NEW YORK – In America molti sospettavano che il presidente Donald Trump non fosse un fan di Bruce Springsteen. Adesso il dubbio è stato risolto. In un violento attacco pubblicato sul social Truth, il tycoon ha definito il re del rock «altamente sopravvalutato», «non un tipo talentuoso» e «prugna secca». Un’ora prima Trump aveva attaccato anche la popstar Taylor Swift, ipotizzandone un declino dopo il suo essersi schierata a favore della candidata democratica Kamala Harris alle presidenziali.
Le dichiarazioni velenose sono arrivate in risposta al commento che Springsteen, 75 anni, ha fatto durante il concerto d’apertura a Manchester del suo tour “Land of Hope and Dreams”. «La mia patria - aveva detto - l’America che amo, l’America di cui ho scritto, è che è stata un faro di speranza e libertà per 250 anni, è attualmente nelle mani di un’amministrazione corrotta, incompetente e traditrice».
The Boss aveva esortato il pubblico a difendere i valori fondamentali degli Stati Uniti, ad «al…
NEW YORK – In America molti sospettavano che il presidente Donald Trump non fosse un fan di Bruce Springsteen. Adesso il dubbio è stato risolto. In un violento attacco pubblicato sul social Truth, il tycoon ha definito il re del rock «altamente sopravvalutato», «non un tipo talentuoso» e «prugna secca». Un’ora prima Trump aveva attaccato anche la popstar Taylor Swift, ipotizzandone un declino dopo il suo essersi schierata a favore della candidata democratica Kamala Harris alle presidenziali.
Le dichiarazioni velenose sono arrivate in risposta al commento che Springsteen, 75 anni, ha fatto durante il concerto d’apertura a Manchester del suo tour “Land of Hope and Dreams”. «La mia patria - aveva detto - l’America che amo, l’America di cui ho scritto, è che è stata un faro di speranza e libertà per 250 anni, è attualmente nelle mani di un’amministrazione corrotta, incompetente e traditrice».
The Boss aveva esortato il pubblico a difendere i valori fondamentali degli Stati Uniti, ad «alzare la voce contro l’autoritarismo e lasciare che la libertà risuoni». Toni usati anche da Robert De Niro al Festival di Cannes, in cui aveva parlato di «rischio per la democrazia» e definito Trump «un bullo». Puntuale è arrivata la risposta del tycoon su Truth: «Vedo - ha scritto ai suoi follower - che l’altamente sopravvalutato Bruce Springsteen va in un Paese straniero per parlare male del presidente degli Stati Uniti». «Non mi è piaciuto - ha aggiunto - non mi è mai piaciuta la sua musica, né la sua politica radicale di sinistra. E, cosa importante, non è un tipo talentuoso».
Come un fiume in piena, Trump è andato avanti con gli insulti verso l’artista una volta definito dalla rivista Rolling Stone il “poeta del sogno americano”. Ha accusato il cantante di essere un «prepotente e odioso str…» e «stupido come un sasso, uno che ha sostenuto con fervore il truffaldino Joe Biden, un idiota mentalmente incompetente e il nostro peggior presidente di sempre, che quasi ha distrutto il nostro Paese». «Questa prugna secca di un rocker, la sua pelle è tutta avvizzita - ha aggiunto - dovrebbe tenere la bocca chiusa finché non torna nel suo Paese».
La base Maga si è schierata subito con il presidente, nonostante in ogni suo discorso pubblico, negli Stati Uniti e all’estero, dipinga il proprio Paese come un luogo corrotto, invaso da milioni di immigrati illegali, in mano a gang di criminali e a giudici disonesti. Le critiche dell’autore di Born in the Usa, però, sono le uniche considerate su Truth antipatriottiche. Gli utenti del social trumpiano hanno invocato il carcere per il cantante. «La sua prossima canzone - ha scritto uno - dovrebbe essere Jailed in the Usa».
Trump, che ha scritto il post mentre si trovava ancora in viaggio negli Emirati Arabi Uniti, poco prima aveva preso di mira un altro gigante della musica. «Qualcuno - aveva scritto - ha notato che da quando ho detto “odio Taylor Swift” lei non è più hot?». La cantante, l’artista che vende più dischi al mondo, è uscita dai riflettori dopo la conclusione del suo tour da record e si sta concentrando sulla sua vita privata.
Gli attacchi di Trump agli artisti non sono una novità degli ultimi tempi. Sono finiti nel mirino altri cantanti come Beyoncé, Jay-Z ed Eminem. Di Rihanna, che aveva vietato alla campagna di Trump di usare la sua musica ai comizi, aveva detto: «Non è adatta all’America». Il tycoon ha preso di mira star di Hollywood come George Clooney, definito «attore di serie B», lo stesso De Niro, bollato come «uno con il cervello fuso e mentalmente instabile», solo perché i due avevano criticato la sua amministrazione. Nel mirino è finita in passato anche una come Meryl Streep, dopo che l’attrice ai Golden Globe Awards del 2017 aveva attaccato Trump per aver preso in giro, durante un comizio, un giornalista disabile. Il giorno seguente il tycoon, usando un termine che verrà riesumato otto anni dopo con Springsteen, l’aveva definita su Twitter «una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood».