Ucraina, clima, pandemia: Papa Francesco a Lisbona per una gmg in tempo di crisi
di Iacopo ScaramuzziSarà una Giornata mondiale della gioventù segnata dalla guerra in Ucraina, dall’emergenza climatica, dalla pandemia che per mesi ha tenuto i ragazzi di tutto il mondo chiusi in casa. Ma quella che il papa concluderà questa settimana a Lisbona avrà anche un altro record: Francesco sarà infatti il pontefice più anziano a presiedere questa kermesse di ragazzi cattolici inventata da Giovanni Paolo II nel 1985.
A Toronto nel 2002 Karol Wojtyla, già provato dal morbo di Parkinson, aveva 82 anni, Benedetto XVI a Madrid nel 2011 aveva 84 anni. Per il suo 42esimo viaggio internazionale, nonché la sua quarta “giemmegì” dopo Rio de Janeiro (2013), Cracovia (2016) e Panama (2019), Jorge Mario Bergoglio ha 86 anni.
L’accelerazione dopo l’operazione
L’operazione allo stomaco alla quale si è sottoposto al policlinico Gemelli a inizio giugno, e che ha fatto balenare l’ipotesi che non potesse andare in Portogallo, ha effettivamente modificato la sua agenda, ma nel senso opposto a quello che si immagin…
Sarà una Giornata mondiale della gioventù segnata dalla guerra in Ucraina, dall’emergenza climatica, dalla pandemia che per mesi ha tenuto i ragazzi di tutto il mondo chiusi in casa. Ma quella che il papa concluderà questa settimana a Lisbona avrà anche un altro record: Francesco sarà infatti il pontefice più anziano a presiedere questa kermesse di ragazzi cattolici inventata da Giovanni Paolo II nel 1985.
A Toronto nel 2002 Karol Wojtyla, già provato dal morbo di Parkinson, aveva 82 anni, Benedetto XVI a Madrid nel 2011 aveva 84 anni. Per il suo 42esimo viaggio internazionale, nonché la sua quarta “giemmegì” dopo Rio de Janeiro (2013), Cracovia (2016) e Panama (2019), Jorge Mario Bergoglio ha 86 anni.
L’accelerazione dopo l’operazione
L’operazione allo stomaco alla quale si è sottoposto al policlinico Gemelli a inizio giugno, e che ha fatto balenare l’ipotesi che non potesse andare in Portogallo, ha effettivamente modificato la sua agenda, ma nel senso opposto a quello che si immaginavano i medici e i collaboratori. Anziché rallentare, Francesco ha accelerato.
Nel mese di luglio, quando solitamente sospende le udienze e si dedica al riposto, alla lettura e ad ascoltare un po’ di musica, non ha fatto un solo giorno di vacanza, continuando a lavorare, ricevere persone con udienze più o meno ufficiali, firmare nomine e documenti. Ha nominato il nuovo prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, il teologo argentino Victor Manuel Fernandez, una delle caselle-chiave della Curia romana. Ha annunciato che un concistoro per il 30 settembre, nonostante il numero degli elettori non fosse ancora scesa sotto quota 120, convenzionalmente fissata come la soglia da non superare. Quasi che volesse assicurarsi di rendere irreversibile la riforma che ha avviato sin dal conclave del 2013, e lasciare, quando sarà, una Chiesa strutturalmente più aperta. Ha confermato il viaggio a Marsiglia i 22-23 settembre, quello in Mongolia di fine agosto e quello in Portogallo, da oggi a domenica.
Agenda serrata
Quando lascia per qualche giorno l’ambiente vaticano, è noto, Jorge Mario Bergoglio tira un sospiro di sollievo, ama interagire con i fedeli, torna a Roma esausto ma rigenerato. E sebbene gli acciacchi si facciano sentire – la convalescenza per l’operazione allo stomaco, il precedente intervento al colon del luglio 2021, il ginocchio che gli impedisce di camminare – Bergoglio non vuole fermarsi, anzi: si ricarica con l’attività.
Non a caso il viaggio in Portogallo ha un’agenda serrata. Undici discorsi in cinque giorni, oggi l’incontro con le autorità civili e i vespri con vescovi e sacerdoti, domani i primi incontri con i ragazzi della gmg, venerdì tutto dedicato a loro (li confessa la mattina, pranza con alcuni di loro, presiede la via crucis la sera, e intanto visita alcuni centri caritatevoli), sabato va in elicottero al santuario mariano di Fatima e la sera a Lisbona presiede la grande veglia con i ragazzi, domenica celebra la messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù.
Da Wojtyla a Bergoglio
Un appuntamento nato sotto Giovanni Paolo II come una sorta di manifestazione d’orgoglio cattolico. La testimonianza che sebbene le chiese, almeno nella secolarizzata Europa, si svuotavano, le piazza rimanevano piene. Una marea di ragazzi al centro di una scena sapientemente orchestrata da cardinali e vescovi, presenti in forze anche ora (a Lisbona sono annunciati 688 vescovi e 30 porporati, pari a quasi un quarto del collegio cardinalizio). Oggi è cambiato il mondo, è cambiata la Chiesa, e cambia la gmg.
Già i numeri dicono che sarà una gmg diversa: a Rio de Janeiro nel 2013 Francesco incontrò 3 milioni di ragazzi, con Wojtyla nel 2000 arrivarono nella spianata di Tor Vergata due milioni e mezzo di giovani, a Manila nel 1995 cinque milioni. Ora gli iscritti sono 300 mila, contando anche i partecipanti non ufficiali saranno molti di più, ma difficilmente si arriverà al milione. Cifre enormi, comunque, ma inferiori al passato. La Chiesa si è andata restringendo, nel corso degli anni, non solo nelle parrocchie, ma anche nelle piazze. E i ragazzi che partono sono tutt’altro che spensierati.
Ucraina, clima, pandemia
Sul raduno giovanile graverà l’ombra della guerra in Ucraina. A Lisbona saranno presenti sia ragazzi ucraini che russi, e non è escluso che il Papa riesca a portarli insieme in qualche momento delle giornate. La richiesta di pace prevedibilmente sarà al centro della trasferta a Fatima, un santuario le cui apparizioni, nel 1917, anno della rivoluzione bolscevica, si è intrecciata nei decenni successivi con la storia della contrapposizione tra la Chiesa cattolica mondiale e la Russia sovietica.
Altro problema di questi tempi, la crisi climatica, alla quale papa Francesco è molto attento. Più volte il Pontefice della Laudato si’, che in passato ha anche voluto salutare Greta Thurnberg, ha elogiato la diffusa sensibilità dei giovani su questo tema, ed è probabile che, dopo il luglio più caldo della storia, torni a sollecitarli sulla “cura della casa comune”. Gli organizzatori portoghesi, ad ogni modo, hanno impostato la gmg con una serie di scelte ecologiche per renderla ad impatto zero.
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Il nodo degli abusi sessuali
Ma quella di Lisbona è anche la prima gmg della generazione marcata dalla pandemia di covid. Un’esperienza che ha segnato nel profondo numerosi ragazzi, costretti a stare chiusi in casa in un’età delicata per la crescita e la socializzazione. La Chiesa cattolica mondiale ha registrato, da allora, un calo nella partecipazione
a messa, nonché nelle attività associative, rispetto al quale l’incontro portoghese si pone in contrappunto.
A Lisbona, infine, potrebbe riemergere il tema della pedofilia. Anche la Chiesa portoghese ha dovuto fare i conti con gli abusi sessuali sui minori. Una commissione
indipendente incaricata dalla conferenza episcopale ha pubblicato un rapporto, a febbraio del 2023, che ha certificato 512 testimonianze, su un totale di 564 ricevute, relative a casi avvenuti tra il 1950 e il 2022. Al rapporto è stata dedicata un’assemblea plenaria straordinaria dei vescovi il 3 marzo. E non è escluso, sebbene non sia in agenda, che il Papa incontri alcune vittime.