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Axios, dilemma Netanyahu-Trump se colpire l'Iran prima delle elezioni o attendere
La scorsa settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump hanno discusso la possibilità di lanciare una nuova importante operazione contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e americane di midterm. Lo riporta Axios, in base a due funzionari statunitensi, un funzionario israeliano e una quarta fonte a conoscenza della vicenda, secondo cui durante la conversazione Netanyahu ha espresso preoccupazione su informazioni d'intelligence israeliana in base alle quali l'Iran starebbe compiendo "passi inquietanti per ricostituire il proprio programma nucleare".
La telefonata tra il leader israeliano e Trump sul possibile attacco è avvenuta prima che il tycoon dichiarasse che non avrebbe colpito l'Iran in vista del voto del 3 novembre. La ripresa delle operazioni di combattimento avrebbe introdotto un nuovo elemento di forte instabilità nelle elezioni israeliane del 27 ottobre e nelle elezioni di metà mandato Usa. Tuttavia, le forze armate israeliane e americane restano in stato di allerta e stanno ultimando i preparativi per rispondere in modo adeguato al cambio degli scenari.
"Bibi sembra voler agire di nuovo. Ne ha parlato un paio di volte col presidente, il quale ha risposto: 'Beh, sai, Bibi, procedi pure con i preparativi'. Ma non c'è alcun impegno concreto. 'Procedi pure con i preparativi' può significare ora, più avanti o mai", ha affermato un funzionario Usa. Una fonte della Casa Bianca ha definito però "falsa" la notizia secondo cui Trump e Netanyahu avrebbero discusso della ripresa della guerra. "Il presidente ha dichiarato che non attaccheremo l'Iran in alcun momento prima delle elezioni di metà mandato", secondo la fonte.
L'ufficio di Netanyahu ha dichiarato che "il premier mantiene contatti regolari con il presidente Trump e con alti funzionari dell'amministrazione statunitense, e non rilascia commenti sul contenuto delle loro conversazioni".
Arabia Saudita: intercettati tre missili e due droni su Riad
La coalizione militare guidata da Riad a sostegno del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha annunciato martedì di aver intercettato e distrutto tre missili da crociera sopra la capitale saudita Riad e sopra il sud del regno, al confine con lo Yemen.
"Intercettazione e distruzione di tre missili da crociera sopra Riad e il sud" del regno: questo l'annuncio della coalizione in una prima nota, seguita da un secondo comunicato che segnalava l'intercettazione e la distruzione di "due droni" sopra le stesse aree. Gli annunci sono giunti diverse decine di minuti dopo che giornalisti e testimoni avevano riferito di una forte esplosione sopra Riad.
Colpite una petroliera e una portacontainer a Hormuz
Una petroliera e una nave portacontainer sono state colpite da proiettili di provenienza sconosciuta nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha riferito l'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO.
Sono in corso accertamenti, ha dichiarato l'agenzia, senza specificare se gli attacchi abbiano causato danni o vittime.
Media: Netanyahu pressa Trump per attacco prima di elezioni. Il suo ufficio nega
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe esortato la scorsa settimana il presidente Usa Donald Trump a riprendere la guerra contro l'Iran prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre e delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, che sono in programma una settimana dopo. È quanto ha riferito l'emittente israeliana Channel 12, citando funzionari a conoscenza dei colloqui, e la notizia è rilanciata dal Times of Israel. L'emittente riferisce che, sebbene Trump abbia dichiarato pubblicamente che non riprenderà gli attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di midterm, sia l'Idf che il Centcom sono in stato di massima allerta e stanno completando i preparativi per l'eventualità in cui Trump cambiasse idea. Intanto il Times of Israel riporta che l'ufficio di Netanyahu nega che il premier stia cercando di scatenare una guerra con l'Iran prima delle elezioni.
Forte esplosione a Riad
Una forte esplosione è stata udita questa sera a Riad. Lo hanno riferito i giornalisti dell'AFP dopo un allarme aereo emesso dalle autorità saudite, regolarmente bersaglio negli ultimi giorni da attacchi degli Houthi pro-iraniani dello Yemen.
"La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile", avverte un messaggio ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, che sono stati poi informati che l'allarme era stato tolto.
Arabia Saudita: esplosioni a Dhahran
Forti esplosioni sono state udite nella città di Dhahran, in Arabia Saudita, vicino alla sede del colosso petrolifero saudita Aramco. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters, citando sei fonti. In precedenza, gli Houthi avevano minacciato di colpire gli impianti di Aramco.
Iran, convocato l'ambasciatore britannico su Fairford
L'ambasciatore britannico in Iran, Hugo Shorter, è stato convocato in seguito alle affermazioni del Regno Unito che collegano il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a un presunto complotto contro la base aerea della RAF di Fairford, in Gran Bretagna.
Shorter è stato convocato da Alireza Yousefi, viceministro degli esteri iraniano, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). La ferma protesta dell'Iran riguardo "all'approccio irresponsabile e distruttivo del Regno Unito nei confronti dell'Iran è stata comunicata" all'ambasciatore britannico, si legge nel comunicato.
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha affermato lunedì che il presunto complotto contro la base aerea sarebbe stato "in modo altamente probabile" coordinato in Iran e "quasi certamente" diretto dalle Guardie Rivoluzionarie. L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Seyed Ali Mousavi, ha negato qualsiasi coinvolgimento dell'Iran, affermando che Teheran è disposta a collaborare con le autorità britanniche per le indagini.
Houthi: “Due persone uccise in un raid saudita sul Mar Rosso”
Il ministero della Salute yemenita, controllato dagli Houthi, ha dichiarato che due persone sono rimaste uccise in un attacco a una compagnia petrolifera nella provincia di Hodeidah, sul Mar Rosso, attribuendo la responsabilità dell'attacco all'Arabia Saudita. Non ci sono conferme immediate da parte dell'Arabia Saudita. Lo riportano i media internazionali.
Katz: “Tentativi da parte di Iran e suoi alleati di attentati per condizionare voto”
"Stiamo individuando tentativi da parte dei nostri nemici, in primo luogo l'Iran e i suoi alleati, di promuovere attentati terroristici che possano influenzare l'esito delle elezioni in Israele. Di fronte a questi tentativi, dobbiamo assumere una posizione di unità e lanciare un messaggio chiaro: le divergenze politiche non devono compromettere la nostra comune determinazione nell'affrontare i nostri nemici".
Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia di inaugurazione del Museo dell'Irgun. "Insieme con l'Idf e le forze di sicurezza, agiremo per difendere lo Stato in ogni momento e in ogni luogo in cui sarà necessario. Le decisioni saranno prese in base alle esigenze di sicurezza, senza essere condizionate da alcun altro tipo di considerazione",ha aggiunto, "i nostri nemici devono sapere una cosa: chiunque ci attacchi, prima o dopo le elezioni, e chiunque colpisca i soldati dell'Idf o i cittadini israeliani, subirà una risposta durissima e pagherà il prezzo più alto".
Teheran: “Vicini ad accordo con Oman su transito a Hormuz”
Iran e Oman sono vicini all'attuazione di un accordo provvisorio per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, al quotidiano tunisino Al-Chourouk secondo quanto riporta IRNA. Baghei ha aggiunto che Teheran e Muscat stanno proseguendo le consultazioni per stabilire rotte sicure per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, dopo aver raggiunto un'intesa su un percorso di transito sicuro provvisorio.
Il portavoce iraniano ha aggiunto che "alcuni dettagli attuativi" sono ancora oggetto di discussione e ha precisato che l'intesa bilaterale su una rotta sicura non deve essere confusa con la riapertura o con lo status complessivo del passaggio marittimo, in quanto resta ancora da valutare un meccanismo sostenibile e a lungo termine per la gestione e la messa in sicurezza del transito.
Riguardo alla possibilità di una ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti, Baghaei ha ribadito che l'Iran è pronto a mobilitare tutte le risorse disponibili per contrastare eventuali azioni ostili.
Trump: “Non dimenticherò le azioni degli Houthi”
Il presidente americano Donald Trump attacca gli Houthi per i raid contro l'Arabia Saudita, accusa l'Iran di averli probabilmente sollecitati e avverte: "Sarò qui anche dopo le elezioni e non dimenticherò mai!". Lo scrive su Truth Social, sostenendo che il movimento yemenita cerchi deliberatamente di far salire i prezzi del petrolio in vista del voto negli Stati Uniti.
"Gli Houthi si stanno comportando molto male. Pensavo avessero imparato la lezione un anno fa, quando li abbiamo bombardati pesantemente e, su loro richiesta, ci siamo fermati", afferma Trump. "Sono rimasti in silenzio a lungo, ma ora sono tornati a farsi sentire, probabilmente su ordine dell'Iran", aggiunge.
Il presidente definisce l'Iran "una nazione in fallimento, senza Marina, senza Aeronautica, con la peggiore economia del mondo e un'inflazione al 301%". Accusa quindi gli Houthi di colpire l'Arabia Saudita e di "cercare deliberatamente di far salire i prezzi del petrolio, probabilmente in vista delle elezioni americane".
"Qualcuno dovrebbe spiegare loro che non sono candidato alle elezioni, ho già vinto, con una vittoria schiacciante", conclude Trump, prima di avvertire che resterà in carica dopo il voto e non dimenticherà.
Trump: “Prenderò presto una decisione”
"Prenderò presto una decisione sull'Iran". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, prima di partire per l'Alaska per un evento elettorale.
Riad: “Attacchi Houthi avranno delle conseguenze”
L'Arabia Saudita "non tollererà minacce alla sicurezza o alla navigazione marittima nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb" e minaccia "conseguenze" per gli Houthi per i loro ripetuti attacchi contro il Regno. Lo dice il governo di Riad secondo la Saudi Press Agency. Il governo ha inoltre elogiato le forze governative yemenite per i loro sforzi volti a "neutralizzare le minacce" rappresentate dagli Houthi.
Avvocati diritti umani a Gaza: “Hamas ha rapito il militante di Fatah Ahmed Hilles”
"Un altro giorno a Gaza sotto il regime del terrore. Le milizie di Hamas hanno rapito l'attivista palestinese Ahmed Hilles. La sua famiglia lancia un appello a tutte le organizzazioni per i diritti umani affinché chiedano il suo immediato rilascio". Lo scrivono sui social gli avvocati di Gaza per i diritti umani Ihab Hassan e Moumen al Natour pubblicando la foto di Ahmed Hilles.
Wafa, due donne palestinesi picchiate da coloni mentre raccoglievano olive
Due donne palestinesi sono state picchiate da coloni estremisti israeliani mentre raccoglievano olive nella città di Beit Lid, a est di Tulkarem. La Mezzaluna Rossa di Tulkarm ha riferito di aver prestato soccorso alle due donne ferite all'addome e alla testa. Le loro condizioni sono state definite moderate, riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Al-Madhaji: “Scontro Riad-Houthi sempre più doloroso, possibile coinvolgimento Usa”
Il confronto tra gli Houthi e l'Arabia Saudita sarà "prolungato e sempre più doloroso", mentre un coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti nel conflitto è possibile, ma non scontato. E' l'analisi di Maged al-Madhaji, noto analista yemenita e presidente del Sanàa Center for Strategic Studies, che in un'intervista all'Adnkronos avverte come l'escalation in Yemen e gli attacchi contro il regno del Golfo siano ormai legati a una crisi regionale più ampia. "Mi aspetto che questo confronto sia prolungato e sempre più doloroso - afferma al-Madhaji - La sua intensità potrà variare, ma le pause temporanee non devono essere scambiate per la fine del conflitto". Gli Houthi, spiega, puntano a ottenere risultati tali da modificare in profondità gli equilibri di potere in Yemen ed il quadro di sicurezza saudita. Riad, dal canto suo, "non può accettare una situazione in cui gli Houthi la umiliano pubblicamente e dimostrano di poterle imporre dei costi senza subire una risposta dura". Per questo, secondo l'analista, un'escalation rapida e duratura appare difficile dal momento che ora in gioco ci sono la deterrenza e la credibilità dell'Arabia Saudita
Chiesto a residenti Sanàa di lasciare area impianto petrolifero
La coalizione a guida saudita ha chiesto ai residenti di Sana'a, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi, di evacuare l'area circostante un impianto della compagnia petrolifera statale e i vicini depositi, in vista di alcune "operazioni". In una dichiarazione rilasciata oggi, il portavoce della coalizione, il generale Turki al-Maliki, ha affermato che la misura è stata adottata per la sicurezza dei residenti. L'area interessata dall'evacuazione si trova su una collina nella zona occidentale di Sana'a, in posizione dominante sulla capitale. Il portavoce militare degli Houthi, il generale Yahya Saree, ha dichiarato in un breve comunicato che, qualora Sana'a dovesse essere presa di mira, la risposta contro la capitale saudita sarebbe "dura e dolorosa"
Media: “Esplosioni a Sanaa”
La tv Al-Masirah legata agli Houthi ha riferito che la coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha effettuato attacchi aerei contro impianti petroliferi a ovest di Sanaa, capitale dello Yemen. L'emittente non ha fornito prove a sostegno dell'affermazione. La notizia è arrivata poco dopo un avvertimento del portavoce della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, che ha esortato i residenti della zona a lasciare l'area per la propria sicurezza. Testimoni presenti in città hanno riferito di aver udito delle esplosioni a Sanaa. Al momento non è chiaro quali obiettivi siano stati colpiti.
Gli Houthi minacciano l’aeroporto di Riad e la sede Aramco
Gli Houthi yemeniti hanno minacciato di colpire l'aeroporto di Riad, una raffineria nella capitale saudita e la sede della compagnia petrolifera Aramco a Dammam se l'Arabia Saudita attaccherà Sanaa. "Le Forze armate yemenite invitano tutti i cittadini a evacuare immediatamente e ad allontanarsi dagli obiettivi che le nostre forze armate colpiranno se il nemico saudita dovesse attaccare i luoghi annunciati nella capitale Sanaa", ha scritto su X il portavoce militare del movimento filo-iraniano, indicando i tre siti sauditi
007: “Iran prende di mira siti militari, base Raf non è caso isolato”
Il capo dell'MI5, l'agenzia di sicurezza e controspionaggio interna del Regno Unito, ha affermato che l'Iran sta cercando di colpire siti militari nel Regno Unito e che il presunto complotto per attaccare la base della Raf di Fairford, gestita dagli Stati Uniti, avvenuto a settembre, "non è un caso isolato". Ken McCallum ha affermato che Teheran sta cercando di intensificare le proprie azioni ostili nel Regno Unito, andando oltre i tradizionali obiettivi rappresentati dagli iraniani contrari alle autorità islamiche. Tra queste azioni figurano incendi dolosi e atti di sabotaggio contro siti ebraici che, secondo Londra, sono stati compiuti da gruppi che agiscono per conto dell'Iran. McCallum ha affermato che un altro "cambiamento significativo di quest'anno è rappresentato dalle ambizioni iraniane di colpire obiettivi più protetti, come i siti militari". L'episodio alla base Raf Fairford "non è un caso isolato. Ci sono stati altri esempi, non solo nel Regno Unito ma in tutto il mondo", ha detto McCallum.
Coalizione saudita annuncia operazione speciale a Sana’a
La coalizione a guida saudita anticipa "un'operazione speciale" nella zona della capitale yemenita Sana’a. Il portavoce Turki al-Maliki ha reso noto che presto verrà diffuso un "avviso" rivolto ai "civili" affinché si allontanino da un "sito" della città dal settembre 2014 in mano agli Houthi. Su X ha precisato che si tratta di una misura necessaria per l' "operazione speciale". L'Arabia Saudita, protagonista dell'escalation degli ultimi giorni con gli Houthi, è intervenuta nel 2015 al fianco delle forze del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale contro i 'ribelli' che da anni l'Iran è accusato di sostenere.
Media, almeno 5 civili tra cui una bimba uccisi da attacchi Houti a Taiz
Almeno cinque civili sono rimasti uccisi e oltre una dozzina feriti in attacchi degli Houthi nella provincia yemenita di Taiz; lo riferisce l'Ufficio per i diritti umani del governatorato di Taiz, citato dall'emittente televisiva pubblica Yemen TV e da Al-Jazeera. Tra le vittime figura la piccola Ahlam Abdulsalam, di cinque anni, rimasta uccisa quando un proiettile ha colpito l'abitazione della sua famiglia nella zona di Haysaban, nel distretto di Al-Misrakh. Nella città di Taiz, nelle ultime 24 ore gli Houthi hanno bombardato quartieri residenziali densamente popolati, ferendo 17 civili, tra cui sei anziani, cinque donne e sei bambini.
Ben Gvir: “Ho cambiato tutto nelle carceri, mi vogliono ammazzare per questo”
Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, intervenendo alla convention di Ynet e Yedioth Ahronoth, ha elogiato la sua politica di inasprimento delle condizioni dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. "Quando si usa la forza, i nostri nemici ci pensano un milione di volte prima di sferrare un attacco", ha affermato. Si è inoltre relazionato alla polemica che ha suscitato quando la settimana scorsa in un podcast ha raccontato con orgoglio di aver tolto due olive dal menù dei prigionieri. "Due anni fa, una guardia carceraria mi ha mandato una foto del vassoio del pasto: c'erano 8 olive invece che 6. Sono accorso alla prigione di Ktziot per verificare di persona il perché", ha affermato in un podcast di Channel 14. "Si inizia con i piccoli dettagli - ha affermato Ben Gvir oggi - Mi avete criticato per aver toccato le olive o la pita, ma ho tolto loro tutto, è questo che non capite. Hanno tentato di assassinarmi 11 volte perché sanno che io sono il ministro che ha portato a questi cambiamenti".
Ministro Esteri egiziano a omologo iraniano: “Fermare gli attacchi degli Houthi”
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha chiesto l'immediata cessazione degli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, Abdelatty ha affermato che "non vi è alcuna giustificazione per tali attacchi, che risultano inaccettabili". Secondo quanto riferito dalla parte egiziana in merito alla conversazione, Abdelatty ha chiesto di dare priorità alla diplomazia e a trovare una soluzione politica al conflitto tra Iran e Stati Uniti, al fine di scongiurare "un'ulteriore escalation e instabilità" nella regione.
Teheran ringrazia Putin per il suo ruolo nella fine della guerra con gli Usa
L'Iran si considera grato al presidente russo Vladimir Putin per il suo ruolo per la fine della guerra con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi intervistato dalla Ria Novosti. In precedenza il Cremlino aveva riferito che Putin aveva comunicato al presidente statunitense Donald Trump la proposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian per la soluzione del conflitto. Inoltre, durante un incontro con il presidente iraniano, Putin aveva espresso la disponibilità di Mosca a contribuire alla risoluzione della situazione in Medio Oriente. "La Russia ha sempre affermato chiaramente la sua posizione, ovvero che questo conflitto scatenato dagli Stati Uniti debba finire, che questa aggressione debba cessare, e ha sempre anche dichiarato la sua disponibilità a impegnarsi per raggiungere la pace. Siamo grati che il presidente russo abbia espresso la sua disponibilità in questa questione", ha dichiarato il vice capo della diplomazia iraniana.
Ben-Gvir: “Netanyahu ha intenzione di allearsi con Eisenkot”
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, intervenendo a un evento organizzato dal media israeliano Ynet, ha affermato che il premier Benjamin Netanyahu avrebbe intenzione di allearsi con il rivale, il generale Gadi Eisenkot. "Tutti i segnali indicano che il premier ha intenzione di puntare su Gadi Eisenkot. Svegliatevi: hanno tenuto una riunione dei partiti di destra senza invitare Otzma Yehudit", ovvero il partito di Ben-Gvir, ha detto il ministro, "Netanyahu, non commettere questo errore. Cerca pure di attrarre i voti di Eisenkot, ma il blocco deve essere di destra pura e totale. Invece di sottrarre seggi a me, vai a sottrarli a Eisenkot".
Media Houthi, attacchi sauditi nel Mar Rosso
L'emittente Al-Masirah, gestita dai ribelli Houthi, ha riferito che due attacchi aerei hanno colpito l'isola di Kamaran, nel Mar Rosso, controllata dal gruppo filo-Iran, mentre un terzo ha colpito il distretto di Qanawis, 55 chilometri a nord-ovest della città portuale di Hodeida. L'emittente ha inoltre segnalato raid aerei nella provincia di Jawf, al confine con l'Arabia Saudita. Al-Masirah ha attribuito la responsabilità degli attacchi a Riad senza fornire ulteriori dettagli. Gli Houthi hanno anche dichiarato di aver abbattuto un drone saudita sopra la provincia di Saada, roccaforte dei ribelli situata nello Yemen settentrionale, al confine con l'Arabia Saudita.
Segnalato bomba su aereo Delta atterrato a Tel Aviv, ma era un falso allarme
L'Autorità aeroportuale israeliana ha comunicato che, a seguito delle ispezioni effettuate su un aereo Delta atterrato all'aeroporto Ben Gurion, dopo aver ricevuto una segnalazione sulla presenza di una bomba, non sono state rilevate anomalie e si è pertanto dichiarato il ritorno alla normalità. L'aereo è stato spostato in un'area di parcheggio remota, tutti i passeggeri sono sbarcati in sicurezza ed è stato ispezionato accuratamente dal personale di sicurezza dell'aeroporto Ben Gurion.
Trump: “In Iran ucciso troppi leader. Non sappiamo con chi trattare”
La campagna di omicidi mirati di dirigenti iraniani potrebbe essere andata "troppo oltre", tanto che gli Stati Uniti ora non hanno ben chiaro il quadro della controparte con cui trattare. Ad ammetterlo è stato il presidente Donald Trump, durante un comizio elettorale a Youngstown, in Ohio. "Potremmo aver esagerato con la leadership, perché non sappiamo più con chi diavolo abbiamo a che fare", ha detto il presidente in dichiarazioni raccolte da Cnbc-tv18, affiliata della Cnbc. "A dire il vero, facciamo fatica a capire con chi diavolo dobbiamo negoziare. Penso che abbiamo esagerato. Ci saremmo potuti fermare al livello uno", ha aggiunto.
L’Idf: “A Gaza eliminati cinque terroristi di Hamas”
“Cinque terroristi di Hamas e della Jihad islamica sono stati eliminati begli ultimi due giorni nella Striscia di Gaza meridionale”. Lo ha annunciato il portavoce dell’Idf, aggiungendo che “gli uomini stavano portando avanti complotti contro le forze israeliane”.
Gli Houthi: “Nella notte abbattuto un drone saudita”
Gli Houthi hanno abbattuto un drone da ricognizione armato Saudi Wing Loong II sopra il governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Lo ha riferito Yahya Saree, portavoce militare dei ribelli yemeniti, aggiungendo che il velivolo stava svolgendo "missioni ostili" quando è stato colpito con quella che ha definito un'"arma appropriata".
Trump: “Non credo che Cina e Russia aiutino la ‘meravigliosa’ Repubblica islamica”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non credere che Cina e Russia stiano aiutando l'Iran. Ha scritto su Truth Social: "Vedo tanti commenti da parte dei pazzi e dei fanatici dell'estrema sinistra, che sostengono che Cina e Russia stiano aiutando la 'meravigliosa' Repubblica Islamica dell'Iran. Se lo stanno facendo, lo fanno a un livello molto basso, anche se non credo affatto che lo stiano facendo. Hanno troppo da perdere. Ma lo sapremmo, e molto velocemente!".
Riad intercetta e distrugge tre missili degli Houthi
La coalizione militare a guida saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha intercettato tre missili balistici lanciati contro Riad dai ribelli sciiti Houthi. Il portavoce dell'alleanza, Turki al-Maliki, ha dichiarato sulla piattaforma X che "un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi" contro la capitale è stato "intercettato e distrutto", così come altri due diretti verso la città di Khamis Mushait (nel sud-ovest). Da parte loro, gli Houthi avevano riferito ieri che almeno nove civili, tra cui cinque bambini e una donna, erano rimasti uccisi in attacchi aerei sauditi nella provincia di Al-Jawf, nel nord dello Yemen.
Arabia Saudita: Etihad cancella voli per Riad, Dammam e Gedda .
Etihad Airways ha annunciato la cancellazione dei voli tra Abu Dhabi e le città saudite di Riad, Gedda e Dammam a causa di "disagi nella regione", mentre gli Houthi continuano a sferrare attacchi contro il regno saudita. Tutti i voli tra Abu Dhabi e Riad sono stati cancellati fino al 19 ottobre