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Francia, primarie della sinistra: valanga di voti per Glucksmann che vince già al primo turno

(afp)

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Giornata decisiva per la sinistra chiamata a scegliere il suo candidato all’Eliseo: l’eurodeputato di Place Publique con il 66% delle preferenze trionfa contro il 14% del rivale socialista Olivier Faure. Sotto il 10% Royal, Guedj e Maurel
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PARIGI — La sinistra francese vota per il suo candidato all'Eliseo. Raphaël Glucksmann, favorito nelle primarie in corso, ha chiuso la partita già al primo turno, ottenendo una valanga di voti. L'eurodeputato di Place Publique puntava a incassare più del cinquanta per cento delle preferenze, per evitare quindi un ballottaggio il prossimo weekend e conquistare la candidatura della sinistra socialdemocratica alle presidenziali senza dover affrontare un ballottaggio con il suo principale rivale, Olivier Faure. E ce l’ha fatta: con una percentuale ben al di sopra delle aspettative, il sessantasei per cento, ha stracciato il socialista che si è fermato appena al quattordici per cento.

Il voto elettronico si è aperto venerdì doveva chiudersi ieri ma è stato prolungato fino a stasera alle 18 a causa di un attacco hacker che ha mandato in tilt la piattaforma. Glucksmann, 46 anni, figlio del filosofo André Glucksmann, ha affront…

PARIGI — La sinistra francese vota per il suo candidato all'Eliseo. Raphaël Glucksmann, favorito nelle primarie in corso, ha chiuso la partita già al primo turno, ottenendo una valanga di voti. L'eurodeputato di Place Publique puntava a incassare più del cinquanta per cento delle preferenze, per evitare quindi un ballottaggio il prossimo weekend e conquistare la candidatura della sinistra socialdemocratica alle presidenziali senza dover affrontare un ballottaggio con il suo principale rivale, Olivier Faure. E ce l’ha fatta: con una percentuale ben al di sopra delle aspettative, il sessantasei per cento, ha stracciato il socialista che si è fermato appena al quattordici per cento.

Il voto elettronico si è aperto venerdì doveva chiudersi ieri ma è stato prolungato fino a stasera alle 18 a causa di un attacco hacker che ha mandato in tilt la piattaforma. Glucksmann, 46 anni, figlio del filosofo André Glucksmann, ha affrontato il voto con la sicurezza di chi considera questa competizione il primo passo verso l'Eliseo. Dopo aver esitato a lungo sull'opportunità di partecipare a una consultazione organizzata soprattutto dal partito socialista, ha deciso di unire il suo movimento Place Publique, alla consultazione, e misurarsi con gli altri candidati, contando di raccogliere consensi anche tra i militanti socialisti.

Anche i sondaggi lo davamo in testa, la vittoria di Glucksmann non era scontata. Il corpo elettorale comprende, oltre agli iscritti ai partiti, anche simpatizzanti esterni registrati attraverso una piattaforma dedicata, attraverso il pagamento di una quota 15 euro. Faure, 58 anni, segretario socialista dal 2018, contava sulla rete dei militanti e degli eletti locali. Tra gli iscritti c'è chi gli riconosce il merito di aver tenuto in piedi il Ps dopo il crollo seguito al quinquennato di François Hollande e chi invece punta su Glucksmann, ritenendolo meglio posizionato per affrontare le presidenziali.

In corsa anche Ségolène Royal, 73 anni, già candidata socialista all'Eliseo nel 2007, il deputato Jérôme Guedj, un tempo vicino a Mélenchon, ed Emmanuel Maurel, ex esponente dell'ala sinistra del Ps e fondatore della Gauche républicaine et socialiste. Tutti e tre con risulati sotto il dieci per cento. La competizione, infatti, come era prevedibile, si è concentrata soprattutto sul duello tra Glucksmann e Faure, che rappresentano due strategie diverse per il futuro della gauche, in particolare sull’eventuale alleanza con Mélenchon e la France insoumise. Glucksmann esclude qualsiasi nuova alleanza con Lfi mentre Faure difende invece la possibilità di ricostruire un campo largo con gli Insoumis.

Dall'altra parte, Glucksmann viene accusato dai rivali di voler spostare il baricentro della sinistra troppo verso il centro e gli eredi del macronismo. La campagna è stata segnata da attacchi personali. Faure ha avvertito che una vittoria di Glucksmann significherebbe la «cancellazione» del partito socialista dalla competizione presidenziale. Royal ha definito il leader di Place Publique uno «stagista della politica», troppo inesperto per guidare la Francia. Anche se i 140mila iscritti hanno superato le aspettative degli organizzatori, il numero degli aventi diritto resta lontanissimo da quello delle primarie socialiste del 2011, quando fino a 2,8 milioni di francesi parteciparono alla scelta di François Hollande, poi eletto presidente l'anno successivo.

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