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Guerra in Iran, le news del 28 settembre. Trump: “Oggi trattative con Teheran tramite i mediatori”

Guerra in Iran, le news del 28 settembre. Trump: “Oggi trattative con Teheran tramite i mediatori”
“Netanyahu ha chiesto al leader degli Emirati di smentire Haaretz sull’avviso del 7 ottobre”. Media Teheran: “Non sono in programma nuovi negoziati con gli Usa”. Potente esplosione nel nord della Giordania. Wsj: “Mediatori di pace in pressing per concessioni sul nucleare”
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L'Iran smentisce che sia in programma un nuovo ciclo di negoziati indiretti tra Teheran e Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di attendersi nuovi colloqui con la Repubblica islamica. Lo scrive l'agenzia Fars citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. "Non è previsto alcun colloquio durante la visita della delegazione iraniana a New York, a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu". Axios aveva riferito che un altro ciclo di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sarebbe probabilmente iniziato oggi.

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Media Emirati, Netanyahu da bin Zayed per discutere di relazioni bilaterali

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha discusso delle relazioni bilaterali durante la visita di domenica del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel Paese del Golfo: lo riporta l'agenzia di stampa statale emiratina Wam, prima conferma da parte degli Emirati Arabi Uniti della visita di Netanyahu.

Trump: “Oggi trattative con l'Iran tramite i mediatori”

"Ci sono state oggi trattative con l'Iran tramite i mediatori". Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale.

Trump: “Vinceremo la guerra in Iran molto presto”

"Vinceremo la guerra in Iran molto presto, finirà". Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale.

Axios, gli Usa vogliono che l'Iran consenta il ritorno degli ispettori dell'Aiea

Gli Usa vogliono che l'Iran consenta il ritorno degli ispettori dell'Aiea, onorando l'impegno preso durante i colloqui in Svizzera. Lo riporta Axios dopo le indiscrezioni secondo cu il presidente Donald Trump è disposto a concedere all'Iran un alleggerimento delle sanzioni e a sbloccare i fondi iraniani congelati in cambio di passi concreti da parte dell'Iran riguardo al programma nucleare. Un messaggio degli Usa all'Iran importante, che arriva mentre i mediatori del Qatar e del Pakistan tentano nuovamente di raggiungere un accordo tra i due due Paesi in conflitto, evitando che la situazione degeneri in un nuovo conflitto.

Ex capo Shin Bet denuncia Netanyahu: “lo avvertii di un disastro imminente”

L'ex direttore dello Shin Bet Ronen Bar ha annunciato che sporgerà denuncia per diffamazione contro Benjamin Netanyahu per aver affermato oggi che l'allora capo dei servizi segreti era a conoscenza della minaccia di un attentato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, ma scelse di non informare il primo ministro. In una dichiarazione Bar chiede inoltre la pubblicazione di documenti e testimonianze sulle informazioni fornite a Netanyahu prima del 7 ottobre 2023. Bar ha affermato di aver avvertito Netanyahu di "un disastro imminente di proporzioni senza precedenti, e che il primo ministro ha ignorato questi avvertimenti".

Media, 8 marines feriti in attacco a una nave nello Stretto di Hormuz

Otto marines sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro la nave su cui erano imbarcati nello Stretto di Hormuz. I marines, riporta la Nbc, sono rimasti feriti in modo lieve.

Channel 12 rivela viaggio di Netanyahu ad Abu Dhabi, SHin Bet denuncia la tv

Lo Shin Bet ha presentato una denuncia alla censura militare israeliana chiedendo azioni legali contro Channel 12 per aver rivelato ieri il viaggio del premier Benjamin Netanyahu ad Abu Dhabi prima del suo rientro in Israele. Lo ha reso noto l'ufficio del primo ministro, confermando per la prima volta che Netanyahu ha incontrato negli Emirati Arabi Uniti il presidente Mohamed bin Zayed. La diffusione della notizia in quel momento, ha affermato l'ufficio, "ha creato un rischio per la sicurezza del primo ministro, dell'operazione e delle forze sul terreno". Secondo l'ufficio di Netanyahu, il servizio di Channel 12 è stato trasmesso quasi un'ora prima che l'aereo del premier atterrasse in Israele. Una valutazione del Mossad avrebbe definito la fuga di notizie "una grave minaccia alla sicurezza del primo ministro e della delegazione". Ad accompagnare Netanyahu ad Abu Dhabi c'erano, tra gli altri, la moglie Sara, il direttore del Mossad Roman Gofman, il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Shmuel Ben-Ezra e il segretario militare Guy Markizeno.

Media, lunedì possibili colloqui Qatar con Usa e Iran

L'agenzia Reuters ha citato un funzionario informato secondo il quale i mediatori del Qatar dovrebbero avere lunedì o martedì a New York colloqui separati sia con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sia con la controparte americana. Il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha previsto che i colloqui si concentreranno su una versione riveduta della proposta di sette giorni avanzata dall'Iran a margine delle riunioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Araghchi è rimasto a New York dopo aver partecipato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Non è ancora chiaro chi rappresenterà gli Stati Uniti nei colloqui con i mediatori. L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana ISNA ha successivamente confermato che Araghchi avrebbe incontrato i mediatori negli Stati Uniti lunedì mattina, ora di New York. Ha aggiunto che le due parti avrebbero "esaminato le ultime proposte e i punti di vista riguardanti la situazione attuale". Il piano iraniano di sette giorni prevede la fine di tutte le ostilità in Iran e Libano, lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani, la fine delle sanzioni sul petrolio iraniano e la revoca del blocco statunitense sui porti iraniani. Teheran consentirebbe quindi la riapertura dello Stretto di Hormuz e le due parti riprenderebbero anche i colloqui sul programma nucleare iraniano. Sabato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato di aver respinto la proposta iraniana, sottolineando che Teheran desiderava raggiungere un accordo rapido a causa delle gravi pressioni economiche a cui è sottoposta. Tuttavia, domenica ha anche dichiarato ad Axios di aspettarsi ulteriori colloqui questa settimana.

Media, attaccata scuola a Khiam in Libano

Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese (NNA), le forze israeliane hanno sparato colpi di artiglieria contro la scuola al-Mabarrat nella città di Khiam, nel sud del Libano. Secondo quanto riferito, l'artiglieria pesante israeliana avrebbe preso di mira anche la periferia della città di Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil. L'agenzia di stampa NNA ha riferito che le forze israeliane hanno utilizzato munizioni in un raid alla periferia della città di Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil. In precedenza, le forze israeliane avevano fatto detonare delle cariche esplosive controllate nel villaggio di al-Mansouri, nel distretto di Tiro.

Trump pronto ad allentare le sanzioni in cambio di “progressi concreti” sul nucleare

Il presidente americano, Donald Trump, sarebbe disposto a concedere all'Iran un allentamento delle sanzioni e a sbloccare fondi iraniani congelati in cambio di "progressi concreti" sul dossier nucleare. Lo ha riferito su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando un funzionario statunitense.

Israele convoca l'incaricata d'affari spagnola per un richiamo ufficiale

Su istruzione del ministro israeliano Gideon Sàar, l'incaricata d'affari dell'Ambasciata di Spagna in Israele, Francisca Pedrós, è stata convocata oggi presso il ministero degli Esteri israeliano per un richiamo ufficiale da parte di Gilad Cohen, direttore della divisione per gli Affari Politico-Strategici. Lo riferisce in una nota il portavoce del ministero israeliano. La convocazione è avvenuta in seguito alle dichiarazioni della ministra spagnola per la Gioventù, Sira Rego, secondo cui l'opinione pubblica spagnola sostiene uno Stato palestinese "dal fiume al mare", uno slogan che implica la cancellazione dello Stato di Israele. Questa dichiarazione si inserisce, secondo Israele, in una politica sistematicamente anti-israeliana portata avanti dal governo spagnolo e dal suo leader, il primo ministro Pedro Sßnchez. "Le dichiarazioni della ministra della Gioventù, che in precedenza aveva scelto di non condannare il massacro del 7 ottobre e alla quale era stato vietato l'ingresso in Israele nel settembre 2025, rifletterebbero l'orientamento dell'attuale governo spagnolo: il sostegno a una visione che comporterebbe l'eliminazione dello Stato di Israele. Ciò avviene mentre il primo ministro spagnolo attacca Israele per l'esercizio del suo diritto fondamentale a difendersi, sia contro l'Iran sia contro Hamas", si legge nella nota. "Il governo spagnolo ha perso la propria bussola morale. Invece di schierarsi dalla parte della lotta contro il terrorismo e delle minacce alla sicurezza di Israele, ha trasformato lo Stato di Israele nel bersaglio privilegiato della propria politica estera e sta partecipando attivamente alla campagna contro Israele e contro la sua stessa esistenza", conclude il comunicato.

New York Times, Israele esteso presenza a Gaza malgrado cessate fuoco

Malgrado il cessate il fuoco tra Israele e Hamas a Gaza in vigore da quasi un anno, Israele ha consolidato ed esteso il suo controllo sul territorio palestinese. E' quanto emerge da un'analisi di immagini satellitari condotta dal New York Times. Le forze israeliane hanno fortificato le proprie posizioni, costruito almeno una dozzina di avamposti militari e si sono spinte più a fondo nel territorio oltre la linea di ritiro concordata, si evince delle immagini. Le immagini satellitari mostrano nuovi avamposti israeliani lungo il perimetro della linea gialla, con pavimentazione nuova e strutture militari dove prima del cessate il fuoco sorgevano le macerie degli edifici. Dalle immagini si vede anche che altri avamposti israeliani preesistenti al cessate il fuoco sono stati notevolmente potenziati, con la costruzione di nuove mura perimetrali. Il consolidamento e l'espansione del territorio controllato da Israele riflettono la nuova dottrina di sicurezza israeliana, scrive il Nyt, l'obiettivo è creare zone cuscinetto nei territori limitrofi per prevenire attacchi a sorpresa. Lo stesso Netanyahu ha affermato che le zone cuscinetto hanno lo scopo di contribuire a sventare un altro attacco come quello guidato da Hamas del 7 ottobre 2023. Durante una visita nella zona di Gaza controllata da Israele alcune settimane fa, lo stesso primo ministro israeliano ha confermato che Israele controlla circa il 60% del territorio della Striscia e ha ribadito che non si ritirerà dalla sua zona cuscinetto finché Hamas non deporrà le armi.

Media, Aragchi incontrerà oggi a New York i mediatori

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, incontrerà oggi a New York i mediatori nei negoziati con gli Stati Uniti per discutere le ultime proposte sullo stop alla guerra e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. All'incontro, secondo quanto precisa l'agenzia di stampa iraniana Isna, non parteciperà alcun rappresentante americano. Teheran ha proposto di riaprire lo Stretto nell'ambito di un accordo per mettere fine al conflitto, sulla base del memorandum di Islamabad, chiedendo in cambio lo sblocco dei beni congelati. La proposta, presentata agli americani alla presenza dei mediatori, sarebbe stata respinta dal presidente Donald Trump, ma i contatti indiretti tra le parti proseguono. "Le nostre condizioni sono chiare e qualsiasi passo avanti verso l'apertura dello Stretto di Hormuz è subordinato al loro soddisfacimento", ha dichiarato Araghchi, aggiungendo che Teheran "non farà marcia indietro". Il ministro ha inoltre spiegato di attendere dai mediatori una risposta definitiva sulla proposta iraniana in sette punti.

Netanyahu smentisce il Wsj: “Paesi arabi dietro quelle accuse”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente la notizia secondo cui il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel all'inizio di ottobre 2023 lo avrebbe chiamato per avvertirlo di un imminente attacco da Gaza. "Non c'è alcuna verità nella notizia pubblicata sul Wall Street Journal", scrive su X, "dietro queste false, 'accuse di sangue', vi sono anche Stati e attori stranieri e ostili, compresi Paesi arabi, con l'obiettivo di far cadere il governo di destra e sostituirlo con un governo di sinistra. Questa è la questione elettorale: o la destra, o la Palestina", conclude il post.

Netanyahu: “Dossier contro Erdogan su curdi e Hamas”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha conferito a un team interministeriale e al responsabile del Dipartimento di diritto internazionale del ministero della Giustizia l'incarico di preparare un dossier contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan da presentare alla Corte Penale Internazionale (Cpi). La notizia è stata pubblicata dal sito di informazione israeliano i24News. Secondo il rapporto, il dossier si concentrerebbe sulle accuse relative alle politiche del governo turco nei confronti dei curdi, con accuse di presunte discriminazioni, nonché su quelli che Israele considera i legami di Ankara con Hamas e un presunto sostegno finanziario fornito all'organizzazione palestinese. La decisione arriva nel contesto dell'inasprimento della disputa legale tra Ankara e Tel Aviv. Erdogan aveva precedentemente dichiarato di essersi rivolto all'Interpol nel tentativo di ottenere un mandato di arresto internazionale, tramite Red Notice, nei confronti di Netanyahu, a seguito di procedimenti giudiziari avviati in Turchia in relazione alle operazioni militari israeliane nella regione. Secondo i24News, Israele starebbe valutando la possibilità di utilizzare il dossier nell'ambito di procedimenti giudiziari internazionali, compresa un'iniziativa presso la Corte penale internazionale (Cpi) con sede all'Aia, direttamente o attraverso un altro Paese.

Khamenei: “In alcuni ambiti donne più coraggiose di uomini”

Non sono più gli uomini a incarnare il coraggio dell'Iran, ma le donne. Parola della Guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei.
"Ci sono stati giorni in cui l'elemento della temerarietà degli abitanti di questa terra e di questo Paese era conosciuto attraverso i suoi uomini, ma ora le donne, in alcuni ambiti di presenza coraggiosa, precedono gli uomini", ha scritto in un messaggio per il secondo anniversario dell'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah

Mojtaba Khamenei: “Usa non osano andare oltre il Mar Arabico, presto saranno costretti a lasciarlo”

"Oggi, a causa dei colpi dolorosi che i nemici hanno subito per mano dei valorosi combattenti e dei difensori dello Stretto di Hormuz, (gli Stati Uniti, ndr) non osano avanzare oltre il Mar Arabico. Non passerà molto tempo prima che anche il Mar Arabico si liberi della loro presenza". Lo ha dichiarato la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso in occasione dell'anniversario dell'inizio della guerra Iran-Iraq e degli otto anni di quella che Teheran definisce la 'Difesa Sacra' e del secondo anniversario dell'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah.

Khamenei, che non è mai apparso in pubblico dalla sua elezione a Guida, rivolgendosi al Paese esclusivamente con messaggi scritti, ha rivendicato la capacità dell'Iran di tenere testa alle forze straniere nella regione e ha sottolineato il ruolo dello Stretto di Hormuz.
"Ogni volta che hanno corso questo rischio, hanno danneggiato se stessi", ha affermato, sostenendo che "presto anche il Mar Arabico si svuoterà" della loro presenza. Nel messaggio, la Guida Suprema ha anche sostenuto che l'Iran non tornerà alla condizione precedente alla rivoluzione islamica: "Quelli a cui vorrebbero riportare il nostro Paese erano giorni di arretratezza, umiliazione, dipendenza e infamia per l'Iran nel mondo islamico - ha proseguito - Questi giorni che stiamo vivendo sono invece pieni di progresso, onore, indipendenza e grande prestigio nel mondo islamico e, in effetti, nel mondo intero".

Fonti: “Netanyahu ha chiesto al leader degli Emirati di smentire Haaretz”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto domenica un incontro di un'ora con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, secondo quanto riferito da due persone informate sul viaggio del leader. La notizia è stata riportata per la prima volta dall'emittente televisiva israeliana Channel 12. Una persona informata sui fatti ha affermato che i colloqui si sono concentrati sull'articolo pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz all'inizio del mese, secondo cui il leader degli Emirati avrebbe lanciato un avvertimento a Netanyahu riguardo a un imminente attacco da parte di Hamas proprio alla vigilia dell'attacco del 7 ottobre 2023 che ha scatenato la guerra. Netanyahu avrebbe chiesto allo sceicco Mohamed di smentire l'articolo, secondo la persona che sosteneva di disporre di informazioni di prima mano sull'incontro. L'ufficio di Netanyahu aveva già smentito in precedenza l'articolo di Haaretz. La persona, insieme a un funzionario regionale informato sull'incontro, ha parlato a condizione di rimanere anonima per discutere del viaggio segreto

Sanzioni Usa su voli iraniani, Teheran ricorre a Icao e corte Aia

L'Iran ha fatto ricorso all'organizzazione internazionale dell'Aviazione civile (Icao) per la cancellazione di molti voli a causa delle sanzioni statunitensi sul suo settore aeronautico. Lo hanno annunciato i media iraniani.
L'Icao non è l'unico organismo delle Nazioni Unite cui Teheran si è rivolta. "In consultazione con il ministero degli Affari esteri, abbiamo anche presentato un reclamo alla corte internazionale di Giustizia all'Aia", ha dichiarato il capo dell'organizzazione dell'Aviazione civile iraniana, Abouzar Shiroudi, all'agenzia di stampa statale Irna.

Ben-Gvir a un detenuto di Hamas: "Voglio giustiziarti"

Nuovo video del controverso ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir: stavolta il leader di estrema destra israeliano si è fatto riprendere in una cella minacciando di uccidere un alto esponente di Hamas detenuto. "Queste sono le condizioni nelle quali ti ho posto. Ma non basta. Voglio ucciderti, voglio giustiziarti. Chiunque abbia ucciso 48 dei miei - soldati, donne, bambini, anziani - deve essere ucciso", afferma il leader di Otzma Yehudit, puntando il dito contro Hassan Salameh, che sta scontando più ergastoli per il suo ruolo in una serie di attentati avvenuti nel 1996.
Ben-Gvir è stato promotore della legge per la pena di morte per terroristi approvata dalla Knesset lo scorso marzo, che ha suscitato scalpore e condanna internazionale. Inoltre, da quando è arrivato alla guida del ministero, ha peggiorato drasticamente le condizioni di vita dei detenuti palestinesi, con restrizioni su cibo, acqua, tempi per la doccia, tagli alle visite familiari e un uso intensivo dell'isolamento.

Media Teheran: “Non sono previsti nuovi colloqui con Usa”

L'Iran non ha in programma nuovi colloqui con gli Stati Uniti. E' quanto ha riferito l'agenzia di stampa governativa Irna. Il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere di aspettarsi a breve nuovi negoziati indiretti tra Teheran e Washington dopo aver rifiutato sanato il piano proposto dalla Repubblica islamica volto alla ripaertura dello Stretto di Hormuz entro sette giorni. "La delegazione iraniana presente a New York non prevede negoziati con gli Stati Uniti", ha scritto l'Irna, citando una fonte vicina alla delegazione.

Wsj: “I mediatori fanno pressione sull’Iran perché scenda a compressi su programma nucleare”

I mediatori stanno esercitando pressioni sull'Iran affinché faccia alcune concessioni sul suo programma nucleare al fine di riavviare i colloqui per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta di Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal.
Fonti coinvolte nei colloqui indicano che le possibilità di convincere l'Iran a placare Trump sulla questione per lui più importante sono scarse. Tuttavia, l'Iran ha fornito ai mediatori pochissimi segnali di una sua disponibilità a discutere del programma nucleare. I leader iraniani sono convinti della loro capacità di resistere a un prolungato blocco americano o a una nuova ondata di bombardamenti statunitensi, secondo funzionari mediorientali che mantengono contatti regolari con Teheran.

Media: “Otto marine feriti due settimane da missile da crociera iraniano a Hormuz”

Otto marine americani sono rimasti feriti due settimane fa quando un missile da crociera iraniano ha colpito la nave su cui prestavano servizio nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Nbc News, in base a quanto riferito da tre funzionari Usa.
I militari non hanno riportato ferite gravi, ma hanno subito un'intossicazione da fumo e possibili lesioni cerebrali traumatiche, manifestando sintomi di commozione cerebrale come il mal di testa, hanno precisato i funzionari.

Media: “7 ottobre, 007 Egitto chiamarono Netanyahu dopo due avvisi inascoltati”

Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel ha telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu pochi giorni prima dell'offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 per trasmettere un ulteriore avvertimento e segnalare segnali di un attacco imminente da Gaza, dopo che due precedenti avvisi egiziani erano stati ignorati. La notizia, che arriva dal Wall Street Journal, trova ampio risalto sulla stampa israeliana.
L'ultimo avvertimento è arrivato all'inizio di ottobre, quando Kamel ha chiamato direttamente l'ufficio di Netanyahu. Una fonte ha riferito che l'Egitto ha continuato a lanciare avvertimenti fino a quasi 48 ore prima dell'attacco.

Ceo aeroporto Teheran: “Pienamente operativi nonostante le sanzioni Usa”

Ramin Kashef-Azar, amministratore delegato dell'aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, afferma che lo scalo rimane pienamente operativo nonostante le sanzioni statunitensi contro il settore dell'aviazione iraniano.
Ha dichiarato ai media iraniani, ripresi da Al-Jazeera, che l'aeroporto continua a servire oltre 30 destinazioni internazionali e che il 23 settembre - giorno in cui le sanzioni sono entrate in vigore - sono stati effettuati con successo 60 voli.

Media: “Potente esplosione nel nord della Giordania”

Fonti di informazione hanno riferito che una potente esplosione ha scosso il nord della Giordania. Lo scrive l'agenzia iraniana Irna

Pasdaran: “Cammino Nasrallah continuerà fino a liberazione Gerusalemme”

"Senza dubbio il cammino del martire Sayyid Hassan Nasrallah continuerà per mano della Resistenza islamica libanese e dei combattenti di Hezbollah sotto la guida del suo giusto successore". Così il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), in una dichiarazione rilasciata in occasione del secondo anniversario della morte di Sayyed Hassan Nasrallah, Segretario Generale di Hezbollah in Libano. Il comunicato è riportato dall'iraniana Irib.

Wsj: “Mediatori di pace in pressing su Teheran per concessioni sul nucleare”

I mediatori della pace tra Usa e Iran stanno facendo pressione su Teheran perché faccia concessioni sul suo programma nucleare allo scopo di rilanciare i colloqui sul cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta di tregua, in una corsa contro il tempo per impedire che il conflitto degeneri di nuovo in una guerra totale. Le persone coinvolte, ha riferito il Wall Street Journal, hanno affermato che si tratta di un tentativo con scarse probabilità di successo per placare Trump sulla questione che gli sta più a cuore.

Teheran non ha in programma nuovi colloqui con Usa

La delegazione iraniana a New York non ha in programma un nuovo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti ed è in attesa della risposta di Washington alle proposte trasmesse tramite il Qatar martedì scorso. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Irna, che cita una fonte vicina alla delegazione. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi partirà da New York martedì, dopo aver concluso i suoi impegni programmati, ha aggiunto la fonte.

Presidente Usa: “Pensiamo molto seriamente a divieto export diesel”

Gli Stati Uniti stanno "pensando molto seriamente" a vietare le esportazioni di diesel, alla luce della crisi globale di approvvigionamento legata alla guerra all'Iran, ha poi dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, ai cronisti.

Trump: “Vinceremo questa guerra molto presto”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è detto sicuro di una rapida vittoria contro l'Iran. "Vinceremo questa guerra molto presto, e non appena la vinceremo, il petrolio scenderà ai livelli a cui stava prima della guerra", ha detto Trump ai cronisti in Illinois.

Pasdaran: “Catturato secondo drone sottomarino Usa”

l Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) ha affermato di aver sequestrato un secondo drone sottomarino statunitense nello Stretto di Hormuz. Lo stretto "non solo é chiuso ma è anche terreno di caccia ai mezzi sottomarini americani per la marina dell'Irgc", ha scritto il portavoce dei pasdaran, il generale di brigata Hossein Mohebbi, su X. "Il secondo esemplare è stato recuperato, questa volta un Kingfish Mk 18 Mod 2", ha dichiarato il generale, che ha pubblicato un video dell'oggetto, un drone autonomo avanzato dotato di sonar e sistema di navigazione di precisione, del valore di diversi milioni di dollari. "Non si tratta di un semplice sequestro; è un prezioso bottino tecnologico e di intelligence", ha aggiunto, allegando un'immagine diffusa in precedenza che identifica il mezzo come un Remus 600. L'esercito statunitense ha negato che siano stati catturati suoi droni sottomarini.

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