ROMA - Per la prima volta l'Autorità delle Comunicazioni minaccia la Rai con una mega-multa: 72 milioni di euro. Rischia di costare tantissimo la tv di Stato sovranista. TeleSalvini e TeleDiMaio non sono più solo un problema politico ma possono diventare un danno economico per l'azienda. Non era mai successo prima che fosse ventilata una sanzione pecuniaria contro Viale Mazzini. Ora è successo.
Ieri si è riunito il consiglio dell'Agcom e ha avviato un'istruttoria su come funzionano i tg e i talk show della Rai. L'accusa, alla quale l'azienda dovrà rispondere, è di aver violato il contratto di servizio, ovvero il testo che regola la concessione alla televisione pubblica. Nel mirino dell'authority c'è soprattutto il Tg2, ma dopo una lunga discussione il relatore del provvedimento, Mario Morcellini, ha dovuto accettare che la "minaccia" coinvolgesse tutta l'informazione Rai e non si capisce se è peggio o meglio per il sistema che ruota intorno a Saxa Rubra. "Ravvisiamo possibili violazioni - si legge nel dispositivo - in relazione ai canoni di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità, indipendenza e apertura alle diverse formazioni politiche e sociali". Manca poi "un contraddittorio adeguato, effettivo e leale". Insomma, a Viale Mazzini abbiamo un problema serio.
Morcellini voleva che si puntasse il dito in particolare sul telegiornale diretto da Gennaro Sangiuliano. L'ultimo episodio, che aveva scatenato persino un caso diplomatico, risale al 26 maggio a causa di un servizio del Tg2 sull'invasione islamica in Svezia, su quartieri off limits per le forze dell'ordine, sulla legge coranica applicata in alcune aree di Stoccolma. Apriti cielo. Era intervenuta l'ambasciata svedese con una durissima nota ufficiale per criticare il taglio e il contenuto del "pezzo" che invece era piaciuto, naturalmente, a Matteo Salvini. "Svezia invasa. Stop Eurabia", aveva postato il ministro dell'Interno sui social.
La Rai adesso ha il tempo per rispondere, per confermare la sua correttezza e il pluralismo sulla base dei dati e del bilancino degli spazi concessi a tutte le forze politiche. Ma l'istruttoria non se l'aspettava e non si aspettava che venisse quantificata la maxisanzione, pari al 3 per cento del fatturato. Proprio nel momento in cui l'amministratore delegato Fabrizio Salini sta preparando il bilancio di un anno di gestione dell'azienda. L'idea di dover pagare 72 milioni di multa cambia quasi tutto. E oggi potrebbe aprirsi un altro caso. In commissione di Vigilanza si vota la richiesta del deputato di Forza Italia Giorgio Mulè di bloccare tutte le nomine per i settori di genere previsti dal piano industriale, le nuove maxi-divisioni. Una messa in mora dei vertici che sarebbero costretti a rinviare l'avvio della "rivoluzione" e ad aspettare il via libera del ministero dello Sviluppo economico.
Tutto parte da un parlamentare dell'opposizione, ma la Lega è orientata a votare a favore bloccando così il fiore all'occhiello dell'ad che è stato indicato dai 5 stelle. C'è del resto un'offensiva che continua tra la Lega e i 5 stelle sulla pelle di Viale Mazzini. Paolo Tiramani, capogruppo del Carroccio nella Vigilanza, torna ad attaccare il direttore di Raidue Carlo Freccero. "Ha tolto dal palinsesto all'ultimo secondo Generazione Giovani, una trasmissione che andava bene e che forse non era politicamente gradita". Presenterà un'interrogazione e chiederà una nuova audizione di Freccero. "È vero che il conduttore Milo Infante è diventato vicedirettore di Raiuno - insiste Tiramani -. Ma si poteva trovare un sostituto". È un altro segno della fibrillazione che c'è intorno alla Rai, cui si aggiungono le dimissioni del grillino Alberto Airola dalla Vigilanza: "Non si può incidere, lascio".
Ieri si è riunito il consiglio dell'Agcom e ha avviato un'istruttoria su come funzionano i tg e i talk show della Rai. L'accusa, alla quale l'azienda dovrà rispondere, è di aver violato il contratto di servizio, ovvero il testo che regola la concessione alla televisione pubblica. Nel mirino dell'authority c'è soprattutto il Tg2, ma dopo una lunga discussione il relatore del provvedimento, Mario Morcellini, ha dovuto accettare che la "minaccia" coinvolgesse tutta l'informazione Rai e non si capisce se è peggio o meglio per il sistema che ruota intorno a Saxa Rubra. "Ravvisiamo possibili violazioni - si legge nel dispositivo - in relazione ai canoni di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità, indipendenza e apertura alle diverse formazioni politiche e sociali". Manca poi "un contraddittorio adeguato, effettivo e leale". Insomma, a Viale Mazzini abbiamo un problema serio.
Morcellini voleva che si puntasse il dito in particolare sul telegiornale diretto da Gennaro Sangiuliano. L'ultimo episodio, che aveva scatenato persino un caso diplomatico, risale al 26 maggio a causa di un servizio del Tg2 sull'invasione islamica in Svezia, su quartieri off limits per le forze dell'ordine, sulla legge coranica applicata in alcune aree di Stoccolma. Apriti cielo. Era intervenuta l'ambasciata svedese con una durissima nota ufficiale per criticare il taglio e il contenuto del "pezzo" che invece era piaciuto, naturalmente, a Matteo Salvini. "Svezia invasa. Stop Eurabia", aveva postato il ministro dell'Interno sui social.
La Rai adesso ha il tempo per rispondere, per confermare la sua correttezza e il pluralismo sulla base dei dati e del bilancino degli spazi concessi a tutte le forze politiche. Ma l'istruttoria non se l'aspettava e non si aspettava che venisse quantificata la maxisanzione, pari al 3 per cento del fatturato. Proprio nel momento in cui l'amministratore delegato Fabrizio Salini sta preparando il bilancio di un anno di gestione dell'azienda. L'idea di dover pagare 72 milioni di multa cambia quasi tutto. E oggi potrebbe aprirsi un altro caso. In commissione di Vigilanza si vota la richiesta del deputato di Forza Italia Giorgio Mulè di bloccare tutte le nomine per i settori di genere previsti dal piano industriale, le nuove maxi-divisioni. Una messa in mora dei vertici che sarebbero costretti a rinviare l'avvio della "rivoluzione" e ad aspettare il via libera del ministero dello Sviluppo economico.
Tutto parte da un parlamentare dell'opposizione, ma la Lega è orientata a votare a favore bloccando così il fiore all'occhiello dell'ad che è stato indicato dai 5 stelle. C'è del resto un'offensiva che continua tra la Lega e i 5 stelle sulla pelle di Viale Mazzini. Paolo Tiramani, capogruppo del Carroccio nella Vigilanza, torna ad attaccare il direttore di Raidue Carlo Freccero. "Ha tolto dal palinsesto all'ultimo secondo Generazione Giovani, una trasmissione che andava bene e che forse non era politicamente gradita". Presenterà un'interrogazione e chiederà una nuova audizione di Freccero. "È vero che il conduttore Milo Infante è diventato vicedirettore di Raiuno - insiste Tiramani -. Ma si poteva trovare un sostituto". È un altro segno della fibrillazione che c'è intorno alla Rai, cui si aggiungono le dimissioni del grillino Alberto Airola dalla Vigilanza: "Non si può incidere, lascio".