Live

Guerra in Iran, le news di oggi. Bannon: “Trump promuova una commissione d’inchiesta sul conflitto”

Guerra in Iran, le news di oggi. Bannon: “Trump promuova una commissione d’inchiesta sul conflitto”
I Pasdaran minacciano: la guerra potrebbe estendersi anche allo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
1 minuti di lettura

I Pasdaran minacciano di estendere la guerra contro gli Usa allo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso. “Quei leader statunitensi irresponsabili dovrebbero sapere che oggi l'intera resistenza costituisce un fronte unico, coeso attraverso i diversi scenari -ha detto il comandante della Forza Quds Esmail Qann –Pertanto non misurate la portata di questo fronte basandovi soltanto sulla gittata delle armi. Altrimenti, vi ritroverete a combattere una guerra nello stretto di Hormuz, mentre sarete contemporaneamente costretti ad affrontare un nuovo fronte". Intanto Steve Bannon invita Trump a promuovere una commissione d'inchiesta sulla guerra all'Iran per riacquistare fiducia.

I Democratici di Golan indicano Eisenkot per l'incarico di premier in Israele

Il partito I Democratici di Yair Golan (8 seggi) ha indicato il nome di Gadi Eisenkot per l'incarico di premier durante le consultazioni dal presidente Isaac Herzog. "Vogliamo cambiare la politica attuale del Paese e invochiamo la formazione di un governo di emergenza nazionale", ha detto la deputata Naama Lazimi, attaccando il tentativo di "contestare le elezioni e delegittimare un intero settore della società". Alla domanda di Herzog su cosa significhi "governo di emergenza nazionale", Lazimi ha risposto che come prima fase si potrebbe trattare anche di un governo di minoranza, con l'obiettivo di cambiare il presidente della Knesset. Herzog ha continuato a incalzare la delegazione sull'instabilità di un governo di minoranza nella realtà complessa. "Capisco la diatriba su Netanyahu, io ci discuto sempre, ma mi chiedo, è possibile che tutto verta su 'Netanyahu sì, Netanyahu no'? Un quarto degli israeliani lo ha votato. Non è il caso di considerare un governo di unità?", ha chiesto Herzog. "La questione non è personale, ma politica. Netanyahu ha ricevuto diverse possibilità di guidare un'unità nazionale, ma ha sempre violato le promesse", ha risposto il deputato Gilad Kariv.

Wsj: “Houthi chiedono a Riad 51 miliardi di dollari per cessare le ostilità”

Gli Houthi hanno chiesto all'Arabia Saudita un pagamento di 51 miliardi di dollari come condizione per giungere a una cessazione delle ostilità. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti informate delle trattative, spiegando che il Regno ha preso contatti con i ribelli per provare a raggiungere una soluzione negoziata della guerra. Secondo le fonti, gli Houthi hanno dichiarato che tale somma sarebbe necessaria a coprire i costi di anni di attacchi sauditi e di un prolungato blocco. Le stesse fonti riferiscono che in seguito sono state avanzate altre cifre, ma il messaggio è rimasto chiaro: il prezzo per un'uscita dal conflitto si aggira nell'ordine delle decine di miliardi di dollari. Inoltre, gli Houthi pretendono che il Regno riconosca ufficialmente il loro movimento come legittimo governo dello Yemen, accettando di fatto la presenza di un avversario armato dall'Iran lungo il proprio confine meridionale. Secondo il Wsj, queste richieste confermano come l'Arabia Saudita si trovi di fronte esclusivamente a opzioni sfavorevoli nel tentativo di uscire dal conflitto, iniziato oltre un decennio fa con l'intervento saudita contro gli Houthi nella guerra civile yemenita.

Partito ultraortodosso non raccomanda candidati, rotta alleanza con Netanyahu

La fazione Ebraismo Unito, alleanza tra due partiti ultraortodossi ashkenaziti in Israele, ha deciso di non indicare nessun candidato per la formazione di un governo, dichiarando al presidente Herzog durante le consultazioni di "non essere vincolata ad alcun blocco". Il partito, che è stato parte del governo fino al luglio 2025 e ha poi sostenuto la coalizione dall'esterno, rompe cosi un'alleanza di lunga data con Benjamin Netanyahu e potrebbe porsi come ago della bilancia in un eventuale governo di minoranza formato da Eisenkot.

A Teheran bruciato uno striscione con Trump, Vance, Netanyahu e Witkoff

A Teheran, un gruppo di persone si è riunito per dare alle fiamme uno striscione che ritraeva Donald Trump, JD Vance, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Alcune immagini rilanciate da Sky News mostrano i presenti radunarsi attorno allo striscione prima di appiccare il fuoco, in un gesto di aperta opposizione ai leader statunitensi e israeliani. L'episodio avviene dopo che Trump ha ammesso che la guerra in Iran è stata, in larga misura, la causa della storica sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di midterm.

Stretto di Hormuz, due petroliere e un rimorchiatore in fiamme

Le Guardie rivoluzionarie iraniane riferiscono che due petroliere e un rimorchiatore hanno preso fuoco nello stretto di Hormuz, dopo aver tentato di percorrere rotte non autorizzate. Una petroliera ha urtato una mina mentre cercava di attraversare un passaggio a sud dello stretto, mentre una seconda superpetroliera ha preso fuoco mentre usciva dalla rotta nella parte orientale del canale. Anche un rimorchiatore, avvicinatosi alla seconda imbarcazione per aiutare a spegnere l'incendio, è stato avvolto dalle fiamme.

La Corea del Sud invia marina per missione nello Stretto di Hormuz

Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha annunciato l'invio di velivoli da pattugliamento marittimo e di una squadra specializzata nella neutralizzazione di ordigni esplosivi nelle acque vicine allo Stretto di Hormuz, nell'ambito di una missione volta a garantire che tale via navigabile strategica rimanga aperta. Il ministero ha inoltre confermato che il governo ha deciso di estendere l'area operativa dell'unità navale "Cheonghae", impegnata in attività anti-pirateria e attualmente dislocata nelle acque a sud dell'Oman, in prossimità dello Stretto.

Bannon: “Trump promuova commissione d'inchiesta sulla guerra all'Iran”

Steve Bannon esorta Donald Trump a istituire una commissione d'inchiesta che indaghi sulla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e che renda pubblici i risultati, giudicando l'iniziativa come necessaria affinché il presidente possa riconquistare la fiducia degli americani. Le dichiarazioni dell'ex controverso stratega della Casa Bianca, riporta il Washington Post, rappresentano l'ultimo esempio di una figura conservatrice di spicco, vicina a Trump, che reclama trasparenza e responsabilità da parte dell'amministrazione. Secondo Bannon, le istituzioni israeliane dovrebbero collaborare, rendendo accessibili i propri documenti.

I Pasdaran minacciano di aprire un nuovo fronte nel Mar Rosso

La guerra estesa anche allo stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso. È la nuova minaccia dei Pasdaran. “Quei leader statunitensi irresponsabili dovrebbero sapere che oggi l'intera resistenza costituisce un fronte unico, coeso attraverso i diversi scenari", ha detto il comandante della Forza Quds Esmail Qann. "Pertanto - ha aggiunto - non misurate la portata di questo fronte basandovi soltanto sulla gittata delle armi. Altrimenti, vi ritroverete a combattere una guerra nello stretto di Hormuz, mentre sarete contemporaneamente costretti ad affrontare un nuovo fronte".

I commenti dei lettori