Nuova proposta di Teheran agli Usa per la tregua e per riaprire lo stretto di Hormuz in sette giorni. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, a New York in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, ha precisato che devono essere gli Stati Uniti “a decidere se far finire o meno la guerra. L’Iran è il Paese attaccato e si è difeso”.
Nyt rilancia, “Netanyahu avvertito su un attacco di Hamas prima del 7 ottobre”
Il New York Times rilancia con proprie fonti la notizia data all'inizio del mese dal quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui lo sceicco Mohammed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, aveva trasmesso a Benyamin Netanyahu un avvertimento riservato riguardo ai piani di Hamas per un attacco su larga scala prima del 7 ottobre. Il premier israeliano ha smentito la notizia ma il Nyt scrive che una persona che ha affermato di aver parlato con lo sceicco Mohammed e un'altra che ha riferito di essere stata informata da qualcuno presente alla conversazione tra i due leader hanno dichiarato al quotidiano americano che il leader emiratino aveva comunicato segretamente a Netanyahu che Hamas stava valutando un attacco di vaste proporzioni. L'avvertimento del leader emiratino, tuttavia, non è mai arrivato ai vertici dell'apparato di sicurezza israeliano, secondo quanto riferito da cinque ex alti funzionari israeliani. Qualche giorno dopo, il primo ottobre 2023, Netanyahu riunì i vertici della sicurezza per discutere della situazione nella Striscia di Gaza, senza mai menzionare l'avvertimento ricevuto, secondo i verbali della riunione visionati dal Nyt. Al contrario, disse loro che l'obiettivo doveva essere mantenere la calma a Gaza e si oppose quando alcuni funzionari della sicurezza suggerirono che Israele avrebbe dovuto prendere in considerazione attacchi militari contro i leader di Hamas a Gaza — responsabili di coordinare gli attacchi contro gli israeliani in Cisgiordania — come mostrano i verbali. Durante la riunione, i cui dettagli non erano stati resi noti in precedenza, Netanyahu affermò che qualsiasi azione israeliana a Gaza avrebbe potuto compromettere la prospettiva di stabilire relazioni diplomatiche con l'Arabia Saudita, un accordo che il primo ministro israeliano riteneva imminente. Una delle due fonti del Nyt ha precisato che le informazioni non specificavano se Hamas intendesse lanciare razzi verso Israele o preparare un'invasione di terra oltre il confine. Non sono chiare le fonti originali delle informazioni di intelligence trasmesse dallo sceicco Mohammed a Netanyahu, né se durante la chiamata siano stati discussi altri argomenti.
Ft: “Gli Houthi promettono di non prendere di mira le navi europee”
Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno assicurato all'Unione europea che non prenderanno di mira le navi europee nel Mar Rosso. Lo riferisce il Financial Times, citando due diplomatici a conoscenza della questione. In una lettera inviata questo mese al servizio diplomatico Ue, i ribelli avrebbero spiegato che la loro offensiva lungo la costa meridionale dello Yemen non mira a interrompere il traffico marittimo internazionale né a compromettere la libertà di navigazione attraverso lo stretto strategico di Bab al-Mandeb. Secondo Ft, il traffico container nell'area è intanto salito ai massimi da quasi tre anni.
Trump, 'discusso con Xi di Iran? Certo, andrà tutto alla grande'
Donald Trump ha discusso con il suo omologo cinese Xi Jinping della questione dell'Iran. "Sì", ha risposto il tycoon, alla domanda specifica dei giornalisti durante la visita dei due presidenti e delle due first lady agli Archivi Nazionali di Washington. "Credo che andrà tutto alla grande", ha aggiunto
Pezeshkian ha avuto un colloquio col ministro degli esteri del Qatar
Il presidente dell'Iran Pezeshkian ha avuto un colloquio col ministro degli esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al-Thani, a margine dei lavori dell'81esima assemblea generale dell'Onu.
Come ha riferito il ministro in un post su X, i due hanno parlato "degli ultimi sviluppi nella regione, nonché degli sforzi per allentare le tensioni e creare un ambiente favorevole al dialogo, contribuendo così al rafforzamento della sicurezza e della stabilità regionale".
Il Qatar è tra i paesi che si stanno maggiormente impegnando per mediare una soluzione pacifica delle controversie tra Iran, Israele e Usa.
Iran: Iraq sospende tutti i collegamenti aerei
L'Iraq ha interrotto tutti i collegamenti aerei con l'Iran per evitare le sanzioni statunitensi. Secondo Reuters, dopo Najaf e Baghdad anche gli scali di Erbil e Sulaimaniya hanno sospeso fino a nuovo ordine i voli da e per l'Iran. I vettori della Repubblica Islamica sono quindi ora esclusi da tutti e quattro gli aeroporti iracheni nei quali operavano.
Washington ha annunciato che imporrà sanzioni a tutte le aziende globali che intrattengono rapporti commerciali con le compagnie aeree iraniane dopo il 23 settembre, con l'obiettivo di bloccare a terra l'intera flotta civile iraniana in tutto il mondo. Anche gli Emirati Arabi Uniti, il principale snodo di trasporto del Medio Oriente, hanno annunciato ieri la sospensione di tutti i voli delle compagnie aeree iraniane da e per il Paese fino a nuovo avviso.
Usa, “Trump ha detto a Xi che l'aiuto della Cina all'Iran è inaccettabile”
Donald Trump ha detto a Xi Jinping che sarebbe "inaccettabile" per la Cina aiutare l'Iran. Lo ha detto l'ambasciatore americano in Cina David Purdue in un'intervista a Cnbc. "Abbiamo già chiarito settimane fa che qualsiasi forma di aiuto all'Iran, sia diretto che indiretto, sarebbe assolutamente inaccettabile. Il presidente lo ha ribadito con estrema chiarezza", ha spiegato Purdue.
Ambasciatore Israele provoca collega iraniano a Onu, 'ecco Starlink, servirà al vostro popolo'
L'ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite Danny Danon si è avvicinato ai banchi dell'Assemblea Generale dove siede il rappresentante dell'Iran offrendogli un dispositivo Starlink, così come aveva suggerito di fare nel suo intervento di ieri il premier Benyamin Netanyahu in riferimento alla libertà di espressione sulla rete negata dal regime al popolo iraniano. Il diplomatico di Teheran ha ignorato completamente la provocazione. Il video è diventato virale su X, ed è stato ripreso anche da alcune testate internazionali, come Al-Arabiya.
"Credo sia appropriato che vi dia lo Starlink, avete sentito il primo ministro - dice l'israeliano avvicinandosi all'iraniano e porgendogli il dispositivo - Potrà esservi molto utile per consentire al popolo iraniano di ottenere la libertà, dopo quello che gli avete fatto. Vorreste prenderlo e portarlo a Teheran? Potrebbe esservi molto utile in Iran. Noi amiamo il popolo iraniano - dice Danon guardando la telecamera che gira il video - e preghiamo per un cambio di regime. Quel giorno arriverà". Il diplomatico iraniano - cuffie sulle orecchie - non lo guarda neanche in viso, e tiene per tutto il tempo lo sguardo altrove.
Egitto a Iran, 'necessario tornare al tavolo dei negoziati con gli Usa'
E' "imperativo" un ritorno al dialogo e il rilancio della via diplomatica attraverso negoziati e intese tra Stati Uniti e Iran, "l'unica soluzione per porre fine alla crisi attuale e arrestare un'escalation che lede gravemente gli interessi di tutti i Paesi della regione: lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty al suo omologo iraniano Abbas Araghchi, incontrato a margine delle riunioni di alto livello dell'81/a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
I due ministri hanno esaminato gli sforzi compiuti e le proposte avanzate per giungere a un accordo che consenta di contenere le tensioni e favorire la de-escalation. Abdelatty ha detto che "ogni Stato di assumersi le proprie responsabilità al fine di garantire la libertà di navigazione internazionale" e "contenere le ripercussioni negative di questa crisi sull'economia globale, che hanno perturbato notevolmente le catene di approvvigionamento di energia e fertilizzanti, nonché i flussi del commercio internazionale".
Il ministro ha poi insistito sulla necessità di "rispettare la sicurezza e la stabilità dei paesi del Golfo e di tutti gli Stati della regione".
Duecento dollari per non votare, giudice blocca movimento ultraconservatore
Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha vietato all'associazione Shekel HaTahor di promettere o dare denaro allo scopo di indurre gli elettori ad astenersi dal voto alle prossime elezioni del 27 ottobre. Il provvedimento è stato adottato in seguito a un ricorso presentato dal Movimento per la Qualità del Governo, secondo cui l'associazione ha offerto 200 dollari a chi dichiara di non voler votare. Secondo quanto riferito dai media ieri, l'iniziativa è stata promossa dal movimento chassidico Satmar, ultraconservatore e antisionista, che conta oltre 100mila seguaci nel mondo.
Miliband vede Araghchi per parlare di pace, ma denuncia “azioni ostili Iran in Gb”
Le possibili vie d'uscita al conflitto in Medio Oriente, ma anche le accuse di attività ostili attribuite all'Iran nel Regno Unito sono state al centro di un faccia a faccia fra il nuovo ministro degli Esteri britannico Ed Miliband e il suo omologo iraniano Abbas Araghchi avvenuto nelle scorse ore a New York a margine dei lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu. Lo afferma il Foreign Office.
Stando a quanto riferito da Londra, Miliband ha ribadito al collega di Teheran che il Regno non intende "tollerare intimidazioni e azioni ostili sul proprio suolo", aggiungendo che il governo di Andy Burnham è deciso a continuare a "contrastare incrollabilmente le minacce di gruppi legati all'Iran in territorio britannico, attacchi contro la comunità ebraica inclusi". Nessuna fonte iraniana ha confermato da parte sua i contenuti del colloquio, mentre l'agenzia ufficiale Irna si è limitata a sottolineare che i due ministri "hanno discusso di relazioni bilaterali e sviluppi internazionali".
Yemen, incontro a Riad fra Turchia, Arabia e Pakistan
Il capo di stato maggiore della Turchia parteciperà a un incontro con le controparti saudita e pakistana a Riad. Il capo di stato maggiore, generale Selcuk Bayraktaroglu, si recherà in Arabia Saudita, per incontrare le sue controparti saudite e pakistane nell'ambito dell'Accordo di difesa congiunta della Mecca, ha annunciato il ministero della Difesa di Ankara. In precedenza, il ministero degli Esteri saudita aveva annunciato che i capi di stato maggiore avrebbero tenuto una riunione urgente per discutere le modalità di supporto al regno nell'ambito del patto di difesa, a seguito degli attacchi perpetrati dagli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran. Ankara ha dichiarato di poter contribuire a soddisfare le esigenze militari di Riad, se necessario.
Contatti dietro le quinte fra Board of Peace e Unrwa sul futuro di Gaza
Il Board of Peace, organismo creato dagli Stati Uniti per sostenere i piani di ricostruzione e gestione di Gaza, avrebbe incontrato più volte l'Unrwa, nonostante pubblicamente abbia sostenuto che l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi non avrà un ruolo nel futuro della Striscia. A riferirlo è Philippe Lazzarini, ex commissario generale dell'Unrwa, sulla base di colloqui e informazioni raccolte dall'Associated Press. Secondo due alti funzionari delle Nazioni Unite, ci sarebbero stati almeno tre incontri nel corso dell'anno tra rappresentanti dell'Unrwa e il comitato palestinese incaricato di preparare la futura amministrazione di Gaza. Il quadro emerso è quindi più articolato di quello delineato pubblicamente dal Board of Peace. Un suo funzionario, parlando in forma anonima, ha dichiarato che "i giorni dell'Unrwa sono finiti", ma ha ammesso che alcuni suoi programmi potrebbero proseguire se ritenuti utili alla popolazione di Gaza. Secondo Lazzarini, invece, i rappresentanti palestinesi avrebbero riconosciuto la difficoltà di organizzare la gestione della Striscia senza il contributo dell'agenzia. L'Unrwa resta infatti una delle principali strutture operative presenti a Gaza. Conta circa 11.000 dipendenti palestinesi e, secondo i dati forniti dall'agenzia, garantisce migliaia di prestazioni sanitarie quotidiane, servizi idrici e di gestione dei rifiuti e programmi educativi per centinaia di migliaia di bambini.
Media: “L’Iran ha proposto agli Usa un piano da 7 giorni per la tregua”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha proposto a Washington un piano di sette giorni per cessare le ostilità, riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare successivamente colloqui approfonditi sul programma nucleare del Paese. La notizia è riportata dal New York Times, secondo cui Araghchi lo ha riferito ai giornalisti durante un briefing a margine dell'Assemblea Onu. Ha affermato che l'Iran è pronto ad attuare il piano non appena Washington darà il proprio assenso, aggiungendo che "sarebbe preferibile" raggiungere un accordo prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Riad, si lavora a riunione urgente con Turchia-Pakistan sugli attacchi Houthi
I capi di Stato maggiore di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si apprestano a tenere una riunione militare urgente alla luce dei recenti attacchi dei ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi contro il Regno wahabita. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Riad su X, sottolineando che l'incontro servirà per "discutere le modalità di sostegno al Regno in conformità all'Accordo di Mecca per la difesa comune", secondo il quale "qualsiasi aggressione a una delle parti è considerata un attacco a tutti". In occasione dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York, il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, ha incontrato gli omologhi pakistano e turco, Mohammad Ishaq Dar e Hakan Fidan. I tre hanno condannato fermamente i "violenti attacchi diretti contro la Mecca, nonchè contro infrastrutture civili ed economiche in Arabia Saudita".
Idf: “Due soldati uccisi a Gaza da un nostro drone”
Due soldati israeliani sono stati uccisi dall'esplosione di un drone dell'Idf nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito lo stesso esercito israeliano precisando che l'incidente, avvenuto ieri, è stato causato da un malfunzionamento operativo del drone che poi è esploso.
“Netanyahu tornato in Israele subito dopo il discorso all’Onu”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è partito per Israele subito dopo il suo discorso all'Onu, a New York, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan. In seguito al suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha incontrato i leader di Paraguay, Panama e Bolivia, esortando i tre Paesi ad approfondire i legami con Israele attraverso gli Accordi di Isacco. I media israeliani hanno ipotizzato che la visita di Netanyahu a New York sia stata ridotta per motivi di sicurezza.
New York, oltre 100 arresti in manifestazioni anti-Netanyahu
Oltre 100 persone sono state arrestate a New York durante le proteste contro il primo ministro Benjamin Netanyahu in occasione del suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha riferito la polizia. Tra gli arrestati figurano la candidata democratica al Congresso Drializa Avila Shevalaya e le attrici Susan Sarandon, Cynthia Nixon e Hannah Einbinder.
Gli Houthi: “Arabia Saudita colpita vicino al confine”. Ma Riad nega
Gli Houthi rivendicano attacchi contro siti militari sauditi vicino al confine tra Arabia Saudita e Yemen. Lo riporta Al Jazeera. Il gruppo dichiara di aver colpito l'area di al-Tuwal, a Jizan, e alcune postazioni missilistiche presso l'accampamento di Al-Dagharir. L'Arabia Saudita non ha confermato gli attacchi.
Pezeshkian: “Khamenei gode di ottima salute”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che la guida suprema Mojtaba Khamenei, assente dalla scena pubblica da mesi, gode di ottima salute, smentendo le voci secondo cui sarebbe deceduto o in stato di morte cerebrale. Intervistato da Fox News, il presidente iraniano ha detto di aver incontrato Khamenei "circa un mese fa" per un colloquio. "Non ricordo le date esatte. Circa un mese, un mese e mezzo fa", ha detto Pezeshkian. "Ci siamo incontrati per circa sette ore. Può governare senza problemi". Pezeshkian ha attribuito l'isolamento di Khamenei alla "mancanza di sicurezza creata dalle azioni di stranieri", definiti "aggressori". Le condizioni di Khamenei sono oggetto di interrogativi da quando, secondo quanto riferito, è rimasto gravemente ferito durante l'operazione 'Epic Fury', che ha ucciso suo padre e predecessore insieme a diversi membri della sua famiglia.
La Turchia: “Attacchi di Netanyahu a Erdogan senza fondamento”
Ankara respinge come "prive di fondamento" le dichiarazioni di Netanyahu che ha accusato Erdogan, sostenitore della causa palestinese, di essere un "tiranno" alle Nazioni Unite. Gli attacchi di Netanyahu sono "privi di fondamento" e non possono "far dimenticare alla gente i suoi massacri, la catastrofe umanitaria a Gaza e i procedimenti legali avviati ai sensi del diritto internazionale", ha dichiarato Burhanettin Duran, direttore della comunicazione del governo turco, all'agenzia di stampa ufficiale Anadolu.
La Colombia rompe i rapporti diplomatici con l’Iran
La Colombia ha rotto formalmente i rapporti diplomatici con l'Iran, una decisione annunciata dal ministero degli Esteri guidato dal cancelliere Omar Bula Escobar. Bogotà ha motivato la misura con le proprie priorità in materia di sicurezza nazionale e regionale e di lotta al crimine transnazionale, citando in una nota ufficiale presunti legami del governo iraniano con gruppi terroristici e narcoterroristi. Tra le altre ragioni indicate figurano violazioni dei diritti umani in Iran, attacchi contro Paesi estranei al conflitto in Medio Oriente, il blocco dello stretto di Hormuz e l'ostruzione alle attività dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sul programma nucleare iraniano. Secondo il ministero degli Esteri colombiano, questi elementi hanno deteriorato la fiducia tra i due governi. La rottura dei rapporti diplomatici, stabiliti nel 1975, non comporta tuttavia la fine di quelli consolari, che resteranno in vigore in base alle Convenzioni di Vienna del 1961 e del 1963.
Teheran: “L’Europa complice non resterà impunita”
La "complicità" dell'Europa negli attacchi contro l'Iran "non resterà impunita". Lo dice il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, rispondendo alle parole del Segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo cui cinquemila aerei sarebbero decollati da basi militari europee a sostegno delle operazioni militari statunitensi contro l'Iran. "L'ammissione del Segretario generale della Nato ha dimostrato che l'Europa è stata parte dell'infrastruttura dell'aggressione", scrive Gharibabadi su X. "I governi che hanno messo a disposizione il proprio territorio agli Stati Uniti non possono sottrarsi alla propria responsabilità. Questa complicità non rimarrà senza risposta".
Pezeshkian: “Gli Usa devono decidere se finire o no la guerra”
Sono gli Usa che "devono decidere" se porre fine alla guerra: "Noi non abbiamo scelto la guerra, siamo stati attaccati e abbiamo dovuto difenderci". Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un'intervista a Fox News, in merito a una domanda sulle sue previsioni relative alla fine del conflitto.
Pezeshkian: “Contatti con gli Houthi, ma non prendono ordini da noi”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha affermato, in un'intervista a Fox News, che gli "Houthi sono responsabili delle proprie azioni" e "non ricevono direttive" dall'Iran. "Abbiamo contatti con loro", ha tuttavia aggiunto il presidente riferendosi al gruppo armato filo-iraniano che nelle ultime settimane ha intensificato gli attacchi contro l'Arabia Saudita.
Incontro tra i Paesi firmatari degli Accordi di Abramo
I rappresentanti dei Paesi firmatari degli Accordi di Abramo, ovvero Israele, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco, si sono riuniti a New York per la prima volta dal gennaio 2023. La tavola rotonda è stata organizzata dalla Fondazione N7 dell'Atlantic Council, che si impegna a promuovere gli Accordi di Abramo. Hanno partecipato anche il sottosegretario di Stato americano Allison Hooker e un rappresentante del Kazakistan. I rappresentanti hanno discusso le modalità per rafforzare gli Accordi di Abramo, che gli Stati Uniti hanno faticato ad ampliare dopo lo scoppio della guerra a Gaza. Nel comunicato stampa della Fondazione N7 relativo all'incontro non è stata pubblicata alcuna foto.
Netanyahu: “Non abbiamo avuto partner migliore di Trump”
"Non abbiamo avuto partner migliore del Presidente Trump. Lo ringrazio. Lo ringrazio per la sua leadership coraggiosa. Ha affrontato con coraggio un pericolo enorme per l'America, per Israele e per il mondo; ha capito che, se lasciati indisturbati, i fanatici Ayatollah - che inneggiano a "Morte all'America, morte a Israele" - avrebbero finito per realizzare i loro folli propositi". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York.