Von der Leyen e Merz: “Sugli asset russi i rischi vanno condivisi da tutti”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Alla cancelleria è allarme rosso. Il piano proposto da Friedrich Merz di utilizzare gli asset russi immobilizzati in Europa per finanziare un maxi prestito all’Ucraina continua a scontrarsi con il muro incrollabile del Belgio. E il cancelliere ha rimandato un viaggio in Norvegia per incontrare ieri a cena a Bruxelles il premier Bart De Wever.
Ma il suo omologo belga ha ripetuto anche ieri che “prima di liberare i miliardi di Putin voglio vedere un contratto in cui tutti gli Stati membri si impegnino a prendersi la responsabilità di garantire al Belgio la necessaria liquidità”. Il timore di De Wever è che i ricorsi contro il blocco degli asset intentati dai russi vadano a buon fine o che un eventuale accordo di pace ne imponga l’incondizionato scongelamento.
Al termine del tete-a-tete Merz ha riferito di aver avuto "uno scambio molto costruttivo" con de Wever: "Il fatto che il Belgio sia particolarmente colpito dalla questione della messa a frutto degli asset russi congelat…
BERLINO – Alla cancelleria è allarme rosso. Il piano proposto da Friedrich Merz di utilizzare gli asset russi immobilizzati in Europa per finanziare un maxi prestito all’Ucraina continua a scontrarsi con il muro incrollabile del Belgio. E il cancelliere ha rimandato un viaggio in Norvegia per incontrare ieri a cena a Bruxelles il premier Bart De Wever.
Ma il suo omologo belga ha ripetuto anche ieri che “prima di liberare i miliardi di Putin voglio vedere un contratto in cui tutti gli Stati membri si impegnino a prendersi la responsabilità di garantire al Belgio la necessaria liquidità”. Il timore di De Wever è che i ricorsi contro il blocco degli asset intentati dai russi vadano a buon fine o che un eventuale accordo di pace ne imponga l’incondizionato scongelamento.
Al termine del tete-a-tete Merz ha riferito di aver avuto "uno scambio molto costruttivo" con de Wever: "Il fatto che il Belgio sia particolarmente colpito dalla questione della messa a frutto degli asset russi congelati è indiscutibile e deve essere affrontata nel modo più esaustivo possibile, in modo tale che tutti i Paesi europei condividano lo stesso onere".
Prima dell'incontro con de Wever, Merz ha visto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Ma il cancelliere è intenzionato, ha fatto sapere prima del blitz a Bruxelles, a convincere il belga che “la strada che abbiamo scelto è quella giusta”. I tre continueranno a incontrarsi ma é una corsa contro il tempo: la questione sarà discussa il 18 dicembre al Consiglio europeo e senza un’intesa l’Ucraina rischia di rimanere senza un finanziamento europeo.
Tuttavia molti Paesi cominciano dietro le quinte ad avere dubbi sull’onere di garantire asset da 210 miliardi di euro (185 dei quali sono custoditi dalla belga Euroclear, altri 25 da istituzioni finanziarie diffuse nel resto della Ue).
E in realtà la presidente della Commissione europea, proprio per venire incontro alle resistenze belghe, aveva proposto nei giorni scorsi una seconda soluzione: ricavare 90 miliardi nei prossimi due anni attraverso l’emissione di bond garantiti dal Bilancio europeo o dal Mes. Ma la sera stessa Merz ha scritto una lettera all’organo di riferimento dei conservatori tedeschi, la Faz, ribadendo che la soluzione di un maxi prestito all’Ucraina coperto dagli asset immobilizzati in Europa “è necessaria”.
Il cancelliere tedesco ha anche puntualizzato che non accetta le richieste americane di trasferire i proventi degli asset agli Stati Uniti emerse dall’ormai famigerato piano Witkoff. "Quel denaro deve essere destinato all’Ucraina e deve aiutare l’Ucraina”. Una posizione che Ursula von der Leyen ha già comunicato a Washington