Germania, l’ex capo dell’intelligence arrestato per spionaggio per agenti stranieri
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – È una storia che getta un’ombra inquietante sulla Germania, abituata in tempi di terrorismo internazionale e minacce ibride russe a condividere informazioni cruciali con l’Europa, gli Stati Uniti e gli altri alleati occidentali. August Hanning, 80 anni, ex capo dell’intelligence esterna Bnd, ha venduto per 16 anni informazioni sensibili ad altre potenze straniere. Quali siamo, non è ancora chiaro. Quel che è sicuro è che Hanning è stato arrestato all’alba nella sua abitazione in una piccola città del Nordreno-Vestfalia. Ed è sospettato di alto tradimento per aver girato all’estero analisi e documenti riservati del Bnd. Ma ciò che rende molto poco romantica la vicenda di questa sorta di Kim Philby delle spie tedesche è si sarebbe venduto soprattutto per esigenze finanziarie.
Hanning era stato a capo del Bnd tra il 1998 e il 2005 ma fino al 2009 era rimasto un alto funzionario dell’intelligence. Anche dopo, era riuscito a procurarsi documenti riservati per girarli alle agenzie…
BERLINO – È una storia che getta un’ombra inquietante sulla Germania, abituata in tempi di terrorismo internazionale e minacce ibride russe a condividere informazioni cruciali con l’Europa, gli Stati Uniti e gli altri alleati occidentali. August Hanning, 80 anni, ex capo dell’intelligence esterna Bnd, ha venduto per 16 anni informazioni sensibili ad altre potenze straniere. Quali siamo, non è ancora chiaro. Quel che è sicuro è che Hanning è stato arrestato all’alba nella sua abitazione in una piccola città del Nordreno-Vestfalia. Ed è sospettato di alto tradimento per aver girato all’estero analisi e documenti riservati del Bnd. Ma ciò che rende molto poco romantica la vicenda di questa sorta di Kim Philby delle spie tedesche è si sarebbe venduto soprattutto per esigenze finanziarie.
Hanning era stato a capo del Bnd tra il 1998 e il 2005 ma fino al 2009 era rimasto un alto funzionario dell’intelligence. Anche dopo, era riuscito a procurarsi documenti riservati per girarli alle agenzie straniere. Tanto è vero che la polizia ha arrestato contestualmente un complice, Manfred D. - suo ex capo di gabinetto al Bnd - l’uomo che avrebbe continuato a ricoprire una posizione apicale anche con i successori di Hanning e gli avrebbe garantito ad oggi informazioni riservate.
Uno dei motivi che potrebbe averlo spinto a vendersi è che Hanning era in difficoltà finanziarie: la sua pensione era stata sequestrata da anni, da quando una banca nei Paesi Baltici di cui era consigliere era stata saccheggiata da un oligarca e mandata in rovina. I consiglieri - compreso l’ex segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen - erano stati tutti ritenuti responsabili del crac.
Non è la prima volta che i servizi segreti tedeschi finiscono nella bufera. Negli anni duemila l’intelligence interna Verfassunsgschutz aveva infiltrato dei suoi agenti tra i neonazisti vicini alla cellula terroristica Nsu che aveva trucidato dieci migranti - ma ad oggi non è chiaro per chi lavorassero. Certo è che non furono quegli infiltrati a risolvere il caso o a impedire gli omicidi. E viene alla mente un caso più recente: nel 2022 fu arrestato Carsten L., capo di un dipartimento dei servizi interni: era una spia russa. Sicuramente però il caso Hanning ha una dimensione del tutto diversa. E ricorda piuttosto il famoso caso di Guenter Guillaume, il consigliere principe del cancelliere Willy Brandt che si scoprì essere una spia della Stasi, i servizi segreti della Ddr. Dopo il suo arresto, Brandt si dimise da cancelliere.
Per ora non si sa ancora per chi abbia lavorato Hanning. Spiegel sostiene che uno dei beneficiari sia stato l’Azerbaigian. E una delle agenzie con cui pare sia stato in contatto di recente sembra sia il Mossad. Altre tracce portano in Cina. Gli inquirenti non starebbero indagando su una pista russa. Quel che è certo è che fino al 2022 Hanning ha ricevuto dal suo complice Manfred D. circa 2.000 documenti segreti.