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In Francia la proteste degli studenti, scontri alla Bastiglia: “In arrivo 3000 insegnanti”

(reuters)

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Allarme Unicef per la repressione della polizia sui minori: 215 i feriti. E il governo promette misure contro la crisi
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PARIGI – Meno manifestanti, ma nessuna resa, anzi un simbolico “assedio” in piazza della Bastiglia. L’“Atto IV” della rivolta degli studenti francesi riportato la protesta in piazza. «Più master, meno sbirri» si leggeva su un cartello. «Trentacinque gradi nelle classi, ma il problema è il cellulare» recitava un altro, facendo riferimento ai record di caldo durante l’estate e al divieto dei telefoni imposto a settembre. Alcuni ragazzi sono saliti sulla Colonna di Luglio della piazza parigina srotolando un grande striscione. “GenZ en colère”, Generazione Z in collera. Tra la folla c’era anche il sindaco Insoumis di Saint-Denis, Bally Bagayoko, accolto al grido di «Bally, Bally, Bally» dopo che qualche giorno fa si era interposto tra manifestanti e polizia. Jean-Luc Mélenchon ha subito celebrato sui social quella che ha definito una “potente dimostrazione della gioventù”. «La Bastiglia è riconquistata» ha aggiunto il leader della France Insoumise.

La nuova giornata ha portato nelle strad…

PARIGI – Meno manifestanti, ma nessuna resa, anzi un simbolico “assedio” in piazza della Bastiglia. L’“Atto IV” della rivolta degli studenti francesi riportato la protesta in piazza. «Più master, meno sbirri» si leggeva su un cartello. «Trentacinque gradi nelle classi, ma il problema è il cellulare» recitava un altro, facendo riferimento ai record di caldo durante l’estate e al divieto dei telefoni imposto a settembre. Alcuni ragazzi sono saliti sulla Colonna di Luglio della piazza parigina srotolando un grande striscione. “GenZ en colère”, Generazione Z in collera. Tra la folla c’era anche il sindaco Insoumis di Saint-Denis, Bally Bagayoko, accolto al grido di «Bally, Bally, Bally» dopo che qualche giorno fa si era interposto tra manifestanti e polizia. Jean-Luc Mélenchon ha subito celebrato sui social quella che ha definito una “potente dimostrazione della gioventù”. «La Bastiglia è riconquistata» ha aggiunto il leader della France Insoumise.

La nuova giornata ha portato nelle strade 71.500, secondo il ministero dell’Interno, di cui 24.500 a Parigi. Numeri molto inferiori rispetto ai quasi 450 mila persone dell’Atto III di una settimana fa, ma sufficienti a mostrare che il movimento prosegue. Anzi oggi è stato il giorno in cui la mobilitazione si è estesa anche ad alcune università private e tradizionalmente meno attive politicamente come l’Institut Catholique nel sesto arrondissement. Le manifestazioni organizzate dai sindacati si sono svolte senza incidenti gravi, mentre le autorità denunciano un aumento delle «violenze urbane» ai margini delle mobilitazioni, con 504 persone fermate e 48 tra poliziotti e gendarmi rimasti feriti. Il prossimo appuntamento è già stato fissato: una nuova giornata nazionale di mobilitazione è prevista martedì prossimo.

«Finché non ci saranno dieci miliardi sul tavolo continueremo a mobilitarci» ha avvertito Sabrine Kharbach, portavoce dell’Union étudiante.

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato questa sera in tv che tre mila professori supplenti arriveranno «nelle prossime ore e nei prossimi giorni» nei licei in cui la situazione è più critica. Nel pomeriggio Geffray aveva ricevuto le principali organizzazioni liceali. L’incontro non ha placato la protesta. «Ci annunciano qualche briciola e su Parcoursup ci promettono più trasparenza mentre noi vogliamo abolire Parcoursup» ha rilanciato Marius Mesnil dell’Union syndicale lycéenne, a proposito della contestatissima piattaforma attraverso cui i maturandi si iscrivono all’università.

Dopo le immagini di adolescenti feriti e il caso del quindicenne che a Lens ha perso una mano in seguito all’esplosione di una granata stordente, l’Unicef ha chiesto alla Francia una «de-escalation delle violenze» e una maggiore tutela dei minori. L’organizzazione ha ricordato che i giovani hanno il diritto di «manifestare pacificamente» e che le operazioni di ordine pubblico devono tenere «pienamente conto» della loro età.

Un monito è arrivato anche dalla presidente dell’Assemblée nationale, Yaël Braun-Pivet, terza carica dello Stato, che ha chiesto «maggiore proporzionalità» negli interventi della polizia. «Di fronte agli agenti ci sono i nostri figli, dei minori. La maggior parte dei giovani fermati è incensurata» ha osservato, invitando le forze dell’ordine a distinguere con maggiore attenzione tra black bloc e studenti.

Dall’inizio della protesta sono rimasti feriti 215 studenti, 85 membri del personale scolastico e quasi 800 tra poliziotti e gendarmi. La portavoce del governo Maud Bregeon ha respinto l’accusa di un uso eccessivo della forza. «In Francia non abbiamo armamenti sproporzionati» ha detto Bregeon, sostenendo che poliziotti e gendarmi sanno valutare la situazione e intervengono con «proporzionalità» e «discernimento». Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha comunque sospeso l’utilizzo delle granate assordanti e annunciato l’apertura di 18 inchieste dell’Igpn, la “polizia delle polizie”, su episodi avvenuti durante le mobilitazioni.

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