Fisco, cartelle al via dal 1° settembre. Le Entrate rassicurano: "Sarà ripresa graduale"
di Antonella Donati , di Antonella DonatiUn anno e mezzo senza ricevere cartelle esattoriali causa Covid. Ma ora la tregua è finita. Dal 1° settembre l'Agenzia della riscossione riprenderà la spedizione degli atti rimasti finora congelati. Non ci sarà però nessun invio “a valanga”, ma una ripresa graduale. Di qui a dicembre saranno infatti circa 4 milioni le cartelle che verranno recapitate, su un totale di oltre 25 milioni rimaste bloccate. Il primo invio riguarderà i carichi affidati all'Agenzia poco prima della sospensione, quindi nel mese di marzo 2020. Per tutte le cartelle c'è la possibilità di chiedere la sospensione, se le somme dovute sono state già pagate, o di impugnarle. Ma è anche possibile ottenere con pochi click la rateizzazione del pagamento.
Se la cartella è sbagliata
Se arriva una cartella ci sono dunque diverse opzioni se si ritiene di non dover pagare, o se si vuol alleggerire il pagamento. Non è in…
Un anno e mezzo senza ricevere cartelle esattoriali causa Covid. Ma ora la tregua è finita. Dal 1° settembre l'Agenzia della riscossione riprenderà la spedizione degli atti rimasti finora congelati. Non ci sarà però nessun invio “a valanga”, ma una ripresa graduale. Di qui a dicembre saranno infatti circa 4 milioni le cartelle che verranno recapitate, su un totale di oltre 25 milioni rimaste bloccate. Il primo invio riguarderà i carichi affidati all'Agenzia poco prima della sospensione, quindi nel mese di marzo 2020. Per tutte le cartelle c'è la possibilità di chiedere la sospensione, se le somme dovute sono state già pagate, o di impugnarle. Ma è anche possibile ottenere con pochi click la rateizzazione del pagamento.
Se la cartella è sbagliata
Se arriva una cartella ci sono dunque diverse opzioni se si ritiene di non dover pagare, o se si vuol alleggerire il pagamento. Non è invece un'opzione praticabile quella di ignorarla, in quanto la cartella è un atto esecutivo, per cui anche se la somma dovuta è già stata pagata, in assenza di comunicazioni l’Agenzia è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure finché l’ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito. Così, ad esempio, se si riceve una cartella per una multa della Polizia municipale non pagata, mentre si è in possesso della ricevuta del pagamento, ci si deve rivolgere all'Agenzia, direttamente dal sito per comunicare che la cartella è errata e ottenere la sospensione.
La richiesta di sospensione
La domanda va presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dall'arrivo della cartella. In questo modo le procedure sono immediatamente sospese in attesa che il comune corregga l’errore. Non rientrano tra gli atti che possono essere oggetto di sospensione quelli notificati da soggetti diversi, ad esempio avviso di accertamento dell’Agenzia delle entrate o avviso di addebito dell’Inps, per i quali ci si deve rivolgere direttamente ai rispettivi enti creditori.
Se ha sbagliato l'Agenzia
Quando si ritiene che la cartella non va pagata per un errore commesso dall'Agenzia, ad esempio nei tempi e nelle modalità di notifica, si deve impugnare l'atto seguendo, anche in questo caso, quanto riportato nella cartella. Viene, infatti messa a disposizione una tabella che indica l’Autorità, i motivi e i termini per ricorrere nel caso in cui si contestino vizi che riguardano esclusivamente l’attività dell’Agenzia della Riscossione.
Se si vuol pagare a rate
Se invece, dopo tutti i controlli, si verifica che il pagamento è dovuto, volendo si può richiedere la rateizzazione, seguendo la tabella indicata nell'atto. La domanda può essere fatta on line, e usufruendo del servizio “Rateizza adesso” presente nell’area riservata. Dalla presentazione della richiesta e, finché sei in regola con i pagamenti delle rate, non si vine considerati inadempienti e l'Agenzia non iscrive fermi o ipoteche, né attiva qualsiasi altra procedura di riscossione.
Le ipotesi per il futuro
L'attività di riscossione è da sempre un tema politico “caldo”. Al di là del dibattito si stanno facendo strada alcune ipotesi in vista della preannunciata complessiva riforma fiscale. Da parte delle commissioni Finanze di Camera e Senato, infatti, viene la richiesta di restringere a cinque anni la prescrizione dei crediti iscritti a ruolo accorciando così i tempi della riscossione per renderla più efficiente. In questo modo si potrebbe ridurre drasticamente il cosiddetto "magazzino" dell'Agenzia delle Entrate dei crediti fiscali, facendo piazza pulita delle cartelle che risultano inesigibili.