NEW YORK – Un’aggressione «immotivata», il rischio di una «catastrofe», di cui i responsabili «dovranno rispondere». Le reazioni di condanna di Mosca e Pechino sono arrivate subito, alle prime notizie dei bombardamenti a Teheran.
Dure le parole usate dal Cremlino, che ha evocato il rischio di una catastrofe nella regione, con «la responsabilità delle conseguenze che ricade interamente» su chi l’ha messa in atto. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, dopo aver parlato con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, e il premier del Qatar Mohammed Al Thani, ha però offerto la mediazione di Mosca per «contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche» e favorire un «rapido ritorno» al processo politico diplomatico.
Ma verso il premier israeliano Netanyahu e gli Stati Uniti il ministero degli Esteri russo ha usato toni taglienti: «Il tandem americano-israeliano si nasconde dietro la presunta preoccupazione di impedire agli iraniani di acquisire armi nucleari». Ma il vero obietti…
NEW YORK – Un’aggressione «immotivata», il rischio di una «catastrofe», di cui i responsabili «dovranno rispondere». Le reazioni di condanna di Mosca e Pechino sono arrivate subito, alle prime notizie dei bombardamenti a Teheran.
Dure le parole usate dal Cremlino, che ha evocato il rischio di una catastrofe nella regione, con «la responsabilità delle conseguenze che ricade interamente» su chi l’ha messa in atto. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, dopo aver parlato con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, e il premier del Qatar Mohammed Al Thani, ha però offerto la mediazione di Mosca per «contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche» e favorire un «rapido ritorno» al processo politico diplomatico.
Ma verso il premier israeliano Netanyahu e gli Stati Uniti il ministero degli Esteri russo ha usato toni taglienti: «Il tandem americano-israeliano si nasconde dietro la presunta preoccupazione di impedire agli iraniani di acquisire armi nucleari». Ma il vero obiettivo, ha aggiunto il ministero, «è distruggere l’ordine costituzionale ed eliminare la leadership di uno Stato non gradito che si è rifiutato di sottomettersi ai dettami della forza e dell’egemonia».
La Cina ha invocato lo «stop immediato» degli attacchi di Stati Uniti e Israele, mettendo in guardia dai rischi di una «escalation» militare nella regione. Pechino ha anche chiesto a Teheran di fermarsi dal reagire.
Anche dal Palazzo di Vetro è arrivata la condanna per gli attacchi. Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che in mattina aveva ricevuto una lettera dal ministro iraniano Araghchi, ha dichiarato che «l’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele e la successiva rappresaglia iraniana nella regione mettono a rischio la pace e la sicurezza internazionale. Tutti gli Stati membri devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite. La Carta proibisce chiaramente “la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con i fini delle Nazioni Unite’», ha aggiunto Guterres, che ha chiesto «l’immediata cessazione delle ostilità e una de-escalation».