Proteste in Francia, gli studenti bloccano l'ingresso al Louvre. Mosca: “Crisi al limite del caos”
Le proteste degli studenti in Francia arrivano al Museo del Louvre. Davanti alla Piramide si sono radunati studenti delle scuole d'arte, riferisce l'emittente francese BfmTv, che bloccano l’accesso al museo tra i più visitati al mondo nel cuore di Parigi. Il Louvre ha annunciato di essere ufficialmente chiuso: "Cari visitatori, a causa di un movimento sociale studentesco, il museo è chiuso al momento. Ci scusiamo per il disagio causato", si legge in un post su del museo.
Sui cartelloni si legge, in inglese: "I servizi pubblici francesi sono allo sfascio". I ragazzi hanno anche preparato un volantino per spiegare ai turisti le proprie ragioni. "All'attenzione dei visitatori. Studenti e lavoratori francesi stanno lottando contro il loro governo e contro le sue politiche ostili ai servizi pubblici (perdita di posti di lavoro, tagli al bilancio, edifici fortemente degradati)", si legge.
I disordini in Europa "rasentano il caos", ma sono una questione interna dei paesi dell'Unione Europ…
Le proteste degli studenti in Francia arrivano al Museo del Louvre. Davanti alla Piramide si sono radunati studenti delle scuole d'arte, riferisce l'emittente francese BfmTv, che bloccano l’accesso al museo tra i più visitati al mondo nel cuore di Parigi. Il Louvre ha annunciato di essere ufficialmente chiuso: "Cari visitatori, a causa di un movimento sociale studentesco, il museo è chiuso al momento. Ci scusiamo per il disagio causato", si legge in un post su del museo.
Sui cartelloni si legge, in inglese: "I servizi pubblici francesi sono allo sfascio". I ragazzi hanno anche preparato un volantino per spiegare ai turisti le proprie ragioni. "All'attenzione dei visitatori. Studenti e lavoratori francesi stanno lottando contro il loro governo e contro le sue politiche ostili ai servizi pubblici (perdita di posti di lavoro, tagli al bilancio, edifici fortemente degradati)", si legge.
I disordini in Europa "rasentano il caos", ma sono una questione interna dei paesi dell'Unione Europea, ha commentato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. "Nelle principali città francesi la situazione si è già diffusa, lo stiamo vedendo in Italia e sta iniziando a diffondersi in altri Paesi. È difficile stabilire se si tratti di una crisi sistemica o non sistemica, ma, ovviamente, si tratta di una crisi grave. Si tratta di disordini che rasentano effettivamente il caos", ma "è una questione interna a quegli Stati", ha osservato Peskov.
Le proteste degli studenti, iniziate a settembre nelle periferie parigine, si sono estese a decine di città francesi. Gli studenti denunciano la carenza di insegnanti e personale scolastico, le classi sovraffollate, gli edifici fatiscenti e le condizioni di apprendimento sempre più difficili. Contestano anche i tagli alle risorse destinate all'istruzione. A queste, poi, si sono aggiunte le mobilitazioni dei sindacati degli insegnanti, che denunciano da tempo la mancanza di risorse per la scuola pubblica. Il movimento si inserisce nel più ampio malcontento per i tagli alla spesa pubblica e le disuguaglianze, aumentando la pressione sul governo di in vista delle presidenziali del 2027. Nel fine settimane sono scesi in piazza in tutto il Paese studenti, ex gilet gialli, sindacati, agricoltori e attivisti. Le manifestazione sono degenerate in scontri. Il coordinamento dei "gilet gialli" della mobilitazione del 17 ottobre ha annunciato un "secondo atto" della protesta per sabato prossimo.
Macron ha chiesto "di mettere in campo misure per ostacolare vandali e saccheggiatori, lo faremo già da stasera". Lo ha detto in dichiarazioni alla stampa il ministro dell'Interno francese, Laurent Nunez, al termine della riunione dell'unità di crisi interministeriale, come riporta France Info. Nunez aveva presentato le dimissioni questa mattina, ma il presidente francese le ha rifiutate. "Questo fine settimana rafforzeremo gli agenti di polizia e della gendarmeria", ha detto. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di "disporre una serie di coprifuoco" a partire da lunedì sera. Il ministro dell'Interno ha precisato che le partite di calcio europee in programma questa settimana "non sono messe in discussione dai coprifuoco".
Nunez ha affermato che 350 fermi sono stati disposti ieri e durante la notte a Parigi a seguito degli scontri di piazza. Decine di persone sono state poste in custodia cautelare in Francia in seguito alle violenze del fine settimana, ha annunciato invece il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ai microfoni di France 2."Durante il fine settimana ci sono stati 2.331 fermi di polizia; il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell'ordine", di cui "oltre l'80%" è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto Darmanin. "Ci sono già decine di casi di custodia cautelare, di cui 13 a Marsiglia", città particolarmente colpita dalle violenze. Le autorità di Marsiglia hanno vietato manifestazioni in città tra le ore 12:00 e le 20:00. Mentre il premier francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di "decretare alcuni coprifuoco".