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Guerra in Iran, le news del 26 ottobre. Attacco aereo giordano nel sud della Siria, 8 morti: “Risposta all’attentato nella chiesa”

Guerra in Iran, le news del 26 ottobre. Attacco aereo giordano nel sud della Siria, 8 morti: “Risposta all’attentato nella chiesa”
(ansa)
Il presidente degli Stati Uniti ha esortato gli israeliani a votare per il primo ministro Benjamin Netanyahu citando la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran come esempio di "vittoria condivisa".
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La Siria ha dichiarato stasera che cinque civili sono stati uccisi dagli attacchi giordani nel sud del Paese che, secondo l'esercito di Amman, hanno preso di mira "organizzazioni terroristiche" come rappresaglia per un mortale attacco jihadista contro una chiesa la scorsa settimana.

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Sale a otto il bilancio dei morti per attacco aereo giordano

La Siria ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi di stasera nel sud del Paese è salito a otto, mentre la Giordania ha affermato di aver preso di mira "organizzazioni terroristiche" dopo un mortale attacco jihadista contro una chiesa. Tra le vittime - secondo le autorità sanitarie - ci sarebbero "un uomo anziano e tre bambini, oltre a quattro feriti".

Aerei Giordania attaccano sud della Siria : “Risposta ad attentato nella chiesa”

La Giordania ha dichiarato che "questa operazione è stata eseguita come rappresaglia per la sparatoria nella chiesa greco-ortodossa di Karak, avvenuta venerdì scorso, in cui sono state uccise almeno 7 persone. I terroristi che hanno compiuto l'attentato sono legati a queste organizzazioni terroristiche". L'Aeronautica giordana ha riferito che durante l'operazione numerosi terroristi sono stati uccisi e feriti, e diversi veicoli a loro appartenenti sono stati distrutti.

Siria, attacco aereo giordano ha ucciso 5 civili

La Siria ha dichiarato stasera che cinque civili sono stati uccisi dagli attacchi giordani nel sud del Paese che, secondo l'esercito di Amman, hanno preso di mira "organizzazioni terroristiche" come rappresaglia per un mortale attacco jihadista contro una chiesa la scorsa settimana.
L'agenzia di stampa statale siriana SANA, citando un funzionario sanitario della provincia di Daraa, ha affermato che "cinque vittime civili, tra cui donne e bambini, sono cadute in attacchi aerei giordani su diverse località della provincia di Daraa".

Iran: cooperazione con Turchia, Arabia Saudita, Pakistan

Il capo della sicurezza iraniana ha dichiarato di aver avuto "ottime discussioni" con i tre Paesi membri del patto di difesa della Mecca, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, dopo il loro primo incontro nella capitale Teheran.
"Tra noi si sono svolte ottime discussioni", ha detto alla televisione di stato Mohsen Rezaei, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, dopo l'incontro con gli alti funzionari dei tre Paesi. "Sento che nella regione sta emergendo una nuova atmosfera... Ho percepito un'atmosfera molto positiva nelle discussioni tra di noi".

Media, Netanyahu pronto licenziare capo Idf in caso vittoria

Benjamin Netanyahu potrebbe rimuovere il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, qualora riuscisse a formare il prossimo governo. Lo riferisce Channel 12, citando diverse fonti coinvolte nei recenti colloqui sulla sicurezza. Secondo Channel 12 la frattura tra Netanyahu e Zamir è ormai insanabile ed è improbabile che il capo delle IDF mantenga il suo incarico in caso di vittoria del leader del Likud. Non si esclude che possa rassegnare le dimissioni prima di essere licenziato.
Poco dopo la diffusione della notizia, l'ufficio del primo ministro ha smentito le indiscrezioni, definendole "fake news dall'inizio alla fine". Sia Netanyahu che il ministro della Difesa, Israel Katz, hanno respinto le precedenti voci su uno scontro con Zamir in merito a un'eventuale azione militare contro l'Iran, con Katz che ha ribadito come Israele non abbia alcuna intenzione di colpire Teheran prima delle elezioni.
Secondo quanto riportato da Channel 12, Zamir sarebbe l'unico, tra i vertici della sicurezza israeliana, a opporsi ai preparativi militari sollecitati da Netanyahu e Katz. Il capo del Mossad, Roman Gofman, e quello dello Shin Bet, David Zini, sarebbero invece favorevoli a procedere senza indugi.

Media: spaccatura nel Mossad su nuovi raid contro Iran

Una spaccatura è emersa all'interno del Mossad tra il capo Roman Gofman e alcuni alti funzionari dell'agenzia di intelligence in merito a possibili operazioni contro l'Iran, in vista delle imminenti elezioni in Israele. E' quanto ha rivelato Haaretz, sostenendo che il motivo del contendere riguardava l'appoggio di Gofman alle pressioni del premier Benjamin Netanyahu per nuovi raid contro Teheran, nonostante l'opposizione del capo di Stato maggiore, Eyal Zamir.
Secondo fonti di alto livello sentite dal quotidiano progressista israeliano, diversi alti funzionari del Mossad hanno espresso il timore che la tempistica potesse essere influenzate da considerazioni politiche, in vista del voto che si svolgerà domani nel Paese, ritenuto cruciale per il leader del Likud.
L'agenzia d'intelligence ha fatto sapere di non voler commentare, limitandosi a dire che l'emergere di "opinioni divergenti" nel corso dei confronti interni rappresenta "una fonte di forza per l'organizzazione, non un segnale di tensione". Nei giorni scorsi la stampa aveva dato notizia di un acceso scontro tra Netanyahu e Zamir in merito a possibili attacchi all'Iran prima delle elezioni.

Idf: uccisi 4 terroristi di Hamas e Jihad Islamica nella Striscia di Gaza

Il portavoce dell'Idf riferisce di avere effettuato ieri tre diversi raid nella Striscia di Gaza, uccidendo "Alaa Abu Zaid e Hamdan Suleiman Ibrahim Abu Amra, entrambi appartenenti all'ala militare della Jihad Islamica, e Fawzi Salam Odat Allah Sawarha, cecchino dell'ala militare di Hamas, responsabile di attacchi condotti con armi di precisione contro le truppe dell'Idf". Inoltre sabato, "l'Idf ha colpito nel nel nord della Striscia di Gaza ed eliminato il terrorista Muhammad Anan Muhammad Al-Rawaj, capo di una cellula Nukhba dell'ala militare di Hamas". Ieri l'Idf ha anche "colpito e smantellato nel nord della Striscia di Gaza una struttura militare utilizzata come postazione per cecchini contro i soldati".

Iran, colloqui con Paesi patto Mecca: intesa per proseguire

L'Iran e i tre Paesi firmatari del patto di difesa della Mecca, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, hanno concordato di proseguire i colloqui dopo un primo incontro a Teheran. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. Le parti "hanno concordato di continuare le discussioni per rafforzare la cooperazione, anche in materia di pace e sicurezza regionale", ha precisato l'emittente.

Kallas: “Esiste rischio nuova escalation Usa - Iran”

"Esiste un grave rischio di una nuova escalation tra gli Stati Uniti e l'Iran, e qualsiasi nuova escalation non farebbe che creare solo perdenti". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas nel corso della conferenza al termine dell'E5 Difesa a Parigi.

Onu, timori di "pulizia etnica" a Hebron

L'operazione militare israeliana a Hebron, nella Cisgiordania occupata, avviata dopo un attacco mortale compiuto da uomini armati palestinesi, solleva seri timori di "pulizia etnica". Lo ha dichiarato l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk. "La punizione collettiva è una grave violazione del diritto internazionale. Anche le minacce di svuotare e cancellare interi quartieri sollevano seri timori di pulizia etnica", ha affermato Turk in un comunicato.

Idf: “Operazione in Iran prima del voto? Valutazioni solo militari”

Dopo le rivelazioni di Channel 12 su in presunto scontro tra il premier Benjamin Netanyahu e il capo dell'Idf Eyal Zamir, che avrebbe frenato su una possibile operazione contro l'Iran prima delle elezioni, l'Idf chiarisce che le proprie valutazioni sono "esclusivamente di natura militare, professionale, pertinente e istituzionale". "Qualsiasi altra discussione è fuorviante e irrilevante", ha dichiarato il portavoce dell'esercito ai media israeliani. "In relazione alle diverse notizie diffuse nelle ultime 24 ore dai media israeliani e internazionali, nelle quali sono state attribuite varie dichiarazioni al capo di Stato maggiore o ad alti ufficiali dell'Idf, desideriamo chiarire quanto segue: l'esercito israeliano è concentrato sulle proprie missioni e mantiene un elevato livello di allerta su tutti i fronti, alla luce delle diverse segnalazioni di sicurezza e della delicatezza dell'attuale periodo".

Domani Putin incontrerà Pezeshkian ed emiro del Qatar

Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà domani l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, e l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, a amrgine del vertice dei capi di Stato e di governo del Forum dei Paesi Esportatori di Gas (Gecf) a Mosca. Lo ha annunciato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino. "Naturalmente, in occasione di eventi internazionali di questo tipo, hanno luogo anche contatti bilaterali con i leader di Stati esteri. A margine del vertice, Vladimir Putin incontrerà diversi leader; nello specifico, sono previsti cinque incontri o contatti: uno con il presidente della Repubblica islamica dell'Iran, Masoud Pezeshkian, e un altro con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani", ha dichiarato Ushakov ai giornalisti. Il consigliere presidenziale ha inoltre precisato che Putin incontrerà anche il presidente della Repubblica del Mozambico, Daniel Chapo, e quello della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. "E un ulteriore incontro, probabilmente in tarda serata, con il presidente del Consiglio presidenziale della Libia, Mohamed Menfi", ha aggiunto Ushakov.

Pezeshkian: “Difenderemo i nostri interessi, Paesi islamici siano uniti”

"L'Iran rivendica i propri diritti legali nell'ambito del diritto internazionale. Difenderemo con determinazione i nostri diritti e interessi legittimi". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante un incontro con rappresentanti di Turchia, Pakistan e Arabia Saudita, giunti a Teheran per partecipare a una riunione sulla sicurezza. Sottolineando la necessità di unità tra i Paesi islamici, il presidente - riporta l'agenzia Irna - ha affermato: "Il regime sionista fa leva sul terrorismo di Stato. Forte del sostegno degli Stati Uniti, esso commette numerosi crimini nella regione, tra cui a Gaza e in Libano, accusando al contempo gli altri di terrorismo. È dunque necessario che i Paesi islamici adottino un approccio comune per contrastare l'aggressione e l'instabilità".

Appello Guterres: “Essenziale mettere fine all'escalation in Iran”

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha chiesto di "porre fine all'escalation" delle ostilità in Medio Oriente, in vista di un incontro a Teheran tra le autorità iraniane ed emissari sauditi, turchi e pakistani. "E' assolutamente essenziale porre fine all'escalation", ha esortato il funzionario, a margine di una visita al Cairo. "Bisogna evitare, a ogni costo, che si verifichino contemporaneamente un massiccio attacco militare contro l'Iran e un massiccio attacco militare iraniano contro i paesi del Golfo. Le conseguenze sarebbero inimmaginabili", ha avvertito.

Iniziati a Teheran i colloqui con i Paesi del Patto della Mecca

Hanno preso il via a Teheran i colloqui tra l'Iran e i tre Paesi del Patto di sicurezza della Mecca. Lo rende noto la tv statale iraniana. L'incontro era stato proposto dal Pakistan, Paese che ha svolto un ruolo di mediazione nella crisi iraniana. L'incontro riunisce Iran, Pakistan, Arabia Saudita e Turchia per discutere argomenti di "cooperazione regionale, dell'aggressione statunitense-israeliana contro l'Iran e delle sue conseguenze", ha riferito l'emittente statale iraniana.

Cnn, forze Usa pronte ad attaccare l'Iran a 96 ore dall'ordine di Trump

Le forze americane in Medio Oriente sono pronte a lanciare nuove operazioni militari, potenzialmente di vasta portata, contro l'Iran "entro 96 ore" dall'ordine di Donald Trump. Lo riporta la Cnn citando due funzionari statunitensi. Le fonti sottolineano come il presidente Usa non abbia ancora deciso cosa farà dopo le elezioni di metà mandato, ma che sembra propenso a ordinare provvedimenti di vasta portata: tuttavia, avvertono, anche in passato Trump si è mostrato incline a intraprendere determinate azioni per poi fare marcia indietro all'ultimo momento. Secondo due funzionari americani e una fonte della sicurezza israeliana, inoltre, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha insistito per lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, ma funzionari Usa gli hanno chiesto di rimandare fino a quando l'amministrazione Trump non sarà pronta a condurre operazioni congiunte. "Netanyahu voleva davvero convincere Trump a un attacco congiunto contro l'Iran prima delle elezioni, ma Trump non ha dato il via libera", ha dichiarato una fonte della sicurezza israeliana alla Cnn. Notizia smentita dall'ufficio del premier. Una delle ragioni per cui Trump avrebbe rifiutato - ha aggiunto la fonte israeliana - è che il capo di stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha detto al generale statunitense Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, che ciò avrebbe danneggiato le elezioni in Israele e portato al loro rinvio.

Media: “Due palestinesi feriti in un attacco di coloni a sud di Hebron”

I media palestinesi riferiscono che due persone sono state ferite in seguito a un'aggressione di coloni estremisti a Khirbet al-Kharaba, a sud di Hebron.

Cnn: Netanyahu ha premuto su Trump per raid. Ma il premier nega

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto pressione sugli Stati Uniti per nuovi attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di domani, ma il presidente americano Donald Trump ha fatto muro. A rilanciare le indiscrezioni, circolate già qualche giorno fa, è stata la Cnn. E come allora l'ufficio del premier ha smentito: "Notizie false".

Katz: “Nessuna intenzione di attaccare l’Iran prima delle elezioni”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha smentito l'intenzione di attaccare l'Iran prima delle elezioni parlamentari di domani.

Iran: “Non importa chi vince le elezioni in Israele, è una corsa a chi commette più crimini”

Per l'Iran "non ha importanza" chi vincerà le elezioni parlamentari israeliane di domani, "non ci interessa chi guiderà Israele". Lo ha dichiarato Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, sostenendo che "le rivalità politiche all'interno di Israele sono una corsa a chi commette più crimini. Non ci interessa chi guiderà Israele, è un'entità che non ha portato altro che uccisioni e genocidio".

Liberman chiede a procura un'inchiesta per tradimento contro Netanyahu

Il leader del partito Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha reso noto su X di aver scritto una lettera alla procuratrice generale di Israele Gali Baharav-Miara chiedendo di avviare un'indagine penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu per "tradimento", in seguito alle notizie secondo cui starebbe per riaprire le ostilità con l'Iran.

Media: Katz smentisce scontro Netanyahu-capo Idf su attacco a Iran prima del voto

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha smentito questa mattina la notizia pubblicata ieri sera da Channel 12 di un grave scontro tra Benyamin Netanyahu e il capo di stato maggiore Eyal Zamir in relazione all'indicazione ricevuta dall'Idf di attaccare l'Iran per un conflitto lampo prima delle elezioni. "Le notizie di disaccordi tra la leadership politica e l'Idf sull'Iran sono completamente infondate e false", ha affermato Katz in una dichiarazione riportata dai media israeliani.

Spari a Tel Aviv: due morti

Due uomini di circa 60 anni sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco questa mattina nel sud di Tel Aviv: lo hanno riferito i soccorritori del servizio di ambulanze Magen David Adom. La notizia è stata rilanciata dal Times of Israel e da altri quotidiani. La polizia ha dichiarato di aver avviato un'indagine sulla sparatoria.

Tre morti in attacchi israeliani a Khan Younis

Attacchi dell'aviazione e della fanteria israeliane hanno causato almeno tre morti e dieci feriti nei dintorni di Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera.

Iran: delegati alleanza Mecca a Teheran per colloqui sicurezza

Alti funzionari della difesa dell'Alleanza della Mecca visiteranno Teheran per colloqui sulla sicurezza regionale. Lo ha dichiarato alla tv statale Irib il vicesegretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Bagheri. La data del vertice non è stata specificata ma fonti ben informate hanno riferito a Reuters che si svolgerà oggi.

Cnn: “Forze armate Usa pronte ad operazioni su vasta scala in Iran entro 96 ore dall’ordine di Trump”

Le forze americane in Medio Oriente sono pronte a lanciare nuove operazioni militari contro l'Iran, potenzialmente su vasta scala, "entro 96 ore dal ricevimento" di un ordine del presidente Donald Trump. Lo riporta la Cnn, citando due funzionari statunitensi. Le nuove operazioni andrebbero probabilmente oltre il "taglio dell'erba", cioè i raid mirati contro radar, lanciatori e altre infrastrutture che Teheran riesce a ricostruire in fretta. Raid di questo tipo sono stati condotti da quando, all'inizio dell'anno, Trump ha interrotto le operazioni di combattimento su larga scala. "Sarà un grande sforzo", ha detto uno dei funzionari all'emittente. La valutazione è condivisa da altri funzionari, in servizio e in pensione, a conoscenza della pianificazione militare. Alcuni di loro ritengono che la questione non sia se Trump darà il via libera, ma quando.

Giordania, arrestate tre persone per l’attacco alla chiesa greco-ortodossa nel villaggio di Hammoud

Le forze di sicurezza giordane hanno arrestato tre persone in relazione all'attacco senza precedenti a una chiesa greco-ortodossa, che ha causato nove morti e 25 feriti. Re Abdullah II, che ha incontrato le vittime dopo l'attacco, aveva dichiarato, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, che "la sicurezza dei giordani è una linea rossa e la mano della giustizia raggiungerà ogni terrorista".

Trump inviata a votare Netanyahu “il guerriero eccezionale”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato gli israeliani a votare per il primo ministro Netanyahu alle prossime elezioni, citando la guerra israelo-americana contro l'Iran come esempio di “vittoria condivisa”. “Quando andate alle urne, ricordatevi che Bibi è stato un primo ministro guerriero eccezionale”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social, riferendosi a Netanyahu con il suo soprannome.

(reuters)

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