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Mps batte le attese con 1,66 miliardi di utile a nove mesi. L’ad: “Rispettiamo la scelta dei soci”

(agf)

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La banca migliora la gestione e alza le stime 2026, mentre “prosegue l’analisi sull’offerta di Intesa”. Lovaglio torna sulle scelte dei suoi soci: “Cambia la rotta, non la bussola”. L’Antitrust chiede un trustee esterno per monitorare l’influenza di Ca’ de Sass su Generali dopo l’Opas
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MILANO – Mps tiene la barra degli utili, saliti a 1,66 miliardi nei primi nove mesi, +21% sull’anno prima grazie a 543 milioni di profitti nel terzo trimestre (+15%).

I dati, poco sopra le attese, hanno tenuto l’azione vicina alla parità in una cattiva seduta. La banca ha alzato le stime di utile lordo per l’anno 2026, visto salire a 3,7 miliardi, mentre non ha stimato l’impatto delle nuove tasse sul settore, che comunque Mps dovrebbe compensare.

Lovaglio: Rispetto assoluto delle scelte dei soci in assemblea

Ma il mercato non guardava i numeri, in quella che potrebbe essere l’ultima presentazione dell’ad Luigi Lovaglio, in sella dal 2022. Il banchiere ha parlato in modo non aggressivo dell’offerta da 31,4 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo e gradita dai suoi soci forti: «Prendiamo atto della decisione degli azionisti con assoluto rispetto e proseguiamo con lo stesso rigore e senso di responsabilità di sempre», ha detto. Settimana scorsa il 91% dei soci Mps in assemblea ho detto no …

MILANO – Mps tiene la barra degli utili, saliti a 1,66 miliardi nei primi nove mesi, +21% sull’anno prima grazie a 543 milioni di profitti nel terzo trimestre (+15%).

I dati, poco sopra le attese, hanno tenuto l’azione vicina alla parità in una cattiva seduta. La banca ha alzato le stime di utile lordo per l’anno 2026, visto salire a 3,7 miliardi, mentre non ha stimato l’impatto delle nuove tasse sul settore, che comunque Mps dovrebbe compensare.

Lovaglio: Rispetto assoluto delle scelte dei soci in assemblea

Ma il mercato non guardava i numeri, in quella che potrebbe essere l’ultima presentazione dell’ad Luigi Lovaglio, in sella dal 2022. Il banchiere ha parlato in modo non aggressivo dell’offerta da 31,4 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo e gradita dai suoi soci forti: «Prendiamo atto della decisione degli azionisti con assoluto rispetto e proseguiamo con lo stesso rigore e senso di responsabilità di sempre», ha detto. Settimana scorsa il 91% dei soci Mps in assemblea ho detto no alle due Ops su Bpm e su Banca Generali per replicare a Ca’ de Sass. «In ogni lungo viaggio arriva un momento in cui la strada cambia, ma ciò non significa smarrire la direzione - ha detto l’ad -. La nostra rimane chiara, continueremo a traguardare i nostri obiettivi e a preservare il valore per tutti gli azionisti. La nostra rotta può cambiare, la nostra bussola no».

I conti confermano il rilancio del gruppo, a fronte di un modello «sempre più efficiente e più legato a ricavi commissionali a ridotto impatto sul capitale», ha aggiunto l’ad. L’indice Cet1 difatti a settembre è salito al 16,40%, sui massimi in Europa. Il risultato operativo lordo in nove mesi cresce del 10,2% a 3,46 miliardi, per l’aumento dei ricavi (+5,6% a 6,02 miliardi), alimentati dal margine d’interesse (+3% a 3,2 miliardi) e dalle commissioni (+3,5% a 1,88 miliardi), mentre i costi sono stabili a 2,56 miliardi. Salgono del 15,8% a 529 milioni anche i dividendi, specie quello sul 13,3% in Generali, e gli utili da trading, a 355 milioni.

Settimana prossima il via libera Consob al prospetto dell’Opas

La banca ha informato che «prosegue l’attività di analisi» sull’Opas di Intesa, in vista del parere formale del cda, da emettere poco dopo la pubblicazione del prospetto che Consob approverà la prossima settimana. L’Opas, prevista in Borsa dal 23 o 24 novembre, può partire senza il via libera dell’Antitrust, l’ultimo mancante: e che non arriverà prima di fine novembre. Giovedì il garante ha trasmesso le risultanze dell’istruttoria a Intesa, Mps e Generali, primo rivale di Ca’ de Sass che presto sarà sua prima azionista.

Il garante avrebbe chiesto, per il nulla osta, di cedere più filiali Mps rispetto alle 625 che Intesa propone di tenere, invitando nel processo un terzo compratore (oltre a Unipol). Su Generali invece potrebbe nascere un trustee esterno di due membri che monitori l’indipendenza dei consiglieri proposti da Intesa, e impedisca i flussi informativi.

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