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Pavia, Centinaio ospite "sgradito". E l'università si svuota

Molti professori e studenti si rifiutano di assistere all'apertura dell'anno academico. "La presenza del ministro leghista contraddice i nostri valori di uguaglianza e inclusività"
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PAVIA. Nonostante "io sia un vero terrone, ah ah", il rettore dell'università di Pavia non teme il ministro leghista Gian Marco Centinaio, che talvolta dà del "terrone" agli altri, ad esempio al presidente del Senato Grasso, nei giorni della discussione sullo Ius Soli. In quel caso, l'espressione era "terrone di m...", oltre che "infame", e forse avrebbe potuto esprimere meglio il suo pensiero se i commessi non lo avessero placcato e portato via.

Ora, il rettore Fabio Rugge - nato a Lecce - lo ha invitato come ospite d'onore all'inaugurazione dell'anno accademico, che si tiene lunedì nell'aula magna di una delle università più antiche e blasonate d'Europa, e piena di studenti "terroni", come tutte le università del Nord. Ci saranno molte sedie vuote, quelle dei docenti indignati, e se lui dice "mi spiace tanto, perché io i miei professori li conosco uno …
PAVIA. Nonostante "io sia un vero terrone, ah ah", il rettore dell'università di Pavia non teme il ministro leghista Gian Marco Centinaio, che talvolta dà del "terrone" agli altri, ad esempio al presidente del Senato Grasso, nei giorni della discussione sullo Ius Soli. In quel caso, l'espressione era "terrone di m...", oltre che "infame", e forse avrebbe potuto esprimere meglio il suo pensiero se i commessi non lo avessero placcato e portato via.

Ora, il rettore Fabio Rugge - nato a Lecce - lo ha invitato come ospite d'onore all'inaugurazione dell'anno accademico, che si tiene lunedì nell'aula magna di una delle università più antiche e blasonate d'Europa, e piena di studenti "terroni", come tutte le università del Nord. Ci saranno molte sedie vuote, quelle dei docenti indignati, e se lui dice "mi spiace tanto, perché io i miei professori li conosco uno a uno, ne ho 950...", loro gli mandano a dire che sarebbe ancora in tempo per ricredersi. E lui: "Non ci penso nemmeno!", quindi lunedì avrà le sedie vuote, un presidio di studenti in cortile, un contro presidio di Forza Nuova, e un ministro forse nervoso, che per ora ha dichiarato: "Ho da governare un Paese, non ho tempo da perdere per queste stupidaggini" (forse l'ultima parola era un'altra).

Due lettere sono arrivate al rettore. Una (150 firme) del professor Pietro Galinetto, "l'università non può tacere di fronte ai numerosi atti discriminatori, al crescente sentimento antieuropeo...", insomma una freccia dritta al cuore di un leghista. L'altra di 300 docenti, studenti, dottorandi e ricercatori, "alcuni iscritti all'Anpi", altri no: "Ci rifiutiamo di partecipare" perché "il prestigio dell'alta carica istituzionale che Centinaio ricopre non ne cancella la biografia politica. E una simile biografia contraddice i valori di eguaglianza e inclusività che l'università professa".

Segue elenco di "noti episodi". Quello contro Grasso, ma anche l'indirizzo mail terronsgohome@yahoo.it, a lui riconducibile per sua stessa ammissione. Centinaio "è ammiratore del defunto politico razzista Jorg Haider", e "ha espresso, da vicesindaco del Comune di Pavia, se non aperto sostegno almeno vicinanza a esponenti di Forza nuova". A commento di un'aggressione di attivisti di sinistra disse: "Forza nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare. Il problema è che ancora una volta sono passati dalla parte del torto e hanno fatto diventare le ZECCHE dei martiri".

Raffaella Guglielmann, ricercatrice a Matematica: "Siamo stupiti, amareggiati e arrabbiati. Vale la pena protestare, con toni civili. Qui è difficile far emergere la coscienza critica. Chieda al Circolo Errera...". Il Circolo è intitolato a Giorgio Errera, docente di Chimica dal 1917. Uno dei dodici che nel 1931 si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo, e perciò venne prontamente buttato fuori. Gli 80 soci, tutti professori, hanno redatto un documento in cui si dice che "l'anno accademico va illustrato da figure nel campo della cultura e della ricerca scientifica o da figure di elevato profilo il cui ruolo istituzionale prevalga sull'appartenenza politica". Silvana Borutti, docente di Filosofia teoretica e coordinatrice del Circolo: "Rugge ha detto che è una questione di libertà di espressione. Ma l'ospite d'onore non prende la parola in virtù della libertà di espressione, ma sulla base della sua dignitas, della personalità culturale e scientifica". Inoltre "sappiamo che gli verrà addirittura conferita la Medaglia Teresiana", massimo riconoscimento dell'università.

"A me è sembrato naturale invitarlo", dice Rugge. "Le università sono creature a vocazione internazionale ma insistono su un territorio che ha espresso un ministro, che si è anche laureato qui". E gli insulti ai "terroni"? "Non vanno fatti". Aggiunge che "sotto la mia guida il 30 per cento degli studenti non paga la retta. Esiste il doppio libretto per studenti in transizione di genere. Pratichiamo l'inclusione dei rifugiati politici. In più, gli studenti non pagano il bus". Bene. C'è anche la Scuola di Pragmatica politica, il cui coordinamento è affidato a Roberto Maroni, "lui è stato la chiave per raggiungere tutti gli altri docenti: Appendino, Sala, Bersani, D'Alema, Tremonti...".