Guerra in Iran. Arrestati due attivisti italiani in Cisgiordania: sono padre e figlio di Bolzano. Saranno espulsi oggi da Israele

Guerra in Iran. Arrestati due attivisti italiani in Cisgiordania: sono padre e figlio di Bolzano. Saranno espulsi oggi da Israele
Secondo la polizia israeliana, citata dal Times of Israel, Manuel Tartarotti, 35 anni, e il padre Alberto, 67, avrebbero partecipato a una raccolta di olive non autorizzata collegata al gruppo palestinese per i diritti umani Al-Haq, classificato da Israele come organizzazione terroristica. Ft: “Netanyahu voleva attaccare l’Iran il 10 ottobre, Trump ha detto no”
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sta spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l'Iran e all'inizio di questo mese aveva incaricato le sue forze armate di pianificare una nuova offensiva di vasta portata. Lo scrive il Financial Times. Secondo tre persone a conoscenza dei fatti, l'esercito israeliano si era preparato per una campagna di bombardamenti di più giorni, prevista per il fine settimana del 10 ottobre, che avrebbe preso di mira infrastrutture civili come centrali elettriche, impianti nucleari e obiettivi del regime.

La missione alla fine non è andata avanti, e le fonti vicine alla vicenda hanno citato l'opposizione del presidente Donald Trump alla ripresa del conflitto prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre.

Arabia Saudita: ambasciata Usa ordina di lasciare Paese

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ordinato la partenza di tutti i dipendenti dell'ambasciata americana a Riad, così come delle loro famiglie, mentre il regno è preso di mira da attacchi quasi quotidiani degli Houthi yemeniti. Lo ha riferito una fonte diplomatica all'AFP.
Washington ha anche ordinato la partenza delle famiglie del personale delle ambasciate americane negli Emirati Arabi Uniti, in Giordania, in Qatar e in Bahrein, mentre gli alleati degli Stati Uniti nella regione sono stati ripetutamente presi di mira da colpi iraniani.

Axios: lunedì decine di aerei israeliani al confine tra Iran e Iraq

Lunedì decine di aerei da combattimento israeliani hanno effettuato una sortita, raggiungendo il confine con l'Iran. I caccia israeliani hanno seguito una rotta sopra la Siria e l'Iraq compatibile con un attacco contro l'Iran. Lo scrive il sito Axios, citrando funzionari americani e israeliani.
Tel Aviv informò Washington che l'operazione era un'esercitazione volta a dimostrare la propria forza e a dissuadere l'Iran dall'attaccare Israele. Israele sapeva che i sistemi di difesa aerea iraniani avrebbero rilevato la sortita.
Fonti statunitensi hanno detto di avere avuto l'impressione che Israele sperasse che l'Iran prendesse di mira i caccia, fornendo così una giustificazione per lanciare gli attacchi. Il Capo di Stato maggiore israeliano ha detto al suo omologo americano che riprendere la guerra ora potrebbe rinviare le elezioni in Israele.
Un funzionario israeliano ha dichiarato: "Il Capo di Stato maggiore israeliano non accetterà alcuna attività militare ingiustificata che possa compromettere le elezioni".

Netanyahu: “Il regime non ha imparato la lezione”

Secondo un post su X, il primo ministro israeliano Netanyahu avrebbe minacciato la Guida suprema dell'Iran durante una cerimonia di consegna dei diplomi alle forze armate israeliane. Nel suo intervento alla cerimonia, Netanyahu ha dichiarato: "Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione".
Definendo la Guida Suprema dell'Iran un "tiranno del momento", Netanyahu ha affermato che Mojtaba Khamenei "ha deciso di seguire le orme di suo padre". "Ha tolto la sicura", ha detto Netanyahu, aggiungendo che l'unico modo per eliminare la "minaccia" è rovesciare il governo iraniano.

Fars: esplosioni nel sud, origine ancora sconosciuta

Diverse esplosioni sono state udite nella zona di Karban, a Sirik, nel sud dell'Iran. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars, precisando che la loro origine non è ancora chiara.

Araghchi: “Siamo disposti a dare una possibilità alla diplomazia”

"Siamo disposti a dare un'altra possibilità alla diplomazia se vedremo prove di un autentico desiderio americano di raggiungere una soluzione equa. Se gli Stati Uniti sceglieranno la guerra anzichè la diplomazia, ciò porterà quasi certamente a un fallimento strategico ancora più grave". Lo scrive il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Cisgiordania, arrestati due attivisti italiani, oggi prevista la loro espulsione da Israele

Due attivisti italiani, padre e figlio, saranno espulsi oggi da Israele e non potranno più entrare nel Paese, dopo essere stati arrestati in Cisgiordania. Si tratta di Manuel Tartarotti, 35 anni, e del padre Alberto, 67, entrambi di Bolzano, fermati ieri nei pressi di Tuwani, nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron. Secondo la polizia israeliana, citata dal Times of Israel, i due avrebbero partecipato a una raccolta di olive non autorizzata collegata al gruppo palestinese per i diritti umani Al-Haq, classificato da Israele come organizzazione terroristica.

I due italiani sono stati trattenuti per oltre 24 ore e oggi pomeriggio si trovavano in aeroporto in attesa del rimpatrio in Italia, secondo quanto riferito dal sito altoatesino 'Salto'. La polizia israeliana ha dichiarato che la raccolta delle olive non era stata autorizzata né concordata con le autorità e che gli attivisti sono stati fermati dopo essersi spostati, insieme ad alcuni raccoglitori palestinesi, in una zona militare interdetta al pubblico.

La polizia israeliana ha riferito che i due sono stati arrestati con l'accusa di ingresso illegale in una zona di tiro militare e di "identificazione con l'organizzazione terroristica" Al-Haq, che avrebbe incoraggiato la raccolta. Il gruppo è una delle sei organizzazioni non governative palestinesi che nel 2021 l'allora ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, aveva designato come organizzazioni terroristiche, accusandole di legami con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf ha incontrato Khamenei

I media iraniani, tra cui l'agenzia Mehr, hanno riferito che il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha incontrato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per discutere degli ultimi sviluppi militari ed economici nel confronto tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Secondo quanto riportato, l'incontro ha affrontato temi quali il rafforzamento delle capacità nazionali dell'Iran, il mantenimento della coesione sociale, la risoluzione delle difficoltà economiche e il "promozione delle relazioni con i partner strategici".
Secondo alcune fonti, Ghalibaf avrebbe anche informato Khamenei sulle attività del parlamento dall'inizio dell'ultima guerra e sui suoi piani per affrontare i problemi del paese.

Media: “Iran avrebbe tentato di acquisire banca tedesca per aggirare sanzioni”

Il regime iraniano avrebbe tentato di acquisire il controllo di una banca tedesca in Baviera attraverso una rete di società riconducibili a Teheran, con l'obiettivo di aggirare le sanzioni internazionali. È quanto emerge da un'inchiesta del programma della televisione pubblica tedesca Ard e del settimanale Der Spiegel, basata su documenti interni dell'autorità di vigilanza finanziaria BaFin. Al centro della vicenda figura la TEN31-Bank, istituto con sede a Ottobrunn, nei pressi di Monaco, specializzato in servizi finanziari per il settore immobiliare. Secondo i documenti, nell'arco di dieci mesi, a partire dall'estate del 2023, attraverso un unico conto della banca sarebbero transitati 147 milioni di euro, in larga parte provenienti da società vicine al regime iraniano. Le operazioni con presunti collegamenti all'Iran avrebbero rappresentato oltre la metà del totale di bilancio dell'istituto. La BaFin avrebbe inoltre individuato una "rete societaria opaca" intenzionata ad acquisire la maggioranza delle quote della banca. Secondo un documento dell'autorità, le persone e le società coinvolte avrebbero "pianificato ed eseguito l'acquisizione della partecipazione di maggioranza nella TEN31 per conto della Shahr Bank iraniana", istituto semipubblico considerato vicino al regime e sottoposto a sanzioni statunitensi. I servizi di sicurezza tedeschi sarebbero venuti a conoscenza delle operazioni e la BaFin avrebbe successivamente bloccato la cessione delle quote, privando i soggetti coinvolti dei diritti di voto. L'inchiesta rivela tuttavia un secondo tentativo di acquisizione, questa volta attraverso una società svizzera con sede nel Canton Zugo. Secondo i documenti esaminati, vi sarebbero collegamenti con il precedente tentativo, confermati anche da diversi informatori a conoscenza della vicenda.

Netanyahu: “Iran sta di nuovo cercando di avere armi nucleari”

"Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione. Mojtaba Khamenei ha deciso di seguire le orme del padre. Ha tolto la sicura e l'Iran sta tentando, ancora una volta, di sviluppare le sue armi di morte". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, affermando di aver ordinato "all'Idf, al Mossad e ai servizi di sicurezza" di "rovesciare il regime in Iran".

Candidato Usa rilasciato dopo fermo dell'Idf in Cisgiordania

Brad Lander, candidato ebreo democratico al Congresso degli Stati Uniti, riferisce su X di essere stato rilasciato dall'Idf dopo essere stato fermato con altre decine di persone e a un gruppo di rabbini e volontari mentre aiutavano i palestinesi a raccogliere le olive a Nehalim, in Cisgiordania. L'Idf in una nota ufficiale ha dichiarato che "i palestinesi non hanno presentato alcuna richiesta di coordinamento per la raccolta delle olive nell'area in questione. Di conseguenza, tale attività non risulta sulle mappe di coordinamento della zona" "Per quanto riguarda le notizie relative al fermo di un candidato al Congresso degli Stati Uniti, precisiamo che è stato rilasciato non appena siamo stati informati della situazione". "Il terreno in questione richiede soltanto un numero limitato di raccoglitori. Le autorità di sicurezza ritengono che l'arrivo di decine di attivisti sia finalizzato esclusivamente a provocare tensioni e finisca per ostacolare le operazioni di raccolta".

Katz: “Iran in un momento di debolezza, potrebbe sferrare attacchi”

"Il regime iraniano si trova nel suo momento di maggiore debolezza. Questa debolezza potrebbe indurlo ad adottare misure estreme. Negli ultimi giorni, abbiamo individuato tentativi da parte dei nostri nemici, principalmente l'Iran e i suoi alleati, di sferrare attacchi che influenzeranno l'esito delle elezioni in Israele. Se l'Iran attacca Israele, l'Iran brucerà!". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante una cerimonia di consegna dei diplomi alla Scuola Ufficiali.

Aiutavano palestinesi negli uliveti, fermati 80 volontari

Un'ottantina di volontari – statunitensi, israeliani e britannici - che stavano aiutando i palestinesi nella raccolta delle olive vicino a Betlemme è stata fermata dall'Idf. Tra loro figurano Brad Lander, candidato democratico al Congresso per lo Stato di New York, diversi rabbini e l'ex vice procuratore generale di Israele. "Sono stato fermato dalle forze di difesa israeliane insieme a un gruppo di rabbini e volontari", ha scritto Lander da un autobus che lo stava trasportando verso una stazione di polizia "Stavamo semplicemente raccogliendo olive in un uliveto vicino a Nahalin, in Cisgiordania. L'occupazione è un crimine secondo il diritto internazionale. La raccolta delle olive non costituisce reato in base ad alcuna legge che io conosca". Lander, di religione ebraica e noto per le sue aspre critiche al governo israeliano, si definisce un "sionista liberale". Pur sostenendo l'idea di Israele come una patria sicura per gli ebrei, sostiene che il Paese non possa dirsi una vera democrazia finché nega ai palestinesi i diritti umani e la libertà. Alleato del sindaco di New York Zohran Mamdani, Lander ha fatto del suo approccio critico verso Israele un elemento centrale della sua netta vittoria alle primarie contro Dan Goldman, noto sostenitore di Israele. Lander condanna la perdurante occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, si è espresso a favore di una limitazione degli aiuti militari statunitensi a Israele e ritiene che la campagna militare israeliana a Gaza, avviata in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, configuri un genocidio.

Media: “I Pasdaran pronti a svelare una nuova arma, il padre di tutte le bombe”

L'Iran si sta preparando a presentare una nuova arma descritta come il "padre di tutte le bombe". Lo ha dichiarato oggi un portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Lo scrive Anadolu. "Ci troviamo nella fase di preparazione per svelare il 'padre di tutte le bombe'. Si tratta di qualcosa di nuovo per il nemico", ha dichiarato Hossein Mohebi in alcune dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa iraniana Young Journalists Club. Mohebi ha anche affermato che l'arsenale missilistico iraniano è aumentato di 1,5 volte in seguito alla guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025. "La qualità dei missili è migliorata notevolmente, e sono aumentate la loro gittata, la potenza distruttiva e la precisione nel colpire i bersagli", ha aggiunto.

Kallas: “Ripristinare navigazione Hormuz senza pedaggi”

"Gli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita e lo Yemen sono tattiche terroristiche da manuale e devono cessare. Nello Stretto di Hormuz, l'Iran sta rendendo la navigazione pericolosa e costosa. La libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi o tariffe". Lo scrive sui social l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas che oggi a Bruxelles ha incontrato il ministro degli Esteri della Turchia Hakan Fidan.

Iran, coinvolgimento Egitto sullo Yemen complicherebbe le cose

Qualsiasi interferenza dell'Egitto o di altri Paesi nella guerra in Yemen renderebbe più difficile risolvere il conflitto. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista all'emittente statale irachena Al-Iraqiya trasmessa martedì. "L'Egitto ha sufficiente esperienza per evitare di lasciarsi coinvolgere in un conflitto così complesso", ha affermato il capo della diplomazia iraniana. "Riteniamo che qualsiasi presenza o interferenza straniera renderà soltanto più difficile risolvere la questione", ha aggiunto, sostenendo che il Cairo ha dichiarato che "non entrerà in Yemen nè si impegnerà in una guerra contro lo Yemen". Il Parlamento egiziano ha rinviato lunedì alla prossima settimana il dibattito sulla richiesta del presidente Abdel Fattah al-Sisi di autorizzare un sostegno militare all'Arabia Saudita, qualora fosse richiesto dal regno. Riad è bersaglio di attacchi quasi quotidiani degli Houthi, sostenuti dall'Iran.
Sisi ha assicurato che l'Egitto non intende "affrontare o attaccare nessuno", precisando: "Stiamo parlando soltanto di difesa".
La guerra, che da oltre un decennio contrappone gli Houthi a una coalizione a guida saudita a sostegno del governo yemenita riconosciuto internazionalmente, si è riaccesa a luglio. A settembre gli Houthi hanno conquistato gran parte della costa yemenita sul Mar Rosso e da allora hanno lanciato attacchi contro l'Arabia Saudita, colpendo anche il gruppo petrolifero statale Aramco e l'aeroporto internazionale di Riad, dove il 10 ottobre sono morte 13 persone.

Tappa a sorpresa a Riad per il tour di Macron nel Golfo

Emmanuel Macron è arrivato a Riad per una tappa a sorpresa nel suo tour nel Golfo. Il presidente francese è impegnato in una visita nella regione sconvolta dalla guerra di Israele e Stati Uniti con l'Iran e dalla lunga serie di attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. E' il primo capo di Stato occidentale a compiere una visita da quando i ribelli yemeniti - sostenuti da Teheran - hanno intensificato le loro offensive contro il regno wahabita.

Jerusalem Post: “Idf non aveva in programma un attacco all'Iran il 10 ottobre”

Contrariamente alle notizie riferite dal Financial Times, l'Idf non aveva in programma un attacco contro l'Iran per il 10 ottobre, secondo fonti del Jerusalem Post. Né il primo ministro Benjamin Netanyahu, né il ministro della Difesa Israel Katz, né alcun altro funzionario governativo, avevano ordinato all'Idf di prepararsi all'attacco. "Quindi - hanno detto le fonti - la premessa di Ft - secondo cui Trump avrebbe impedito a Israele di attaccare l'Iran, è errata, perché Israele non aveva alcuna intenzione di attaccare".

Macron: “Al lavoro con l'Italia per una forza multinazionale a sostegno del Libano”

"Deploriamo la decisione di porre fine al mandato" della forza multinazionale Unifil che operava da decenni in sostegno all'esercito libanese. "Penso che il presidente Joseph Aoun, andando a Washington, si aspettasse di ottenere una garanzia americana per un proseguimento. Peccato che il suo auspicio non sia stato accolto, penso sia un errore. Lavoriamo con l'Italia ed altri partner ad altre forze multinazionali, nella speranza che possano avere un mandato delle Nazioni Unite ed un sostegno chiaro": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron rispondendo ai cronisti a Doha, in Qatar, ultima tappa della sua missione in Medio Oriente. La Francia, ha proseguito il leader d'Oltralpe, "è pronta a contribuirvi, per un sostegno alle forze libanesi, e in un quadro chiaro e ordinato di ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale.

Candidato al Congresso Usa su X: “Fermato da Idf in Cisgiordania, raccoglievo olive”

Brad Lander, candidato ebreo democratico al Congresso degli Stati Uniti, ha annunciato in un post su X di "essere stato fermato dall'Idf, insieme a un gruppo di rabbini e volontari". "Stavamo semplicemente raccogliendo olive in un uliveto vicino a Nehalim, in Cisgiordania. L'occupazione è un crimine secondo il diritto internazionale. Raccogliere olive non è un reato secondo nessuna legge che io conosca", ha scritto. L'organizzazione 'Rabbini per i Diritti Umani' ha reso noto che l'Idf ha arrestato circa 80 volontari dell'organizzazione e attivisti americani che stavano accompagnando dei contadini palestinesi durante la raccolta delle olive nel villaggio di Nahalin, nella zona di Betlemme. Secondo l'organizzazione, i volontari sono arrivati sul posto nelle prime ore del mattino e, dopo circa due ore di lavoro nei campi, le forze dell'Idf sono giunte sul posto e hanno notificato un ordine di zona militare chiusa valido per 24 ore. Sempre secondo l'organizzazione, i rappresentanti hanno informato i militari che avrebbero rispettato l'ordine e avrebbero evacuato l'area, ma i soldati hanno fermato tutti per identificarli e hanno fotografato i documenti d'identità e i passaporti di ciascuno. Tra gli attivisti anche Brad Lander, candidato al Congresso di New York.

Pasdaran: “Cavi sottomarini a Hormuz nel mirino se Usa attaccano nostre infrastrutture”

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, minacciano di prendere di mira i cavi sottomarini in caso di raid contro le infrastrutture della Repubblica islamica. "Se (Usa e alleati) dovessero tentare di danneggiare le nostre infrastrutture, la Repubblica islamica utilizzerebbe naturalmente tutta la sua potenza - ha affermato Yadollah Javani, generale dei Pasdaran, in dichiarazioni all'emittente iraniana Al-Alam rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera - La Repubblica islamica può distruggere facilmente i loro asset, compresi i sette importanti cavi da cui transita il traffico Internet sotto le acque dello Stretto di Hormuz". L'Iran, ha minacciato, è in grado di "infliggere danni molto gravi agli Usa e ai loro alleati nella regione". Nei giorni scorsi l'Iran aveva minacciato la distruzione di data center per l'intelligenza artificiale e cavi sottomarini se dovessero riprendere i raid contro la Repubblica islamica. Teheran "non ha ancora giocato tutte le sue carte", diceva il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Mohsen Rezaei.

Iran: “Da Usa ok a piano di 7 giorni ma chiedono garanzie”

L'Iran e gli Stati Uniti proseguono i colloqui indiretti attraverso il Pakistan e il Qatar, ma nel frattempo lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché Washington non accetterà le condizioni di Teheran. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'emittente irachena Al Ekhbariya, spiegando che Teheran ha presentato un'iniziativa della durata di sette giorni, in base alla quale lo stretto sarebbe stato completamente riaperto il sesto giorno. Gli Stati Uniti, ha riferito Araghchi, hanno accettato il piano, ma chiedono ulteriori garanzie. "Se rispetteranno le condizioni, lo stretto verrà completamente riaperto e, successivamente, proseguiremo con ulteriori cicli di negoziati fino al raggiungimento di un accordo definitivo". Araghchi ha inoltre negato il coinvolgimento dell'Iran negli sviluppi nel Mar Rosso, affermando che "non ci riguardano". Il ministro ha aggiunto che né l'Arabia Saudita né gli Houthi yemeniti hanno risposto all'offerta di Teheran di mediare nel conflitto.

Coalizione saudita: “Duri scontri con gli Houthi nel sud-ovest yemenita”

La coalizione a guida saudita afferma che le sue forze sono impegnate in pesanti combattimenti contro gli Houthi a Kahboub, nel sud-ovest dello Yemen, e stanno cercando di respingere un attacco su larga scala da parte del gruppo sostenuto dall'Iran. Lo afferma Al-Jazeera.

Putin a Witkoff: “Pronti a contribuire a risoluzione della crisi iraniana”

La Russia è pronta a contribuire alla risoluzione della crisi iraniana. Lo ha sottolineato il presidente russo, Vladimir Putin, durante l'incontro a San Pietroburgo con l'inviato statunitense, Steve Witkoff, secondo quanto riferito dall'agenzia Tass. "Se possiamo fare qualcosa per risolvere questa crisi, saremo lieti di farlo", ha affermato Putin, sottolineando che Mosca intrattiene con Teheran "un rapporto speciale e di fiducia", consolidato nel corso di decenni.

Media, Israele vieta a pilota United Airlines di entrare nello spazio aereo del Paese

Il ministero dei Trasporti ha ufficialmente vietato a un pilota della compagnia aerea United Airlines di entrare nello spazio aereo israeliano. Lo riferisce l'emittente Channel 12. Il pilota, Sina Amjadjan, di origine iraniana, è dipendente della compagnia e risiede a Dubai. Secondo quanto riportato sui social network, avrebbe espresso sostegno al regime iraniano, ai Guardiani della Rivoluzione e all'organizzazione terroristica Hezbollah. Le informazioni su Amjadjan sono state trasmesse dal ministero per gli Affari della Diaspora al ministero dei Trasporti dopo un'attività di monitoraggio avviata in seguito all'incidente sul volo della Flydubai.

Iran: “Le minacce ripetute ci portano ad avere una difesa più efficace”

Il ministro della Difesa iraniano, Mehrdad Akhlaghi, ha dichiarato che la Repubblica islamica sta aumentando la sua preparazione militare per rispondere a minacce. "Per noi, rispondere a minacce ripetute non è una gara di retorica. Significa trasformare tali minacce in una maggiore prontezza e in capacità difensive più efficaci", ha detto Akhlaghi, che nelle scorse settimane è stato nominato nuovo ministro della Difesa di Teheran e pochi giorni fa ha ufficialmente ricevuto l'incarico dopo l'approvazione da parte del Parlamento. "Sosterremo qualunque sforzo, ma non rinunceremo alla nostra terra", ha aggiunto il funzionario in un messaggio su X, come riferisce Iran International, sottolineando che una delle sue priorità immediate in quanto ministro della Difesa sarà soddisfare le esigenze della Forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione e della componente di difesa aerea delle forze armate regolari.

Ukmto: “Petroliera colpita a largo dell’Oman”

Una petroliera è stata colpita da "munizioni non identificate" a circa 20 chilometri a ovest della città di Bukha, in Oman. Lo ha reso noto l'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), aggiungendo che dopo l'attacco è scoppiato un incendio successivamente domato e che la petroliera è ancorata. L'agenzia ha inoltre riferito che nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito.

Iran: nave colpita da proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz

Una nave è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta al largo delle coste dell'Oman, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, secondo la quale l'attacco ha provocato un incendio che è stato domato. La petroliera, che si trovava a 11 miglia nautiche (circa 20 chilometri) a ovest della città di Bukha, è "attualmente all'ancora. Tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro e finora non si segnalano impatti ambientali", ha dichiarato l'agenzia.

Houthi: “Colpita la sala operativa saudita del campo militare di Aden”

"Le nostre forze armate sono riuscite a colpire con un missile balistico la sala operativa del nemico saudita nel campo militare di Badr ad Aden, e il colpo è stato preciso e diretto". Lo scrive su X il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree.

Araghchi: “Usa d'accordo con nostro piano di 7 giorni ma vogliono altre clausole”

"Gli americani ci hanno fatto sapere di essere d'accordo con il nostro nuovo piano di sette giorni per porre fine alla guerra, ma desiderano aggiungere alcune clausole". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "L'Iran non cederà in alcun modo, né alle sanzioni economiche né alle minacce militari. L'unica soluzione adeguata è la diplomazia. Finora, Teheran ha partecipato a tre cicli di colloqui con gli Stati Uniti, tutti sfociati in una guerra contro l'Iran; ciononostante, la porta alla diplomazia rimane aperta", ha aggiunto, in un'intervista rilasciata ieri sera all'emittente irachena Al Ekhbariya. Riferendosi al conflitto tra l'Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti, Araghchi ha affermato che nessuna delle due parti ha risposto all'offerta di mediazione avanzata dall'Iran. Quanto all'eventualità che l'Egitto si unisca all'Arabia Saudita nel conflitto, Araghchi ha sottolineato che un tale intervento "complicherebbe ulteriormente la situazione".

Ft: “Netanyahu era pronto ad attaccare l'Iran il 10 ottobre, Trump ha detto no”

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sta spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l'Iran e all'inizio di questo mese aveva incaricato le sue forze armate di pianificare una nuova offensiva di vasta portata. Lo scrive il Financial Times. Secondo tre persone a conoscenza dei fatti, l'esercito israeliano si era preparato per una campagna di bombardamenti di più giorni, prevista per il fine settimana del 10 ottobre, che avrebbe preso di mira infrastrutture civili come centrali elettriche, impianti nucleari e obiettivi del regime.
La missione alla fine non è andata avanti, e le fonti vicine alla vicenda hanno citato l'opposizione del presidente Donald Trump alla ripresa del conflitto prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre

“Don Jr rompe con Trump sulla guerra in Iran”

Donald Trump Jr rompe con il padre sulla guerra in Iran. Il figlio maggiore di Donald Trump ha ripetutamente dato voce alla sua contrarietà al conflitto in Medio Oriente, al quale si è opposto fin dall'inizio facendo recapitare anche al presidente il suo scetticismo. Lo riporta The Atlantic citando alcuen fonti, secondo le quali Don Jr è da sempre contrario a interventi all'estero e sulla guerra in Iran era allineato con il suo amico Charlie Kirk, che aveva rotto con l'amministrazione Trump per l'Iran. All'interno dell'amministrazione molti si sono opposti alla guerra. Fra questi il vicepresidente JD Vance mentre il direttore della Cia John Ratcliffe e il segretario di Stato Marco Rubio avevano espresso il loro scetticismo sul piano del premier Benjamin Netanyahu per un cambio di regime in Iran

Re Carlo loda "nobili sforzi" dell’Oman per promuovere pace

Re Carlo III ha elogiato gli sforzi per la pace dell'Oman in Medio Oriente, mentre il sultano Haitham bin Tariq ha dato il via alla prima visita di Stato di un sovrano dell'Oman nel Regno Unito in quasi mezzo secolo. Nel corso di un banchetto al castello di Windsor, re Carlo ha esaltato i legami diplomatici, militari e reali di lunga data e ha reso omaggio ai "nobili sforzi" di Mascate per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, attualmente bloccato. "Vorrei in particolare riconoscere, in un momento in cui il conflitto è tornato in modo così doloroso nella regione, l'impegno costante dell'Oman come interlocutore di fiducia per tutte le parti - ha dichiarato il re davanti ai circa 160 ospiti presenti alla cena - il ruolo dell'Oman in tutto il Golfo e la sua 'neutralita' costruttivà, come lei stesso l'ha definita, hanno un'importanza che va ben oltre Hormuz e meritano il nostro massimo rispetto", ha aggiunto in un brindisi al sultano dell'Oman.

L’Iran non conosegnerà il suo uranio arricchito in Russia

L'Iran non consegnerà il suo uranio arricchito, respingendo le proposte di trasferire circa 400 kg di materiale nucleare in Russia. L'annuncio, come riporta Al Jazeera, giunge mentre il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, è in visita a Teheran per promuovere una mediazione tra Iran e Stati Uniti. I funzionari iraniani insistono sul fatto che Washington debba ricostruire la fiducia prima che i negoziati possano riprendere, citando i precedenti attacchi statunitensi durante i colloqui diplomatici e rifiutandosi di scendere a compromessi sulla proposta formulata da Teheran.

Incontro Al Thani-Macron

Secondo quanto riportato dal Qatar, l'emiro, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato il Presidente francese Emmanuel Macron, in visita nel Paese, presso il Palazzo di Lusail. Durante i colloqui, lo sceicco Tamim ha elogiato la "solidità del partenariato strategico" tra Qatar e Francia e ha espresso l'aspirazione ad approfondire le relazioni. Macron ha inoltre espresso il proprio impegno a promuovere le relazioni tra i due Paesi, e i due leader hanno discusso di legami economici, di sicurezza e di difesa.

Rubio: difficile raggiungere accordo

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato alla CNBC che raggiungere un accordo con l'Iran è estremamente difficile e che Washington continuerà a esercitare pressioni economiche finchè non smetterà di prendere di mira le navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Rubio ha affermato che il transito di navi che trasportano petrolio attraverso lo stretto è superiore all'80% rispetto ai livelli prebellici, un'affermazione che l'Iran ha ripetutamente smentito. Il Segretario di Stato ha espresso preoccupazione per gli attacchi iraniani contro l'importante via navigabile e ha affermato che Teheran deve porre fine ai bombardamenti.

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