NEW YORK – Qualcosa di strano e inusuale è successo. Non è chiaro cosa, e le speculazioni spaziano dai guai elettorali dei repubblicani fino ai problemi di salute per Trump. Di sicuro però la sua decisione di programmare, cancellare, e poi nuovamente tenere i comizi finali della campagna per le midterm in Kansas e Iowa sta facendo discutere, se non altro perché il presidente gioca in difesa, per proteggere anche attraverso le cause legali seggi che il Gop dovrebbe vincere a mani basse.
In origine il capo della Casa Bianca aveva previsto di andare sabato in Kansas, a Salina, per aiutare il senatore Roger Marshall a respingere l’assalto del pastore democratico Adam Hamilton; e domenica in Iowa, a Dubuque, per sostenere la deputata repubblicana Ashley Hinson contro Josh Turek. Sprint conclusivo di una corsa che lo ha portato in tutti gli stati e i collegi in bilico. Ben 25 tappe, per ripetere ai sostenitori Maga che il suo nome è sulla scheda e spingerli ad andare alle urne, per evitare …
NEW YORK – Qualcosa di strano e inusuale è successo. Non è chiaro cosa, e le speculazioni spaziano dai guai elettorali dei repubblicani fino ai problemi di salute per Trump. Di sicuro però la sua decisione di programmare, cancellare, e poi nuovamente tenere i comizi finali della campagna per le midterm in Kansas e Iowa sta facendo discutere, se non altro perché il presidente gioca in difesa, per proteggere anche attraverso le cause legali seggi che il Gop dovrebbe vincere a mani basse.
In origine il capo della Casa Bianca aveva previsto di andare sabato in Kansas, a Salina, per aiutare il senatore Roger Marshall a respingere l’assalto del pastore democratico Adam Hamilton; e domenica in Iowa, a Dubuque, per sostenere la deputata repubblicana Ashley Hinson contro Josh Turek. Sprint conclusivo di una corsa che lo ha portato in tutti gli stati e i collegi in bilico. Ben 25 tappe, per ripetere ai sostenitori Maga che il suo nome è sulla scheda e spingerli ad andare alle urne, per evitare la fine anticipata, o comunque la bocciatura e la paralisi del suo secondo mandato.
A questo si sono aggiunte le ultime cause presentate in California, per impedire la conta di voti espressi da sospetti immigrati illegali senza cittadinanza; e in Alaska, dove accusa la candidata democratica al Senato Mary Peltola di aver violato la legge, per spingere a presentarsi un indipendente con lo stesso nome del suo rivale repubblicano, Dan Sullivan, allo scopo di confondere gli elettori. I sondaggi poi lanciano l’allarme anche in South Carolina, dove Darline Graham rischia di perdere il seggio del fratello deceduto Lindsey. Tutti segnali preoccupanti per il Gop, perché magari le previsioni degli analisti saranno pure sbagliate e le cause giustificate, ma se Trump avverte la necessità di prendere tutte queste iniziative dimostra quanto meno che non si sente così sicuro del risultato.
Giovedì sera però, a sorpresa, la Casa Bianca ha annunciato che i comizi in Kansas e Iowa erano cancellati, rimpiazzandoli con “tele rally”, ossia telefonate con gli elettori. La spiegazione ufficiosa era che non servivano più, e comunque le chiamate avrebbero raggiunto più sostenitori con meno fatica e meno costi.
Subito si sono scatenate le speculazioni sui veri motivi di questa decisione. Quella politica insinuava che i due stati sono ormai persi e quindi era inutile andare; quella più maliziosa avanzava dubbi sulla salute di Trump, ipotizzando anche problemi cardiaci.
Viste le reazioni, il presidente ha deciso che il danno era comunque troppo grave da sopportare e quindi ha riprogrammato i due comizi, entrambi domenica. Qualunque sia la spiegazione giusta, si tratta certamente di un finale di campagna inusuale, che alimenta le speculazioni.