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I dazi di Trump colpiscono l’umore degli americani. Uno su due è preoccupato per la spesa

È quanto emerge da un sondaggio dell’Associated Press. Il carrello è fonte di stress per chi guadagna 30 mila dollari o meno all’anno, ma anche chi ne percepisce 100 mila non è immune
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MILANO – Come un boomerang, i dazi di Trump rivolti ai partner commerciali colpiscono nel profondo anche gli Stati Uniti. In attesa dei nuovi dati sull'inflazione di luglio, un americano su due confessa che la spesa di generi alimentari è la sua maggior preoccupazione. La promessa elettorale del tycoon di sconfiggere il carovita sembra sempre più difficile da mantenere.

A giugno l’inflazione sale al 2,7%

A giugno l’inflazione Usa è salita per il secondo mese consecutivo a 2,7%, toccando il massimo da febbraio. I prezzi sono aumentati maggiormente per gli alimenti (3% contro il 2,9% di maggio), i servizi di trasporto (3,4% contro il 2,8%) e le auto e i camion usati (2,8% contro l'1,8%), mentre il costo dell'energia è diminuito molto meno (-0,8% contro -…

MILANO – Come un boomerang, i dazi di Trump rivolti ai partner commerciali colpiscono nel profondo anche gli Stati Uniti. In attesa dei nuovi dati sull'inflazione di luglio, un americano su due confessa che la spesa di generi alimentari è la sua maggior preoccupazione. La promessa elettorale del tycoon di sconfiggere il carovita sembra sempre più difficile da mantenere.

A giugno l’inflazione sale al 2,7%

A giugno l’inflazione Usa è salita per il secondo mese consecutivo a 2,7%, toccando il massimo da febbraio. I prezzi sono aumentati maggiormente per gli alimenti (3% contro il 2,9% di maggio), i servizi di trasporto (3,4% contro il 2,8%) e le auto e i camion usati (2,8% contro l'1,8%), mentre il costo dell'energia è diminuito molto meno (-0,8% contro -3,5%). Il dato di luglio è atteso per il 12 agosto e gli analisti prevedono che replicherà quello del mese precedente. Intanto l'indice dei prezzi al consumo Cpi del Paese è salito a 322,56 punti a giugno dai 321,46 di maggio, segnando un aumento mensile dello 0,3% rispetto allo 0,1% di maggio.

La spesa preoccupa un americano su due

Secondo un sondaggio dell’Associated Press per l’Università di Chicago, il 53 per cento degli americani vive l'esperienza della spesa come fonte di stress, ora che le tariffe sulle importazioni minacciano di far aumentare i prezzi dei beni di prima necessità. Una percentuale minore prova la stessa sensazione riguardo il costo delle abitazione e l'ammontare dei risparmi bancari, mentre solo il 14% dichiara che i prezzi degli alimenti non rappresentano per loro un motivo d’ansia.

Nessuno immune

A essere maggiormente preoccupati sono coloro che guadagnano 30.000 dollari o meno all’anno, ma anche chi ne percepisce più di 100.000 non è immune a questa fonte di stress.

Inoltre, per evitare di pagare un importo sostanzioso alla cassa, tre americani su 10 scelgono di usare sistemi di buy now, pay later e dilazionare così la spesa su più rate. Spesso però ignorano che quello che stanno sottoscrivendo è a tutti gli effetti un prestito. Secondo le informazioni raccolte da AP dagli istituti di credito, una quota crescente di questi clienti ha difficoltà a rimborsare i propri debiti. "I prestiti sono presentati come un'alternativa più sicura alle carte di credito tradizionali, ma ci sono dei rischi, tra cui la mancanza di una supervisione federale”, commenta l’agenzia.

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