazione illecita di manodopera e la patente a punti. Non basta?
"Ha ripristinato quello che c’era, solo per le forti pressioni del sindacato. E creato una patente che non serve a fermare i morti. Puoi partire con 130 punti, tra anzianità e altri bonus. Ne perdi 20 per ogni morto, ma per lavorare ne bastano 30. Non c’è l’aggravante dell’omicidio sul lavoro che poteva servire da forte deterrente perché le vittime possono chiedere il sequestro preventivo dei beni. Non c’è la qualificazione delle imprese all’ingresso. Non c’è neppure il badge elettronico”.
Perché come Fillea lanciate l’allarme sulle manutenzioni?
"Abbiamo le reti infrastrutturali più vecchie d’Europa. E interventi programmati sul 35% di questi reti per aumentare merci e persone. Si spenderanno 34 miliardi nei prossimi quattro anni. Senza cambiare il modello di impresa rischiamo altre Brandizzo. Mi chiedo: ma cosa fa il committente pubblico di fronte allo sfruttamento della manodopera nelle manutenzioni?”.
E le imprese cosa fanno?
"Ci sono quelle serie che comprano macchinari e subiscono il dumping dei disonesti. Poi ci sono quelle scorrette, che sono il blocco sociale di questa destra al governo. E infine le partecipate pubbliche subalterne all'esecutivo. Ora che sono stati nominati i nuovi vertici di Ferrovie li sfidiamo subito sulla sicurezza. Non c’è tempo da perdere”.