Fascisti in piazza, Carfagna dice no. Berlusconi: "Ci sarò"
Carmelo Lopapa , dal nostro inviato CARMELO LOPAPACasaPound in piazza a Roma spacca il centrodestra. "Non ha i nostri valori". Salvini: "Viene chi vuole"
PERUGIA - I neofascisti che tingeranno di nero la Piazza San Giovanni a Roma diventano un caso. E finiscono con lo spaccare, con 48 ore di anticipo, il centrodestra che in quella piazza voluta da Matteo Salvini si presenterà unito dopo tanto tempo.
Succede infatti che nelle stesse ore in cui i tre leader - presenti anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - si presentano insieme a Perugia per tirare la volata alla candidata Donatella Tesei, da Roma Mara Carfagna prende le distanze dalla manifestazione di domani. E lo fa nella maniera più dirompente, spiazzando il suo stesso leader. Il Cavaliere infatti aveva appena detto che sì, lui domani andrà e prenderà anche la parola, dopo settimane di tentennamenti. Ma dove c'è CasaPound non può esserci lei e soprattutto non dovrebbe starci Forza Italia, attacca la vicepresidente della Camera: "È giusto manifestare contro la manovra fatta di tasse e debito - è la premessa d…
Succede infatti che nelle stesse ore in cui i tre leader - presenti anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - si presentano insieme a Perugia per tirare la volata alla candidata Donatella Tesei, da Roma Mara Carfagna prende le distanze dalla manifestazione di domani. E lo fa nella maniera più dirompente, spiazzando il suo stesso leader. Il Cavaliere infatti aveva appena detto che sì, lui domani andrà e prenderà anche la parola, dopo settimane di tentennamenti. Ma dove c'è CasaPound non può esserci lei e soprattutto non dovrebbe starci Forza Italia, attacca la vicepresidente della Camera: "È giusto manifestare contro la manovra fatta di tasse e debito - è la premessa d…
PERUGIA - I neofascisti che tingeranno di nero la Piazza San Giovanni a Roma diventano un caso. E finiscono con lo spaccare, con 48 ore di anticipo, il centrodestra che in quella piazza voluta da Matteo Salvini si presenterà unito dopo tanto tempo.
Succede infatti che nelle stesse ore in cui i tre leader - presenti anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - si presentano insieme a Perugia per tirare la volata alla candidata Donatella Tesei, da Roma Mara Carfagna prende le distanze dalla manifestazione di domani. E lo fa nella maniera più dirompente, spiazzando il suo stesso leader. Il Cavaliere infatti aveva appena detto che sì, lui domani andrà e prenderà anche la parola, dopo settimane di tentennamenti. Ma dove c'è CasaPound non può esserci lei e soprattutto non dovrebbe starci Forza Italia, attacca la vicepresidente della Camera: "È giusto manifestare contro la manovra fatta di tasse e debito - è la premessa della più anti salviniana del centrodestra - ma ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia".
Carfagna ovviamente non farà parte della delegazione che affiancherà l'anziano ex premier sul palco. Interpellato durante la sua uscita a Perugia al fianco degli alleati, Berlusconi glissa sulle imbarazzanti presenze dei militanti di CasaPound: "Non so se ci sono e non mi interessa. C'è a rischio la libertà e se c'è questo rischio io vado dappertutto". Come dire, della sua ex ministra se ne infischia e non si farà condizionare. La polemica ha riscontri sui social, meno in Fi dove si registra un gelido silenzio, se si fa eccezione per Osvaldo Napoli: "Se c'è CasaPound e Forza Nuova che c'entriamo noi?". Figurarsi come ha reagito Matteo Salvini, che detesta sinceramente la deputata campana. "Da parte mia e della Lega la più totale indifferenza: in piazza viene chi vuole". Salvo aggiungere: "Sto giochino dei fascisti fa ridere e non ci crede più nessuno". ll leader del resto vuol fare di San Giovanni la prova di forza della sua destra-centro nuova di zecca, sotto l'hashtag #orgoglioitaliano. Dice prudenzialmente che punta a 100 mila ma punta ad almeno cinque volte tanto se non dieci.
Al Park Hotel di Perugia, nel tardo pomeriggio, si consuma l'ormai stanco e puramente scaramantico rito della conferenza stampa a tre prima delle regionali. "Perché finora ha portato bene", ammette scherzando Giorgia Meloni. Ma quanti sbuffi, quanti sorrisi tirati da parte sua e di Matteo Salvini. Quando Berlusconi arriva per primo e tiene banco in un capannello con la sconcia barzelletta-tormentone dell'asino che fa sesso, il leader della Lega in camicia bianca e jean fa un giro in sala e si allontana di nuovo. Una volta al tavolo i tre, al fianco della candidata Tesei, si ignorano platealmente. Salvini nel suo intervento non pronuncerà mai la parola centrodestra, si limita a definirla "una squadra che finora ha sempre vinto".
E a pronosticare l'imminente "vittoria" della sua senatrice nella terra governata per 50 anni della sinistra. Meloni poi volge basita lo sguardo a Salvini quando Berlusconi lancia l'appello agli umbri a chiamare "tutte le ex fidanzate" per portarle al voto domenica 27. Poi il Cavaliere se la prende col governo cinese, ricomincia dalla sua discesa in campo e gli altri due perdono ogni speranza di raggiungere per tempo la successiva kermesse dei promotori del Family day, con Gandolfini e altri. "Viva il centrodestra di cui l'Italia ha tanto bisogno", conclude triste e solitario il Cavaliere, "viva anche questo vecchietto che ancora non molla". I tre si rivedranno domani. Ma quello sarà il palco di Salvini.
Succede infatti che nelle stesse ore in cui i tre leader - presenti anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - si presentano insieme a Perugia per tirare la volata alla candidata Donatella Tesei, da Roma Mara Carfagna prende le distanze dalla manifestazione di domani. E lo fa nella maniera più dirompente, spiazzando il suo stesso leader. Il Cavaliere infatti aveva appena detto che sì, lui domani andrà e prenderà anche la parola, dopo settimane di tentennamenti. Ma dove c'è CasaPound non può esserci lei e soprattutto non dovrebbe starci Forza Italia, attacca la vicepresidente della Camera: "È giusto manifestare contro la manovra fatta di tasse e debito - è la premessa della più anti salviniana del centrodestra - ma ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia".
Carfagna ovviamente non farà parte della delegazione che affiancherà l'anziano ex premier sul palco. Interpellato durante la sua uscita a Perugia al fianco degli alleati, Berlusconi glissa sulle imbarazzanti presenze dei militanti di CasaPound: "Non so se ci sono e non mi interessa. C'è a rischio la libertà e se c'è questo rischio io vado dappertutto". Come dire, della sua ex ministra se ne infischia e non si farà condizionare. La polemica ha riscontri sui social, meno in Fi dove si registra un gelido silenzio, se si fa eccezione per Osvaldo Napoli: "Se c'è CasaPound e Forza Nuova che c'entriamo noi?". Figurarsi come ha reagito Matteo Salvini, che detesta sinceramente la deputata campana. "Da parte mia e della Lega la più totale indifferenza: in piazza viene chi vuole". Salvo aggiungere: "Sto giochino dei fascisti fa ridere e non ci crede più nessuno". ll leader del resto vuol fare di San Giovanni la prova di forza della sua destra-centro nuova di zecca, sotto l'hashtag #orgoglioitaliano. Dice prudenzialmente che punta a 100 mila ma punta ad almeno cinque volte tanto se non dieci.
Al Park Hotel di Perugia, nel tardo pomeriggio, si consuma l'ormai stanco e puramente scaramantico rito della conferenza stampa a tre prima delle regionali. "Perché finora ha portato bene", ammette scherzando Giorgia Meloni. Ma quanti sbuffi, quanti sorrisi tirati da parte sua e di Matteo Salvini. Quando Berlusconi arriva per primo e tiene banco in un capannello con la sconcia barzelletta-tormentone dell'asino che fa sesso, il leader della Lega in camicia bianca e jean fa un giro in sala e si allontana di nuovo. Una volta al tavolo i tre, al fianco della candidata Tesei, si ignorano platealmente. Salvini nel suo intervento non pronuncerà mai la parola centrodestra, si limita a definirla "una squadra che finora ha sempre vinto".
E a pronosticare l'imminente "vittoria" della sua senatrice nella terra governata per 50 anni della sinistra. Meloni poi volge basita lo sguardo a Salvini quando Berlusconi lancia l'appello agli umbri a chiamare "tutte le ex fidanzate" per portarle al voto domenica 27. Poi il Cavaliere se la prende col governo cinese, ricomincia dalla sua discesa in campo e gli altri due perdono ogni speranza di raggiungere per tempo la successiva kermesse dei promotori del Family day, con Gandolfini e altri. "Viva il centrodestra di cui l'Italia ha tanto bisogno", conclude triste e solitario il Cavaliere, "viva anche questo vecchietto che ancora non molla". I tre si rivedranno domani. Ma quello sarà il palco di Salvini.