Arriverà intorno alle 18 di mercoledì all’ospedale Niguarda di Milano. Adam, il bambino palestinese di 11 anni, unico sopravvissuto di dieci fratelli a un bombardamento israeliano, sarà trasportato in Italia dall’Aeronautica militare insieme alla madre,la pediatra Alaa al-Najjar, che nello stesso attacco ha perso anche il marito, Hamdi. Come anticipato, verrà preso in cura dai medici della struttura lombarda l’11 di giugno. Verrà operato per risolvere una serie di problemi provocati dalle esplosioni, in particolare traumi al torace e a un braccio che hanno interessato anche i nervi.
I tre voli da Pisa
I ministeri degli Esteri, della Difesa e della Salute hanno organizzato con la Protezione civile e il consolato italiano di Gerusalemme la missione per salvare Adam e altri feriti, in tutto 19, che andranno in sei regioni: oltre alla Lombardia, il Veneto, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Toscana, Lazio. In tutto saranno coinvolte dodici strutture sanitario La maggior parte sono bambini …
Arriverà intorno alle 18 di mercoledì all’ospedale Niguarda di Milano. Adam, il bambino palestinese di 11 anni, unico sopravvissuto di dieci fratelli a un bombardamento israeliano, sarà trasportato in Italia dall’Aeronautica militare insieme alla madre,la pediatra Alaa al-Najjar, che nello stesso attacco ha perso anche il marito, Hamdi. Come anticipato, verrà preso in cura dai medici della struttura lombarda l’11 di giugno. Verrà operato per risolvere una serie di problemi provocati dalle esplosioni, in particolare traumi al torace e a un braccio che hanno interessato anche i nervi.
I tre voli da Pisa
I ministeri degli Esteri, della Difesa e della Salute hanno organizzato con la Protezione civile e il consolato italiano di Gerusalemme la missione per salvare Adam e altri feriti, in tutto 19, che andranno in sei regioni: oltre alla Lombardia, il Veneto, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Toscana, Lazio. In tutto saranno coinvolte dodici strutture sanitario La maggior parte sono bambini e arriveranno in Italia con circa 65 accompagnatori. E’ già stato stabilito dove verranno portati e come. Sono tre gli aerei militari che verranno impiegati, dei C130 dell’Aeronautica. Partiranno tutti da Pisa, due alle 9 e uno intorno a mezzogiorno. Nei giorni scorsi si pensava di arrivare al Cairo, per trascorrere la notte prima di spostarsi in Israele. Ma in Egitto c’è una festività e non è possibile fermarsi, così i voli andranno direttamente all’aeroporto di Eilat-Ramon, nel sud di Israele.
Gli ospedali coinvolti
I voli di ritorno sono in programma per mercoledì, probabilmente nella tarda mattinata. Ci vorranno oltre 5 ore per rientrare in Italia. Uno degli aerei andrà direttamente a Milano, per portare Adam e la madre. E’ stato nei giorni scorsi l’assessore alla Salute Guido Bertolaso a chiedere al ministro degli Esteri Antonio Tajani di poter curare in Lombardia il bambino. Ma nella regione arriveranno altri due feriti, che verranno curati al Policlinico di Milano e al Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sempre con lo stesso voto saranno anche trasportati 3 bambini che saranno curati alle Molinette di Torino. In tutto sull’aereo ci saranno 25 accompagnatori. Un secondo volo partirà da Israele e atterrerà a Padova. Tre pazienti andranno nell’ospedale cittadino, altri due saranno invece trasferiti a Verona. A bordo ci saranno anche una decina di accompagnatori. Infine, il terzo volo arriverà dopodomani a Pratica di Mare, vicino Roma. Scenderanno tre pazienti, che andranno al Gemelli, all’Umberto I e al Bambino Gesù. Poi l’aereo ripartirà per Pisa, dove lascerà altri tre feriti. Uno sarà trasferito all’Ospedale del cuore di Massa e due al pediatrico Meyer di Firenze. Infine, uno andrà a Modena e un altro a Bologna. Sul volo ci saranno in tutto 20 accompagnatori.
In 3.600 attendono le cure
In Italia vengono già curati 130 bambini palestinesi, come ha ricordato nei giorni scorsi lo stesso Tajani. Sono molti i Paesi che accolgono e curano le vittime civili degli attacchi israeliani. E in questo la lista di coloro che aspettano di essere trasferiti negli ospedali di mezzo mondo sarebbe composta da circa 3.600 palestinesi.
A metà maggio, le Nazioni Unite hanno fatto uno screening su 47.000 bambini sotto i cinque anni: il 5,8% di loro soffre di malnutrizione acuta, sono circa 3mila minori, "quasi il triplo della percentuale di bambini a cui era stata diagnosticata la malnutrizione" tre mesi prima, dice l’organizzazione. Molti di loro avrebbero bisogno di cure ospedaliere, ma nella Striscia ci sono solo quattro centri di stabilizzazione per il trattamento della malnutrizione acuta grave. Il sistema sanitario a Gaza è al collasso, i pochi presidi medici ancora funzionanti non hanno farmaci e attrezzature per fare operazioni o anche solo per curare malattie croniche.
Secondo l'health cluster dell’Ocha tra le 12mila e le 14mila persone devono essere evacuate per ragioni mediche. Da tre mesi Israele tiene la Striscia sotto un assedio totale, ha bloccato l’ingresso degli aiuti e smantellato il vecchio sistema di distribuzione, sostituendolo con un nuovo meccanismo che fa perno su una sola, controversa, organizzazione, la Gaza Humanitarian Fundation. Nelle ultime settimane decine di persone sono morte mentre si recavano ai pochi centri di smistamento degli aiuti gestiti dalla Ghf. La protezione civile locale ha accusato Israele di aver sparato sulla folla, Israele nega e rimpalla le responsabilità su Hamas.