Quanto costa lo smart working: tra luce e gas quasi 500 euro di spese in più all’anno
di Paola ArosioFlessibilità, autonomia, ottimizzazione del tempo, migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. Sono tanti i vantaggi dello smart working, che nel 2026 interessa 3,565 milioni di lavoratori in Italia, una quota sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. In particolare, il fenomeno si consolida nelle grandi imprese (2,01 milioni, +3,6%), aumenta nella pubblica amministrazione (590mila, +6,3%), diminuisce nelle piccole e medie imprese (455mila, -5,2%) e ancora di più nelle microimprese (-15,1%).
Due modelli famigliari: le simulazioni dei consumi
A fronte di vari benefici, gli smart worker si devono accollare alcuni costi, come evidenzia un’analisi di Altroconsumo, condotta prendendo a modello due nuclei famigliari: una coppia senza figli, con una persona che lavora da remoto per cinque giorni alla settimana, in un’abitazione con contatore da 3 kilowatt (kW) e riscaldamento autonomo, e una famiglia di tre persone, composta da due genitori che si alternano in smart working, uno …
Flessibilità, autonomia, ottimizzazione del tempo, migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. Sono tanti i vantaggi dello smart working, che nel 2026 interessa 3,565 milioni di lavoratori in Italia, una quota sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. In particolare, il fenomeno si consolida nelle grandi imprese (2,01 milioni, +3,6%), aumenta nella pubblica amministrazione (590mila, +6,3%), diminuisce nelle piccole e medie imprese (455mila, -5,2%) e ancora di più nelle microimprese (-15,1%).
Due modelli famigliari: le simulazioni dei consumi
A fronte di vari benefici, gli smart worker si devono accollare alcuni costi, come evidenzia un’analisi di Altroconsumo, condotta prendendo a modello due nuclei famigliari: una coppia senza figli, con una persona che lavora da remoto per cinque giorni alla settimana, in un’abitazione con contatore da 3 kilowatt (kW) e riscaldamento autonomo, e una famiglia di tre persone, composta da due genitori che si alternano in smart working, uno per due giorni alla settimana, l’altro per tre, e un figlio. Anche in questo caso l'abitazione ha un contatore da 3 kW e riscaldamento autonomo.
Gli esperti dell’associazione hanno ipotizzato, nel caso in cui si lavorasse esclusivamente in presenza, consumi elettrici annui di 1.900 kilowattora (kWh) per la coppia e di 2.700 kWh per la famiglia, mentre per il gas si tratterebbe di 1.400 standard metri cubi (Smc) annui in entrambe le situazioni.
L’energia elettrica
Lavorare da casa significa anzitutto utilizzare più spesso le luci. Nelle giornate invernali o particolarmente buie l'illuminazione può rimanere accesa per diverse ore in più rispetto a quando si va in ufficio, con un consumo aggiuntivo calcolato in 28 kWh all’anno per entrambe le famiglie.
Anche la preparazione del pranzo a casa comporta un maggiore dispendio di energia: ipotizzando un utilizzo più frequente della lavastoviglie, sono stati calcolati 40 kWh annui aggiuntivi. Ci sono poi i dispositivi utilizzati per lavorare: per computer e monitor è stato quantificato un incremento di 130 kWh all'anno in entrambi gli scenari.
Per gli altri consumi domestici, difficili da attribuire a un singolo apparecchio, è stato ipotizzato un aumento di 95 kWh annui per la coppia e di 135 kWh per la famiglia. L’elemento che più incide sui consumi elettrici è, però, la climatizzazione estiva, per la quale è stato previsto un consumo aggiuntivo di 180 kWh all'anno, passando da 200 a 380 kWh. Sommando queste voci, l'incremento annuo di elettricità arriva a 473 kWh per la coppia e a 513 kWh per la famiglia. Il totale passa così da 1.900 a 2.373 kWh annui nel primo caso e da 2.700 a 3.213 kWh nel secondo.
Tutto ciò si riflette ovviamente nella bolletta. Considerando i prezzi medi di mercato a novembre 2026, per la coppia l’aumento della spesa è di 155,84 euro all’anno, pari a circa il 20% in più rispetto alla bolletta iniziale. Per la famiglia, invece, l’incremento è di 180,35 euro annui, pari a circa il 17% in più rispetto alla bolletta di base.
Il gas tra riscaldamento e pranzi
Crescono anche i consumi di gas, soprattutto perché lavorare da casa in inverno significa mantenere gli ambienti riscaldati più a lungo. Ipotizzando una temperatura interna tra 19 e 20 °C durante la giornata, per entrambe le famiglie si passa da 1.400 a 1.592 Smc annui (+13,7%). Dei 192 Smc aggiuntivi, 173 sono attribuibili al riscaldamento (+15% rispetto ai 1.150 Smc iniziali) e 19 alla preparazione dei pranzi. L’incremento di spesa stimato è di 304 euro all'anno, circa il 13% in più rispetto alla bolletta di base.
I costi extra in totale
In sintesi, fare smart working per cinque giorni alla settimana può comportare una spesa aggiuntiva di circa 460-485 euro all'anno. Per la coppia, il costo aggiuntivo è di 459,84 euro annui, per la famiglia di tre persone di circa 484,35 euro. In media, si tratta di circa 470 euro in più all'anno, equivalenti a circa 39 euro al mese.
Il risparmio di carburante
Per contro, il lavoro da remoto consente di risparmiare su pasti in bar o ristoranti, abbonamenti ai mezzi pubblici, abbigliamento. Stando a casa, poi, si riescono a gestire meglio i figli e gli eventuali animali domestici, tagliando i costi di babysitter o dogsitter. Ma la voce di risparmio più rilevante è senza dubbio il carburante, come conferma l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: facendo smart working per due giorni alla settimana, un lavoratore potrebbe risparmiare circa 450 euro all’anno.