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Germania, si dimette la copresidente dell'Spd e ministra del Lavoro Baerbel Bas

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Cita ragioni personali per la morte della figlia malata, ma pesano anche gli attacchi dell'Unione. Per i media, al governo la sostituirà l'ex presidente del Land della Renania-Palatinato, Alexander Schweitzer
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BERLINO – E’ un terremoto, e non solo per la Spd. La co-leader dei socialdemocratici e ministra del Lavoro, Bärbel Bas ha annunciato oggi le sue dimissioni da tutti gli incarichi. E’ morta la sua figliastra, e Bas ha ammesso di aver "bisogno di tempo per elaborare il lutto". Ma la politica della Ruhr ha aggiunto su Instagram che “gli attacchi personali contro di me, arrivati purtroppo anche dalle fila del nostro partner di governo, sono aumentati anche in questo momento personalmente difficile”. Un siluro contro la Cdu e a Friedrich Merz che ha suscitato un’ondata di reazioni indignate dei suoi colleghi. E ha nuovamente dilaniato la maggioranza di governo.

La più dura è stata la governatrice in pectore del Meclemb…

BERLINO – E’ un terremoto, e non solo per la Spd. La co-leader dei socialdemocratici e ministra del Lavoro, Bärbel Bas ha annunciato oggi le sue dimissioni da tutti gli incarichi. E’ morta la sua figliastra, e Bas ha ammesso di aver "bisogno di tempo per elaborare il lutto". Ma la politica della Ruhr ha aggiunto su Instagram che “gli attacchi personali contro di me, arrivati purtroppo anche dalle fila del nostro partner di governo, sono aumentati anche in questo momento personalmente difficile”. Un siluro contro la Cdu e a Friedrich Merz che ha suscitato un’ondata di reazioni indignate dei suoi colleghi. E ha nuovamente dilaniato la maggioranza di governo.

La più dura è stata la governatrice in pectore del Meclemburgo-Pomerania, Manuela Schwesig, che ha parlato di un comportamento “disumano” da parte dei cristianodemocratici. Negli ultimi giorni sono emerse anche indiscrezioni su uno scontro durissimo che sarebbe avvenuto di recente tra Schwesig e Merz: il cancelliere l’avrebbe accusata di aver condotto una campagna elettorale contro di lui. Ma critiche esplicite sono arrivate anche dal co-leader e vicecancelliere Lars Klingbeil. Annunciando un totale rimescolamento dei vertici della Spd al prossimo congresso (a dicembre o gennaio), Klingbeil ha definito “osceno” il modo in cui Bas è stata aggredita. Dinamiche, ha aggiunto, che “avvelenano la discussione pubblica”. Intanto è stato già scelto il suo successore al dicastero del Lavoro: sarà Alexander Schweitzer.

Bas era diventata, soprattutto negli ultimi mesi, il bersaglio prediletto della Cdu, il principale capro espiatorio di uno stallo nelle riforme sociali cui tanti cristianodemocratici, compreso Merz, attribuivano in modo del tutto scorretto la responsabilità alla ministra del Lavoro. Il politico cristianodemocatico Christian von Stetten ne aveva chiesto persino le dimissioni, a metà settembre. Per assistere la figliastra gravemente malata, Bas era riuscita a venire poco a Berlino. E persino il cancelliere si è lamentato della sua assenza - anche quando la figliastra di Bas era già sul letto di morte.

La nuova, profonda crepa nei rapporti tra i due partiti di governo arriva dopo una settimana di crescente insofferenza della Spd. Martedì scorso il Parlamento della Sassonia-Anhalt aveva eletto il suo primo presidente di un parlamento di estrema destra dai tempi di Göring, Tobias Rausch - molto probabilmente con il sostegno, nel segreto dell’urna, di quattro franchi tiratori della Cdu. E il ministro della Difesa Boris Pistorius si era messo alla testa di un corteo improvvisato dei parlamentari della Spd che aveva percorso il tratto tra la Porta di Brandeburgo e il Bebelplatz, la piazza del rogo dei libri del nazisti nel 1933.

Pistorius, da anni il politico più amato dai tedeschi, era ricorso a una famosa citazione di Max Liebermann del 1933, di quando il grande pittore vide sfilare le camicie brune delle Sa davanti alla Porta di Brandeburgo: “Non potrei mangiare abbastanza per quanta voglia ho di vomitare”. Per Pistorius, come per tanti suoi colleghi di partito, la nomina di un esponente dell’Afd sullo scranno più alto di un Parlamento è stata “la rottura di un tabù”. E se a dicembre l’Afd riuscirà anche a far eleggere governatore Ulrich Siegmund, trionfatore delle elezioni del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, e se ci sarà di nuovo lo zampino della Cdu, nessuno scommette ormai sul fatto che il governo Merz arriverà a Natale.

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