Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet di indagare sulle accuse di interferenze straniere nelle elezioni per il sospetto di corruzione elettorale da parte del Qatar dopo che il capo dell'intelligence interna David Zini ha presentato informazioni definite "eccezionalmente gravi". Il Likud, il partito di Benjamin Netanyahu, lo ha soprannominato “Ra'amgate”. Intanto la Commissione elettorale centrale annuncia che o spoglio dei voti sarà completato entro il pomeriggio.
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Golan vede Eisenkot: “Ora abbiamo una responsabilità enorme”
Poche ore dopo aver incontrato Yair Lapid, numero due dell'opposizione e leader di B'Yachad, il leader del partito di sinistra, i Democratici, Yair Golan, ha incontrato il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, che ha ottenuto il maggior numero di seggi all'interno del blocco di opposizione. "Entrambi abbiamo dedicato lunghi anni alla sicurezza di Israele ed entrambi comprendiamo fin troppo bene l'enorme responsabilità che ora ricade su di noi. È in gioco la salvezza di Israele", ha scritto Golan su X. "Siamo alleati in questo percorso e nel nostro impegno a garantire un futuro migliore per Israele", ha aggiunto.
Shin Bet sui finanziamenti illeciti stranieri: “Indagine circoscritta”
Lo Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano, parla per la prima volta - con una nota ufficiale - dello scandalo su presunti finanziamenti illeciti stranieri e riferisce che le informazioni alla base dell'inchiesta "derivano da un'attività di raccolta dati svolta dall'agenzia, e non provengono da alcun partito politico o entità appartenente ad alcuno schieramento politico". L'agenzia riferisce che l'indagine è ancora in corso e che "si tratta di un'inchiesta mirata e circoscritta, che non ha l'obiettivo di incolpare o accusare un intero settore che si è recato alle urne democraticamente e legalmente".
In Israele scrutinio completato; blocco Netanyahu 53 seggi, Eisenkot 48
In Israele lo scrutinio è stato completato al 100%, il blocco di Netanyahu mantiene 53 seggi, quello del Cambiamento di Eisenkot 48 seggi. I partiti arabi hanno 19 seggi. Il Likud si rafforza di un seggio e ora ne ha 27. Yashar di Eisenkot 21, Bennett-Lapid 12, Lista Araba Unita 11, Democratici 8, Ràam 8, Israel Beiteinu 7, Ben Gvir 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Shas 6, Sionismo Religioso di Smotrich 6. La Commissione elettorale specifica che i risultati ufficiali saranno annunciati mercoledì 4 novembre e che entro quella data verrà effettuato un ulteriore controllo sull'integrità delle elezioni.
Media, l’Iran ha ricevuto la lettera di Vance ma ancora nessuna risposta
L'Iran ha ricevuto la lettera dal vicepresidente statunitense JD Vance, indirizzata al segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ma non ha ancora fornito una risposta. A riferirlo è l'agenzia di stampa Tasnim, vicina al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica. "JD Vance, vicepresidente di Trump, ha inviato una lettera al segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran. L'Iran ha ricevuto la missiva, ma non ha ancora risposto", ha riportato Tasnim aggiungendo che l'Iran insiste affinchè gli Stati Uniti soddisfino le sue sette condizioni. "Qualsiasi posizione in contrasto con questo quadro è inaccettabile", riporta l'agenzia.
Secondo il Wall Street Journal, Vance avrebbe inviato una lettera a Rezaei proponendo la ripresa dei colloqui di pace tra Washington e Teheran. Il New York Times (Nyt) ha riferito che Vance avrebbe proposto di riavviare i negoziati di pace, suggerendo un incontro tra funzionari statunitensi e iraniani, con lui stesso a capo della delegazione americana. Secondo il quotidiano di New York, la lettera sarebbe stata consegnata domenica tramite mediatori del Qatar. La proposta, per il Nyt, è stata accolta bene dai leader iraniani, molti dei quali vedono in Vance una figura influente che potrebbe contribuire a porre fine alle ostilità. Secondo il quotidiano americano, l Rezaei dovrebbe rispondere formalmente entro oggi.
I negoziati diretti potrebbero iniziare già la prossima settimana in Qatar o in Turchia. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'iniziativa di Vance ha scopo di aiutare l'Iran a ottenere forniture mediche, e non di riavviare i colloqui di pace.
Gli ultraortodossi: “Sostegno Eisenkot se ci esenta dalla leva”
Il partito United Torah Judaism sosterrà Gadi Eisenkot ma a condizione che venga approvata una legge che esenti gli ultraortodossi dal servizio militare. Lo dice un alto esponente del partito parlando con Ynet.
"Gadi ha la possibilità di formare un governo con Benjamin Netanyahu, ma in quel caso Netanyahu sarebbe primo ministro e lui un ministro di alto rango. Noi, invece, gli offriamo la carica di primo ministro. E' una soluzione migliore rispetto a fare il numero due o ad andare incontro a continue nuove elezioni", ha detto la fonte.
Teheran, 3 petroliere in fiamme dopo avere colpito mine in Stretto Hormuz
L'Iran ha affermato che nelle ultime 24 ore tre petroliere sono esplose e hanno preso fuoco dopo aver urtato delle mine navali mentre tentavano di transitare lungo una rotta non autorizzata nello Stretto di Hrmuz. Lo riporta l'emittente di Stato, citando il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Nella notizia non sono state identificate le petroliere né sono stati forniti dettagli sulle vittime. La notizia giunge in un momento di forte tensione nella regione, alimentata dai timori che possano riprendere gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran. La Marina iraniana ha affermato che le petroliere hanno spento i radar e i sistemi di navigazione e hanno ignorato gli avvertimenti mentre tentavano di uscire attraverso una rotta soggetta a restrizioni. Ha aggiunto che le imbarcazioni danneggiate sono state abbandonate al largo della costa meridionale dello Stretto.
Capo dello Shin Bet ha incontrato Netanyahu ed Eisenkot
Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha incontrato ieri il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per discutere dell'indagine sulle interferenze straniere nelle elezioni. Lo Shin Bet è stato promotore dell'incontro, stando alle fonti, e aveva già avviato le indagini prima delle elezioni. Questa mattina, Zini ha incontrato il leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, ha reso noto Yashar. "Durante l'incontro, Eisenkot è stato aggiornato sui sospetti riguardanti le interferenze straniere nelle elezioni in Israele. Eisenkot ha offerto il suo sostegno allo Shin Bet e alle forze dell'ordine per un'indagine rapida e trasparente", si legge nella dichiarazione.
Qatar, respinge le accuse di ingerenze: “Ridicole e pericolose”
Il Qatar ha respinto "categoricamente" le accuse secondo cui avrebbe interferito nelle elezioni israeliane o finanziato attività per influenzarne l'esito. "Respingiamo le accuse formulate da alcuni politici israeliani e dai loro contatti nei media, che hanno lanciato un'altra campagna di disinformazione con l'obiettivo di trascinare il Qatar nelle dispute politiche israeliane dopo le elezioni di questa settimana", ha dichiarato su X il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al Ansar. "Si accusa il Qatar di aver comprato Benjamin Netanyahu, la sinistra politica israeliana e ora, in quest'ultima campagna, il voto arabo. Se si dovesse credere a queste affermazioni, il Qatar apparentemente possiederebbe l'intero Israele", ha sottolineato. "Queste accuse sono allo stesso tempo ridicole e pericolose", ha avvertito.
Abbas: “Speriamo che formazione nuovo governo possa consentire la ripresa dei negoziati”
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha auspicato che la formazione di un nuovo governo israeliano possa consentire la ripresa dei negoziati di pace. Durante una conferenza stampa a Cipro, Abbas ha "espresso la speranza che il periodo successivo alla formazione del nuovo governo israeliano possa creare un'opportunità per riprendere un dialogo politico serio e compiere progressi verso la pace", secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa.
Commissione elettorale: “No prova di un tentativo sistematico di compromettere l'integrità delle elezioni”
Il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana, Dean Livneh, ha affermato che non c'è nessuna prova di un tentativo sistematico di compromettere l'integrità delle elezioni. "L'integrità delle elezioni è stata preservata, non vi è alcuna base per ipotizzare un danno sistematico al processo elettorale", ha dichiarato, definendo "prive di fondamento" le numerose notizie circolate sui media. "Sono pervenute informazioni riservate e sensibili che hanno sollevato sospetti, i quali richiedono ulteriori verifiche per accertare se esistano prove a sostegno di tali affermazioni", ha aggiunto.
Ra’am: “Bene indagine, nessun legame con noi”
Il leader di Ra’am, Mansour Abbas, ha fatto sapere di accogliere con favore l'indagine sui sospetti di interferenze straniere nel voto generale che si è tenuto in Israele martedì, denunciando al contempo il tentativo del premier Benjamin Netanyahu di delegittimare la comunità araba. "Salvaguardare l'integrità delle elezioni e rispettare lo Stato di diritto sono obblighi civici e democratici che abbiamo assunto come nostri principi guida. (Ra’am) non ha alcun legame con questa vicenda, né con altre, e dichiariamo che collaboreremo pienamente con le forze dell'ordine per far emergere la verità", ha dichiarato. Abbas ha poi accusato Netanyahu di condurre una campagna di istigazione e delegittimazione contro i cittadini arabi, sottolineando che è proprio il premier colui "nel cui ufficio lavorano agenti del Qatar".
Eisenkot: “Finalmente Bibi condanna interferenze Qatar”
Il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, a capo del blocco dell'opposizione ha ironizzato su X, complimentandosi per il fatto che "Netanyahu condanni finalmente l'interferenza qatariota nello Stato di Israele". Un riferimento allo scandalo Qatargate che vede indagati due suoi stretti collaboratori - Jonatan Urich e Eli Feldstein - accusati di aver preso soldi da Doha, sostenitore e finanziatore di Hamas, sia prima che dopo la guerra a Gaza seguita all'attacco del 7 ottobre.
"Un'interferenza straniera nello Stato di Israele è una cosa riprovevole e grave come non mai, specialmente quando si tratta di un Paese che finanzia e sostiene l'organizzazione Hamas. E' grave quando accade nell'ufficio del primo ministro e lo è se accade nel sistema elettorale", ha proseguito Eisenkot, sostenendo che lo "Shin Bet deve indagare senza pregiudizi i sospetti in modo completo e immediato".
Eisenkot incontra capo Shin Bet: “Sostegno per indagini rapide e trasparenti”
Il leader del partito israeliano Yashar, Gadi Eisenkot, ha incontrato questa mattina il capo dello Shin Bet David Zini. "Nel corso dell'incontro, è stato informato sui sospetti di un coinvolgimento straniero nelle elezioni israeliane. Eisenkot ha espresso il proprio sostegno all'Agenzia per la sicurezza d'Israele e alle forze dell'ordine, auspicando che le indagini giungano a una conclusione rapida, approfondita e trasparente". Lo riferisce il portavoce di Eisenkot.
Financial Times: “Con stallo Israele possibile attacco dell’Iran breve e mirato”
Lo stallo politico creato in Israele dalle elezioni, senza un chiaro vincitore, potrebbero dare al premier Benjamin Netanyahu l'occasione di una nuova offensiva contro l'Iran mentre resta in carica per gli affari correnti. A scriverlo è oggi il Financial Times, riproponendo tesi che circolano da giorni sui media della regione e americani. Che Netanyahu voglia riprendere la guerra non è un mistero. Secondo diverse fonti di stampa ha tentato di convincere Donald Trump a passare all'azione prima del voto di midterm, ma il presidente americano ha fatto muro. Almeno finora. Anche ieri Trump è tornato a dire che tutte le opzioni sono sul tavolo, anche se non intende abbandonare la via della diplomazia.
In caso, sostiene Ft citando fonti informate, la nuova fase di attacchi congiunti Usa-Israele sarebbe intensa ma breve, tre giorni circa, e mirata a impianti nucleari, beni del regime e infrastrutture civili, comprese le centrali elettriche.
Dopo che la coalizione di estrema destra di Netanyahu ha evitato la sconfitta, e sembra comunque destinata a conquistare più seggi del blocco di suo principale rivale Gadi Eisenkot, secondo esperti di sicurezza israeliani il premier non avrebbe vincoli nel procedere, se volesse, anche prima che si formi un nuovo esecutivo. Se il suo Likud "resta il più grande partito, e la sua coalizione ha più seggi del blocco dell'opposizione ebraica, non credo che ci sarebbe alcun problema di legittimità per dare qualsiasi ordine al capo di Stato maggiore e ai capi delle altre strutture" di sicurezza, ha spiegato Yaakov Amidror, ex consigliere per la Sicurezza nazionale e molto vicino a Netanyahu.
Herzog: “Serve indagine seria, ma non screditare gli arabi”
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha sottolineato la necessità di un'indagine "approfondita" sulle presunte interferenze straniere sulle elezioni, mettendo al contempo in guardia dal "gettare discredito" sull'intera comunità araba. Il capo di Stato ha parlato con il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, e con il capo dello Shin Bet, David Zini. "Seguo con attenzione gli sviluppi dell'indagine sui sospetti emersi questa mattina", ha affermato, sottolineando che "l'integrità delle elezioni è un valore fondamentale in una democrazia. Le prove e i sospetti devono essere oggetto di un'indagine rigorosa, i responsabili devono essere perseguiti e puniti con il massimo rigore previsto dalla legge". "Tuttavia - ha aggiunto - anche in un momento come questo, dobbiamo evitare di gettare discredito su un'intera comunità che ha inteso esercitare il proprio diritto di voto e partecipare attivamente alla vita democratica".
Media, Likud prepara ricorso per annullamento risultati elettorali in seggi 'sospetti'
Il Likud si accinge a presentare un ricorso alla Commissione elettorale centrale, chiedendo l'annullamento dei risultati elettorali nei seggi dove esiste il sospetto di corruzione elettorale o del ricorso a pratiche illecite. Lo riporta Ynet citando fonti del partito di Netanyahu, specificando che il ricorso riguarda episodi diversi rispetto a quelli sotto indagine dello Shin Bet su una presunta interferenza del Qatar nelle elezioni, la cui apertura è stata richiesta dal presidente della Commissione elettorale, il giudice Noam Sohlberg, questa mattina. Il ricorso del Likud riguarda l'altra inchiesta, nell'ambito della quale sono stati arrestate 7 persone, tra cui 3 presidi di scuola nelle città beduine di Tel Sheva e Segev Shalom, per presunti contributi economici alla popolazione locale in cambio di voto al partito Ràam.
Israele, spoglio completato ma resta attesa per le “buste doppie”
Il blocco del premier israeliano, Benjamin Netanyahu si conferma in testa con 53 seggi dopo la conclusione dello spoglio delle schede elettorali. Ora comunque resta l'attesa per lo spoglio delle 'buste doppie'. La coalizione guidata da Gadi Eisenkot ottiene al momento 48 seggi mentre i partiti arabi arrivano complessivamente a 19 seggi. Il Likud si conferma il partito più votato con 26 seggi alla Knesset, seguito da Yashar con 21, dagli arabi della Lista Unita con 12 e da B'Yachad ('Insiemè) con 12 seggi entrambi. Seguono i Democratici con 8, Yisrael Beiteinu 7, Ràam 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Otzma Yehudit 7, Shas 7, Sionismo Religioso 6.
No di Liberman a governo con Netanyhau o partiti arabi: “Né con Bibi né con Tibi”
Né con Bibi né con Tibi. Facendo il verso allo slogan usato da Benjamin Netanyahu in campagna elettorale contro i partiti arabi ('O con Bibi o con Tibì) , il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman ha ribadito che non intende in alcun modo prendere parte ad un governo di cui faccia parte il premier uscente né fare affidamento sui partiti arabi, con appoggio interno o esterno, con riferimento in particolare alla Joint List di Ahmad Tibi. "Quello che abbiamo detto prima delle elezioni è ancora più vero dopo. Non siederemo" in un governo "con Bibi o con Tibi". "Ci sono troppo sviluppi ed avvenimenti. Aspetteremo che le acque si calmino e prenderemo in considerazione i passi ulteriori".
Leader partito arabo: “Netanyahu incita all'odio contro il 20% della popolazionèe”
"Un uomo accusato di corruzione, frode e abuso di fiducia continua a incitare all'odio contro il 20% dei cittadini del Paese. In qualsiasi democrazia funzionante, chi perde un'elezione si assume le proprie responsabilità e si fa da parte. In Israele, la parte sconfitta costruisce una calunnia razzista e incita le forze di sicurezza a usare la forza per ribaltare il verdetto popolare". Lo scrive su X Sami Abou Shahadeh, leader di Balad, uno dei partiti arabi che formano la Lista Unita. "Non dobbiamo permettere all'estrema destra di rubare le elezioni o di trascinare il Paese verso una nuova tornata elettorale basandosi su accuse inventate e deliranti", ha aggiunto in merito alle contestazioni del Likud sulla presunta corruzione elettorale.
Likud: “Nessun partito faccia governo con arabi”
"Dopo che è emerso il tentativo di entità straniere di prendere il controllo della Knesset, è evidente che nessun partito sionista dovrebbe collaborare con Ra’am o con la Lista Comune, nè sostituire il presidente della Knesset attraverso voti comprati in contanti, nè formare un governo che rappresenti un pericolo per Israele". Lo ha affermato il Likud, alla luce delle accuse di presunte interferenze straniere sulle elezioni che si sono tenute martedì. Il partito del premier Benjamin Netanyahu, in una nota, ha messo in in guardia contro un presunto tentativo di "islamizzazione di Israele". I partiti della coalizione di governo uscente, a cominciare dal Likud, già durante le operazioni di voto, di fronte all'alta affluenza alle urne, hanno accusato i partiti arabi di voler "rubare le elezioni". I due partiti arabi - Ra’am e Lista Comune - hanno preso in tutto 19 seggi, rispettivamente 7 e 12, segnando il loro massimo storico. Il blocco del governo ne ha conquistati 53 mentre quello dell'opposizione 49, nessuno dei due con una maggioranza per formare un esecutivo senza il coinvolgimento dei partiti arabi.
Putin: “La questione palestinese si può risolvere solo con la creazione di due Stati”
La Russia ritiene che una soluzione definitiva alla questione palestinese possa essere raggiunta solo attraverso l'attuazione del principio dei due Stati, ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin durante il Vertice Russia-Africa. "La Russia sostiene e crede che una soluzione definitiva alla questione palestinese possa essere raggiunta solo attraverso il noto principio della creazione di due Stati, incluso uno Stato a tutti gli effetti sul territorio palestinese: uno Stato palestinese", ha affermato il presidente russo, citato da Tass.
Polizia Israele: “Quattro arresti per presunta corruzione elettorale”
La polizia riferisce su X che quattro uomini sono stati arrestati nel sud di Israele con l'accusa di presunta corruzione elettorale. Attualmente sono in corso gli interrogatori presso l'Unità nazionale anticorruzione della Lahav 433. Altre tre persone erano stata arrestate con la medesima accusa la mattina delle elezioni, il 27 ottobre, sempre nel sud del Paese. I media riferiscono che il partito arabo Ra’am ha identificato gli uomini arrestati come attivisti della fazione e ha respinto le accuse.
Golan: “Da Netanyahu delegittimazione arabi per minare voto”
"Netanyahu sta cercando di minare i risultati elettorali attraverso una squallida campagna di delegittimazione, che va contro la volontà popolare e, in particolare, contro la popolazione araba". Lo ha affermato il leader dei Democratici, Yair Golan, alla luce dell'indagine aperta su presunte interferenze straniere sulle elezioni di martedì. "Ogni concreto sospetto di un danno all'integrità delle elezioni deve essere oggetto di un'indagine approfondita", ha aggiunto il leader di sinistra, ricordando al contempo lo scandalo Qatargate che vede coinvolti consiglieri stretti del premier israeliano. "Non dobbiamo dimenticare che il tradimento più grave, che ha visto anche il coinvolgimento del Qatar, si è consumato proprio nell'ufficio di Netanyahu - ha sottolineato Golan - Siamo ancora in attesa che (Jonatan) Urich venga licenziato. Fino ad allora, lasciamo che Netanyahu continui ad abbaiare. Noi continueremo a lavorare". Urich è indagato, insieme a Eli Feldstein, con l'accusa di aver preso soldi da Doha per una campagna di immagine a favore del Paese del Golfo, sostenitore e finanziatore di Hamas, prima e durante la guerra a Gaza seguita all'attacco del 7 ottobre.
Likud su presunta interferenza del Qatar: “Attacco alla democrazia”
Il Likud ha reagito al sospetto di interferenze del Qatar nelle elezioni israeliane, soprannominando la vicenda 'Ra'amgatè. Il partito di Benjamin Netanyahu ha inoltre dichiarato che "si tratta di un attacco alla democrazia volto a portare alla presa di controllo della Knesset da parte di potenze straniere, all'islamizzazione di Israele e al rovesciamento del governo di destra, al fine di provocare la ritirata e la sconfitta dell'Idf su tutti i fronti, in primis l'Iran". "Questo è un terremoto e uno sconvolgimento senza precedenti. Dopo che è emerso chiaramente che entità straniere hanno tentato di impadronirsi della Knesset, è evidente che nessun partito sionista dovrebbe collaborare con Ràam e la Lista Unita, sostituire il presidente della Knesset con voti comprati e instaurare un governo pericoloso per Israele", ha aggiunto il Likud.
Eisenkot: “Politici non sfruttino indagine sulle interferenze”
Gadi Eisenkot, leader di Yashar, ha esortato a indagare i sospetti di presunte interferenze straniere sul voto mettendo tuttavia in guardia dallo sfruttamento politico delle accuse. "Israele deve fare tutto ciò che è in suo potere per salvaguardare l'integrità delle elezioni da qualsiasi tentativo di interferenza, manipolazione o distorsione, e deve indagare a fondo su ogni denuncia", ha affermato il leader del blocco dell'opposizione. "Allo stesso tempo - ha sottolineato - non si deve permettere agli attori politici di sfruttare la situazione per influenzare la data del giuramento della 26esima Knesset".
Ben Gvir: “Si arrestino leader partiti arabi se coinvolti nel caso del denaro dal Qatar”
"Lo Shin Bet deve disporre già questa mattina l'arresto dei leader dei partiti arabi sospettati di essere coinvolti nella vicenda del denaro proveniente dal Qatar, così come di tutti gli altri sospettati nel caso, compresi esponenti dei Fratelli Musulmani e delle organizzazioni a essi collegate, purché sussistano i presupposti legali per procedere agli arresti". Lo ha scritto su X il ministro di ultradestra israeliano Itamar Ben Gvir.
Israele, 92,7% dei voti scrutinato: il quadro dei due blocchi non cambia
Con il 92,7% dei voti scrutinato, il quadro dei due blocchi emerso dalle elezioni in Israele non cambia. Ràam perde un seggio a favore della Lista Unita e scende a 7 seggi. La Lista Unita ha 12 seggi. Il Likud registra 26 seggi, Yashar 21, Insieme 12, i Democratici 8, Yisrael Beiteinu, Otzma Yehudit (Ben Gvir) e Shas 7 ciascuno. Sionismo Religioso (Smotrich) e Zehuta con 6 seggi. Winter, Handel e Zelicha non superano ancora la soglia di sbarramento. La coalizione ottiene 53 seggi, il Blocco del Cambiamento 48 e i partiti arabi 19.
Media, Commissione elettorale israeliana chiede inchiesta su soldi da Qatar a elettori arabi
Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet di indagare sulle accuse di interferenze straniere nelle elezioni per il sospetto di corruzione elettorale da parte del Qatar dopo che il capo dell'intelligence interna David Zini ha presentato informazioni definite "eccezionalmente gravi". Lo riporta Channel 12 riferendo che "il sospetto attualmente esaminato riguarda il trasferimento di ingenti somme di denaro da parte di soggetti arabi, allo scopo di aumentare l'affluenza alle urne nella comunità araba attraverso mezzi illegali".
Commissione elettorale Israele: “Indagini su possibili ingerenze estere”
Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana (Cec), il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet, David Zini, di indagare sulle possibili ingerenze straniere nelle elezioni di martedì. "Stati portati alla mia attenzione seri sospetti riguardo a un'influenza impropria sulle elezioni, esercitata tramite finanziamenti forniti da enti stranieri che agiscono contro gli interessi israeliani", ha scritto Sohlberg in una lettera pubblicata dai media israeliani.
"Anche se non posso comprovare la veridicità di questi sospetti, dato che coinvolgono entità straniere, ritengo che vi sia l'obbligo di indagare a fondo", ha spiegato. Dunque, "ordino di fare tutto il possibile per indagare su questi sospetti, utilizzando l'autorità dello Shin Bet per scoprire prove che sostengano o smentiscano" le indiscrezioni, ha proseguito. "Solo in questo modo possiamo garantire la fiducia pubblica nel processo elettorale e l'integrità della procedura democratica", ha sottolineato. Sohlberg ha dato allo Shin Bet una settimana di tempo per presentare le sue conclusioni.
Polizia di Israele respinge accuse del Likud ai partiti arabi: “Nessuna prova di frode voto”
La polizia israeliana smentisce le affermazioni del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui le elezioni sarebbero state "rubate" dai partiti arabi. "La giornata elettorale si è svolta con pochissimi episodi irregolari che abbiano riguardato l'integrità del voto, persino se confrontata con le elezioni precedenti", ha dichiarato una fonte della polizia a diversi organi di stampa in lingua ebraica, secondo quanto riportato dal Times of Israel. "È importante sottolineare che non esistono prove, né di natura investigativa né di intelligence, a sostegno di tali accuse", ha aggiunto la fonte. Ieri, anche un funzionario della Commissione elettorale centrale (Cec) aveva respinto le denunce di brogli. Mentre lo scrutinio è ancora in corso, i partiti arabi hanno ottenuto 19 seggi nelle elezioni di martedì, a fronte di un'affluenza senza precedenti da parte della comunità araba. Prima del voto, i media in lingua ebraica avevano riferito che il Likud intendeva contestare i risultati provenienti dalle località arabe e sostenere che le elezioni fossero state "rubate" nel caso in cui Netanyahu non avesse vinto; il partito aveva infatti preparato in anticipo una serie di reclami e accuse di brogli.
Media, finora conteggiate 29.000 “doppie buste” su oltre 400.000 in Israele
Finora, in Israele sono state scrutinate poco più di 29.000 'doppie buste' (ossia le schede degli elettori che hanno votato da ospedali, zone di guerra o i diplomatici dall'estero), su un totale stimato di oltre 400.000. Lo riferisce Ynet secondo cui il partito Likud del premier Benjamin Netanyahu è in testa tra queste schede, con il 18,5% dei voti finora conteggiati, seguito dal movimento "Yashar" di Gadi Eisenkot con il 15,6%. Secondo gli esperti citati dal portale, è improbabile che il conteggio finale delle doppie buste modifichi in modo significativo le attuali proiezioni sull'assegnazione dei seggi. Ynet riferisce inoltre che la Commissione elettorale centrale stima che lo spoglio dei voti sarà completato entro questo pomeriggio.
Voto in Israele, In corso lo spoglio dei voti per corrispondenza
E' cominciato lo spoglio delle 650mila schede dei voti, per il rinnovo del parlamento di Israele, inviati per corrispondenza da militari e elettori ricoverati negli ospedali. Si tratta del 10% circa dei votanti.
Trump: “Stretto di Hormuz prima o poi sarà Stretto di Trump, Iran mai con l'arma nucleare”
"Abbiamo dato un nome al Golfo d'America. Abbiamo dato un nome a un lago incantevole, il lago Ontario che ora si chiama lago America. E c'è lo Stretto di Hormuz... prima o poi lo chiameremo Stretto di Trump". Lo ha detto il presidente Usa durante un comizio in Ohio, ricordando che il petrolio è tornato a scorrere "come non mai" nello Stretto, assicurando che l'Iran "non avrà mai l'arma nucleare".
Arabia Saudita, intercettato missile Houthi a est del PAese
Le difese aeree hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi verso la provincia orientale" dell'Arabia Saudita. Lo ha scritto su X il portavoce della coalizione a guida saudita, che combatte contro gli Houthi in Yemen, Turki al-Malki.
Trump: “Metterò fine rapidamente alla guerra”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha promesso di "mettere fine molto rapidamente" alla guerra all'Iran. "Adesso devo solo portare a termine, cosa che farò molto rapidamente, la guerra con l'Iran", ha promesso parlando in Ohio. "Sono stati duramente sconfitti" ha aggiunto, riferendosi agli iraniani.