Israele alle urne per la prima volta dal massacro del 7 ottobre in un clima di altissima tensione dopo tre anni di guerre su più fronti e il conflitto con l'Iran che incombe. Il partito Likud del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha ottenuto la maggioranza relativa, ma nessuno dei due schieramenti politici ha una strada chiara per formare un governo, secondo gli exit poll delle varie tv israeliane. Nel complesso si prevede che il blocco anti-Netanyahu guidato da Eisenkot conquisterà più seggi, ottenendone 52 su 120 possibili, contro i 50 del blocco guidato da Netanyahu. Mentre i partiti a guida araba conquisteranno 17 seggi.
- Perché il voto di oggi può segnare un bivio
- Tra i coloni che vogliono tornare a Gaza
- Grossmann: “Israele scelga la speranza"
Israele, il Likud ha dato indicazione ai ministri di non rilasciare interviste
Il partito Likud ha dato indicazione ai ministri di non rilasciare interviste: lo riferisce ai giornalisti il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi, mentre fa il suo ingresso nella sala principale della sede del Likud a Gerusalemme.
Nella sala sono presenti anche i deputati Moshe Saada e Amit Halevi. Lo riporta il Times of Israel.
Abbas: “Contatto da entrambi i blocchi, ok governo con Eisenkot”
Masnour Abbas, leader della lista araba Ràam, ha afferma di essere stato contattato da personalità di entrambi i blocchi politici, pro e contro Netanyahu, a causa della situazione di stallo nella formazione della coalizione emersa dagli exit poll. "Tutti ci stanno contattando, non solo quelli del 'blocco del cambiamento'", ha dichiarato Abbas a Channel 12, lasciando intendere che anche esponenti del blocco pro-Netanyahu lo abbiano contattato. Abbas ha manifestato la sua disponibilità a entrare a far parte di un governo guidato dal leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, ma ha affermato che prima deve essere chiaro se tale coalizione sia effettivamente realizzabile.
Nyt, gli exit pool in Israele non conteggiano i voti dei seggi elettorali speciali
Negli exit poll delle elezioni in Israele non sono conteggiate le centinaia di migliaia di schede espresse in seggi elettorali speciali, tra cui quelli allestiti presso basi militari, ospedali, carceri e ambasciate. Nelle elezioni precedenti, tali voti si erano orientati a favore della coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo ricorda il New York Times nel suo spazio dedicato alle elezioni israeliane. Quest'anno, le autorità elettorali hanno stimato che verranno espressi circa 600.000 voti di questo tipo, pari a circa il 10% degli aventi diritto. I risultati relativi a queste schede non dovrebbero essere resi noti prima di giovedì.
Israele, in due seggi registrato il 100% di affluenza
In due località di Israele si è registrata un'affluenza alle urne del 100% per le elezioni per il rinnovo della Knesset. È successo a Paren, nella regione dell'Arava, dove erano 454 gli aventi diritto al voto, e a Sha'harot, nella regione di Eilot, dove si sono presentati alle urne tutti i 149 aventi diritto al voto. Lo riporta Ynet.
Smotrich: “Gli arabi non festeggeranno, a Gaza sorgeranno insediamenti ebraici”
"Vedo su alcuni schermi che gli arabi stanno festeggiando; ebbene, dico a voi e a loro: non permetteremo loro di festeggiare. Festeggiano perché pensano di riuscire a invertire la nostra rivoluzione degli insediamenti in Giudea e Samaria. Ebbene, dico loro: non ci riusciranno. Insediamenti ebraici sorgeranno a Gaza". Lo ha detto il leader del partito israeliano Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich. Lo riporta Ynet.
Ben-Gvir: “Governo di unità nazionale sarebbe paralisi”
Porterebbe a "una paralisi" un "governo di unità nazionale" che veda insieme Likud e Yashar. Lo ha dichiarato il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele e leader di Otzma Yehudit, Itamar Ben-Gvir, commentando i risultati degli exit poll per le elezioni della 26esima Knesset. Rivolgendosi agli attivisti presso la sede del partito, Ben-Gvir ha dichiarato: "Questa sera stiamo scrivendo un altro capitolo nella storia di Otzma Yehudit". Ben-Gvir, il cui partito avrebbe ottenuto 6 seggi secondo gli exit poll, ha aggiunto: "Purtroppo sento parlare di un governo di unità nazionale con Eisenkot, lo stesso scenario contro cui avevo messo in guardia e che i nostri amici del Likud si sono affrettati a smentire, affermando 'non è vero'. E ora, due minuti dopo la pubblicazione degli exit poll, sentiamo parlare di un governo di unità nazionale. Questo sarebbe un governo di paralisi".
Liberman: “Con conteggio voti dei soldati Idf partito Yisrael Beytenu potrebbe salire da 8 a 14 o 15 seggi”
Il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ritiene che il suo partito possa ottenere fino a 14 o 15 seggi una volta conteggiati i voti dei soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf), dopo che gli exit poll delle principali emittenti televisive gli hanno attribuito otto seggi. Il leader, esponente della destra nazionalista, riferisce 'The Times of Israel', invita ad avere pazienza mentre si rivolge ai suoi sostenitori presso il quartier generale elettorale di Yisrael Beytenu a Tel Aviv. Scherza inoltre sul fatto di essere arrivato in ritardo all'evento del suo partito a causa di una visita medica per curare la sua "scarsa capacità di controllare la rabbia": "Dobbiamo tenere duro finché non vedremo i risultati effettivi e definitivi", afferma, stimando che i risultati finali non saranno disponibili prima di venerdì mattina e invitando i sostenitori alla "moderazione".
Gantz: “Unica soluzione è governo di unità sionista”
"Il popolo israeliano ha scelto il cambiamento: questo deve essere un cambiamento giusto". Così Benny Gantz, il leader di Blu e Bianco che si è ritirato dalla corsa elettorale in Israele lo scorso 19 ottobre, ha commentato gli exit poll delle elezioni parlamentare. "Lo Stato di Israele si trova ad affrontare enormi sfide, sia interne che esterne. Invito tutti i leader dei partiti sionisti e statalisti ad avviare immediatamente negoziati per istituire un governo di unità sionista che superi le divisioni e per evitare ulteriori elezioni. Questa è la soluzione giusta e l'unica possibile", ha scritto su 'X'.
Liberman: “ Netanyahu ha oltrepassato ogni limite, Likud lo estrometta”
"Ciò che è emerso oggi è una cosa sola: il primo ministro si è comportato come un boss della malavita, niente di meno. Ha oltrepassato ogni limite". Così il leader di Yisrael Beiteinu, Avigdor Liberman, ha commentato i risultati degli exit poll. "Ho ricevuto decine di telefonate dai miei amici del Likud: quest'uomo deve dimettersi. Chiunque sia fedele alla via di Herzl, Trumpeldor e Jabotinsky deve estrometterlo. Innalziamo la bandiera della rivolta all'interno del Likud. Dite ad alta voce ciò che pensate, ha distrutto il campo nazionale", ha aggiunto.
Netanyahu a ultraortodossi prima delle chiusura dei seggi: “Se non votano sono pazzi, moriremo tutti”
"Sono pazzi? Moriremo tutti". Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha urlato, in una telefonata registrata, contro un attivista ultraortodosso 90 minuti prima della chiusura dei seggi. Nella telefonata il premier chiedeva all'attivista come mai gli elettori ebrei ultraortodossi non si recassero alle urne. "Cosa sta succedendo con gli Haredim?", si sente il premier chiedere al telefono. Itche Dzalovsky, gestore di una linea telefonica per ultraortodossi, risponde: "Quello che sta succedendo è che sono molto arrabbiati perché, fino ad oggi, tutte le promesse sulla coscrizione e sulla comunità ultraortodossa"... Netanyahu lo interrompe, gridando: "Ditemi, sono pazzi? Vogliono un governo di sinistra? Sono pazzi? Moriremo". Dzalovsky, membro della comunità chassidica di Ger, ha cercato di spiegare: "Vogliono un governo che mantenga le promesse fatte più volte". Netanyahu ha continuato a gridare con rabbia: "Vogliono morire? Vogliono distruggere il mondo della Torah e non si fanno avanti? Questo è quello che voglio sapere". L'attivista ultraortodosso ha replicato: "Vogliono che gli ebrei ultraortodossi possano osservare la Torah e i suoi comandamenti nel profondo della loro anima, senza che la loro religione venga calpestata".
Gruppo famiglie del 7/10: “Elettori si sono espressi per commissione d'inchiesta”
"Queste elezioni hanno riguardato la verità, la responsabilità e l'istituzione di una commissione d'inchiesta statale sul massacro del 7 ottobre. Stasera emerge, nella futura Knesset, una chiara maggioranza di 70 parlamentari favorevoli alla creazione di tale commissione. I cittadini israeliani si sono espressi: è giunto il momento che gli eletti facciano ciò che è loro richiesto". Lo ha dichiarato in seguito agli exit poll, il gruppo 'Famiglie del Consiglio di Ottobre' e lo riporta Ynet. "Chiediamo che tutti i leader di partito e i membri della Knesset che si sono impegnati a istituire una commissione d'inchiesta statale si uniscano - ancora prima dell'insediamento della nuova Knesset - e garantiscano che, fin dal primo giorno di attività, lavoreranno per dare vita a questa commissione, senza indugi e senza porre condizioni" aggiunge il gruppo.
Affluenza definitiva al 77,7% (+7,1%)
La Commissione elettorale centrale ha annunciato che il 77,7% degli aventi diritto al voto si è registrato entro le 22, la più alta affluenza dal 2001. Il numero totale dei votanti ammonta a 5.695.682, con un incremento di circa 7,1 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. Tutti i seggi elettorali sono stati chiusi e si è passati alla fase di scrutinio, ricezione e verifica dei risultati.
Ha votato l’80% dell’elettorato arabo: è record
L'80 per cento degli elettori arabi si è recato alle urne per le elezioni parlamentari in Israele. Lo rende noto N12. Si tratta di un risultato storico, il più alto dal 1965, considerando l'alto tasso di astensione che caratterizzava gli elettori arabi nelle precedenti elezioni israeliane.
Commissione elettorale: “Risultati parziali e potrebbero variare”
I risultati definitivi delle elezioni parlamentari israeliane saranno pubblicati gradualmente sul sito web della Commissione, in base all'andamento del conteggio e alla ricezione dei dati. Lo ha reso noto la Commissione elettorale centrale di Israele segnalando che i dati sono al momento parziali e potrebbero subire variazioni.
Il partito di Ofer Winter non supera la soglia di sbarramento
Il partito Amcha Yisrael, cioè 'La tua nazione d'Israele', fondato ad agosto dal generale in pensione Ofer Winter, non ha superato la soglia di sbarramento del 3,25% secondo gli exit poll delle principali emittenti israeliane. Secondo quanto riporta Times of Israel la notizia non ha colto di sorpresa la formazione politica e i suoi sostenitori. "Abbiamo combattuto fino alla fine, nonostante una campagna violenta, spregevole e brutta condotta da Bibi e dai suoi alleati", ha detto una figura di spicco del partito.
Abbas: “Trasformeremo seggi conquistati in una nuova realtà per il Paese”
"Trasformeremo i seggi che abbiamo conquistato in una nuova realtà per il Paese". Lo ha dichiarato il leader della Lista Araba Unita o Ràam, Mansour Abbas, accogliendo con favore gli exit poll sulle elezioni parlamentari israeliane. Insieme all'altro partito arabo, la Lista Unita, conquisterebbe tra i 17 e i 18 seggi alla Knesset.
Lista Unita: “Alta affluenza dimostra che vogliamo pace”
"Questa è la nostra vittoria. L'alta affluenza alle urne dimostra che la popolazione araba vuole vivere in pace e uguaglianza. Oggi abbiamo aperto una grande finestra per cacciare i fascisti e i razzisti". Così Baker Awawdy, candidato alla Knesset della Lista Unita, ha accolto con favore gli exit poll sulle elezioni parlamentari israeliane, nelle quali i partiti arabi avrebbero conquistato dai 17 ai 18 seggi alla Knesset.
Commissione elettorale, risultati domani sera
La radio ufficiale israeliana ha riferito, citando il Segretario generale della commissione elettorale, che la commissione prevede di annunciare i risultati ufficiali delle elezioni domani sera e ha confermato che non vi è alcun margine per falsificare i risultati.
La festa dei sostenitori di Eisenkot: “Bibi a casa, arriva il nuovo premier”
I sostenitori del partito Yashar, guidato da Gadi Eisenkot, esultano presso la sede del movimento a Tel Aviv. Lo scrive il Times of Israel. I sostenitori sventolano bandiere israeliane e del partito, scandendo slogan come 'Bibi, torna a casa' e 'Chi sta arrivando? Il prossimo primo ministro!'.
Lista Unita arabi: “Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”
"Lo sentivamo già sul territorio e avevamo previsto che la Lista Unita avrebbe potuto raggiungere i 10 seggi o anche di più. Ne avevo parlato anch'io. Riteniamo che i risultati dimostrino che siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo: una lista unita forte, capace di cambiare e con la nostra intatta capacità di non spezzarci". Così il presidente della Lista Unita, uno dei partiti arabi, Yousef Jabarin ha commentato i risultati dei sondaggi, secondo i quali il suo partito otterrebbe 10-11 seggi. La dichiarazione è riportata da YNet.
Sa’ar: “Festeggiamenti della sinistra sono prematuri”
"I festeggiamenti della sinistra sono prematuri. L'atteggiamento categorico di certi commentatori di parte è ridicolo. Una cosa appare piuttosto chiara: il Likud è il primo partito in Israele". Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e deputato del Likud, dopo la chiusura dei seggi e i primi exit poll.
Lapid: “Opinione pubblica ha detto a Netanyahu vai via”
"Non lasciatevi confondere: il blocco di Netanyahu ha subito una grave sconfitta. Si tratta di un crollo totale; l'opinione pubblica ha detto loro di andare a casa". Lo ha affermato Yair Lapid, ex premier e numero due del partito di opposizione Insieme, commentando gli exit poll.
Eisenkot: “Da exit poll totale sfiducia in Netanyahu”
"Gli exit poll mostrano una totale sfiducia verso Netanyahu. Agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo e sostituire il governo di Netanyahu". Così il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, dopo la chiusura dei seggi in Israele. Gli exit poll mostrano il partito del premier, il Likud, in testa come formazione più grande, ma il blocco di Eisenkot prendere più seggi.
Exit poll: Likud primo, ma nessuna coalizione ha 61 seggi
Il partito Likud del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha ottenuto la maggioranza relativa nelle elezioni politiche, ma nessuno dei due schieramenti politici israeliani ha una strada chiara per formare un governo, secondo gli exit poll delle varie tv israeliane. Il vantaggio previsto per il Likud dopo la chiusura dei seggi alle 22 smentisce i sondaggi degli ultimi mesi che davano il partito in svantaggio rispetto a Yashar di Gadi Eisenkot. Ora, tuttavia, la tv Kan prevede che il Likud conquisterà 25 seggi su 120 possibili, contro i 21 di Yashar. Nel complesso, tuttavia, si prevede che il blocco anti-Netanyahu guidato da Eisenkot conquisterà più seggi, ottenendone 53 su 120 possibili, contro i 50 del blocco guidato da Netanyahu. Si prevede che i partiti a guida araba, che si oppongono a Netanyahu ma non fanno parte del blocco sionista anti-Netanyahu, conquisteranno 17 seggi. Pertanto, il sondaggio mostra che entrambi i blocchi non raggiungono la maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo, non lasciando una chiara via alla vittoria nè per Netanyahu nè per Eisenkot. Pertanto, entrambi i blocchi si metteranno ora al lavoro per cercare di formare una coalizione - con Netanyahu che dovrebbe avere la prima opportunità in quanto leader del partito - ma è possibile che nessuna delle due parti ci riesca e che gli israeliani debbano tornare alle urne tra pochi mesi. Questo scenario ricorderebbe la crisi politica del 2019-2022, con i suoi cinque turni elettorali.
Golan: “Popolo si è espresso, via Netanyahu”
"L'opinione pubblica ha espresso la sua voce, ha cacciato il governo Netanyahu. Abbiamo ricevuto un'opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi". Lo ha affermato il leader di Democratici, Yair Golan, dopo la chiusra dei seggi e i primi exit poll che gli assegnano tra i 9 e i 10 seggi. "Siamo pronti a lavorare con tutti i nostri partner, a colmare le divergenze e ad assumere le responsabilità. Il pubblico ha espresso la sua voce. Ora tocca a noi fare il lavoro", ha proseguito.
Exit poll, partiti arabi a 17 seggi
Secondo i primi exit poll dell'emittente pubblica Kan, alle elezioni in Israele i partiti arabi - Ràam e Lista Unita - hanno conquistato complessivamente 17 seggi, rispettivamente 7 e 10, registrando un exploit.
Exit poll Israele, blocco Eisenkot a 52 seggi, blocco Netanyahu a 50
Secondo gli Exit poll di Channel 12, il blocco di Netanyahu raggiunge 50 seggi, mentre quello del cambiamento di Gadi Eisenkot ne conta 52. I partiti arabi conquisterebbero 18 seggi.
Likud di Netanyahu il primo partito
Secondo i primi exit poll di Channel 12 alla chiusura delle urne in Israele, il Likud di Benjamin Netanyahu è avanti con 24 seggi mentre Gadi Eisenkot, con Yashar, si ferma a 22 seggi.
Nelle carceri affluenza all’88,7%
I seggi nelle carceri di tutto Israele hanno chiuso alle 20, ora locale, con un'affluenza dell'88,7%. E' quanto riferisce The Times of Israel che cita una nota dal Servizio penitenziario israeliano. Nel 2022, la partecipazione era stata del 79%. Nel corso della giornata elettorale, giudici e altri funzionari hanno visitato gli istituti penitenziari per osservare le operazioni di voto, ha riferito il Servizio penitenziario israeliano.
Alle 20 affluenza al 74,3%, superato il totale del 2022
L'affluenza alle urne alle 20 (le 19 in Italia) ha raggiunto il 74,3%, il livello più alto mai registrato a quest'ora dall'inizio delle rilevazioni per fascia oraria, ha riferito la Commissione elettorale centrale. Il dato supera già l'affluenza complessiva del 70,6% registrata alle elezioni del 2022. Finora hanno votato 5.444.277 persone.
Media: Netanyahu pronto a proclamare vittoria se il Likud otterrà più voti ma meno seggi
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe proclamare una vittoria decisiva se il suo partito, il Likud, otterrà il maggior numero di seggi questa sera, anche nel caso in cui il blocco guidato dal leader dell'opposizione Gadi Eisenkot dovesse conquistare complessivamente più seggi. Lo riferisce il canale israeliano 'N12'. Secondo l'emittente, gli ambienti vicini al premier starebbero già preparando il testo di una dichiarazione in cui Netanyahu "affermerà che dovrebbe essere lui, e non Eisenkot, a ricevere l'incarico di formare una coalizione di governo. Eisenkot dovrebbe opporsi a questa iniziativa, sostenendo che un numero maggiore di partiti raccomanderà lui, anziché Netanyahu, come primo ministro, dal momento che il suo blocco dispone di più seggi complessivi, anche se il suo partito non è quello con il maggior numero di rappresentanti".
Per questo motivo, riferiscono fonti citate da 'N12', se il blocco di Eisenkot dovesse ottenere più seggi, quest'ultimo dichiarerà che spetta a lui ricevere l'incarico di formare il governo, e non a Netanyahu. L'incarico di formare il governo viene conferito dal presidente israeliano Isaac Herzog, che dispone di un margine di discrezionalità nella decisione. Il presidente non è obbligato ad affidare l'incarico al leader del partito più grande, né a quello del blocco parlamentare con più seggi. Dopo aver ascoltato le raccomandazioni dei partiti che hanno ottenuto rappresentanza parlamentare, deve invece affidare l'incarico alla persona che ritiene avere le maggiori possibilità di costruire una coalizione di governo.
Respinta la richiesta di Netanyahu, i seggi chiudono alle 22 come previsto
I seggi elettorali in Israele chiuderanno alle 22 come previsto. La richiesta respinta dalla Commissione elettorale israeliana di lasciare i seggi aperti oltre le 22 ora israeliana, le 21 in Italia, era stata avanzata da Likud, Shas e Amcha Yisrael. La Commissione ha fatto sapere comunque che agli elettori che arriveranno ai seggi entro quell'orario sarà consentito di esprimere il proprio voto.
Smotrich: “L’affluenza degli arabi è senza precedenti”
Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha lanciato un appello a poche ore dalla chiusura dei seggi, esortando gli elettori di destra ad andare a votare. Smotrich ha affermato che l'affluenza "nel settore arabo è senza precedenti" e che un "pericoloso governo di sinistra" potrebbe salire al potere. "Non disperate, è ancora possibile vincere", ha scritto Smotrich in un post su X.
La lista araba accusa: “Tagliata la luce alle città beduine per ostacolare il voto”
La Lista araba unita ha affermato che l'elettricità è stata interrotta a Kuseife e Ar'arat an-Naqab, due città beduine nel sud di Israele dove il partito gode di un forte sostegno. Un blackout che, secondo la Lista araba unita, è stato provocato appositamente da esponenti di destra per far perdere voti al partito.
Alle 18 affluenza al 66,7%, 9 punti in più del 2022
Il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana Din Livne ha comunicato che alle ore 18 l'affluenza alle urne si attesta al 66,7%. Si tratta di un incremento di 9 punti percentuali rispetto all'affluenza registrata alla stessa ora nelle elezioni precedenti del 2022.
Voto dell’esercito: alle 17 affluenza al 68%, nel 2022 era al 65%
Nuovo dato sull'affluenza alle urne in Israele, questa volta riguarda le Forze di difesa israeliane. Secondo la Commissione elettorale, alle 17 aveva votato il 68% dei soldati, contro il 65% registrato alla stessa ora nelle precedenti elezioni.
I soldati della base di Jalama, a sud di Afula, hanno segnalato ritardi nelle operazioni di voto, con attese superiori alle due ore per poter esprimere il proprio voto. Per questo è stato allestito un seggio elettorale aggiuntivo presso la base. Nelle basi delle Idf sono stati allestiti oltre 850 seggi elettorali fissi, oltre a seggi mobili che hanno raggiunto alcuni avamposti e i soldati sul campo.
La Commissione elettorale si riunisce per decidere sull’orario del voto
La Commissione elettorale centrale di Israele si riunirà a breve per discutere la richiesta avanzata da diversi partiti, tra cui il Likud di Benjamin Netanyahu e lo Shas, di prolungare l'orario di voto oltre le 22. Lo riporta l'emittente israeliana Arutz Sheva.
Netanyahu: “Restano quattro ore per salvare Israele”
"Restano quattro ore per salvare Israele". Lo scrive sui social il primo ministro Benjamin Netanyahu, che sta pubblicando una serie di post per invitare gli israeliani ad andare a votare. "Dovete andare a votare per il Likud, è una questione di vita o di morte", scrive Netanyahu in un altro post. Il leader del Likud mostra da un telefono immagini di arabi israeliani e aggiunge: "nel mio distretto elettorale stanno già festeggiando, dobbiamo fermarli, andate a votare subito".
Il Likud conferma: “Abbiamo chiesto di prolungare l’orario del voto”
Il Likud di Benjamin Netanyahu ha confermato con una nota ufficiale di avere chiesto alla Commissione elettorale centrale di Israele di prolungare l'orario di voto oltre l'orario di chiusura previsto per le 22.
Lo stesso Netanyahu ha più volte esortato i suoi sostenitori a recarsi alle urne, affermando che nelle roccaforti di destra l'affluenza non è sufficientemente elevata.
Il partito di Gadi Eisenkot, principale avversario di Netanyahu, si è dichiarato fermamente contrario a un eventuale prolungamento.
Eisenkot si oppone alla proroga dell’apertura dei seggi: “Uso strumentale da parte di Netanyahu”
Il partito Yashar di Gadi Eisenkot si è "opposto fermamente alla richiesta del Likud di prorogare l'apertura dei seggi". Lo ha indicato in una nota lo stesso partito, alla guida di un'ampia coalizione contro il premier Benjamin Netanyahu. "Non si è verificato alcun episodio eccezionale che giustifichi l'accoglimento di tale richiesta, la quale mira a gettare le basi per contestare l'integrità delle elezioni, dando seguito alle menzogne che Netanyahu sta diffondendo fin da questa mattina", si legge nella nota.
Netanyahu chiama gli ultraortodossi al voto: “Il Paese è sull’orlo della rovina”
Appello al voto del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, agli ultraortodossi. Netanyahu ha esortato gli israeliani haredi a mettere da parte ogni altra cosa per andare a votare, avvertendo che "lo Stato ebraico è sull'orlo della rovina". Lo riporta il Jerusalem Post citando un intervento di Netanyahu alla radio Kol Barama.
"Non state andando a votare abbastanza. Sono profondamente preoccupato per il mondo della Torah", ha detto Netanyahu, mentre l'affluenza alle urne degli elettori haredi è rimasta notevolmente bassa. "Rischiate di perdere tutto. Un governo di sinistra e di arabi distruggerà tutto", ha detto il premier israeliano.
Il Likud di Netanyahu chiede di prolungare il voto oltre le 22.00
Il Likud, partito del premier uscente Banjamin Netanyahu, ha presentato una richiesta per prolungare le votazioni fino a dopo le 22.00 ora locale (in cui è prevista la chiusura delle urne).
Media Israele: seggi del partito Haredi vandalizzati da ultraortodossi
Gli attivisti del partito "Haredi Public" hanno segnalato fin dalle prime ore del mattino che i loro seggi elettorali sono stati vandalizzati da ultraortodossi presenti all'esterno dei seggi. A Modi in Illit, alcuni adolescenti hanno bruciato le foto del presidente del partito, Moti Leitner. Lo riportano i media israeliani. A Beitar Illit e Bnei Brak, i seggi elettorali sono stati vandalizzati e gli attivisti sono stati apostrofati come "traditori".
Affluenza record alle 16: è al 55,7%
In Israele alle 16 ora locale l'affluenza è al 55,7% rispetto al 47,5% delle precedenti elezioni del 2022. Lo ha reso noto la Commissione elettorale, confermando il dato record sull'affluenza, come riportano i media israeliani nel giorno del voto per il rinnovo della Knesset.
Shekel si rafforza, a massimi da 3 settimane sul dollaro
Lo shekel si rafforza, raggiungendo il massimo delle ultime tre settimane contro il dollaro statunitense, in un contesto di affluenza record alle urne per le elezioni nazionali israeliane. Lo shekel si apprezza di oltre l'1,2% e viene scambiato a 3,0419 per dollaro. Si tratta del valore più alto raggiunto dalla valuta israeliana dal 6 ottobre.
Eisenkot si reca sulla tomba del figlio dopo aver votato
Il candidato Gadi Eisenkot, l’ex generale dell’esercito pronto a spodestare Benjamin Netanyahu, si è recato sulla tomba del figlio morto a Gaza dopo aver votato a Herzliya, vicino Tel Aviv. Gal Meir Eisenkot (25 anni), è morto a Jabalia, nella zona nord della Striscia di Gaza, il 7 dicembre 2023 a causa dell'esplosione di un ordigno vicino all'ingresso di un tunnel durante un'operazione di combattimento.
Affluenza alle 14 al 44,9%, dato più alto dal 1973
La Commissione elettorale centrale comunica che alle ore 14 l'affluenza alle urne per le elezioni della 26ma Knesset ha raggiunto il 44,9%. "Abbiamo battuto tutti i record", ha detto il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale, l'avvocato Din Livne, "abbiamo superato tutti i record registrati dalla Commissione elettorale dal 1973, non si erano mai avuti dati simili".
Il partito di Eisenkot: “Netanyahu prepara il terreno per contestare il voto”
"Netanyahu è nel panico e ha cominciato a inventare storie, sostenendo che le elezioni vengono rubate. Non è un caso, sta già preparando il terreno per contestare i risultati del voto". E' l'accusa lanciata dal partito Yashar di Gadi Eisenkot contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che nelle ultime ore ha denunciato, senza fornire prove, presunti tentativi dei suoi avversari politici di "rubare le elezioni".
In una nota il partito di Eisenkot ha esortato gli elettori a mobilitarsi per assicurare una sconfitta netta al Likud, in proporzioni tali da non lasciare spazio a contestazioni del risultato.
"Oggi il margine della vittoria deve essere enorme, un vantaggio che non può essere manipolato", ha dichiarato Yashar.
Eisenkot: “Stiamo portando il Paese su una nuova strada”
"Stiamo portando Israele su una nuova strada. Saremo all'altezza della vostra fiducia. Ve lo prometto". A dichiararlo è stato il presidente di Yashar, Gadi Eisenkot, dopo aver votato a Herzliya, accompagnato dalla moglie Hannah e da altri familiari, accolto dai suoi sostenitori al grido: "Chi sta arrivando? Il prossimo primo ministro!".
Alle 13 affluenza al 48% tra soldati Idf
Alle ore 13 l'affluenza al voto tra i soldati israeliani si attesta al 48%, rispetto al 44,4% registrato alle scorse elezioni nel 2022 a quest'ora. Lo ha riferito l'esercito.
Commissione elettorale in Israele, la chiusura dei seggi potrebbe slittare
A fronte di un'elevata affluenza, la commissione elettorale in Israele ha annunciato che la chiusura dei seggi potrebbe essere prorogata oltre le 22 (le 21 in Italia), qualora vi siano ancora lunghe code. Lo scrive la stessa commissione su X.
L’estrema destra: “Beduini in massa ai seggi, è pericoloso”
Allarme per il voto in massa dei beduini in Israele è arrivato dalla ministra Orit Strock. In un video postato su X, la deputata del partito di estrema destra Sionismo Religioso ha spiegato di essersi recata a Rahat, città a sud di Tel Aviv in stragrande maggioranza abitata da beduini, per "constatare di persona la grande affluenza ai seggi". "Da lì mi hanno urlato, 'Non vediamo l'ora di cambiare governo. Questo massiccio afflusso di elettori dovrebbe suonare come un campanello d'allarme per tutti noi. Andate a votare! Portate tutti a votare! E non lasciate che vada sprecato nemmeno un voto. Lo Stato di Israele è davvero in pericolo!!", ha affermato la ministra di estrema destra.
Gadi Eisenkot ha votato a Gerusalemme
Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e principale sfidante di Benjamin Netanyahu, ha votato in un seggio elettorale a Gerusalemme. Lo riportano i media israeliani.
Uomo con un coltello si avvicina a Yair Golan a Tel Aviv
Un uomo è stato fermato dopo essersi avvicinato con un coltello a Yair Golan, leader dei Democratici, durante un'iniziativa del partito a Tel Aviv. Lo ha riferito il partito di sinistra, secondo il quale gli addetti alla sicurezza di Golan hanno bloccato l'uomo mentre si avvicinava con fare minaccioso. Un grosso coltello è caduto dai suoi indumenti e gli agenti lo hanno neutralizzato prima che potesse compiere alcun gesto. La polizia, intervenuta sul posto, ha preso in custodia l'uomo.
In precedenza, le forze dell'ordine avevano innalzato il livello di minaccia nei confronti di Golan a quattro su una scala di sei. Ieri, al termine di una lunga battaglia legale, lo Shin Bet aveva assunto la responsabilità della sua protezione.
"L'istigazione e la violenza non ci scoraggeranno", ha commentato Golan puntando il dito contro la "macchina dell'odio" del premier Benjamin Netanyahu, ritenuto responsabile delle istigazioni contro di lui.
Code ai seggi, aperti oltre 22 se ci sarà ancora gente in fila
In Israele si registrano code ai seggi e la Commissione centrale elettorale ha fatto sapere che resteranno aperti più a lungo se alle 22, orario di chiusura, ci sarà ancora gente in attesa di votare. "In molti seggi si sono formate delle code. Quando si registra un'elevata affluenza alle urne, è inevitabile che si creino delle file", ha notato Dean Livne, direttore generale ad interim della Cec, assicurando che "tutti potranno votare".
"Se alle 22:00 ci sarà ancora fila, i seggi continueranno a rimanere aperti finchè tutte le persone arrivate entro le 22 non avranno espresso il proprio voto. Non c'è nulla di cui preoccuparsi". Gli exit poll, solitamente diffusi dalle emittenti televisive alle 22 (le 21 in Italia), potrebbero subire dei ritardi qualora le operazioni di voto dovessero proseguire oltre tale orario.
Houthi: “Colpita la più grande raffineria dell’Arabia Saudita”
Gli Houthi yemeniti hanno colpito con un missile balistico la più grande raffineria di petrolio dell'Arabia Saudita, dopo settimane di attacchi destabilizzanti contro il principale esportatore mondiale di greggio. "Le forze armate yemenite sono riuscite a colpire la raffineria di Ras Tanura, nella provincia orientale, con un missile balistico", ha scritto su X il portavoce militare Houthi Yahya Saree, aggiungendo che l'attacco ha provocato "incendi di vaste proporzioni".
Netanyahu esorta a recarsi alle urne: ”Portate a votare la nonna, la zia, il vicino, niente mare oggi”
"Elettori del Likud, questa è una chiamata d'emergenza perché tentano di rubarci il voto. Questa mattina la polizia ha arrestato 3 leader di Ràam al sud che avevano buste con contanti per influenzare il voto". Lo ha detto il premier Netanyahu in un video. "Siete avvertiti: l'affluenza tra gli elettori arabi al Sud è enormemente più alta di quella degli ebrei, dovete andare a votare! Portare la nonna, la zia, il vicino, niente mare o barbecue oggi. O un forte governo di destra guidato dal Likud con i nostri alleati, o un governo di sinistra con i partiti arabi che porterà alla fine dell'Israele come lo conosciamo fino a oggi", ha aggiunto.
L’affluenza alle 12 al 31,5%: è la più alta dal 1977
L'affluenza alle urne in Israele, dove oggi si vota per il rinnovo della Knesset, è al 31,5% alle 12, ora locale. Lo ha reso noto la Commissione elettorale, secondo quanto riferiscono i media israeliani, evidenziando come si tratti del dato parziale più alto dal 1973.
Il capo dello Shin Bet: “Le elezioni si stanno svolgendo in modo ordinato”
Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha dichiarato in un comunicato stampa presso il centro di controllo della Commissione elettorale centrale della Knesset che "le elezioni in Israele si stanno svolgendo in modo sicuro, ordinato e monitorato in maniera esemplare". Secondo Zini, "Ci sono delle sfide e ci sono persone che cercano di nuocere", ma "stiamo ottenendo dei risultati". "Dal campo riceviamo segnalazioni di lunghe code. Fare la fila per quindici o venti minuti non è piacevole, ma d'altra parte, guardando al quadro generale, moltissime persone non rinunciano al diritto di voto", ha aggiunto il presidente della Commissione elettorale, Noam Solberg, ha affermato.
Netanyahu al seggio: “Andate votare, vogliono rubarci elezioni"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, insieme alla moglie Sara, si è recato al seggio a Gerusalemme a votare e ha esortato gli elettori a fare altrettanto. "Andate a votare" è la dichiarazione diffusa.
"Stanno cercando di rubarci le elezioni", ha poi affermato in un video, facendo riferimento all'episodio "grave" dell'arresto di "tre persone legate a Ràam con delle buste piene di soldi nel sud". "L'affluenza alle urne nel settore arabo del sud è infinitamente più alta che nel settore ebraico. Dovete andare a votare", ha ribadito.
Il Cairo: “Israele ha chiuso tutti i valichi tra Gaza e l'Egitto”
Questa mattina le autorità israeliane hanno chiuso tutti i valichi terrestri tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, sospendendo il transito di persone da e per la Striscia e l'invio di aiuti umanitari. Lo riferisce una fonte della sicurezza egiziana precisando che la decisione sarebbe legata alle misure adottate in occasione delle elezioni israeliane che si tengono oggi.
Le autorità israeliane hanno bloccato tutti i valichi, compreso il lato palestinese del valico di Rafah, impedendo l'evacuazione di feriti, malati e pazienti palestinesi. Un funzionario della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai settentrionale ha riferito che, per questo motivo, nessun camion di aiuti umanitari è stato inviato verso i valichi di Kerem Shalom e Al-Awja.
L'ultimo arrivo di feriti e pazienti palestinesi diretto agli ospedali egiziani, il 93/o dall'inizio del conflitto, si è registrato domenica. Il 303/o convoglio di aiuti umanitari è invece partito ieri, lunedì, dall'Egitto.
L'affluenza al voto più alta è stata registrata a Ein Hod, nel nord di Israele
La Commissione elettorale israeliana ha pubblicato i dati regionali sull'affluenza alle urne in città e comuni di tutto il Paese. A Ein Hod (nel nord del Paese), l'affluenza è stata del 25,7%, la località con la maggiore partecipazione al voto al momento. Il nord di Israele è stato uno dei luoghi più colpiti dai bombardamenti di Hezbollah e dell'Iran durante la guerra.
Quasi 67mila israeliani arrivati dall'estero per votare
Migliaia di israeliani residenti all'estero sono tornati in Israele per le elezioni. Non esistono stime ufficiali, ma secondo l'iniziativa 'Fly&Vote' della 'Coalizione Aid' (America-Israel Democracy), si tratta di circa 67.000 persone, il che equivarrebbe a un impatto su circa 1 seggio e mezzo del Parlamento, dal momento che circa 38.000 voti sono necessari per ogni seggio (una stima che varia in base all'affluenza finale al voto).
'Fly&Vote' è un'iniziativa nata l'anno scorso volta a facilitare l'esercizio del diritto di voto per gli israeliani che vivono all'estero, ed è una branca della 'Coalizione Aid', nata ai tempi delle proteste contro la riforma giudiziaria promossa agli inizi dell'attuale governo. Si defisce apolitica e apartitica, ma è di fatto identificata con la mappa politica dell'opposizione. A ottobre la Commissione elettorale centrale era intervenuta stabilendo che non fosse possibile per 'Fly&Vote' sovvenzionare i costi per le trasferte, ma aiutare solo con la logistica. Secondo i dati dell'Ufficio centrale di statistica, circa 810.000 israeliani aventi diritto al voto risiedono all'estero. Un sondaggio condotto a ottobre da Fly&Vote su un campione di circa 23.000 israeliani che vivono all'estero aveva rilevato che il 14% degli intervistati ha dichiarato di essere venuto a votare anche nelle elezioni del 2022, a fronte di circa l'80% che intendeva farlo quest'anno.
Il leader di Ta’al, partito arabo-israeliano: “I coloni stanno rallentando il voto nelle comunità arabe”
Ahmad Tibi, leader di Ta’al, partito arabo-israeliano che fa parte della Lista Unita, ha denunciato su X che "rappresentanti dei coloni in seggi nelle comunità arabe stanno ritardando il processo di voto e lo stanno rallentando intenzionalmente". "Lo dico così: non vi servirà a niente. Le persone rimarranno lì finchè non avranno votato", ha aggiunto.
In precedenza, Haaretz aveva dato notizia di membri di gruppi sionisti religiosi e giovani coloni radicali avvistati in diverse comunità arabe e nei pressi di alcuni seggi, sottolineando che non erano tuttavia stati segnalati scontri.
Pezeshkian vede l’emiro Qatar a Mosca
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha incontrato oggi l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani a Mosca, ai margini di un forum sull'energia. Lo hanno riportato i media statali iraniani.
"Le due parti hanno esaminato lo stato attuale delle relazioni tra Teheran e Doha, e sottolineato l'importanza di approfondire i legami politici ed economici e di sfruttare il potenziale esistente per rafforzare la cooperazione bilaterale", ha dichiarato la televisione di stato.
Negli ultimi mesi il Qatar ha partecipato a sforzi di mediazione per porre fine alla guerra che si è diffusa in tutta la regione.
Nel corso della giornata, Pezeshkian vedrà anche il presidente russo Vladimir Putin.
Idf, alle 10 affluenza tra soldati al 30%
Alle 10 l'affluenza alle urne tra i soldati israeliani si è attestata al 30%, più alta del 25,7% registrata nel 2022. Lo hanno riferito le forze armate. Le operazioni di voto tra i ranghi dell'Idf sono iniziate una settimana fa, con 850 seggi elettorali allestiti presso le basi militari.
Bennett: “Denunciato tracciamento illegale degli elettori ai seggi”
Il partito Insieme dell'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha accusato rappresentanti del Likud di tracciare illegalmente gli elettori nei seggi e di trasmettere informazioni su di loro tramite un'app, nonostante sia stato vietato dalla Corte Suprema.
Secondo Yedioth Ahronoth, anche Degel HaTorah, fazione di United Torah Judaism, ha incaricato i membri del proprio comitato elettorale di comunicare le percentuali di affluenza alle urne durante tutta la giornata.
La scorsa settimana l'Alta Corte di Giustizia ha stabilito che i rappresentanti dei partiti presso i seggi elettorali non possono utilizzare mezzi digitali per comunicare in tempo reale l'affluenza alle urne, che viene comunicata ufficialmente dalla Cec quattro volte nella giornata. In quell'occasione, il Likud si era opposto sostenendo che il monitoraggio dell'affluenza alle urne ha due scopi legittimi: supervisionare i processi e il conteggio dei voti e incoraggiare gli elettori a esercitare il proprio diritto.
La questione dell'uso di app per monitorare il numero di elettori ai seggi è stata ampiamente dibattuta in tribunale in vista di queste elezioni. Lo scorso agosto il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg, presidente della Commissione Elettorale Centrale, aveva vietato l'uso di app come 'Elector' nel giorno delle elezioni. Il sistema è ampiamente usato dal Likud, ma anche da altri partiti, tra cui i partiti ultraortodossi, l'estrema destra di Sionismo Religioso e Otzma Yehudit, così come da Yisrael Beiteinu che fa parte del blocco dell'opposizione.
Altri partiti dell'opposizione come Yashar, Insieme e i Democratici utilizzano un'applicazione analoga denominata 'Victory'. Quest'ultima, a differenza di Elector, riporta solo il numero degli elettori, non la loro identità.
Eurovision: l’Olanda si ritira per la partecipazione Israele
I Paesi Bassi si ritirano dall'Eurovision Song Contest del 2027. Lo ha annunciato l'emittente televisiva pubblica NPO, citando la questione "sensibile" della partecipazione di Israele. "Sappiamo da tempo che la partecipazione di Israele suscita reazioni diverse nella società ed è fonte di dibattiti e divisioni... Per questo motivo, dopo aver consultato il Consiglio delle emittenti, la NPO ha deciso di rinunciare a partecipare all'edizione 2027", ha dichiarato in un comunicato Jurre Bosman, direttore dei media della NPO.
Tre arresti per corruzione elettorale, Netanyahu: “Episodio grave”
Nel Negev, nel sud di Israele, tre persone sono state arrestate nella notte, sospettate di essere coinvolte in un piano per convincere gli elettori a votare per il partito Ràam di Mansour Abbas. Lo ha reso noto la Polizia israeliana, secondo quanto riporta il Times of Israel, precisando che sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei tre sospetti e che sono state trovate buste con decine di migliaia di shekel in contanti.
"Episodio grave", scrive su X il premier Benjamin Netanyahu nel giorno del voto per il rinnovo della Knesset.
Israele, alle 10 affluenza oltre il 16%: in aumento rispetto al 2022
In Israele, dove gli elettori sono chiamati alle urne per il rinnovo della Knesset, alle 10 ora locale l'affluenza registrata è del 16,68% rispetto al 15,9% delle precedenti elezioni del 2022. Lo ha reso noto la Commissione elettorale, come riportano i media israeliani
Eisenkot vota ad Ashdod
Il candidato dell'opposizione israeliana Gadi Eisenkot si è recato alla urne ad Ashdod. A renderlo noto un video sui profili social dell'ex generale dove viene accolto da una folla di sostenitori
Media: “Carenza di schede nei seggi delle comunità arabe”
I presidenti dei consigli locali e i rappresentanti dei partiti nelle comunità arabe hanno segnalato una carenza di schede elettorali in lingua araba in diversi seggi. Lo riporta Haaretz. La Commissione elettorale centrale ha dichiarato di essere a conoscenza del problema e di star lavorando per risolverlo
Israele, Ben Gvir al seggio: "Con l'aiuto di Dio sarò ministro della Difesa"
Elezioni Israele, Ben Gvir al seggio: "Con l'aiuto di Dio sarò ministro della Difesa"
Houthi: “Il sostegno dell’Egitto a Riad è una dichiarazione di guerra”
La decisione del Parlamento egiziano di autorizzare il sostegno militare all'Arabia Saudita, in funzione difensiva contro gli attacchi degli Houthi, costituisce una dichiarazione di guerra. E' quanto ha dichiarato un esponente dei ribelli yemeniti filo-iraniani. "L'Egitto e il suo Parlamento hanno dichiarato il proprio sostegno a quella che viene definita la difesa del Regno dell'Arabia Saudita. Così facendo, dichiarano guerra alla Repubblica dello Yemen", ha affermato in un post su Telegram Mohammed Ali al-Houthi, membro dell'ufficio politico degli Houthi
Netanyahu pubblica un video girato in Cisgiordania: “O la destra, o la Palestina”
In un video girato nell'insediamento di Peduel, in Cisgiordania, e diffuso stamattina, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito il suo slogan elettorale secondo cui "il vero tema di queste elezioni è o la Destra o la Palestina". Netanyahu, vantandosi di aver "combattuto contro tre presidenti americani" contro la formazione di uno stato palestinese, ha affermato che il suo principale rivale Gadi Eisenkot avrà bisogno del sostegno di "Mansour Abbas e dei partiti arabi della sua coalizione, di Yair Golan, il quale sostiene la necessità di creare uno stato palestinese, e di Lieberman, che ha dichiarato che all'esercito giordano deve essere consentito l'ingresso nel paese"
Eisenkot con ex ostaggio in kibbutz martoriato il 7/10
Il leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, ha dato il via alla sua giornata elettorale nel kibbutz Nir Oz, una delle comunità più duramente colpite dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, al fianco dell'ex ostaggio Gadi Mozes, che è rimasto quasi 500 giorni a Gaza. "Sono orgoglioso e commosso di iniziare questa giornata con Gadi Mozes, simbolo dello spirito e della forza di Israele, dell'impegno degli israeliani gli uni verso gli altri e della loro dedizione allo Stato", ha affermato l'ex capo di Stato maggiore, principale sfidante del premier Benjamin Netanyahu. "Mi impegno a fare tutto ciò che è in mio potere per garantire che siamo degni del prezzo che avete pagato, del prezzo pagato dal kibbutz e da tutti noi, e per portare guarigione e risanamento a tutti i cittadini di Israele", ha aggiunto. Eisenkot ha poi criticato l'esecutivo, sottolineando che "se qualcuno nel governo avesse anche solo un briciolo di senso di responsabilità, avrebbe iniziato la propria giornata qui, nelle comunità al confine con Gaza. A tre anni dal fallimento, continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità"
Israele, il presidente Herzog ha votato a Gerusalemme
Il presidente israeliano Isaac Herzog e e sua moglie Michal hanno votato per il rinnovo della Knesset nel quartiere di Rehavia a Gersualemme
Israele lancia operazione vicino a Nablus
Le forze di difesa israeliane, la polizia di frontiera e lo Shin Bet hanno lanciato un'operazione nella notte nell'area di Nablus "per contrastare il terrorismo, nell'ambito di un'operazione su larga scala che si svolgerà nella regione nei prossimi giorni". L'operazione prevede la distruzione di monumenti che incitano al terrorismo, l'arresto di individui ricercati per traffico d'armi e terrorismo, l'interrogatorio di sospetti e la perquisizione di edifici con informazioni che indicano la presenza di armi. Secondo quanto riferito da fonti palestinesi, le Idf hanno iniziato a distruggere il monumento ai "martiri" nel villaggio di Rujeib, a est di Nablus, che commemora i nomi di terroristi.
Si aprono le urne per il rinnovo della Knesset. Come si svolge il voto
Si sono aperti alle 7 locali (le 6 in Italia) i seggi per la formazione della 26ma Knesset. Si tratta della prima votazione dal massacro del 7 ottobre. Sono 7 milioni e 331 mila gli israeliani chiamati alle urne oggi fino alle 22 locali (le 21 in Italia). In lizza ci sono 36 partiti, di cui solo 13 vengono rilevati nei sondaggi perché superano la soglia di sbarramento al 3,25%. Gli exit poll verranno annunciati immediatamente con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, il 4 novembre. Il conteggio delle 'buste doppie' - ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate - richiede più tempo e in passato ha ribaltato i risultati emersi dagli exit poll iniziali. In un sistema proporzionale puro a collegio unico, determinante per la distribuzione dei 120 seggi della Knesset è l'affluenza al voto che quest'anno, nelle prime elezioni dopo tre anni di guerra, è prevista essere particolarmente alta. Alle ultime elezioni del 2022 l'affluenza fu del 70%. I partiti più quotati alla vigilia sono il Likud, del premier in carica Benjamin Netanyahu (il più longevo sella storia del Paese), e Yashar! ('Drittò, 'Onesto') dell'ex capo di Stato maggiore dell'Idf Gadi Eisenkot.
Arabia Saudita intercetta 3 missili balistici Houthi
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha reso noto di aver intercettato e abbattuto 3 missili balistici degli Houthi dallo Yemen verso la parte orientale del regno.
Onu, oltre 3 mila palestinesi evacuati dalle proprie case
Oltre 3 mila palestinesi sono stati sfollati a Hebron dopo l'attacco contro soldati israeliani. Lo riferisce l'Onu, parlando della situazione in Cisgiordania. Il provvedimento è stato preso dopo la sparatoria della scorsa settimana contro soldati israeliani in cui due militari sono rimasti uccisi. La maggior parte degli sfollati, ha riferito una portavoce dell'Onu, ha trovato sistemazione temporanea presso parenti. Le restrizioni agli spostamenti tra le località della zona restano severe.
Onu, più di 2 mila attacchi dai coloni in Cisgiordania
Dall'inizio del 2026, più di 2 mila attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania hanno provocato vittime o danni materiali, il numero più alto mai registrato in un anno. A riferirlo è l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari
Onu, nuovi incendi nei campi rifugiati a Gaza
Nuovi incendi nelle tende degli sfollati e colpi d'arma da fuoco nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l'Onu, che ha visitato il quartiere di Ash Shujàiyyeh, nella città di Gaza, dove un incendio ha distrutto i ripari di nove nuclei familiari. La settimana precedente, un altro incendio nello stesso sito aveva provocato lo sfollamento di circa 200 famiglie.
Le organizzazioni umanitarie hanno distribuito nuove tende, teloni, coperte e kit igienici. Secondo i partner umanitari delle Nazioni Unite, nelle aree vicine alla cosiddetta Linea Gialla si continuano a segnalare incendi dolosi, sparatorie e la posa di nuovi blocchi di cemento gialli da parte delle forze israeliane, utilizzati per segnalare le zone considerate non sicure.
Oggi le prime elezioni in Israele dal massacro del 7 ottobre 2023. Le regole del voto
I seggi si aprono alle 7 e chiudono alle 22 (le 21 qui in Italia). Nelle comunità più piccole del Paese, negli ospedali e nelle carceri l'orario sarà dalle 8 alle 20. Sono 7,3 milioni i cittadini con diritto di voto su una popolazione di circa 10 milioni.