È stato in Nigeria 20 giorni fa l’uomo che colpito dalla malaria a Verona. Quando è stata fatta la diagnosi si riteneva che il caso fosse autoctono, quindi riguardante una persona mai uscita dall’Italia. L’allarme rientra oggi, con la dichiarazione della presidenza della Regione sul viaggio in Africa del paziente.
L’indagine epidemiologica
Il paziente, ricoverato all’ospedale di Verona giovedì, non avrebbe detto agli uomini dell’ufficio di Prevenzione della Asl cittadina che aveva fatto un viaggio in un Paese a rischio come la Nigeria. Di solito chi parte per viaggi del genere fa una profilassi farmacologica per non ammalarsi. Non è chiaro come mai ci sia stato un problema di comunicazione, se questo ad esempio sia stato legato alle condizioni di salute del paziente o a errori nell’intervista che gli hanno fatto i tecnici, comunque dopo una serie di verifiche incrociate, oggi si è chiarito tutto e è stato escluso che si tratti di un caso autoctono.
Il primo comunicato
Giovedì era sta…
È stato in Nigeria 20 giorni fa l’uomo che colpito dalla malaria a Verona. Quando è stata fatta la diagnosi si riteneva che il caso fosse autoctono, quindi riguardante una persona mai uscita dall’Italia. L’allarme rientra oggi, con la dichiarazione della presidenza della Regione sul viaggio in Africa del paziente.
L’indagine epidemiologica
Il paziente, ricoverato all’ospedale di Verona giovedì, non avrebbe detto agli uomini dell’ufficio di Prevenzione della Asl cittadina che aveva fatto un viaggio in un Paese a rischio come la Nigeria. Di solito chi parte per viaggi del genere fa una profilassi farmacologica per non ammalarsi. Non è chiaro come mai ci sia stato un problema di comunicazione, se questo ad esempio sia stato legato alle condizioni di salute del paziente o a errori nell’intervista che gli hanno fatto i tecnici, comunque dopo una serie di verifiche incrociate, oggi si è chiarito tutto e è stato escluso che si tratti di un caso autoctono.
Il primo comunicato
Giovedì era stato diffuso un comunicato nel quale si spiegava che “la Regione del Veneto in stretta collaborazione con l’Ulss 9 di Verona e con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, appena ricevuta comunicazione del caso, ha attivato le misure di sorveglianza previste: approfondimento dell’indagine epidemiologica sul caso; indagine sul campo con cattura e analisi dei vettori locali; misure di sorveglianza sanitaria rivolte agli altri soggetti nei luoghi di possibile esposizione; attività di disinfestazione preventiva nell’area da effettuare in base agli esiti controlli effettuati”. Si temeva che fosse successo come per la Dengue, che ha colpito duramente quest’anno in Italia, e cioè che una zanzara avesse punto una persona infetta, che non sapeva di esserlo, e poi l’uomo finito in ospedale. Qui però il caso sarebbe stato più preoccupante perché la zanzara che trasmette la malaria, l’anofele, non risulta presente in Italia. Si sarebbe trattato di un evento unico in Italia, dove casi autoctoni non si vedono da anni.
La malattia
Dal Veneto sono arrivate informazioni anche sulla malattia. “La malaria - hanno spiegato i tecnici regionali - è una malattia infettiva che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette da un parassita (Plasmodium). La malattia si manifesta con febbre, brividi intensi, sudorazione, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari. La malaria è una malattia trattabile e può essere curata efficacemente se diagnosticata e trattata tempestivamente, riducendo così il rischio di complicazioni gravi. È importante sottolineare che la malaria non si trasmette da persona a persona tramite contatto diretto, saliva, o rapporti sessuali, ma esclusivamente attraverso il contatto con sangue infetto o la puntura di zanzare infette”.
Tra l’altro “il tipo di zanzare in grado di trasmettere questo parassita non risulta a oggi presente nel nostro territorio. In Italia la malaria è stata eradicata ufficialmente negli Anni 70 grazie a campagne di bonifica e di controllo delle zanzare, oltre all’uso di farmaci specifici. In Veneto tutti i casi di malaria registrati ogni anno riguardano persone che hanno contratto la malattia in Paesi endemici”. Anche l’ultimo, quello su cui era scattato l’allarme, è di questo tipo.