✕

La Cina inverte la rotta, il lusso torna a sorridere

Ascolta l'audio

Primi segnali positivi per il made in Italy. Dopo il consolidamento, nel 2026 gli affari saliranno del cinque per cento
1 minuti di lettura

MILANO – Se il 2025 sarà ancora un anno di transizione e consolidamento per il comparto del lusso mondiale, nel 2026 secondo Altagamma il settore dovrebbe invece tornare a crescere del 5%.

Per quest’anno, anche se si vedono segnali di miglioramento perfino in Cina e le attese per il quarto trimestre sono positive, Altagamma, assieme a Bain&Company, stima che il comparto registrerà 1.440 miliardi di ricavi, in linea con il 2024 tra viaggi, auto, barche, gioielli e moda.

Pesa il dollaro debole

In particolare, il segmento dei beni di lusso personali (ovvero gioielli, profumi, borse e abiti) chiuderà l’anno a quota 358 miliardi, in calo del 2% al cambio attuale, ma stabile a tassi correnti. Colpa del deprezzamento del dollaro (-10% sull’euro da gennaio), che potrebbe pesare ancora sulle esportazioni.

«I beni e i servizi di lusso sono stabili nel 2025 – spiega il presidente di Altagamma, Matteo Lunelli – cresce il consumo esperienziale, in particolare legato a benessere e longevit…

MILANO – Se il 2025 sarà ancora un anno di transizione e consolidamento per il comparto del lusso mondiale, nel 2026 secondo Altagamma il settore dovrebbe invece tornare a crescere del 5%.

Per quest’anno, anche se si vedono segnali di miglioramento perfino in Cina e le attese per il quarto trimestre sono positive, Altagamma, assieme a Bain&Company, stima che il comparto registrerà 1.440 miliardi di ricavi, in linea con il 2024 tra viaggi, auto, barche, gioielli e moda.

Pesa il dollaro debole

In particolare, il segmento dei beni di lusso personali (ovvero gioielli, profumi, borse e abiti) chiuderà l’anno a quota 358 miliardi, in calo del 2% al cambio attuale, ma stabile a tassi correnti. Colpa del deprezzamento del dollaro (-10% sull’euro da gennaio), che potrebbe pesare ancora sulle esportazioni.

«I beni e i servizi di lusso sono stabili nel 2025 – spiega il presidente di Altagamma, Matteo Lunelli – cresce il consumo esperienziale, in particolare legato a benessere e longevità, soffre il consumatore aspirazionale.

Nel 2026 si prevede una crescita organica del 5%, dove l’alto di gamma italiano, che contribuisce a più del 7% del Pil nazionale, continua a dimostrare resilienza grazie alla creatività e all’eccellenza manifatturiera di tutta la filiera. Un comparto che, oggi più che mai, va difeso all’insegna della legalità, della trasparenza e della certezza del diritto per tutelare la reputazione del made in Italy nel mondo».

Bain: griffe puntino su etica

Bain&Company pone l’accento su come le aziende del settore, dopo il revenge shopping seguito alla pandemia (+25-27% il lusso personale rispetto al 2019, anche per l’aumento dei prezzi), abbiano dovuto affinare il modello di business, ottimizzando prezzi e costi, e riducendo gli spazi di vendita (tagliati di 25mila metri quadrati).

«Ci vuole una crioterapia, una doccia fredda per ripartire e costruire una crescita di lungo periodo –spiega Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain&Company – bisogna puntare su un’etica trasversale che tenga conto delle condizioni dei lavoratori, della qualità di prodotti, materiali e manifatture, della creatività e della bellezza dei prodotti. Etica si contrappone a élite e all’elitismo, i marchi da esclusivi dovranno diventare più inclusivi per attrarre le generazioni più giovani».

Leggi i commenti