✕

Pd, Matteo Ricci: "Renzi? Che tristezza, si è messo fuori dalla coalizione progressista. Come leader dei centristi è più bravo Calenda"

Il primo cittadino di Pesaro e presidente dell'associazione dei sindaci del centrosinistra: "Non si può pensare di tenere Conte fuori dal campo largo. Penso a una legge elettorale proporzionale con sbarramento al 5% ma per Letta ora non ci sono le condizioni per cambiarla". Mercoledì l'incontro con il segretario dem
2 minuti di lettura

"Renzi si è messo fuori dalla coalizione progressista. È triste vedere che ci diceva di volere riformare la sinistra, ora voglia costruire un Centro, piccolissimo e alleato del centrodestra". Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente dell'associazione dei sindaci di progressisti e civici (Ali),  era stato un sostenitore renziano nel Pd. Mercoledì i sindaci dem si riuniranno con il segretario, Enrico Letta per parlare di schema di gioco politico, di programmi e legge elettorale. Ricci chiede il proporzionale e sostiene che è già il Pd il partito dei sindaci. 

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci 

Matteo Ricci, di fatto Renzi alla Leopolda ha dato l'addio al Pd? 
"È abbastanza triste vedere che chi doveva riformare la sinistra - e lo dice uno che l'ha sostenuto quando era segretario dem - voglia costruire un…

"Renzi si è messo fuori dalla coalizione progressista. È triste vedere che ci diceva di volere riformare la sinistra, ora voglia costruire un Centro, piccolissimo e alleato del centrodestra". Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente dell'associazione dei sindaci di progressisti e civici (Ali),  era stato un sostenitore renziano nel Pd. Mercoledì i sindaci dem si riuniranno con il segretario, Enrico Letta per parlare di schema di gioco politico, di programmi e legge elettorale. Ricci chiede il proporzionale e sostiene che è già il Pd il partito dei sindaci. 

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci 

Matteo Ricci, di fatto Renzi alla Leopolda ha dato l'addio al Pd? 
"È abbastanza triste vedere che chi doveva riformare la sinistra - e lo dice uno che l'ha sostenuto quando era segretario dem - voglia costruire un Centro, piccolissimo e alleato del centrodestra. Del resto Renzi non ha più spazio politico nel centrosinistra: c'è una frattura tra lui e l'elettorato di sinistra".  

Però quel campo largo di cui ha parlato Letta - da Renzi a Bersani e ai 5Stelle - è svanito, non crede? 
"Se rimane questa legge elettorale il campo largo è indispensabile, perché il Rosatellum spinge al sistema bipolare. In mezzo non si può stare. Quindi Renzi, che si tira fuori dal centrosinistra, vuole evidentemente approdare nel centrodestra. Aggiungo che non credo andrebbe a lui la leadership dei centristi. Mi pare più attrezzato Carlo Calenda per guidare quello spazio politico". 

Se la legge elettorale disegna il campo di gioco, lei a quale modello pensa? 
"In questi mesi si è parlato molto di Quirinale, mentre sarebbe stato più utile discutere di legge elettorale. Se si vuole dare prospettiva politica al governo Draghi, il modello migliore è il proporzionale con uno sbarramento al 5%".  

Perché? 
"Perché sarebbe la prova del nove per verificare se davvero Brunetta, Carfagna,  Gelmini e quella parte anti sovranista di Forza Italia vogliono stare in un quadro europeista o restare avvinghiati alla destra di Salvini e  Meloni. Per liberare il centro del centrodestra ci vuole un'altra legge elettorale, che consentirebbe a quei centristi una partita autonoma nel Ppe. Vale anche per il leghista Giorgetti". 

A quel punto però il Pd deve cambiare strategia? 
"Letta non crede al momento che ci siano le condizioni per cambiare la legge elettorale, perciò attrezza il Pd a essere perno di una coalizione larga di centrosinistra". 

Con il M5Stelle di Conte, benché siano nel caos? 
"In presenza di un bipolarismo Conte e Calenda sanno che bisogna presentarsi al voto insieme in una alleanza progressista e europeista".

E Renzi? 
"Si è messo fuori da solo. Non si può pensare di fare un accordo con Renzi e non farlo con Conte". 

Voi sindaci dem vi riunirete con Letta mercoledì. Per chiedere cosa? 
"Premetto che ritengo il Pd il partito dei sindaci, perché il 70% dei Comuni italiani sono governati da sindaci progressisti e riformisti. Letta è il nostro coach. Spetta a lui decidere come metterci in campo per vincere le politiche, tenuto conto che nelle nostre città abbiamo già sconfitto la destra". 

Il voto anticipato nel 2022, di cui Renzi ha parlato, è uno spauracchio o una previsione, secondo lei? 
"Uno spauracchio. Il governo Draghi sta spaccando il centrodestra sull'europeismo. Non solo. In contrasto con Salvini e Meloni, che strizzano l'occhio ai No Vax e no Green pass, Berlusconi ha aderito al fronte rigorista anti covid. Perciò, ripeto, una legge elettorale proporzionale garantirebbe anche prospettiva politica al governo Draghi. Diversamente, e poiché Draghi è un leader di cui l'Italia in questa fase non può fare a meno, aumenterebbero le pressioni per portarlo al Quirinale". 

Ma voi sindaci dem avete un nome per il Colle? Per chi tifate? 
"Come la stragrande maggioranza degli italiani crediamo che la coppia Draghi a Palazzo Chigi e Mattarella bis sarebbe una garanzia. Ma Matterella non va tirato per la giacca, soprattutto nel mezzo di una tale fibrillazione politica".