ROMA – L’ultima minaccia è datata dieci giorni fa. «Se la situazione non cambia, noi ce ne andiamo». Così Enel prova a mostrare i muscoli. Il contesto? Una riunione di Elettricità Futura, l’associazione che raggruppa le imprese che producono e vendono energia in seno a Confindustria. Parole che rappresentano il pensiero dell’ad della società partecipata dal Mef, Flavio Cattaneo, che sarebbe pronto a lasciare viale dell’Astronomia per giocare in solitaria o in compagnia di chi lo seguirà.
La coabitazione con gli industriali è diventata sempre più difficile. Colpa anche delle discussioni attorno alle nuove misure per rendere più leggere le bollette. Ormai è un duello tra le società che producono e vendono energia e quelle che la consumano. Non è colpa solo delle bollette, s…
ROMA – L’ultima minaccia è datata dieci giorni fa. «Se la situazione non cambia, noi ce ne andiamo». Così Enel prova a mostrare i muscoli. Il contesto? Una riunione di Elettricità Futura, l’associazione che raggruppa le imprese che producono e vendono energia in seno a Confindustria. Parole che rappresentano il pensiero dell’ad della società partecipata dal Mef, Flavio Cattaneo, che sarebbe pronto a lasciare viale dell’Astronomia per giocare in solitaria o in compagnia di chi lo seguirà.
La coabitazione con gli industriali è diventata sempre più difficile. Colpa anche delle discussioni attorno alle nuove misure per rendere più leggere le bollette. Ormai è un duello tra le società che producono e vendono energia e quelle che la consumano. Non è colpa solo delle bollette, sempre care, che vengono recapitate dalle prime alle seconde. Ma della posizione di Elettricità Futura, sigla che Enel guida dopo che a dicembre è riuscita a far eleggere presidente Gianni Vittorio Armani. Prima prova di forza di Cattaneo riuscita. Grazie anche al via libera del nuovo numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini, favorevole a un ricambio al vertice della sigla.
Quando si è iniziato a parlare di cose concrete, come le concessioni delle centrali idroelettriche, il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità dal gas, la riduzione del costo delle quote Ets (che servono a coprire le emissioni di anidride carbonica delle centrali turbogas, ndr), la situazione è cambiata. E pure il clima. Perché il costo dell’energia, per le imprese, «non è un problema, ma è il problema», come ha detto Orsini pochi giorni fa.
Il decreto Bollette del governo Meloni alla fine dà una mano solo alle famiglie, non alle imprese. Decreto difeso da Elettricità Futura, come dice il direttore generale Giorgio Boneschi: «Contiene misure strutturali che riteniamo valide». In risposta gli industriali sbandierano i dati di aprile 2025 che forniscono l’ennesima allarmante istantanea: un megawattora sfiora i 100 euro di costo in Italia, la Germania ne paga 77, la Francia 42, la Spagna appena 26. Differenze nette.
I produttori, in risposta, sfoderano l’elenco dei contributi ricevuti dalle energivore: sussidi per un valore che è pari a 2 miliardi all’anno: «Cosa vogliono ancora?». Ma gli industriali ribattono: «Quanti utili volete fare sulle nostre spalle?». E la minaccia di uscita da viale dell’Astronomia non fa paura: interessi divergenti, associazioni differenti.
È una questione di sopravvivenza, come ha più volte ricordato il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, e l’ex numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha bacchettato l’esecutivo pochi giorni fa: «Il caro energia uccide le imprese». Meloni ha capito che deve fare qualche cosa. E Cattaneo è stato avvistato a Palazzo Chigi, forse per ribadire al governo che bisogna risolvere la questione concessioni centrali idroelettriche e che Enel garantisce dividendi che fanno comodo allo Stato.
Pure i toni sono cambiati: «Siamo consapevoli che i prezzi dell’energia vadano abbassati, e anzi crediamo che questo debba avvenire per tutte le imprese, non solo le energivore», ha detto a Investopia a Milano. «Enel ha già abbassato i prezzi del 40% per le pmi, rispetto al primo trimestre 2024, e del 20% per le famiglie», ha aggiunto. E rassicura: «Il governo sta lavorando per trovare altre importanti misure sfruttando la produzione da rinnovabili, Enel è a disposizione per realizzare le soluzioni che verranno individuate dall’esecutivo».