Esteri

Premio Nobel per la Pace 2026 alla giudice Navi Pillay. Sanzioni Usa alla Cpi

Premio Nobel per la Pace 2026 alla giudice Navi Pillay. Sanzioni Usa alla Cpi

Il riconoscimento per “il coraggio e l’integrità contro crimini di guerra”. La giurista sudafricana: “Se applaudite più forte lo divido con Trump”, scherza lei. Netanyahu la attacca: “Ha alimentato la demonizzazione degli ebrei e ha diffuso accuse infondate contro Israele”. Anche Trump contro la decisione del comitato

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Un premio alla difesa del diritto internazionale, in un momento in cui le sue istituzioni sono sempre più sotto attacco. Sono queste le ragioni che hanno spinto il comitato norvegese ad assegnare quest’anno il Premio Nobel per la pace a Navanethem Pillay, giurista sudafricana ed ex Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha presieduto la commissione d’inchiesta dell’Onu che ha accusato Israele di genocidio a Gaza. Gli eventi della giornata hanno confermato i timori alla base di questa decisione: poche ore dopo l’annuncio, gli Stati Uniti hanno sanzionato la Corte penale internazionale. “Vieteremo le transazioni con questa corte fuorilegge, privandola delle risorse e paralizzandone la capacità operativa”, ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio.

Tra le 287 candidature ufficiali la scelta dei cinque membri del comitato, scelti direttamente dal Parlamento norvegese, è ricaduta sulla giurista sudafricana “perché il suo lavoro è stato determinante nel garantire che i crimini di guerra vengano perseguitati”. Dalla lotta contro l'apartheid in Sudafrica ai tribunali internazionali chiamati a giudicare genocidi e crimini contro l'umanità in Ruanda e a Gaza, “l'impegno di Navi Pillay nei confronti dei principi giuridici universali e la sua solida bussola morale sono stati elementi costanti in una lunga carriera", ha detto il presidente del comitato norvegese per il premio Nobel Jørgen Watne Frydnes.

Frydnes aveva raccontato che il comitato non riusciva a contattare Pillay per anticiparle l’assegnazione. “Se vede una chiamata da un numero norvegese, la prego di rispondere”, era stato l’ironico appello lanciato in conferenza stampa subito dopo l’annuncio. Sorpresa ed emozionata, quando la notizia l’ha finalmente raggiunta mentre era al Forum dell’Accademia dei principi di Norimberga, la città tedesca in cui furono processati i gerarchi nazisti, ha inizialmente creduto fosse uno scherzo. Nei video che circolano online si sentono più voci che le assicurano che la notizia è vera ed “è dappertutto”, insieme a uno scroscio di applausi. “Se applaudite un po' più forte, magari dividerò il premio con Trump”, ha scherzato lei. Il riferimento è al suo predecessore, la leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado che lo scorso anno arrivò a offrire la sua medaglia d'oro del Nobel al presidente americano Donald Trump, ritenendo che se la meritasse dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro, nel tentativo (non riuscito) di ottenere in cambio il suo sostegno politico. Pillay, invece, ha dedicato il premio ai sopravvissuti ai crimini internazionali e invitato i leader mondiali a proteggere i diritti umani.

"Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno", ha subito reagito il ministero degli Esteri israeliano in una nota. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, l’ha accusata di aver alimentato "la demonizzazione degli ebrei" e di aver diffuso accuse infondate contro Israele.

“La Pillay nutre un odio dichiarato verso l'America e Israele. Nel suo ruolo ha celebrato terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una 'indagine' farsa sostenendo che Israele avesse commesso un genocidio e sollecitandone il perseguimento giudiziario”, si legge invece in un post condiviso dal presidente americano Donald Trump contro la giurista sudafricana.

"Viviamo in un'epoca in cui il diritto internazionale e i diritti umani sono sotto un forte attacco politico", ha dichiarato in una conferenza stampa in una stanza a Norimberga Pillay. "Questa deterioramento è particolarmente evidente negli attacchi alla Corte Penale Internazionale", ha aggiunto. Evidente il riferimento alle tante dure critiche alla Cpi, dal premier israeliano Benjamyn Netanyahu e al presidente americano Donald Trump che ha definito l'istituzione "malvagia" e invitato gli Stati membri a lasciarla. L'amministrazione Trump accusa entrambi di aver contribuito a procedimenti contro esponenti di governi che non riconoscono la giurisdizione dell'istituzione con sede all'Aia. Gli Stati Uniti accusano di essere "corrotta e gravemente politicizzata" e di avere abusato dei propri poteri. "Consentitemi di dedicare questo Premio a tutte le persone sopravvissute a crimini internazionali", ha poi aggiunto Navi Pillay, chiedendo ai leader mondiali ha chiesto di astenersi dalla guerra e proteggere i diritti umani.

"In un momento di profonde sfide per l'ordine giuridico internazionale e lo Stato di diritto, questo riconoscimento assume un significato particolare", ha dichiarato la presidente della Corte penale internazionale (Cpi), Tomoko Akane, commentando l'assegnazione del premio all’ex giudice della Cpi. Dallo scorso agosto Akane è sotto sanzioni americane insieme al vice procuratore della Corte, il magistrato senegalese Abdoulaye Seye.

"Pochi hanno dedicato la propria vita alla giustizia, alla pace e alla dignità umana come ha fatto lei. Dalla violenza dell'apartheid in Sudafrica agli orrori del genocidio ruandese, ha affrontato alcuni dei capitoli più bui della storia dell'umanità. Ha guardato dritto negli occhi la brutalità dell'ingiustizia e non ha mai distolto lo sguardo”; è invece il messaggio la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. "È la paladina dei perseguitati, dei vulnerabili, di chi non ha voce e degli emarginati. È la paladina dello Stato di diritto contro il diritto della forza. In un mondo che ha bisogno di giustizia più che mai, il suo coraggio e la sua lucidità morale sono una bussola preziosa", aggiunge.

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